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sabato 26 marzo 2016

Serena Pasqua!

Cara Lilli,

sono giorni non facili con tante notizie drammatiche che giungono a ripetizione e pensieri che opprimono il cuore di ognuno...

In questi giorni ecco arrivare la Santa Pasqua.

E allora...in famiglia, con gli amici, in tanti o in pochi intimi, per gli anziani, per i più piccoli, per tutti...che sia un giorno speciale nella semplicità dello stare insieme, ma soprattutto che ci lasci addosso un pò di quella serenità da portare agli altri anche una volta che Pasqua sarà passata...che poi è quello che conta di più! 

Immagine presa dal web



venerdì 18 marzo 2016

Venerdì del libro (224°): LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI

Cara Lilli,

oggi per seguire l'iniziativa di HomeMadeMamma ti voglio parlare di un libro che ho finito da pochissimo e che mi ha conquistata pagina dopo pagina: LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI, di Lorenzo Marone, scoperto leggendo un post dell'amica Calo.

Un romanzo che parte un pò lento e all'inizio ti fa pensare: "Si, ok...non male, ma..." e ti fa restare come in attesa di qualcosa di più. E quel qualcosa poi arriva, in un momento imprecisato che non sapresti neppure dire qual è: scatta un click che ti apre il cuore e le emozioni trovano spazio tra le pagine.

Una storia dolce e amara, amarissima, allo stesso tempo.

Si sorride, si riflette, ci si arrabbia, si soffre, ci si commuove.

Tutto grazie ad un protagonista che non fa nulla per essere simpatico, almeno sulle prime. Un vedovo settantasettenne che tende a tenere tutti un pò a distanza di sicurezza, anche i propri figli, che non vuol farsi coinvolgere, che ha i suoi acciacchi, le sue debolezze, che sembra non possa chiedere nulla di più alla vita. Fin quando non arriva nel condominio dove abita, addirittura sul suo stesso pianerottolo, una coppia: lui più grande, scorbutico, lei più giovane, bella e infelice. 

Quando Cesare Annunziata, il nostro protagonista, intuisce che qualcosa non va, che la sua vicina, di nome Emma, probabilmente subisce maltrattamenti dal marito, sente che non può fare finta di niente e la sua vita ha una svolta: si, perchè da quel momento una sorta di reazione a catena manda a gambe all'aria le sue abitudini, lo spinge a comportamenti inusuali, lo avvicina in modo diverso non solo ai suoi figli ma anche ai suoi pochi amici, a loro modo stravaganti e particolari.

Un merito grande dell'autore è proprio essere riuscito a tratteggiare queste figure di contorno (l'anziana vicina gattara, l'amico di vecchia data che non esce da anni dal suo appartamento, la matura infermiera che arrotonda concedendo i suoi favori...) e renderle speciali, concrete, vicine all'animo del lettore.

E l'amicizia con Emma ha in sè una tenerezza disarmante.

Quando un libro ti fa amare i suoi personaggi al punto di immaginartene le fattezze, i volti e finanche le voci mentre leggi...significa che ha un valore aggiunto.

Il capitolo finale, poi, va letto e riletto, per scoprire quanto di te stesso c'è in quei "mi piace..." .






I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI


martedì 15 marzo 2016

Muffins al cacao con cuore al cocco

Cara Lilli,

dopo un breve passaggio di virus o presunti tali, qui a casa mia ci siamo rituffati nella routine della settimana, che stavolta è partita dal martedì diciamo, invece che dal lunedì ;-)

E, tanto per gradire, oggi ti voglio lasciare una ricetta devvaro golosa per gli amanti come me del cocco che ho cercato in rete non molto tempo fa e ho realizzato per deliziare il palato mio e del maritino in un pomeriggio domenicale: si tratta di muffins al cacao con cuore al cocco, profumati e buonissimi!

La fonte è il blog Il Ricettario di Sabrina, ti riporto fedelmente la ricetta così come pubblicata dall'autrice del blog citato, con in rosso le mie note:


Ingredienti:


2 uova medie o piccole intere+ 1 tuorlo

100 gr zucchero

35 gr cacao

50 gr burro fuso

1/2 bicchiere di latte

100 gr farina

1/2 bustina di lievito.


Per il ripieno:


1 Albume

100 gr cocco

50 gr zucchero

1/2 cucchiaio di fecola

3 cucchiai di latte


Prepariamo il ripieno: montiamo l’albume ed uniamo uno alla volta gli ingredienti del ripieno. Lasciamo riposare.


Preparare la base al cacao: montiamo le 2 uova intere e il tuorlo con lo zucchero ed aggiungiamo, uno alla volta, tutti gli ingredienti, formando una crema liscia. Se le uova sono grandi e vedete che l’impasto viene troppo liquido, diminuite la dose del latte, in modo da avere un impasto cremoso, ma sempre abbastanza solido.


Mettere un cucchiaio di base al cacao nel pirottino di carta (o in stampini appositi imburrati e infarinati) quindi un cucchiaino di ripieno al cocco e di nuovo un cucchiaio di impasto al cacao. Passiamo al secondo pirottino e ripetiamo l’operazione.

Continuiamo così fino ad esaurimento degli ingredienti. Risulteranno circa 15 muffin (avendo degli stampini da maxi-muffin a me ne sono venuti 7 in tutto e essendomi avanzato del ripieno ho fatto dei biscottini al cocco ;-) ma comunque la prossima volta metterò più ripieno nei muffins)

Infornare a 180° per circa 15 minuti. Controllare la cottura con uno stecchino, prima di sfornare.


Ed eccoli qui, i miei muffins!



Belli tondi tondi e grassottelli :-)

In effetti il cuore al cocco deve essere più "corposo"...provvederò la prossima volta!


Buon appetito Lilli!


martedì 8 marzo 2016

Notizie "monelle"

Cara Lilli,

non sto a dirti da quanti giorni volevo scriverti per darti qualche notizia importante riguardo ai miei monelli... Faccio molto prima se, invece di dilungarmi a dirti perchè non ti ho scritto nei giorni scorsi, passo direttamente alle notizie "monelle"....che sono quelle che contano!

Un inizio scoppiettante: il 20 febbraio abbiamo ritirato la pagella di fine quadrimestre della monella e  indovina un pò? Ha avuto 7 in matematica, scienze, storia, geografia e tecnologia, più i 6 nelle restanti materie e un bell'8 in attività motorie :) 

E sai qual è la cosa più importante? Che i voti sono corredati da un giudizio che mette comunque in evidenza come tutti questi risultati siano stati raggiunti nell'ambito di un disturbo autistico, con tutti i limiti che inevitabilmente derivano da questa condizione.

Ecco: le maestre non hanno voluto indorare la pillola, hanno voluto invece riconoscere gli sforzi, l'impegno e premiare i risultati concreti della monella, che sta procedendo col suo programma che solo in parte è differenziato da quello curriculare, quindi comunque non è che sia una passeggiata.

Poi a sottolineare come la mia bimba sia maturata c'è che è stata interrogata anche alla lavagna ultimamente, in matematica: ha svolto due moltiplicazioni e lo ha fatto affrontando e superando la paura di esporsi davanti all'intera classe. Un passo avanti non da poco, per lei che normalmente va in ansia e si blocca o si confonde quando le si chiede qualcosa in presenza di persone, fossero anche familiari stretti!

E a dar ragione a quell'8 in attività motorie stamattina in piscina (perchè quest'anno, come sarà anche per i prossimi due, la monella con la sua classe va in piscina invece che in palestra nelle due ore settimanali destinate a questa materia) la monella è andata per la prima volta in acqua alta, nella piscina semiolimpionica! Con i braccioli, naturalmente, perchè non sa ancora nuotare, ma comunque il passaggio dalla piscina bassa dove toccava a quella grande è stato importante, a maggior ragione perchè lei è sempre tanto timorosa. Ha affrontato e superato quest'altra paura quindi. E più che un passo stavolta direi che è stato un bel...tuffo in avanti!!

Passando alla parte maschile della mia prole, invece, novità di rilievo ci sono state al centro riabilitativo: il monello ha da pochissimo cambiato logopedista. Non per una nostra richiesta nè per una rinuncia della precedente terapista, ma per motivi interni di organizzazione di orari del centro

Ora, quello che potrebbe sembrare un problema perchè si sa che dopo tanti mesi (quasi un anno) non è semplice per un bambino per di più ancora piccolo affrontare un cambio e riadattarsi da capo a una nuova terapista, credo e spero possa invece rivelarsi una cosa positiva perchè, come ammesso dalla stessa vecchia  logopedista, c'era stato ad un certo punto un passo in avanti, con l'inizio di una lallazione che prima era assente e una maggiore comprensione e attenzione, ma poi si era ormai da tempo in una situazione di stasi, diciamo. Un rapporto, quello tra il monello e la logopedista in questione, molto coccoloso e giocoso, con lui che andava fin troppo volentieri a fare terapia, specie negli ultimi tempi. E' mancato sempre più il necessario distacco che deve esserci per consentire alla terapista di tenere le redini della situazione, condurre e stimolare in modo adeguato e mirato. Il monello alla fine stava facendo un pò sempre le stesse cose in terapia, quelle che gli piacevano di più, senza andare oltre.

L'ho ben visto e imparato in questi anni di frequentazione del centro, prima solo con la monella e poi con entrambi i miei figli, che i risultati si ottengono solo se sulla base di un rapporto buono, un pò complice, un pò giocoso, affettuoso anche, si va ad instaurare poi un rapporto che vede ben distinte le figure di terapista e paziente quando si passa a lavorare sul serio. La terapista deve saper e poter pretendere qualcosa, mettere in difficoltà mirata il bambino, alzare la sua soglia di tolleranza alle frustrazioni, guidare, portare avanti un programma e non lasciarsi frenare dalle difficoltà incontrate man mano

In questo la monella è stata fortunatissima, ha la migliore neuropsicomotricista e la migliore logopedista del centro, a mio modesto avviso. La prima poi è anche terapista del monello, ringraziando il Cielo, e infatti dal punto di vista comportamentale e relazionale lui ha fatto bellissimi passi avanti finora. Cosa che non è avvenuta dal punto di vista logopedico.

Il monello potrebbe avere quindi un nuovo stimolo da questo cambio, perchè poi la nuova terapista pur se più giovane della precedente e con meno esperienza è davvero brava, accogliente e dolce ma anche ferma, decisa, preparata. Mi ricorda tanto la maestra I., che lo scorso anno ha fatto come ricorderai un lavoro bellissimo con il monello.

Purtroppo non abbiamo la palla di vetro, non sappiamo se basterà questo cambio ad aiutare il monello a sbloccare finalmente il linguaggio, perchè nulla è scontato. Cioè in parole povere dobbiamo essere consapevoli che non è detto che il monello un giorno parlerà. Potrebbe non farlo, potrebbe farlo male, a stento, potrebbe farlo bene come è avvenuto per la monella.... Noi non lo sappiamo. Ma possiamo tentare tutte le strade per sostenerlo e dargli  gli strumenti migliori per metterlo in condizione di parlare.

Tieni le dita ben incrociate quindi, Lilli. La strada è ancora lunga e le salite non mancano mai. Ma noi, lo sai...andiamo avanti!