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mercoledì 13 gennaio 2016

Memorie di un divano

Cara Lilli,

tu credi al fatto che anche gli oggetti portino in sè traccia del vissuto di una casa, di una famiglia...?

Ah...se potessero parlare, raccontare! Un tavolo, una libreria, uno specchio, una cassettiera...

Un divano, ad esempio.

Si: prendi un divano a tre posti dalla tappezzeria nei toni dell'arancio, preservata da un grosso foulard color più o meno bordeaux con dei disegnini e poi successivamente da un copridivano verdescuro.

Scommetto che se quel divano potesse parlare racconterebbe di una coppia di innamorati che belli comodi guardavano un sacco di film, sgranocchiando popcorn, con una copertina di pile a tenerli caldi nei mesi invernali del loro primo anno da sposati, quando erano ancora soli soletti e poi in attesa, con un pancione a far loro compagnia...

Sarebbe poi arrivato il tempo in cui la sposa, neo-mamma, avrebbe preparato ogni sera un cuscino e un copriletto leggero (sostituito da una trapunta nei mesi a seguire) proprio su quel divano perchè sapeva che al 99,9% dopo la poppata notturna la sua monellina avrebbe avuto le colichette e si sarebbe agitata e quindi per non svegliare lo sposo che al mattino doveva andare al lavoro lei si sarebbe trattenuta in soggiorno, sfruttando il divano per riposare un pò tra un pianto, un'altra poppata e un altro pianto...

Sarebbero arrivate poi altre notti insonni, un pò più in là nel tempo, in cui la monellina più o meno treenne non voleva saperne di starsene nel suo lettino in cameretta e preferiva addormentarsi (e soprattutto restare) su quello stesso divano su cui poi durante il giorno alloggiava, sfogliando i suoi libri preferiti, o sgranocchiando crackers (sbriciolando tutto lo sbriciolabile...), o guardando il vecchio, bellissimo film dei Barbapapà (quello originale dei primi anni '70, con le canzoni di Roberto Vecchioni e con la voce di narrante di Oreste Lionello) o ascoltando le canzoni dello Zecchino d'oro...

Sarebbe arrivato poi come un ciclone un allegro monello, a far di quel divano una montagna da scalare, con l'abitudine di stendersi poi sulla parte alta dello schienale, sfruttando per non cascare giù di dietro il muretto contro cui il divano è appoggiato...

E avvicinandosi sempre più ad oggi, sarebbe arrivato il tempo delle coccole matuttine tra mamma e monelli, alternati o anche insieme, mentre il papà magari ancora dorme... Così come delle coccole tra papà e monelli, più facilmente di sera ma anche nei pomeriggi delle domeniche casalinghe, tra solletico e risate e sonnellini vari...

Ah...quante cose potrebbe raccontare un divano così!  

Quel divano, proprio.

Tante da scriverci un piccolo libro di memorie...


22 commenti:

  1. Mia dolce e preziosa amica, compagna di viaggio..i tuoi post sono sempre essenza dell'amore, miele dell'anima!
    Quante emozioni hai regalato...sembra quasi una bella pubblicità con la famiglia ideale quella che tutti voi rappresentate con il vostro essere genitori, marito e moglie condito il tutto con L'AMORE SiNCERO, un applauso a questo cortometraggio direttamente dal cuore!

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    1. Carissima Stella, amica mia nel quotidiano, quante cose belle mi hai scritto!!
      Sai che la famiglia è ciò che io metto prima di tutto il resto, se tramite ciò che racconto del nostro vissuto faccio nascere un'emozione sono proprio contenta :-)
      Ti ringrazio per questo applauso che so arriva davvero dal tuo cuore e ti abbraccio forte!!

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  2. Cara Maris, ogni piccolo mobile, che sia un divano, una sedia ecc. ha una storia da ricordare.
    Fa piacere sentire ciò che tu riesci a farci ricordare.
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso ciao! Grazie, hai capito ciò che volevo dire, anche tu avrai un mobile, un oggetto che più di altri ti suscita ricordi...
      Buon fine settimana e un bacione!

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  3. Quanti ricordi che mi muovi Maris... noi avevamo un divano così, su cui "si viveva". Era di pelle, per cui c'era sempre qualcosa che lo copriva, ed era troppo caldo d'estate e troppo freddo d'inverno, ma quando lo abbiamo tolto per far spazio è stato come staccare una foto dal muro, portar via un po' quei ricordi. Mi ripeto sempre che non ci si deve affezionare agli oggetti, ma così va alla fine.
    Un abbraccio :)

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    1. Ecco, caro Pier...leggendo il tuo commento capisco che anche tu hai capito cosa migliore intendo von "memorie di un divano"!! :)
      Credo che quando arriverà il momento (spero più tardi possibile) di doverci separare da questo divano perché magari sarà ridotto male e usurato, mi sentirò proprio cone ti sei sentito tu alla perdita del vecchio divano di pelle :(
      È inevitabile che anche gli oggetti acquistino un valore, ai nostri occhi, che va ben al di lá di quello materiale...
      Un bacione!

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  4. Adorabile post, Maris! Hai davvero talento per rendere magiche le piccole cose che potrebbero sembrare banali! Complimenti! c:

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    1. Tesoro ma grazie!! Sarà che per me le piccole cose hanno molto spesso più valore di quelle grandi e più eclatanti, diciamo così...e perciò mi piace tanto scriverne :)
      Baci, buon weekend!

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  5. Posso dire, a ragione, che quel divano é entrato di diritto nel vostro stato di famiglia! ;-)
    Grazie Maris per questi tuoi ricordi, grazie per questa delicatissima pagina di Vita!

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    1. Eh si, cara Calo: non c'è dubbio alcuno, il nostro divano ha ampiamente meritato il suo posto nello stato di famiglia :-)))
      Grazie a te, sempre, per la partecipazione affettuosa ai miei ricordi e a quanto scrivo!

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  6. hai ragione, anche io ho un divano che ha tante cose da raccontare...tutto il tempo libero che abbiamo a disposizione nel calore della famiglia, noi quattro, lo viviamo su quel divano
    bacioni a te e ai monelli

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    1. Valeria cara, ciao! Immagino quanti bellissimi momenti anche a casa tua!
      Auguro a voi quattro di arricchire ancora di più e sempre con amore le memorie del vostro divano... :-)
      Un abbraccione!

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  7. Terrò presente...
    Ciao teneri sul divano! robi

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    1. E' in arrivo un abbraccio tenero tutto per te, Robi, da noi 4...in diretta dal divano protagonista del post :-)

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  8. Ecco! Hai spiegato perfettamente perché, quando è il momento di buttare via la roba vecchia, uno non vorrebbe farlo. Un altro che guarda dall'esterno magari ti giudica "nu p'rocchie" perché non lo vuoi buttare via, ma lui che ne sa...

    Un abbraccio ai fantastici 4 ;)

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    1. Ahahah :))) e già.... che ne sanno gli altri??

      Antò grazie, sei carissimo!
      Un fantastico abbraccio per te ;)

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  9. Cara Maris.. finalmente riesco a passare a trovarti e come al solito mi commuovi.. un abbraccio!

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    1. Ma grazie, cara! Ne sono felice e ti aspetto sempre, quando vuoi :)

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  10. Io sono certa che anche gli oggetti hanno i ricordi. Io faccio fatica disfarmi di alcune cose. Quando anni fa ho ristrutturato casa e cambiato l'arredamento mi sono sentita un pò sperduta senza i vecchi divani che avevano visto la nascita delle mie figlie e i mobili che avevano subito le piccole aggressioni dei loro giochi infantili. Neppure il nuovo arredamento mi ha dato subito gioia nonostante le nuove comodità e praticità. Poi tutto passa vero, ma rimane tanta nostalgia. Ora le mie cose le posso ancora vedere a casa di un cugino che arredato così la sua tavernetta. Bacioni e buona serata! ^_^

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    1. Saray, la pensiamo allo stesso modo... :)
      La nostalgia è una sensazione che mi è molto familiare, da sempre... Sono una nostalgica nata, io!
      Non oso immaginare quando magari arriverà il momento di separarmi da questo divano...
      Un bacio, ciao!

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  11. Non vedo l'ora che anche il mio divano diventi così.. :)

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    1. .... e io te lo auguro con tutto il cuore, perché è bellissimo quando accade così!
      :-)

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