AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

domenica 15 luglio 2018

11 luglio '82

Cara lilli,

ci sono date che non si dimenticano. Date di cui ricordi perfettamente dove, come, con chi eri e che cosa stavi facendo mentre accadeva un determinato evento.

Una di queste date per me (e per milioni di italiani) è l'11 luglio 1982.

Dove: ero al mare, nella mia adorata San Benedetto del Tronto e nell' ampia sala TV comune di quello stesso grande residence che ha mi ha visto vivere anche in seguito le più belle estati della mia vita da ragazza. 

Come: vestita tricolore, con maglietta bianca, gonnellina rossa e bandana verde in testa.

Con chi: con mio fratello, le mie 2 cugine gemelle e un folto gruppo di amici di spiaggia (tutti rigorosamente vestiti tricolore, in un modo o nell'altro), più tutti i rispettivi genitori.

Che cosa: facevo un tifo assordante per la Nazionale di calcio che disputava la finalissima dei Campionati Mondiali di Spagna contro la Germania Ovest.

Ricordo tutto, ogni cosa, ogni particolare di quella sera magica.

Dalla corsa a prendere i posti migliori nella sala TV fin dal pomeriggio (giuro: noi ragazzi non ci schiodammo da lì neppure per cenare qualcosa prima del fischio d'inizio, le nostre mamme ci prepararono dei panini e ce li portarono giù con bottiglie di acqua e bibite e andavamo in bagno a turno, per non perdere i posti in prima fila!), all'emozione degli inni nazionali, alla presenza in sala di alcuni (pochi) ospiti del residence che erano tedeschi e immagina tu come venissero guardati da tutti noi altri (pur senza cattiveria, eh!),  al rigore sbagliato da Cabrini, al gol di Pablito Rossi che sbloccò il risultato, all'urlo liberatorio in corsa di Tardelli dopo il suo 2-0, alla cavalcata sulla fascia destra di Conti che servì a Spillo Altobelli la palla per il 3-0, all'esultanza del Presidente Pertini sugli spalti che agitando l'indice della mano destra esclamò "Ormai non ci prendono più!" (il labiale fu chiarissimo), al gol della bandiera della Germania a pochi minuti dal termine, mentre i poveri villeggianti tedeschi avevano pian piano guadagnato già il fondo della sala, verso l'uscita... fino al triplice fischio finale dell'arbitro e al grido memorabile di Nando Martellini...

 "CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!"

E poi...

Gli urli, le lacrime, gli abbracci... Zoff che riceve il trofeo da Re Juan Carlos... la corsa in spiaggia, il bagno in mare, gli adulti che stappano bottiglie di spumante offerte dai gestori del residence...

Una gioia speciale, anche se ero ancora una bambina e ne capivo ancora poco di calcio. Una gioia pura, semplice, contagiosa. Diversa da quella, comuqnue grandissima, sincera e forse più consapevole di tanti anni dopo, nella notte di Berlino, il 9 luglio 2006. Diversa perchè fu la prima in quel senso per me. 

Una gioia irripetibile.


Oggi pomeriggio guarderò in TV Francia - Croazia, fnalissima di Russia 2018, tifando per i croati  (va senza dire) ma con un pò di amara malinconia nel cuore. Malinconia per la mancata partecipazione degli Azzurri a questo Mondiale, ma forse ancor di più perchè so che quella gioia dell'11 luglio '82 dal vivo non tornerà mai più. Ma nel mio cuore c'è ancora, eccome. Custodita in un angolo speciale, tutto suo.


martedì 10 luglio 2018

Gentilezza

Cara Lilli, 

questo pomeriggio al centro di riabilitazione dove i monelli fanno le loro terapie mi sono intrattenuta a parlare in sala d'attesa con il papà di un'altra bambina che conosco da alcuni anni ormai. 

Ad un certo punto è entrata una signora che cercava qualcuno dell'amministrazione per lasciare un documento e io mi sono alzata e le ho detto che l'impiegata di turno oggi era andata via proprio da poco e che purtroppo prima di domani mattina non ci sarebbe stato nessun altro in ufficio.

Quando è uscita questa persona, il papà con cui stavo chiacchierando mi ha detto : "Io non lo so come fai, sei sempre così gentile con tutti!"

Gli ho risposto che non ho fatto nulla di che, ho solo detto due parole a quella signora per spiegarle che doveva tornare domani. 

Ma lui ha ribadito: "Non è per quello che hai detto. E' per come lo hai detto. E per come ti vedo sempre dire le cose a chiunque, che siano cose futili o importanti. Non tutti sono così gentili come te".

Questo della gentilezza è un complimento che mi viene fatto spesso, Lilli. E non solo da chi mi conosce più o meno bene, ma anche proprio da chi non mi conosce affatto e si trova per qualche motivo ad avere a che fare con me. 

Mi domandavo, allora, tornando a casa dal centro: come mai in tanti sentono la necessità o comunque hanno piacere di sottolineare che io sono gentile? 

La gentilezza è una cosa così rara oggi, forse?

venerdì 6 luglio 2018

Venerdì del libro (273°): L'ORA DI PUNTA

Cara Lilli,

ogni anno (lo sai, ma te lo ribadisco) insieme all'estate arriva per me il momento della pressione bassa, dei ritmi che si rallentano, dei tempi che si dilatano e della spina che si stacca il più possibile.

Anche se riduco le mie incursioni sul web, però, io ci sono eh :) 

E c'è soprattutto la mia inesauribile voglia di leggere, ancor di più in questo periodo dell'anno.

Così non voglio far trascorrere un altro venerdì senza partecipare all'iniziativa di HomeMadeMamma e oggi, seppur arrivando di sera tardi, ti propongo una lettura mia della settimana scorsa: L'ORA DI PUNTA - Un'indagine al volante, di Nora Venturini.

Si tratta di un romanzo che è un mix: c'è l'intreccio poliziesco, poi venature di rosa, ma anche un pò di episodi simpatici. Diciamo che io lo definisco un "giallo leggero"

La storia vede Debora, una tassista romana venticinquenne col sogno sfiorato ma non realizzato di entrare in polizia, che si trova suo malgrado coninvolta in un caso di omicidio, avendo avuto come cliente sul suo taxi la vittima.

L'incontro con il commissario Edoardo Raggio, più che quarantenne, dal fisico non da palestrato ma da uomo normale, un pò malinconico, intuitivo, farà accendere in Debora il desiderio di  indagare, scoprire, trovare la verità. E anche di avvicinarsi sempre più a quest'uomo che le sembra diverso dagli altri, ma che purtroppo per lei è sposato.

La lettura è scorrevole; il linguaggio semplice, forse anche un pò troppo a volte.

L'intreccio poliziesco non è molto originale nè troppo ricco di suspanse, ma è credibile. E si arriva a fine libro con un sorriso sulle labbra, in definitiva. Il che non è male, specie quando ci si vuol rilassare un pò senza troppo impegno.

Forse questo libro mi sarebbe piaciuto anche di più se non avessi letto già (e apprezzato) i romanzi di Alice Basso: certi aspetti simili, come la giovane protagonista femminile che non è una poliziotta ma che comunque si mette ad indagare, oppure la figura del commissario un pò vecchio stampo, anche al di là dell'età non più verdissima, mi hanno portato irrimediabilmente a fare un paragone. E Vani Sarca e Romeo Berganza (personaggi dei libri della Basso) hanno avuto la meglio su Debora Camilli ed Edoardo Raggio nella mia classifica personale, perchè li ho trovati più originali e meglio caratterizzati.

Ma comunque mi sento di consigliare questo romanzo della Venturini perchè è piacevole e credo che prossimamente leggerò anche il recente secondo libro di questa autrice con portagonista ancora Debora Camilli, Lupo mangia cane.




I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

mercoledì 27 giugno 2018

Come dentro un film

Cara Lilli,

hai presente quando la vita ti mette sul piatto tutto un susseguirsi di momenti, una tale concentrazione di eventi e di passaggi importanti che non fai in tempo a metabolizzarne uno che già sei immersa in quello successivo?

Momenti pieni di... tutto. Di sorrisi. Tanti. E di lacrime. Di quelle che all'inizio  tenti di nascondere, strizzando leggermente gli occhi con noncuranza, passandoti un dito sulle ciglia rapidamente, prima di capire che non serve a nulla mascherarle e di decidere che vale la pena lasciarle andare così. Libere. Mischiate ai sorrisi.

Momenti pieni di tutto, davvero. Dalla gioia più pura a un pizzico di malinconia, dalla soddisfazione a quel pò di incertezza per il domani, che non manca mai.

Perchè li vedi lì davanti a te, i tuoi monelli. 

Il monello che mangia con i compagnetti e poi gioca, corre, scivola, suda, si sporca e si diverte, al pranzo di fine anno scolastico (anticipato di una settimana). Che, testardo come un piccolo mulo, non vuole salire sul palco allo spettacolino dell'ultimo giorno di scuola ma partecipa a suo modo lo stesso ascoltando gli altri bambini delle classi seconde che cantano e porta il tempo benissimo con i piedi e ride e fa correre di qua e di là la sua amata e amabile maestra di sostegno, che lo sbaciucchia e lo abbraccia.

La monella che è giusto al centro del gruppo degli alunni delle tre classi quinte riunite il penultimo giorno di scuola dal maestro di musica che quest'anno ha fatto meraviglie con tutti loro. E' lì, al centro, mentre suonano il flauto e con fare disinvolto dà ogni tanto una sbirciatina alla compagnetta che le sta accanto per vedere come mette le dita sui fori del flauto e per cercare di imitarla senza sbagliare. Ed è lì quando poi passano al canto: compatti,  intonati, bravi davvero. Tutti. Lei compresa, che si lascia trasportare dalle canzoni, alcune più semplici, allegre e leggere, altre più impegnative e impegnate. 
E quando poi la vedi con la manina sul cuore, insieme a tutti gli altri, che canta l'Inno di Mameli... come puoi non emozionarti?

Sempre la monella che in uno scenario bellissimo, tra prati, alberi, un ruscello, una cascata, mangia con i suoi compagni della quinta A... per l'ultima volta tutti insieme, ora che la scuola primaria è finita e a settembre alle medie verranno rimescolate le classi. E che con le tre sue amichette più affezionate si allontana un pò per andare a stendersi su una coperta a chiacchierare in pace e a guardare il cielo, luminoso e soleggiato anche se con qualche nuvola bianca qua e là.

I tuoi monelli, che poi a turno accompagni a ritirare la pagella, scoprendo con gioia che i voti buoni ci sono anche quest'anno: un solo 6 per il monello, poi per entrambi tutti 7 e 8, più un bel 9 per la monella in attività motoria. Lui con il suo programma del tutto differenziato, lei con lo stesso programma della classe ma un pò semplificato. 

E tutto questo va a premiare l'impegno dei monelli stessi, che hanno lavorato tanto, ma anche quello delle loro maestre, che non hanno mollato un solo istante la presa, che hanno creduto nei risultati possibili anche quando sembravano un pò più... impossibili :)

E tu, da mamma, hai sorriso e hai pianto in ognuna di queste occasioni.

Ma più di tutte in una. L'ultima in ordine cronologico, ma la più emozionante: a consegna della pagella avvenuta, l'abbraccio stretto stretto della monella con la sua maestra, che porta il suo stesso nome e che per 5 anni l'ha seguita, spronata, coccolata, sgridata, responsabilizzata, fatta ridere, consolata. Amata.

Così si è chiuso un capitolo importante, il più importante finora, della vita della monella. Restano i tanti ricordi e i tanti passi fatti insieme. Il libro che la maestra le ha regalato, con una dedica preziosa. E una fotografia bellissima di loro due insieme, che la monella  ha regalato alla maestra, incorniciata da un portafoto a forma di finestra che si apre sul davanti e accompagnata da un bigliettino scritto tutto di suo pugno.

Come dentro un film, prima di pubblicarlo tu rileggi questo post e ti sembra di rivederle e riviverle tutte queste scene. E, sorridendo,  corri a prendere l'ennesimo fazzolettino...

sabato 23 giugno 2018

Frittata di pollo e pangrattato

Cara Lilli,

è da tempo immemore che non posto una ricettina. Rimedio oggi, visto che a pranzo mi sono preparata un piatto che mi è piaciuto molto ed è scaturito un pò dalle circostanze.

Ti spiego: mio marito è fuori con suo fratello e sua madre fino a stasera, quindi a mezzogiorno ero sola con i monelli. La monella desiderava le penne al pomodoro, niente di più semplice. Il monello ama la carne, bianca o rossa che sia, e gli ho scongelato delle fettine di petto di pollo da cuocere in padella. Io ancora non avevo idea di cosa mi andasse a genio, invece.

Quando mi sono resa conto che il pollo che avevo scongelato era troppo per il piccolo di casa, mi sono detta che ne avrei mangiato un pò io. Ma una fettina sola era poca per me. Insomma... che ho pensato? 

Da amante delle frittate, ecco che ho preparato in quattro e quattr'otto una frittata con il pollo e ho aggiunto anche del pangrattato per darle più consistenza, tipo pancake per farti capire.

E' venuta buona! L'ho accompagnata con dei pomodori all'insalata e ho molto gradito il tutto. E' stato un piatto sostanzioso e mi ha saziato :-)

Ecco le dosi che ho usato per una frittatina singola (ma si possono poi ovviamente variare in più o in meno a seconda dei gusti):

- 2 uova
- 100 gr di petto di pollo
- 3 cucchiai di pangrattato
- 2 cucchiai di latte
- sale q.b.
- pepe q.b.
- olio extravergine di oliva q.b.

Molto facile da preparare: ho cotto in una padella antiaderente la fettina di petto di pollo insaporendola con un filo d'olio e un pizzico di sale.

In una scodella ho sbattuto le due uova con il latte, il sale e il pepe.

Ho tagliato a pezzetti la fettina di pollo e li ho aggiunti alle uova, incorporando poi anche il pangrattato.

Ho versato il composto ottenuto (piuttosto denso) in padella antiaderente e ho fatto cuocere a fuoco medio per 5-6 minuti, rigirando la frittata a metà cottura.

Et voilà... pronta per essere mangiata :-)


Buon appetito, Lilli!


mercoledì 20 giugno 2018

La più grande "mela" della Terra

Cara Lilli,

se casomai ti stessi domandando chi sia la "mela" del titolo... sappi che sono io.

Perchè "Mela" è il soprannome che mi ha dato mio fratello, più grande di me di quasi 6 anni, fin da quando ero bambina.

Oggi è vero che tutta l'attenzione è catalizzata sull'inizio degli esami di maturità, ma io invece mi sono ritrovata a ripensare agli esami di terza media perchè stamattina la figlia di una mia carissima cugina ha sostenuto l'orale proprio della licenza media. E mi è tornato in mente un particolare del mio esame. 

Sono corsa a rovistare nei miei ricordi, tra quaderni, diari segreti, diari scolastici, lettere e cartoline. Quelli che quando mi sono sposata mi sono portata dietro per non separarmene mai.

E l'ho trovata. 



La busta rossa un pò sbiadita dal tempo (sono passati pur sempre 31 anni, eh!) con su la scritta : ALLA PIU' GRANDE MELA DELLA TERRA!!!

La mattina del mio esame orale di terza media, il 17 giugno 1987, mi svegliai e quasi mi prese un colpo perchè nella penombra intravidi qualcosa che penzolava sopra il mio letto: era questa busta rossa, attaccata con dello scotch (che si può vedere pure nella foto) ad un filo legato e teso tra la maniglia della finestra alla destra del letto e un pomello dell'armadio alla sinistra sempre del letto.

Il mio fratellone mi aveva fatto una sorpresa, posizionando tutto questo armamentario di notte, mentre io dormivo (tipo ninja... perchè lo fece senza farmi svegliare!), con lo scopo di dirmi IN BOCCA AL LUPO per il mio esame.

Mi scrisse che era ammirato di come io fossi calma, mentre lui a suo tempo era stato agitatissimo, ma aggiunse anche che la differenza tra noi era che io sapevo di avere studiato bene e di avere ottimi voti già nei tre anni di scuola media, mentre lui come al solito aveva studiato solo il minimo indispensabile e si sentiva impreparato.

Mi scrisse che gli sembrava il giorno prima che ero nata e che invece in quei giorni mi guardava e mi vedeva già quasi quattordicenne e non se ne capacitava.

Mi scrisse anche di ricordarmi che tra quelli che mi volevano bene in graduatoria, dopo mamma e papà, c'era lui.

Capirai, Lilli, che fu un piccolo-grande dono che apprezzai moltissimo. Una di quelle cose che ti restano nel cuore per sempre.

E il fatto che io abbia conservato gelosamente quella lettera fino ad oggi lo dimostra :)



PS: i monelli oggi hanno ritirato le loro pagelle... ma di questo e di altre cose belle ti scriverò in un post a parte ;)

PS 2: mi scuso tanto se non riesco ad essere presente come vorrei su tutti i miei blog amici in questo periodo, ma sono giorni particolari, come sempre ogni anno quando finisce la scuola e orari e abitudini quotidiane vengono un pò stravolti... ma conto di passare qua e là ogni volta che potrò!

venerdì 15 giugno 2018

Venerdì del libro (272°): VAMPIRO IN PIGIAMA

Cara Lilli,

oggi arrivo tardi, pur avendo fatto la bozza del post nel tardo pomeriggio, ma comunque partecipo all'iniziativa di HomeMademamma con un libro letto pochissimo tempo fa: VAMPIRO IN PIGIAMA di Mathias Malzieu.

Devo all'amica Ily la scelta di questo libro, perchè lei ne parlò sul suo blog un pò di mesi fa. Io a dire il vero fino a quando non ho letto la sua recensione non conoscevo proprio l'autore, che è un cantante francese (del gruppo dei Dionysos) oltre che scrittore. 

Si tratta di una storia autobiografica, innanzitutto: è, infatti, una sorta di diario che descrive un anno della vita reale di Malzieu dal momento della scoperta di una grave malattia del sangue a quando in pratica rinasce una seconda volta, grazie al sangue di un cordone ombelicale.

Non è una lettura allegra, naturalmente, ma neppure angosciante fino all'estremo. L'autore ha saputo evitare di cadere nella trappola dell'autocommiserazione, ha trovato degli spunti anche originali per descrivere il suo percorso, sia quello strettamente medico che quello interiore. Questo va detto, anche se in definitiva il mio giudizio non va oltre le tre stelline perchè forse mi aspettavo di provare un'emozione più viva alla conclusione del libro. 

La mia sensazione è stata quella di restare un pò fuori dalla storia, un pò troppo mera spettatrice. Il che forse per qualcuno non è poi una nota del tutto negativa. Ma per me nel caso di libri che trattano temi forti e delicati allo stesso tempo, come può esserlo quello della malattia, è importante non mettersi lì a piangere come una fontana in modo scontato, ma venir coinvolta più nel profondo.

Un libro ben scritto, comunque. Un taglio moderno, scorrevole.

Vorrei cimentarmi a questo punto nella lettura di un altro libro di Malzieu che ho scoperto spulciando nella sua biografia: La meccanica del cuore, da cui è stato tratto poi un film d'animazione. Chissà se qualche blogamico lo conosce o ha visto il film...




I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI
 

martedì 12 giugno 2018

Balle di fieno (2)

Cara Lilli,

è arrivato giugno (già da un pò, è vero) e ci ha portato in dono quelle meravigliose cose che sono le balle di fieno.

Ogni anno è lo stesso, identico sentimento di incanto quello che provo davanti alle distese color dell'oro piene di balle sparse qua e là.

Io ho la fortuna di vivere in una zona verde, tra monti e colline. Quindi mi basta uscire di casa per toccare la natura con mano, letteralmente. E sono felice che anche i miei monelli possano godere di questa bellezza e di quest'aria e di questi spazi. Senza stare in fila nel traffico per qualsiasi spostamento da fare, senza chiasso a tutte le ore.

Mi rendo sempre più conto che sono fatta per la vita semplice, informale, un pò fuori dal caos urbano. Che mi fa anche piacere, sì, andare a passeggio per il corso principale del cittadina capoluogo in cui sono vissuta fino a quando mi sono sposata (fare lo struscio, come si suol dire) o partecipare a qualche evento particolare o andare a una festa con tanta gente, ma purchè siano eccezioni e non la regola. Così che quando capitano ne gioisco sinceramente e le vivo con entusiasmo, cosa che non sarebbe possibile se fossero per me un'abitudine.

Come quando ero bambina e mia mamma per sua scelta non era solita comperare spesso cose tipo la nutella o la coca cola o le patatine, così che quando lo faceva per me e mio fratello era una vera goduria :-)

Non tutti siamo uguali, naturalmente. Ma così è come la... vivo io! 



Credit photo: Calaggio.it

Foto mia , tornando dal centro di riabilitazione con i monelli (pomeriggio del 13-06-2018)

mercoledì 6 giugno 2018

Sfumature

Cara Lilli,

pochi giorni fa eravamo alla ASL, per il rinnovo della Diagnosi Funzionale della monella, in vista del cambio di grado scolastico (a settembre si va in prima media!).

Immagina la scena...

Mentre io e l'insegnante di sostegno parliamo con la commissione multidisciplinare, formata dalla neurospichiatra, l'educatrice professionale, la psicologa e l'assistente sociale che ci conoscono oramai da anni, la monella poco più in là nella grande stanza si intrattiene chiacchierando e giocando con un giovane tirocinante psicologo che invece non ci conosce.

Dopo un pò...

Monella: "Ma tu sei un papà?"

Psicologo: "No, non ancora. Perchè me lo domandi?"

Monella: "Perchè hai proprio una voce... da papà!"

Psicologo: " :-))) "  (sorriso a 32 denti!) 

Così la monella ha dato una volta di più prova di quanto sia sensibile a tutte le sfumature, anche quelle della voce di chi le sta intorno.

E il giovane tirocinante psicologo, che aveva in effetti una voce rassicurante, tenera ma anche ferma allo stesso tempo, è ufficialmente entrato a far parte del rinomato club degli "innamorati della monella" :)

 

sabato 2 giugno 2018

Venerdì del libro (di sabato) (271°): NON LASCIARE LA MIA MANO

Cara Lilli,

ieri non sono riuscita a postare nulla per il Venerdì del Libro, ma mi dispiacerebbe dover aspettare fino a venerdì prossimo per aderire all'iniziativa di HomeMadeMamma e, sapendo che Paola (l'ideatrice del VdL) è moooolto buona e visto che io sono una della vecchia guardia partecipando ormai dal lontano 2010, mi permetto di postare di sabato ;)

Ho letto nei giorni scorsi un thriller di un autore francese che io in verità non conoscevo fino a poco tempo fa, Michel Bussi, ma pare abbia avuto un grande successo con i suoi scritti negli ultimi anni. 

Il romanzo che ho letto io è NON LASCIARE LA MIA MANO e il titolo l'ho messo in lista proprio grazie ad un passato VdL, ma la vecchiaia incombe e purtroppo non riesco a ricordare quale amica blogger l'ha recensito :(

Comunque, il libro mi è piaciuto. Ambientata sull'isola de La Réunion, in pieno Oceano Indiano, ho trovato la storia interessante perchè partendo da una situazione piuttosto comune e all'apparenza un pò banale come quella di una turista scomparsa di cui si presume l'assassinio e della conseguente fuga del marito presunto colpevole con al seguito la figlioletta di sei anni, si è poi invece snodata attraverso deviazioni inaspettate. 

La caccia all'uomo diviene anche un'avventurosa rincorsa attraverso le bellezze selvagge dell'isola. E i personaggi, preda e cacciatori, sono descritti bene dall'autore, lasciando però sempre un pizzico di mistero che fa porre delle domande al lettore su ciò che realmente si nasconde dietro ognuno di loro.

Così la giovane e intraprendente comandante di brigata della gendarmeria dell'isola, Avj Purvi, con al fianco il più maturo (anagraficamante) sottotenente Christos Kostantinov, dai modi bizzarri e conosciuto da tutti come "il profeta", porta avanti le indagini e l'inseguimento.

Non ti nascondo che ci sono stati dei passaggi che ho trovato più lenti e meno interessanti ai fini della storia (e questo ho scoperto ora che è stato un tratto negativo sottolineato da alcune altre recensioni), ma nell'insieme io sono stata catturata dalla vicenda e sono andata avanti spedita per arrivare a capire come stessero sul serio le cose.

Un finale direi riuscito bene, un colpo di scena che non ti lascia propriamente senza fiato, ma ti fa comunque esclamare: "Ah... però!!"

A me è piaciuto in particolare l'ultimissimo capitoletto, a soluzione ormai svelata, perchè mi sono immedesimata nella situazione descritta e l'ho trovata assolutamente non scontata. E tu lo sai, Lilli, che se c'è una cosa che amo sono le uiltime pagine che hanno ancora un senso pieno, un vero perchè, non sono lì messe giusto per chiudere il libro.

Penso che leggerò altri libri di Bussi appena ne avrò modo. Questo incontro con lui mi è piaciuto :)





I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

mercoledì 30 maggio 2018

Il centro di riabilitazione riapre!

Cara Lilli,

per una volta la notizia arrivata improvvisa e inaspettata non è negativa: non credevo proprio, lo ammetto, che già oggi avrei potuto darti aggiornamenti positivi sulla vicenda del sequestro a scopo preventivo della struttura presso cui i miei monelli fanno le loro terapie da anni (vedi qui) e invece... DOMANI IL CENTRO DI RIABILITAZIONE RIAPRE!

Stavo rispondendo ai commenti al post precedente poco fa, dicendo proprio che con molti altri genitori di pazienti e con pazienti adulti e terapisti stavamo organizzandoci per riunuirci in una sorta di assemblea per capire cosa fare e come muoverci, quando mi è arrivato il messaggio di una delle terapiste che mi ha annunciato la riapertura del centro domani stesso :-)

Ora non so neppure bene cosa sia successo, domani ne capiremo tutti di più andando sul posto, ma l'importante è che si sia deciso di dare continuità alle terapie, pur se restano in atto le indagini della Guardia di Finanza e della magistratura a carico dei responsabili di tutte quelle vergognose truffe, persone che hanno giocato per il proprio tornaconto economico (come se non fossero già belle ricche!) con la salute dei pazienti e con il lavoro dei terapisti.

La domanda è: ma andranno mai in galera questi soggetti? Pagheranno davvero per i loro reati? Non dovrebbero esserci dubbi su questo, ma purtroppo siamo in Italia e non sarebbe la prima volta che tra cavilli legali, patteggiamenti e cose varie se la cavassero con poco o niente.

Ma adesso voglio essere positiva e pensare solo a riprendere il nostro percorso, i monelli vengono prima di tutto, lo sai!

Grazie di cuore a tutti gli amici di blog che mi hanno manifestato la loro vicinanza e il loro sostegno tra ieri e oggi, sono certa che saranno tutti felici di leggere questo post di aggiornamento ... POSITIVO :-)

martedì 29 maggio 2018

Sigilli

Cara Lilli,

a quest'ora del martedì io di solito non sono a casa perchè porto i miei monelli a fare logopedia ad un centro di riabilitazione convenzionato con la ASL locale ad una ventina di minuti da casa. Lo stesso centro dove andiamo, anche per la psicomotricità, quasi tutti i giorni da anni. Per la precisione da 8 anni, 5 mesi e 20 giorni, da quando cioè la monella aveva 2 anni e 3 mesi e io non ero neppure ancora incinta del monello.

Una sorta di altra casa, praticamente.

Invece oggi pur essendo martedì siamo tutti e tre qui a casa, perchè è arrivata così, come una bella batosta tra capo e collo, una notizia: ieri mattina blitz della Guardia di Finanza e sequestro preventivo della struttura, con tanto di sigilli apposti. 

E' assai lungo spiegare tutta la storia complessa che vi è dietro a questo episodio di ieri, ma sappi che sono mesi e mesi che si naviga in cattive acque per scandali venuti alla luce man mano: stipendi non pagati ai dipendenti, debiti con l'Agenzia delle Entrate e con l'INPS, truffa... Il tutto da parte degli amministratori (e da chi è in stretto rapporto con loro) dell'Associazione che gestisce i tre centri di riabilitazione che ci sono a livello provinciale. 

Inutile dire che sono coinvolti nomi illustri, nomi legati al mondo della politica.  E che... è una novità???

Che posso aggiungere io? Sono disgustata da chi vuol fare soldi a scapito di altre persone e lo sono ancora di più visto che si tratta di un settore così delicato e importante come quello della Sanità.

Non si sa ancora se tutto questo avrà una conclusione più o meno positiva a breve termine, almeno nel senso di poter riaprire la struttura dove andiamo noi, pur se restano in corso le indagini, o se invece andrà tutto a rotoli fin da subito in modo definitivo. E tanti saluti ai dipendenti e ai pazienti.

Non è certo questa la sede per discutere dei particolari, ma davvero non potevo trattenermi dal dire quanto sono arrabbiata, preoccupata e... disgustata, ecco.   E scusa se mi ripeto.

Mi auguro solo di poterti dare notizie incoraggianti nel prossimo futuro, ma intanto oggi è così :(

mercoledì 23 maggio 2018

Senza parole

Cara Lilli, 

non stare lì a lambiccarti il cervello per cercare l'interpretazione da dare al titolo di questo post, perchè non c'è alcun significato nascosto: senza parole sta a indicare esattamente che io oggi sono senza parole perchè non ho voce

Sono praticamente afona, ecco.

Tu lo sai che io e la raucedine ci conosciamo molto bene, dopo lunghe frequentazioni avute nel corso della mia vita. E quando come oggi raggiunge livelli massimi mi prende sempre un pò di sconforto, perchè tu sai anche che la parlantina è una dei miei tratti caratteristici, perciò ammetto che mi pesa non potermi esprimere liberamente a voce.

Ma stavolta posso dirti che più di altre in passato sto sperimentando una cosa: a parte il fatto che anche il monellino, oltre alla monella, si adegua teneramente  al mio sussurrare (e neppure quello in certi momenti...) sussurrando a sua volta, sto verificando quello che potrà sembrare banale ma invece non lo è e cioè quanto sia importante lo sguardo, la mimica facciale.

Sia stamattina quando ho accompagnato a scuola i monelli, sia dopo in macelleria o in pescheria, sia poco fa con terapiste e altre persone in sala d'attesa al centro di riabilitazione dove i monelli fanno psicomotricità e logopedia... ovunque, insomma, ho potuto dire ben poco a parole, solo qualche mezzo sussurro, ma ho ascoltato e risposto con cenni del viso, con un sorriso, con uno sguardo interrogativo, con uno di comprensione, con uno un pò arrabbiato quando il monello stava facendo un capriccio... e così via. Ed è stata una comunicazione comunque  a suo modo efficace, ho interagito lo stesso, pur senza poter ovviamente fare chissà che discorsi.

Ora non è che voglio dire che non è necessario parlare o che non sia costruttivo e bello e importante, ma in effetti si può entrare in contatto, instaurare un rapporto con gli altri anche senza molte parole, a volte anche senza nessuna parola proprio. 

Lo sto dicendo a te, lo condivido qui, ma devo ricordarmelo io per prima, Lilli. E intanto faccio un pò di allenamento in questi giorni, che ne pensi? :)



venerdì 18 maggio 2018

B.B.B. AWARD

Cara Lilli,

ultimamente la cara Sinforosa mi sta facendo varie graditissime sorprese e oggi voglio ringraziarla ancora una volta perchè mi ha nominato per un premio dedicato a chi ha la passione per la lettura: si tratta del B.B.B. Award, ideato da Francesca A. Vanni.



B.B.B. sta per Bastiano Baldassarre Bucci, che per chi non lo sapesse è il protagonista di uno dei libri più belli che io abbia letto, ovvero La Storia Infinita

Direi che mai premio fu più adatto a me, visto che (come tu, Lilli, sai fin troppo bene per quante volte te ne ho parlato) Michael Ende è quello che io definisco il mio autore-mito, insieme ad Agatha Christie. 

Ora devo rispondere ad alcune domande:

1) Cosa sono per te i libri?

Sono un ponte da attraversare, una porta da spalancare... per entrare ogni volta in un mondo nuovo.

2) Consiglieresti mai un libro?

Certo, quando sono davvero convinta del suo valore. Poi ovviamente potrà piacere o meno ad altri, ma questo lo metto in conto.

3) Copertina, titolo, numero di pagine: ti fai influenzare da uno di questi elementi nella scelta di un libro?

La copertina e il titolo hanno una valore relativo per me, possono essere qualcosa che mi colpisce di primo acchito ma non determinano la mia scelta definitiva se leggere o meno un dato libro. 
Il numero di pagine non mi influenza, ho letto testi delle lunghezze più disparate, da quelli brevissimi a dei bei mattoni voluminosi.

4) Autori nuovi: sì o no? 

Ammetto che in passato, quando ero più giovane, avevo un pò di ritrosia verso l'approccio di autori diversi da quelli che già conoscevo. Adesso non è più così, mi piace spaziare e quindi ben vengano gli autori nuovi!

5) Libri semi/auto-pubblicati: sì o no?

Perchè no? Ho scoperto bellissime cose tra libri auto-pubblicati.

6) Leggi più libri insieme o uno alla volta?

Mai letto più libri contemporaneamente. Quando inizio una storia mi ci immergo e non me ne stacco finchè non l'ho finita, non sono previsti intermezzi di altre storie. 

7) Il libro che vorresti aver scritto?

Essendo Michael Ende e Agatha Christie i miei autori-mito, vorrei aver scritto La Storia Infinita e Dieci piccoli indiani (o, volendo, Trappola per topi).
So che sono tre libri e non uno solo, ma... tant'è! 

Ecco fatto!

Tra i miei amici blogger ci sono molti amanti della lettura, per cui io dedico a tutti loro il premio e chi lo desidera potrà ritirarlo e rispondere a sua volta alle domande :)



Essendo venerdì, poi, in modo un pò inconsueto partecipo all'iniziativa di Homemademamma e i suggerimenti di lettura di oggi di altri blogger li trovi elencati QUI.

mercoledì 16 maggio 2018

La signora Fabia

Cara Lilli,

oggi sono qui semplicemente per dirti che buonumore è... sentire le risate a crepapelle dei tuoi figli seduti sul sedile posteriore mentre tu, alla guida della nuova automobile che è uscita dalla concessionaria da poco più di una settimana, cerchi di utilizzare (con scarsi risultati) il comando vocale per trovare una canzone presente sulla scheda usb che è bella piena di musica di vario genere.

Buonumore è... non innervosirti, ma anzi ridere anche tu mentre la voce meccanica femminile ti chiede in tutte le salse di ripetere, poi risponde cose assurde e tu non riesci a venirne a capo. 

Poi, alla fine del batti e ribatti, quando la voce sembra aver capito... parte una canzone che tutto è tranne quella che chiedevi tu!!!

Monella: "Mamma, la signora Fabia* non riesce a capire quello che dici! Trova solo canzoni sbagliate!" 

:-))) 


*Ovviamente l'auto nuova è una Skoda Fabia ;-)

domenica 13 maggio 2018

Mother in network Award

Cara Lilli,

oggi voglio ringraziare di cuore l'amica Sinforosa perchè ha pensato alle "mamme della rete" in occasione della Festa della mamma.

E' nato così un riconoscimento dal significato delicato e importante allo stesso tempo:

https://sinforosacastoro.blogspot.it/2018/05/mother-in-network-award.html
CLICCA SULL'IMMAGINE PER LEGGERE IL BELLISSIMO POST DI SINFOROSA

Sono grata a Sinforosa per avermi nominato tra le mamme a cui lei per prima ha passato il premio e sono grata ai miei due monelli che mi rendono una mamma felice e orgogliosa.

Ho tra le amiche blogger tante mamme, varie sono già state nominate da Sinforosa stessa, io mi sento di dedicare il MOTHER IN NETWORK AWARD  a tutte loro perchè ognuna a modo suo è speciale e unica...

Un abbraccio quindi a Mammavvocato, Mamma Piky, Ale, Claudia, Monica, Cì, Hermione, Manu, Moky, Miky, Silvietta, Annamaria, Maris, Gianna, Stefania, Paola, Angela... più tutte quelle nominate appunto già da Sinforosa nel suo post.

Mi riservo un pensiero particolare però per una mia nuovissima amica blogger, mamma giovane e speciale, Amanda... con un bacio grande!

Auguri a tutte le mamme! Anche a quelle che in questo momento mi dovessero sfuggire di mente o di cui ignoro l'essere mamme o ancora della cui maternità non sono certa... non me ne vogliano.


PS: naturalmente chi tra le amiche mamme della rete lo desidera può a sua volta prelevare il Premio e passarlo ad altre mamme :)  

venerdì 11 maggio 2018

Venerdì del libro (270°): DISNEY - LE PIU' BELLE FIABE CLASSICHE

Cara Lilli,

oggi per l'iniziativa di HomeMadeMamma torno a scrivere dopo un bel pò di tempo di un libro per bambini e in particolare ti propongo una raccolta di 10 tra le fiabe classiche Disney e Disney/Pixar.

Il volume, che si intitola appunto DISNEY - LE PIU' BELLE FIABE CLASSICHE, è stato regalato alla mia monella a Natale scorso e le è piaciuto molto, tanto che lo ha letto e riletto (ad alta voce, come suo solito) varie volte: si presenta bene, rilegato con la copertina imbottita e con 256 pagine ricche di illustrazoni bellissime tratte proprio dai famosi film di animazione della Disney.

Sono presenti: 

- Cars 3 
- Alice nel PAese delle Meraviglie
- Aladdin
- La Carica dei 101
- La Sirenetta 
- Peter Pan
- La Bella Addormentata nel Bosco
- Dumbo
- Toy Story. Il mondo dei giocattoli
- Ratatuille

Il testo delle fiabe è abbastanza dettagliato, scritto in stampatello minuscolo nero, con il particolare di alcune frasi più significative in evidenza perchè a colori (verde, blu, rosso, arancione... a seconda della fiaba). 

Di certo un'idea regalo davvero carina per bambini che amano i personaggi Disney, ma che piace anche ai grandi che pure si lasciano affascinare da quel mondo colorato e magico!




I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

martedì 8 maggio 2018

Monello-pesciolino... pallanuotista :-)

Cara Lilli,

questi sono giorni umidi, grigi, più novembrini che primaverili... ma l'umore può essere alto anche in giorni così se arrivano quelle che io chiamo piccole-grandi soddisfazioni: come vedere il mio monello che, dopo quasi due anni di TMA (Terapia Multisistemica in Acqua), ieri è passato ufficialmente dalla terapia "uno ad uno", in cui era in acqua da solo col suo istruttore, alla terapia "in gruppo" e nello specifico insieme ad altri 7 bambini.

Dico ufficialmente perchè in realtà in via ufficiosa già da qualche settimana l'istruttore gli aveva fatto fare dei brevi inserimenti nel gruppo, continuando poi comunque l'ora di terapia in modalità "uno a uno", in attesa della supervisione del dott. Maietta, che è lo psicologo che ha elaborato nello specifico il metodo utilizzato nella piscina dove porto il monello e che viene periodicamente a vedere come procedono le cose.

La scorsa settimana c'è stato l'ok ufficiale e da ieri, quindi, il mio pesciolino è passato nel gruppo :-)

E' un obiettivo che non viene centrato sempre negli stessi tempi: c'è nella stessa piscina chi fa TMA da prima del monello e non è stato ancora ritenuto pronto per questo passaggio. Così come c'è chi ci ha impiegato meno tempo, naturalmente. Ma, a detta del dottore stesso e dei terapisti/istruttori che hanno visto all'opera il monello in questi due anni scarsi, lui è stato piuttosto veloce nel fare i vari step.

Non è solo questione di aver imparato a nuotare, è chiaro. Saper nuotare da solo, senza più l'appoggio fisico dell'istruttore nè di sostegni come tavoletta o tubo galleggiante è il requisito minimo necessario per passare in gruppo, ma non è sufficiente: vengono valutate altre cose, altri obiettivi da raggiungere prima di passare di grado. E' necessario, ad esempio, che il bambino aumenti la capacità attentiva e la capacità relazionale. 

Non ti nascondo che è stato davvero bello ieri vedere il monellino in acqua con gli altri, pesciolino felice che seguiva le indicazioni degli istruttori per fare le varie vasche a stile, a dorso, seguendo un ordine prestabilito, a due a due o in fila indiana, con la palla... Soprattutto con la palla! Perchè se già prima di ieri lui aveva imparato a nuotare reggendo una palla (di grandezza ovviamente proporzionata alla sua mano di bimbo), ora ha anche accennato insieme agli altri piccoli nuotatori a fare qualche passaggio, come i pallanuotisti!

Insomma: è quasi pronto per il Settebello* ;-) :D 

Mai dire mai... :-)



* ossia la Nazionale Italiana di Pallanuoto

venerdì 4 maggio 2018

Venerdì del libro (269°): ORSO OLIANDRI - LA LEGGENDA DELLA CASA MALEDETTA

Cara Lilli,

oggi ritorno a seguire l'iniziativa di HomeMadeMAmma e ti voglio presentare un romanzo la cui autrice è una blogger che da un pò di tempo ormai seguo con piacere, Sinforosa Castoro. Il libro si intitola ORSO OLIANDRI - LA LEGGENDA DELLA CASA MALEDETTA, edito da Lettere Animate.

E' stato bello per me affrontare questa lettura, perchè mi ha aiutato anche in qualche modo a conoscere meglio Sinforosa, che in realtà poi si chiama AnnaMaria Corvi.

Dalla quarta di copertina:

"È sera inoltrata quando Orso Oliandri, giornalista affermato, si dirige verso la piazza deserta di quel paese conosciuto per via della Casa Maledetta per vedere chi scenderà dalla corriera delle diciassette; ci sarà davvero lei? D’altra parte le parole udite quella mattina lo avevano talmente scombussolato che non poteva che andare ad accertarsene di persona. Sarebbe stato magnifico rivederla, dopo tutti quegli anni, ma anche un poco imbarazzante, pensando a come lui l’aveva congedata. In quel momento, tuttavia, Orso non poteva nemmeno immaginare quanto da quella sera la sua vita avrebbe preso una piega totalmente nuova e inaspettata, che nemmeno un giornalista come lui poteva sognarsi."

Come sai non amo dilungarmi sulla trama perchè non voglio togliere a nessuno il gusto della lettura e di scoprire man mano come si svolge la storia e dove va a finire. Però posso dirti che ho gradito molto l'ambientazione di buona parte del libro in un paesino tra i monti che mi ha ricordato i viaggi fatti da ragazzina con la mia famiglia in Valle d'Aosta ospiti di amici che avevavo una casetta proprio in un borgo piccolo e caratteristico come quello descritto in questo romanzo.
 
La lettura è stata nel complesso piacevole, la storia ha un alone di mistero che non guasta affatto e che riguarda non solo specificamente la leggenda richiamata nel titolo, ma anche la storia personale del protagonista. C'è spazio anche per i sentimenti, che dai ricordi del passato rivivono e vanno a riversarsi nel presente, anche se forse avrei desiderato conoscere di più di questo passato che resta intuibile ma non chiarissimo. 

Un punto di originalità sta secondo me nell'aver saputo dare un'impronta particolare alla narrazione, che porta a fare delle riflessioni sulla vita.

Ho trovato meno riuscito da parte dell'autrice il far fare frequenti dialoghi telefonici al protagonista senza riportare le risposte dell'interlocutore di turno, cioè lasciandole immaginare in base a quanto ribattutto poi da Orso Oliandri. Questo ha tolto un pò di immediatezza alla lettura.

La conclusione del romanzo, invece, è per me un altro punto di forza. Io amo molto i libri che fino all'ultimo rigo sanno regalarmi qualcosa, che sia un finale lieto o triste o aperto a più interpretazioni non importa. Per me conta che l'ultima pagina sia interessante così come la prima. Il che non sempre accade perchè a volte le righe conclusive sono un pò banali, messe lì quasi solo per non lasciare la storia troncata di netto: non è questo il caso, assolutamente, perchè questo romanzo qui emoziona anche alla fine!

Sarei davvero lieta di conoscere qualche altra opinione su questo libro, che secondo me merita, quindi invito vivamente chi legge questa mia recensione a cercare il romanzo (che è disponibile in formato sia carateceo che digitale) negli store più importanti come Amazon, Ibs, Feltrinelli ecc. e a farmi sapere poi che ne pensa!





I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI