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martedì 15 novembre 2016

La chimica dell'arte

Cara Lilli,

non so se ne hai mai avuto esperienza diretta, ma la vita a volte fa degli strani scherzi. Tipo far convivere in un'unica persona passioni anche molto diverse tra di loro, che devono trovare un giusto equilibrio.

Mio papà, ad esempio, ha studiato al liceo classico, appassionato di libri e letteratura, ma poi ha scelto ingegneria chimica all'università, attirato incredibilmente dal mondo degli esperimenti e delle formule e da ciò che gli ruotava intorno.

Non per questo ha smesso di leggere e di scrivere anche, anzi. Racconti, poesie, novelle, un romanzo. Metteva su carta pensieri ed emozioni, a volte inventava, altre volte riportava aneddoti realmente accaduti. 

E amava la musica, tanto. Avrebbe voluto studiare da ragazzino pianoforte, per una serie di motivi anche indipendenti da lui non potè, ma comunque coltivò la passione per la musica in generale e in particolare per quella classica, per il jazz, per la canzone napoletana.

Ad un certo punto si ritrovò con in mano fogli e matite, carbonicini neri...schizzi, bozzetti per illustrare anche i suoi racconti. E poi la passione per la pittura dilagò, con dipinti su tela, con tempere, colori ad olio...

E intanto era lì, a fare l'ingegnere chimico in un'industria siderurgica. E a farlo anche bene, giacchè gli fu proposto in un futuro non troppo lontano un ruolo dirigenziale in una nuova sede per cui avrebbe dovuto trasferirsi in un'altra regione.

Lui e mamma avevano solo mio fratello a quell'epoca, io non ero ancora nata. Ma me lo immagino benissimo, tutto preso dalle formule chimiche e allo stesso tempo con la mente che pensava al dipinto lasciato incompleto a casa, che lo aspettava sul cavalletto nello stanzino che era intanto diventato una sorta di piccolo studio.

E allora lui scelse: il richiamo dell'arte era troppo forte. Studiò da privatista, mentre ancora lavorava in industria, per prendere il diploma dell'Istituto d'Arte, appunto. 

Il passo successivo fu il concorso per l'insegnamento e da lì poi tutto venne da sè...e si ritrovò nel giro di pochi anni, da ingegnere chimico che era, professore di educazione artistica alle scuole medie, passando per l'esperienza anche di professore di Storia dell'Arte in una grande scuola privata di Napoli.

Qualcuno storcerà il naso, una sorta di declassamento forse. Ma non per lui. Lui era felice così, con una vita fatta di orari più regolari, tranquilli, senza maratone in azienda che lo stressavano oltremodo. Orari che gli consentivano di vivere di più in famiglia, dove al figlio maschio si era aggiunta una figlioletta...io.

E poi, che era quello che desiderava con tutto il cuore, poteva trasmettere la sua passione per il disegno anche agli alunni più ricalcitranti, anche a quelli che partivano dall'idea che l'educazione artistica fosse una materia senza importanza. Lui coinvolgeva tutti, con lezioni dinamiche, pratiche e teoriche, progetti, gite, gare. 

Nel mio soggiorno, Lilli, ho due bellissimi quadri di mio padre del '63. Un tramonto e una passeggiata in un bosco. Li ho sempre amati, tanto è vero che 10 anni fa li ho scelti con il mio amore per farne le bomboniere del nostro matrimonio: riproduzioni in miniatura su legno, fatte da un ebanista nostro amico. Una cosa che commosse molto papà, anche se, schivo com'era per carattere, abituato a non esternare troppo i suoi sentimenti, non ne fece parola direttamente con me, ma me lo fece capire e anche arrivare tramite altri familiari. 

E' stato bello avere un papà artista. A lui devo (complice anche la mia mamma, naturalmente) il mio amore per la musica, per la lettura, per la scrittura, per l'arte in generale. A lui che me l'ha fatta respirare, assaporare fin da quando ero piccolissima.

Oggi, proprio oggi che son trascorsi sette anni da quella drammatica notte dell'addio , mi è venuto di pensare a tutto questo. E mi viene di dirgli ancora e sempre il mio grazie, certa che lui possa sentirmi.



12 commenti:

  1. Altroché se sente! Dolcissimo questo post ... a volte i giri della vita sono così strani ... mio padre ha studiato agraria ma poi ha fatto il disegnatore tecnico per tutta la vita; una passione, quella per il disegno, ed un talento che ha trasmesso alla sua nipotina :-)

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    1. Grazie Manu! Poi leggo che anche tuo papà ha fatto un percorso un pò strano per arrivare a realizzarsi...allora puoi capire anche tu di cosa parlo :-) e che bello che tua figlia poi abbia ereditato un suo talento, sarà una cosa che la legherà a lui per sempre!

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  2. sono certa che lo senta, eccome. Adesso capisco il tuo amore per la scrittura e la lettura...sei figlia d'arte!
    A volte gli altri vedono un declassamento in quello che per noi è un miglioramento, vedono un arrendersi in quella che è accettazione ecc. ecc. L'importante è non lasciare che siano gli altri a guidare il nostro futuro. Tuo padre ha avuto molto coraggio a seguire le sue passioni!

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    1. Figlia d'arte forse è una parola grossa...ma un pò mi ci sento, si :-)
      Grazie carissima,hai compreso benissimo lo spirito con cui mio papà ha affrontato questi "giri" della vita per arriavre ad essere felice.
      Un abbraccio!

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  3. Deve essere stata una bellissima persona, davvero una ispirazione e ti ha lasciato credo un bell'insegnamento: seguire sempre i tuoi sogni.
    Un abbraccio cara maris!

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    1. Proprio vero, Pier: mio papà era un uomo schivo e piuttosto introverso, ma era anche molto generoso, aveva un animo sensibile e un cuore da sognatore...
      Grazie per le tue parole, un bacione.

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  4. bellissimo questo post...anche io sono un perita analista contabile e faccio il falegname eheh
    baci Valeria

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    1. Eh si, giustissimo! Tu, cara Valeria, sei un esempio di come la vita fa fare strani percorsi alle persone per arrivare a realizzarsi e sentirsi soddisfatti di se stessi :-)
      Tanti baci.

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  5. Ti sente. Cosí come tu lo senti vivere in te e nei ricordi che vi uniscono.
    Davvero niente é perduto di ció che é vissuto nell'amore!!
    Grazie!

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    1. Calo...e che ce lo diciamo a fare che ciò che vale per me so che vale anche per te? Ormai lo sappiamo bene, ci lega in qulche modo l'esperienza di vita e d'amore che entrambe abbiamo fatto coi nostri cari papà...
      Grazie a te, sempre!

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  6. Capisco sempre di più perchè "La famiglia" di Ettore Scola è il film in testa alla tua classifica.
    Penso che dopo aver letto questi tuoi pensieri sarò più attento alla vita di mio padre nei tanti ricordi che forse ho trascurato.
    Baci e abbracci a tutti. robi

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    1. E' il "mio" film, infatti :)
      Grazie Robi, come sempre, per come leggi i miei post e li comprendi con il cuore....
      Un abbraccio forte!

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