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mercoledì 24 settembre 2014

Guardare gli altri con gli occhi della mia monella

Cara Lilli,

è da qualche giorno che ho fatto una riflessione e voglio condividerla con te. 

Ho osservato la mia monella l'altro pomeriggio nella sala d'aspetto del centro di riabilitazione dove porto lei e il monellino per la psicomotricità e la logopedia.

Era con un'altra bambina e parlottavano e sorridevano.

Che c''è di strano, dirai tu? Tutto normalissimo. Due bambine che si conoscono, si salutano, si danno un bacetto.

E invece all'improvviso mi ha attraversato la mente un pensiero su cui non mi ero mai soffermata prima, non so perchè: mia figlia non conosce il concetto di diversità

O meglio: non conosce l'accezione negativa di questo concetto. L'accezione, cioè, che purtroppo molto spesso viene data al concetto di diversità.

Per la monella tutti sono uguali nel senso che tutti sono persone. Persone e basta.

Nonostante abbia fatto grossi progressi in tutti i campi e tu lo sai, il suo disturbo l'ha portata ad avere all'età di sette anni una ingenuità e un candore propri di chi è più piccolo. I suoi coetanei, pur ancora bambini, già iniziano a fare ragionamenti e porsi domande che lei ancora non fa e non si pone.

E questo se da un lato può essere (ed è) un problema, può anche essere visto paradossalmente un pò come una ricchezza, una cosa bella. 
 
La bambina con cui l'altro giorno si scambiava un bacetto e un saluto ha la sindrome di Down. E come puoi immaginare non è certo l'unica bambina o bambino con questa sindrome che la monella conosce, frequentando un centro di riabilitazione. E anzi, conosce anche bambini e ragazzi con malattie molto serie neuromuscolari, sulla sedia a rotelle, magari con braccia e gambe atrofizzati, anche col labbro leporino, che non riescono a parlare bene e via dicendo.

Per lei tutti questi bambini sono sempicemente bambini. Bambini e basta. Non sono diversi. 

O meglio, sono diversi nella stessa misura in cui sono diverse le persone quando hanno i capelli biondi piuttosto che neri, o gli occhi azzurri piuttosto che marroni, sono alte piuttosto che basse. 

Per lei quindi non ci sono i bambini normali e i bambini anormali. Ci sono solo i bambini.

Mi sono resa conto di come lei si rapporti con chi ha disabilità di vario genere, più o meno gravi, con una semplicità e una naturalezza che commuovono.

Non è che lei non veda la differenza. E' che la differenza per lei rientra nella normalità.

Questo commuove, come dicevo. E stupisce. Ma non dovrebbe! Dovrebbe essere normale (è il caso di dirlo!)  pensarla come lei, non credi?

Tutti dovrebbero pensarla così. 

Il mondo sarebbe un posto assolutamente migliore se tutti guardassero gli altri con gli occhi della monella e di chi, come lei, ha ancora il candore e la purezza d'animo intatti, ossia non intaccati dalle sovrastrutture mentali, dagli egoismi, dalle manie di grandezza, dai messaggi che la società ci propina e vuol far passare per giusti.

Non so come cambierà la mia bimba crescendo, in questo senso. Ma ora come ora sono felice e orgogliosa che sia così come è.


46 commenti:

  1. E' una riflessione molto seria e molto vera, cara Maris, che dovremmo fare tutti e che, soprattutto, dovremmo tutti mettere in pratica nella vita. Grazie come sempre perché attraverso i racconti della vostra vita ci dai un sacco di spunti importanti da praticare.

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    1. Grazie a te, 'povna, per aver apprezzato la mia riflessione e perchè so che davvero segui me e i miei monelli con affetto!

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  2. Cara Maris, mi piacciono i tuoi racconti quotidiani, e devo affermare che dai bambine che siano diversi oppure così detti normali!
    abbiamo molto da imparare, la vita mi ha insegnato questo!!!
    Ciao e buona serata cara amica.
    Tomaso

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    1. Sei sempre tanto saggio e caro, Tomaso, grazie! So che tu ami i bambini e che apprezzi ciò che insegnano a noi adulti con la loro spontaneità e la sincerità.
      Buon fine settimana!

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  3. Mia dolce amica che fantastica la tua donnina ed il post che hai scritto mimha emozionato perché parla di sensibilità, di affetto, di amicizia, soprattutto di spontaneità!
    E mi hai fatto venire in mente la canzone di Povia...perché i bambini non hanno peli ne sulla pancia ne sulla lingua...quando i bambini fanno oh! La tua donnina e' grandiosa S lo sai te lo dico sempre perché lo,penso realmente da quanto apprendo grazie a te, sii orgogliosa, lei non cambierà il mondo ma le auguro che il mondo non cambi lei con la sua straripante dolcezza!
    Ciao dolcissima amica mia, sebbene febbricitante, non potevo non scrivere subito a queste parole che riempiono il cuore!
    Ti abbraccio forte ma un bacjone grande alla donnina!

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    1. Stella, quanto sei cara! Ti ringrazio, il tuo affetto per la mia bambina so che è grande e ne sono felice. Spero che davvero come tu dici il mondo possa cambiare almeno un pò insieme a lei, sarebbe bellissimo.
      La canzone di Povia si adatta perfettamente alla monella, si!
      Ti abbraccio forteanche io e ti auguro di guarire in fretta, amica mia :-)

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  4. Più che altro ci dovremmo riuscire noi adulti!

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    1. Appunto, è quello il fatto! Difficile che accada, lo so....ma pensa come sarebbe bello!

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  5. hai ragione, anche il mio piccolo Antonio deve fare questi esercizi e ti capisco, purtroppo qui da noi non ci sono strutture adatte....buona giornata simona:)

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    1. Le strutture carenti sono proprio un gran problema, Simona, ti capisco. Spero che il tuo bambino possa comunque proseguire il suo percorso e che noi due mamme possiamo farci coraggio e sostenerci a vicenda, allora.
      Un grosso abbraccio!

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  6. Non so bene cosa scrivere... so solo che mi hai commosso e fatto riflettere.

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    1. Hai scritto tutto ciò che serve, Iva. Grazie!

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  7. Maris come ti capisco, Mattia è come la tua monella. Al centro corre incontro alla ragazzina in carrozzella e incontro ai fratelli di altri bimbi che frequentano il centro senza alcuna distinzione. Nessun bambino conosce la diversità poi crescono e qualcosa cambia ma loro no, cara. Affinano, emaptia e resilenza, la loro apertura al mondo senza considerare la diversità è totale. Ti abbraccio.

    Ps. quanto mi piacerebbe vederli giocare insieme: la tua monella e il mio occhi di mandorla :)

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    1. Anto che bello ciò che mi scrivi! Tu mi capisci sempre benissimo, lo so oramai :-)
      E sarei felicissima anch'io di vedere giocare insieme i nostri figli, cara!!

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  8. Ciao Maris!
    La tua riflessione è giusta ma sappiamo bene che non potrà mai essere la normalità. Noi perdiamo la visione pura, e poi ragioniamo per differenze.
    E mica parlo di quelle fisiche vere e proprie!
    Ci sono differenze molto molto più sottili. A volte una differenza può essere anche nell'avere un Samsung S 2 piuttosto che un S 4.

    Moz-

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    1. Miki, so bene come tu dici che nella realtà non potrà mai realizzarsi del tutto il sogno di una società in cui le diversità siano accettate senza remore né discriminazioni, il mio post vuole essere più che altro un modo per parlare della monella e di come lei vede il mondo che la circonda.
      Poi ovviamente va da sé che la riflessione diventi più generale e si parli di un sogno che comunque a lavorarci tanto in parte potrebbe pure avverarsi...
      Ciao!!

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  9. Spero che la tua bambina conservi il più a lungo possibile questo candore preziosissimo. Un bacio, amica cara

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    1. Ros cara, grazie! Me lo auguro perché c' è troppa cattiveria ed egoismo nel mondo e un esempio in più di accettazione dell'altro senza riserve sarebbe proprio importante.
      Bacioni!

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  10. Credo sia una caratteristica che è inevitabile perdere con il tempo, che dobbiamo cercare in ogni modo di conservare e proteggere. A noi adulti, che pensiamo per classificazioni, farebbe bene tornare bambini piccoli ogni tanto.
    Bellissima riflessione.

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    1. "Proteggere" è proprio il verbo che avevo in mente anche io, sai? Ti ringrazio per le tue parole, un bacione!!

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  11. sai leggendo questo post mi è venuto in mente un episodio accaduta alla mia bimba di 7 anni...
    durante una festa in paese, io come da anni ormai, avevo organizzato la giornata del disabile e quel sabato mattina la maestra di italiano di Miki ha deciso di portare i bambini della prima a vedere gli asinelli e come i "miei ragazzi speciali" si divertivano ...
    prima di uscire dalla classe una bambina rivolta alla maestra le ha detto:
    < ha chisesto la maestra >perchè io ho paura dei disabili, sono diversi e cattivi!> Miki ha risposto < io non ho paura sono i ragazzi con qui gioca sempre mamma>
    Quando poi sono scesi e hanno visto come i miei "ragazzi speciali" sorridevano, si divertivano ad accarezzare gli asinelli, li portavano a passeggio, i bambini della scuola non vedevano più le differenze fisiche e comportamentali, ma si sono uniti hai giochi degli altri ragazzi divertendosi a loro volta
    quella bambina aveva detto quelle cose perchè probabilmente i suoi genitori le avevano fatto notare le differenze
    è vero che i bambini non hanno peli sulla lingua, ma tocca a noi genitori insegnare che non ci sono differenze
    la tua bambina è una piccola grande donnina, e sarei felicissima potesse giocare con la mia Miki, si divertirebbero un sacco
    baci VAleria

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    1. Cara Valeria, hai ragione quando dici che conta molto l'ambiente in cui si cresce perchè i genitori sonoil primo esempio per i bambini ed è triste vedere che a volta bambini ancora piccoli hanno già dei preconcetti.
      Mi fa piacere che tu ti occupi di volontariato con i disabili, è una cosa importante per iffondere una mentalità nuova e positiva e per tua figlia tu sei un esempio bellissimo, brava :-)
      Baci!

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  12. Che questa bellezza interiore resti per sempre nella tua piccola !

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    1. Di certo crescerà e maturerà, ma io spero che come tu dici conserverà una bellezza interiore che la contraddistingue adesso.
      Grazie Gianna!

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  13. Sarà banale dirlo, ma ci vedo molta più normalità in una bambina che a sette anni non si domanda perché quel bambino è su una sedia a rotelle e l'altro non parla bene, piuttosto che certi bambini attaccati al cellulare, al computer, al videogioco, alle banalità.
    Penso che oltre il fatto di trovarsi con diversi bambini, ognuno con la sua specialità, molto dipende dal luogo in cui proviene e dall'insegnamento che le dai.
    Ti auguro che la tua monella conversi per sempre questo dopo. <3

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    1. Pier, ti ringrazio tanto perchè anche tu come Valeria prima, sottolinei che l'esempio dei genitori o comunque l'ambiente familiare influisce sulla formazione dei bambini. Se la mia monella è così anche grazie un pò a me e al suo papà non posso che essere felice :-) Ma lei ci ha messo del suo, assolutamente: è una bimba che ha sensibilità da vendere!
      Grazie carissimo, un abbraccio.

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  14. Cara Maris,
    penso che sia il più bel post che io abbia mai letto e di tutti quelli che leggerò ancora. Ho sentito arrivare nella mia testa uno tzunami di sentimenti e di commozione che mi ha stordito.
    In questo mondo che diventa ogni giorno più cattivo, l'ingenuità della nostra monellina sembra un miracolo.
    Grazie Maris. robi

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    1. Robi....grazie! Grazie, grazie e ancora grazie!
      Non aggiungo altro, Amico mio.

      Un abbraccio.

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  15. È così. Purtroppo si tende a osservare il prossimo con dei preconcetti assurdi, dove chi non rispetta una certa etica, moralista e classista, è fuori dai parametri.
    Un sorriso per il fine settimana.
    ^__^

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    1. Purtroppo è così che accade, appunto. Ma in parte si può cercare di cambiare questo modo di comportarsi e di pensare, cominciando dal nostro piccolo.
      Un caro saluto a te :-)

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  16. cavolo maris che bello questo post, e le riflessioni che hai fatto... "non è che lei non veda la differenza, è che per lei la differenza rientra nella normalita" è ciò che vorrei esser capace di insegnare a mia figlia.
    ti abbraccio
    emme

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    1. Cara Emme, mi fai arrossire, grazie! Sono certa che essendo tu una donna sensibile e intelligente potrai passare questo modo di pe sare alla tua bambina, vedrai!
      Un abbraccio a te :-)

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  17. ' Nessuno guarda il mondo con occhi vergini'......la tua Monella sì!
    Splendidi pensieri.
    Impe

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    1. Si, è vero! Grazie per averlo pensato e scritto :-)
      Baci.

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  18. Cara la tua Monella che ha tanto da insegnare ... e non solo ai piccoli.
    Un abbraccio e grazie per questo tuo post.

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    1. Ciao mia cara Paola! Ti ringrazio io per le tue parole, sei affettuosa davvero!!

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  19. Vorrei che dessi un bacio alla monella da parte mia. Quello che di lei ci hai raccontato mi ha ricordato una VERITA' fondamentale: L'ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OCCHI, SI VEDE BENE SOLO COL CUORE.
    Grazie e sereno fine settimana!

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    1. Calo, amica mia, ho dato il bacio alla monella per te, certo! E ho apprezzato tantissimo ciò che mi hai scritto: è una perla che ognuno dovrebbe avere sempre presente!!
      Un bacio grande :-)

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  20. Ciao Lilli,
    A me viene in mente solo questo da Matteo 18, 3-5:
    «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4 Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
    5 E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me."
    Ciao e dai una carezza alla tua piccola da parte mia.

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    1. Pia grazie! Le grandi verità sono eterne, faremmo bene a ricordarcene più spesso in un mondo caotico e materiualista come quello in cui viviamo...
      Carezza data, non temere :-)
      Un bacione!

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  21. Certo che se tutti percepissero gli altri così, questo mondo sarebbe un posto migliore. Purtroppo sono oasi. "purtroppo" per gli altri... ;) Quindi goditi la tua oasi e grazie per dare un sorso d'acqua anche a me, pellegrino di un deserto in cui oasi è diventato sinonimo di miraggio. Vi voglio bene :)

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    1. Carissimo! Grazie mille per la tua sensibilità sempre profonda e tenera.
      Ti vogliamo bene anche noi, lo sai.
      :-)

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  22. ciao Maris
    certo che devi essere fiera della tua piccola monella perchè è assolutamente vero che i bambini sono tutti uguali per i bambini, gli adulti li guardano con gli occhi da adulti.
    Noi conosciamo un bambino che ormai è un ragazzo che ha la carrozzina e pensa che proprio l'altro giorno Federico mi ha parlato di lui e della sua carrozzina senza problemi, poi Matteo, questo ragazzino, è veramente fantastico "vado a fare una corsa" per lui significa fare una giro con la carrozzina e ha sempre il sorriso sulle labbra ... scusa ho tergiversato, ma che bello vedere i bambini per quello che sono cioè bambini!!!
    scusami se passo poco, ma la vita di tutti i giorni mi ha travolta e mi lascia poco spazio ... un fortissimo abbraccio a te e un bacino alla piccola monella
    Patrizia

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    1. Ciao! Non hai affatto tergiversato, anzi: grazie per aver riportato questa piccola ma importante testimonianza! Anche il tuo Federico è un bimbo dal cuore puro e generoso.
      Sono sempre contenta di leggerti, ti mando tanti baci mia cara :-)

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  23. che bella riflessione...in questo senso "da un male può nascere un bene"...ho lavorato per tre anni in un laboratorio teatrale integrato e mi ha fatto capire quanto non avevo capito nulla quando parlavo di diversità. Mi ritenevo così "brava" solo perchè TRATTAVO le persone con disabilità come persone cosiddette-normodotate ma conoscendole davvero, vivendoci accanto ogni giorno per tre anni mi sono accorta che io le TRATTAVO così ma non le CONSIDERAVO davvero così. Poi mi sono ritrovata ad ascoltare i problemi di amore di una ragazza della mia stessa età, down, ed essere DAVVERO interessata alla sua storia e mi sono accorta che avevamo più o meno gli stessi problemi (lei stava con un altro amico in comune, con disturbi caratteriali e dell'attenzione...ma posso dire che era sempre un ragazzo tutti i classici difetti dei ragazzi??? :D ). Mi sono accorta che non è vero che i down sono tutti buoni perchè "poverini" e che possono essere cattivi, come tutte le altre persone! Ho capito che potevo litigare con un ragazzo, sempre mio coetaneo, senza gambe perchè ho abbandonato quel velo di pietà che ci teneva lontani e siamo stati davvero amici, liberi di scannarci e fare pace. Pur sapendo che quello che gli era successo, ovviamente, ha lasciato in lui segni indelebili e che ovviamente giustificano alcuni lati del suo carattere. Ma non tutti! Perciò ho scoperto che davvero lì dentro eravamo uguali, diversi proprio come biondi e mori...solo che io ci sono arrivata intorno ai 30 anni.....tua figlia a 7 :D

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    1. Cara, grazie davvero per avermi scritto di te e del tuo rapporto con la "diversità".
      Hai centrato il punto della questione: noi adulti spesso solo all'apparenza trattiamo le persone diversamente abili come tutti gli altri, spesso è una cosa di superficie, magari anche inconsiamente e senza cattiveria accade così. Però il passo da compiere è quello che hai fatto poi tu: considerare nel profondo quelle persone al pari di tutte le altre, perchè loro sono effettivamente come tutte le altre, con gli stessi sentimenti di rabbia, dolore, gioia, amore, tristezza, soddisfazione...
      Dici che ci sei arrivata a 30 anni e che cihai messo quindi molto tempo, ma non credere, sai? Pensa che c'è chi è molto più grande di te e non ci è ancora arrivato e peggio ancora non ci arriverà mai :-(
      Un bacio grande!!

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