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venerdì 30 marzo 2012

I venerdì del libro (78°): LA VALIGIA DEL SIGNOR BUDISHOWSKY

Cara Lilli,

per questo nuovo appuntamento con la lettura creato da HomeMadeMamma oggi ti parlo di un breve romanzo di un'autrice italiana per me nuova, Isabella Bossi Fedrigotti: LA VALIGIA DEL SIGNOR BUDISHOWSKY.
L'ho letto un paio di giorni fa, in un pomeriggio (stranamente) più tranquillo del solito. Basta davvero poco per finire questo libro: sono solo 151 pagine (comprese quelle con i titoli dei vari capitoli-racconti che compongono la storia) scritte a caratteri piuttosto grandi.

E la storia è molto semplice, familiare...nel vero senso della parola: cioè, descrive la fanciullezza e l'adolescenza di quattro fratelli (due maschi e due femmine, di cui una è la voce narrante) attraverso aneddoti sulle vacanze al mare o in montagna, sul collegio e sulle discussioni in famiglia.

A fare da "collante" tra i racconti (pretesto narrativo, come lo definisce la quarta di copertina) è la valigia del titolo: una grossa, vecchia, un pò malandata valigia che porta il nome del pellettiere boemo che l'ha fabbricata. Una valigia adoperata per i viaggi dei ragazzi o per le minacce (senza reale seguito) di andar via di casa del papà. Una valigia sopravvissuta negli anni a tante traversie, a macchie d'olio o di brodo, a trasporti movimentati e che alla fine del libro ritroviamo ancora nella soffitta della vecchia casa in cui la figlia-voce narrante torna da adulta.

Lo stile scorrevole e le vicende molto normali che l'autrice racconta hanno fatto si che questa lettura mi risultasse gradevole, pur senza entusiasmarmi tanto da gridare al capolavoro.

E' un libro minimalista che consiglio a chi desidera rilassarsi per un paio d'ore e perdersi in quella sensazione di malinconia dolce-amara inevitabile nel ripensare alla propria infanzia e alla propria adolescenza... 



<<Finita la scuola, noi bambini dovevamo partire subito, a precipizio, per il mare, probabilmente per non perdere i buoni prezzi della bassa stagione. I genitori naturalmente restavano a casa. [...] Partivamo con la nostra minuscola tata che, uno dopo l'altro, intorno ai dodici anni, avremmo superato in altezza. [...] Pesantissima anche vuota era questa valigia, di cuoio vecchio, indurito, pieno di macchie e di segni scuri simili a lividi; nel lessico familiare si chiamava - e ancora si chiama perchè tuttora esiste - "Budishowsky", dal nome del pellettiere boemo di Brno, che negli anni Venti l'aveva realizzata per nostro padre bambino e per suo fratello e per sua sorella.>>

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mercoledì 28 marzo 2012

L'amore per me è... (3)

Cara Lilli,

ho pensato di nuovo a cosa sia per me l'amore. 

L'amore, come mi ha in parte suggerito la lettura di un post su un altro blog, è senza dubbio l'accettazione dell'altro per quello che è, con i suoi limiti e con le differenze che lo rendono speciale ma a volte anche difficile da comprendere.

Questo comporta anche il saper perdonare, quando l'altro ci chiede scusa per una mancanza o per qualcosa che comunque ci ha fatto soffrire. Il perdono è "compreso" nel concetto di accettazione senza riserve. E non è facile per niente perdonare. Anche se si ama. Anzi...direi che specie se si ama qualcuno a volte si fa fatica ad andargli incontro perchè ci sembra assurdo che ci abbia fatto del male. E' come se dicessimo: "Da te non me lo aspettavo proprio!" e questo rende tutto più complicato.

Ma amore è anche riconoscere i propri limiti, le differenze che rendono noi speciali ma a volte anche difficili da comprendere agli occhi dell'altro. 

Questo comporta quindi il saper chiedere scusa, quando abbiamo noi fatto una mancanza o qualcosa che comunque ha fatto soffrire l'altro. Chiedere scusa è "compreso" a sua volta nel concetto di accettazione, stavolta di noi stessi. E non è facile per niente chiedere scusa. Anche se si ama. Anzi...direi che specie se si ama qualcuno a volte si fa fatica ad ammettere di aver sbagliato verso di lui perchè ci sembra assurdo avergli fatto del male. E' come se dicessimo: "Come ho potuto farlo proprio a te?" e questo rende tutto più complicato.

Però sai una cosa, Lilli? E' bellissimo perdonare chi si ama così come è bellissimo chiedere scusa a chi si ama.

Per me è meraviglioso il momento in cui io o il mio amore ci rendiamo conto di aver sbagliato e ci chiediamo scusa o ci perdoniamo, a seconda delle occasioni.

Per fortuna sono poche le volte in cui siamo talmente in disaccordo o discutiamo tanto da far calare per un pò una specie di muro tra noi. Ma quando accade (è inevitabile in una coppia, siamo umani, non siamo perfetti) c'è sempre l'attimo delicatissimo in cui quello di noi che ha in qualche modo sbagliato si avvicina all'altro, nel vero senso della parola

L'avvicinamento fisico che accompagna le parole, magari sussurrate...il contatto, le braccia che cingono l'altro che magari è di spalle...e il voltarsi dell'altro, che accompagna il suo perdono, trasforma quel gesto in un abbraccio vero e proprio...

L'amore per me quindi è anche abbracciare forte il mio compagno di vita, l'uomo che ho scelto per invecchiare insieme, magari di notte, al caldo sotto le coperte...quando il buio e il silenzio intorno aiutano a far cadere le proprie difese, ad aprirsi all'altro e a chiedere scusa o a perdonare, a seconda dei casi.


lunedì 26 marzo 2012

Andrà tutto bene

Cara Lilli,

ho avuto un gran mal di testa questo pomeriggio, ma non importa.
Non importa perchè io so che andrà tutto bene.

Oggi (dopo una ventina di giorni di pausa per il rinnovo delle pratiche per un altro semestre) è ricominciato il tran-tran per portare la monella a fare le sue terapie. Ovviamente negli orari più scomodi, tanto per cambiare. E poi sempre con il monello dietro, che oramai non vuol più saperne di starsene seduto nel passeggino e vuole esplorare, per mano alla sua mamma, il centro di riabilitazione...si profilano giorni faticosi! Ma è necessario per la mia piccina e per il suo percorso che si è avviato sui binari giusti e che non può fermarsi, perciò si va avanti!

Si stanno presentando mille e una difficoltà per la vendita della casa dei miei genitori...pratiche, burocratiche, di convenienza economica, ma anche psicologiche...Pazienza. In qualche modo si farà.

Ci sarebbero pensieri ingombranti, ci sarebbe da preoccuparsi di varie situazioni che devono essere sistemate e chiarite fuori e dentro di me, ci sarebbe da sentirsi stanchi.

Ma non mi voglio intristire o abbattere. Non quando sono le 19:15, la lampada sulla scrivania è spenta e c'è ancora luce naturale. 

L'inverno è finito, Lilli.

Andrà tutto bene.


domenica 25 marzo 2012

Vermicelli con julienne bicolore

Cara Lilli,

buona domenica! Oggi sono troppo felice: è tornata in vigore l'ORA LEGALE!!!

Si, lo so, abbiamo perso un'ora di sonno...ma a me non importa il classico fico secco perchè io adoro le giornate lunghe e luminose!

Ti propongo una bella ricettina che ho pensato tempo fa (e che ho ripetuto molte volte da allora) per un primo piatto colorato e allegro, in sintonia col mio stato d'animo di oggi :-)

x 2 persone:

- 180/200 gr di vermicelli

- 2 zucchine

- 2 carote

- 1 bustina di zafferano

- 1/4 di cipolla

- olio extravergine d'oliva

- sale

- pepe

 

Mentre ho messo a bollire l'acqua per i vermicelli, ho lavato e pelato le carote e le ho tagliate alla julienne "doppia" (con il disco del robot da cucina con i buchi grossi, per capirci ). Poi ho lavato le zucchine e le ho tagliate allo stesso modo.

Ho messo in una padella dai bordi alti dell'olio a scaldare e ci ho fatto imbiondire la cipolla tagliata a fettine sottili. Ci ho aggiunto carote e zucchine, ho salato e pepato e ho fatto cuocere con il coperchio per una decina di minuti, girando un paio di volte e aggiungendo un goccio d'acqua se serviva per non far attaccare le verdure.

Quando stavo per spegnere sotto alla padella, ho sciolto in poca acqua (io ho usato quella di cottura dei vermicelli ) lo zafferano e l'ho versato sulle verdure, mescolando.

Ho scolato al dente i vermicelli e li ho versati nella padella, riaccendendo il fuoco per un paio di minuti, girando affinchè il condimento si distribuisse bene.

Ho impiattato e servito in tavola: erano ottimi e profumati !!




Nota: il nome mi è venuto in mente guardando il verde delle zucchine e l'arancione delle carote...è ovvio!!








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 Buon appetito, Lilli!

(post originale)

venerdì 23 marzo 2012

I venerdì del libro (77°): TRIPLO

Cara Lilli,

riecco la rubrica del venerdì con cui seguo la scia di HomeMadeMamma. Stavolta ti propongo una lettura thriller fatta il mese scorso: TRIPLO di Ken Follet.

E' stato per me il secondo libro di questo stimato autore, dopo L'uomo di Pietroburgo. Il protagonista è un agente segreto israeliano alle prese con una missione quasi impossibile e la storia è ambientata nel 1968. 

Devo essere sincera? Dopo un inizio che mi ha intrigato abbastanza, c'è stato un momento in cui ho temuto di annoiarmi. Eh si...mi sono un pò persa tra le vicende politiche, tra i nomi dei vari servizi segreti e degli agenti, tra i meccanismi che mi sembravano lenti e a tratti poco chiari.

Poi però c'è stata una svolta: nell'intreccio politico-militare si è inserito l'elemento "storia d'amore". Detto così potrebbe sembrare banale, potrebbe far pensare ad uno svilimento del genere thriller, ridotto a romanzo rosa. Ma ti assicuro che l'innesto sentimentale è stato fatto in modo originale e coinvolgente e non ha tolto nulla, anzi semmai ha aggiunto vigore e suspance alla vicenda principale.

Vicenda principale che vede il suddetto protagonista, Nat Dickstein (ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti) organizzare un furto di uranio per impedire che l'Egitto, supportato dall'Unione Sovietica, appronti un arsenale di ordigni nucleari che potrebbe condurre Israele ad una fine prematura.

Lottando contro KGB, servizi segreti egiziani e Fedayn (terroristi palestinesi), Dickstein si districa tra mille difficoltà e trova l'amore di una giovane donna per metà inglese e per metà araba che lo metterà in crisi e che sarà una delle sue armi vincenti.

Non posso dire altro...se no toglierei ogni gusto a chi volesse leggere questo romanzo che, dopo il breve momento di "stasi", mi ha tenuta incollata alle pagine degli ultimi capitoli.

<<Ci fu una volta, soltanto una volta, in cui si trovarono tutti insieme. Si incontrarono molti anni fa, quando erano molto giovani, prima che tutto questo accadesse; ma l'ombra di quell'incontro si proiettò ben oltre attraverso gli anni. Accadde la prima domenica di novembre del 1947, per essere precisi; e ciascuno di loro incontrò tutti gli altri - anzi per pochi minuti si trovarono tutti in una stanza.>>

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mercoledì 21 marzo 2012

Puu...puzzaaa!!!

Cara Lilli,

vuoi farti una risata?

Premesso che ieri, approfittando della bella giornata, i familiari del proprietario dell'appartamento in cui abitiamo hanno concimato (ndr: con il letame) il campo che si trova dietro la casa e hanno accidentalmente sporcato il cortile qua e là col concime, immagina la scena...

Mio marito e mio cognato, dopo essere passati a prendere la monella all'asilo, tornano a casa. Parcheggiano, scendono dall'auto e vengono investiti da un dolce olezzo che fa  davvero pensare di essere in una stalla piena zeppa di vaccarelle intente a depositare ovunque i loro escrementi.

Mentre loro due si sforzano di mantenere un contegno impassibile, cercando anzi anche di accennare un sorriso ad una delle sorelle del proprietario intanto che evitano di respirare, la monella guarda la suddetta signora e, invece di salutarla con un "Ciao", candidamente le dice, agitando la manina davanti al nasino: <<Puuu...puzzaaa!!!>>

:-)


martedì 20 marzo 2012

E' primavera...fioriscono premi!

Cara Lilli,
hai letto bene....qui da me fioriscono premi!
Ringrazio tantissimo FruFru Elisa di Scarabocchi di pensieri per avermi fatto dono di due premi: innanzitutto il Lobster Award, riconoscimento che si dà ai più assidui frequentatori e commentatori del proprio blog.  Infatti, io la seguo sempre e poi spesso e volentieri lascio commenti ai suoi post perchè sono tutti bellissimi...e non esagero, credimi!
Aggiornamento delle ore 15:35 = Ho appena scoperto che questo stesso premio mi è stato donato anche dalla mitica Betty dell'omonimo B&B con una motivazione che mi ha a dir poco commosso: "il premio lo vorrei donare alla mia amica materna e dolcissima Maris, il suo blog tocca un sacco di tematiche (dall'amore per i figli, alle ricette alle letture) e tutte le volte che la vado a trovare mi sento veramente a casa..."  Che dire? Grazieeeee!

Lobster_Award (1) 

Ora sono io che devo girare questo premio ai miei visitatori più assidui...ma, nonostante come ha scritto FruFru nel suo post dedicato al premio, le regole sono regole, io non sono capace di scegliere tra le persone che passano regolarmente di qui e che mi commentano, nominarne soltanto 5 è impossibile per me e mettermi a fare calcoli matematici tra quelli che si equivalgono più o meno non è il caso...!!! Quindi....APPROFITTO PER RINGRAZIARE TUTTI MA PROPRIO TUTTI QUELLI CHE MI SEGUONO E CHE MI VOGLIONO BENE, PARTECIPANDO IN QUALCHE MODO ALLA MIA VITA ATTRAVERSO I LORO COMMENTI!
AMICI, QUESTO PREMIO E' PER TUTTI VOI!!!

Ma, come dicevo all'inizio, FruFru mi ha donato anche un altro premio e in questo caso a lei si è aggiunta anche Marta di MemoriaRem, altro blog bello e interessante, che quindi ringrazio di cuore tanto quanto FruFru!


Secondo le regole di questo premio qui devo dire sette cose di me (aiutooooo! tra un pò esaurirò le informazioni che mi riguardano e non saprò più che scrivere in caso di altri premi!!!)...
1) La mia mamma mi ha "trasmesso" la tendenza alla pressione bassa (che in definitiva è meglio della pressione alta, no?) e la tendenza ai mal di testa frequenti (ahimè!).
2) Mi commuovo immancabilmente quando ascolto l'overture de "Il Signor Bruschino" di Gioacchino Rossini perchè mi ricorda il mio papà, che me la faceva ascoltare quando ero piccina (4-5 anni) e piangevo per qualche motivo...e come per incanto le lacrime svanivano e io iniziavo a danzare, volteggiando per la stanza, con lui che fingeva di dirigere l'orchestra con una matita in mano al posto della bacchetta!
3) Ci sono cose che non mi piacevano e che ho "imparato" a mangiare da adulta, tipo i ceci e il cavolfiore.
4) Amo dormire sul fianco, preferibilmente su quello destro.
5) Odio lavare i vetri...infatti, in inverno quando piove spesso non li lavo quasi mai, tanto poi si sporcano subito e non ne vale la pena!
6) Ho ripreso a leggere con buona continuità dall'estate del 2010, cioè da quando mi sono iscritta al Gruppo di Lettura Bryce's House....quello infatti mi ha dato l'imput a trovare sempre un pò di tempo da dedicare alla lettura, cosa che avevo accantonato da qualche annetto.
7) Amo i peschi in fiore, mi emozionano sempre quando li vedo.
E così ho svolto il compito assegnatomi, Lilli!
Però mi astengo anche qui dal nominare 15 blog a cui donare a mia volta il premio...come sopra, lo dono volentieri a TUTTI i miei amici della blogosfera!!!

PS: Lilli, approfitto di questo post anche per dire un GRAZIE SPECIALE a Monica:)  alias Unconventional Mom che ha voluto espressamente consigliare ai suoi lettori di visitare il mio blog...sono lusingata, davvero!!!


lunedì 19 marzo 2012

La poesia più bella

Cara Lilli,

leggi attentamente questa poesia...


Caro papà,
con te vicino
mi sento felice
e più carino.
Quando mi guardi
e mi dai la mano
possiamo andare molto lontano.
Per la tua festa,
caro papà,
ti auguro tanta felicità!


Ecco, hai appena letto la poesia più bella che sia mai stata scritta (da chi poi non lo so!). E sai perchè? Perchè la monella l'ha recitata al suo papà!!! Con il mio aiuto, ovviamente, smozzicando le parole più difficili, certo...ma gliel'ha recitata tutta!!!

Significa che non solo si è sforzata di pronunciare nuove parole, ma anche (e soprattutto, direi) si è impegnata con la sua maestra in un esercizio di memoria e di attenzione normale per altri bimbi, ma notevole per lei che non si è quasi mai voluta applicare ad attività diverse dai suoi giochi abitudinari.

Davanti a questo miracolo, impensabile solo fino a un paio di mesi fa, capirai bene che i vari Leopardi, Prevert, Neruda e via dicendo possono soltanto inchinarsi :-)

 BUONA FESTA DEL PAPA'!!!

venerdì 16 marzo 2012

I venerdì del libro (76°): IL BATTELLO BIANCO

Cara Lilli,

oggi seguendo l'iniziativa di HomeMadeMamma ho pensato di proporti un libro che ho scoperto poco tempo fa, nascosto tra altri volumi più grandi nella nostra libreria. E' un libro che mio marito ha portato con sè da casa dei suoi genitori, l'ha usato come testo di narrativa alle scuole medie.

Parlo de "IL BATTELLO BIANCO" di Tschingis Ajtmatov (o anche Cinghiz Aitmatov)
Non conoscevo questo autore kirghiso e ho letto questo suo racconto con molta curiosità. Ebbene, non mi ha deluso.
La storia narrata, ambientata in una riserva forestale del Kirghizistan (Kirghisia) è quella di un bambino abbandonato dai genitori e cresciuto dal nonno materno, Momum, e dalla sua nuova burbera moglie.
In quel luogo dove la natura la fa da padrona e dove vivono solo altre poche persone, tra cui uno zio acquisito ubriacone e dai modi violenti, il bambino cresce selvatico, ma pieno di fantasia: i suoi amici, infatti, sono oggetti a cui lui parla come fossero essere animati. Rocce dalle forme particolari, una cartella nuova regalatagli dal nonno per cominciare ad andare a scuola, ma soprattutto un binocolo, con cui il piccolo scruta tutt’intorno alla riserva, arrampicandosi su un’ altura per scorgere il grande lago su cui vede spesso navigare un battello bianco, che nella sua mente immagina essere quello su cui lavora suo padre.
E’ un racconto che assume i toni della favola in alcuni punti, quando si parla di due storie: quella che nonno Momum narra sempre al nipotino, della grande Madre Cerva Ramose Corna che in un lontano passato ha salvato e allevato due bambini da cui discende il popolo Bugu; e quella che il protagonista narra al binocolo e alla cartella nuova, che parla di come lui un giorno si tramuterà in un pesce, per seguire l’acqua gelata del fiume fino al grande lago e per raggiungere finalmente il battello bianco e così ritrovare suo padre.
E’ un racconto a tratti poetico, velato di malinconica tristezza, come lo sono spesso le favole, e la scelta dell’autore di lasciare senza nome il bambino è significativa, proprio nell’ottica di questa sua solitudine ancor più interiore che esteriore.
Sicuramente un buon racconto per i ragazzi, ma anche per chi ragazzo non è più.

Il battello bianco 

<< Una cosa sola posso dire ora: tu hai respinto quello che il tuo animo di bambino non poteva accettare. E’ questa la mia consolazione. […] Ed anche mi consola che nell’umanità la coscienza dei fanciulli è come il germe di grano – senza germe il grano non spunta.>>

NOTA: con questa recensione partecipo all'iniziativa "Share a lost book" di Palmy
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I venerdì del libro su altri blog:

giovedì 15 marzo 2012

Pensieri odorosi...

Cara Lilli,

ti scrivo mentre questo pomeriggio luminoso porta con sè un assaggio di primavera. Dal balcone aperto mi arriva l'aria tiepida, insieme all'odore del sole. 

Si, perchè il sole ha un odore. Tutto ha un odore, gradevole o sgradevole, certo...ma comunque un odore. E quello del sole è gradevolissimo, quindi mi piace. 

Mi piace perdermi nell'odore del pane fragrante, dei biscotti ancora caldi di forno, delle torte di mele aromatizzate alla cannella, del caffè appena fatto.

Mi piace l'odore delle pagine dei vecchi libri così come quello dei libri freschi di stampa.

Mi piace annusare l'aria quando ha smesso di piovere ed è rimasto l'odore forte della terra bagnata.

Mi piace l'odore caldo delle erbe aromatiche per arrosti, così come quello fresco del battuto di olio, limone e prezzemolo per l'insalata di mare.

Mi piace l'odore dell'erba falciata, che ho la fortuna di sentire spesso vivendo un pò fuori del centro abitato.

Mi piace coricarmi la sera e sentire l'odore delle lenzuola fresche di bucato.

Mi piace l'odore del mare, che da sempre evoca in me ricordi incancellabili ed è legato ai momenti più teneri e importanti della mia infanzia e adolescenza.

E mi piace l'odore delle persone che amo di più, cioè mio marito e miei figli, che conosco a memoria e che mi avvolge tutta quando li abbraccio...


martedì 13 marzo 2012

Paroline e polpettine

Cara Lilli,

a poco più di un mese dal mio post "Quando palla non è solo una parola" voglio aggiornarti sui progressi della monella riccioluta: perchè progressi ne ha fatti, per fortuna!

Gatto, miao, ape, porta, bimbi, pupù, viaaaaaa (gridando!), puzza, puzzetta, i numeri sei, sette e otto...questi sono degli esempi delle nuove paroline che riesce a pronunciare distintamente. 

Alcune parole invece cerca di pronunciarle ma non ci riesce bene: zio e zia, nonno e nonna, fratellino, cuginetto e cuginetta, buongiorno, grazie, i numeri zero, uno, due, tre, quattro, cinque, nove e dieci...queste (ma non solo, ce ne sono ancora altre) le "storpia"  un pò ma non per questo demorde, anzi prova comunque a dirle e sono certa che le pronuncerà sempre meglio.

Per ciò che riguarda i personaggi dei cartoni animati, ora vanno per la maggiore Peppa (Peppa Pig), Pimpa e Lulù (Lulù brumbrum), che chiama sempre per nome appena le vede apparire sullo schermo, e poi incredibilmente anche "Chugghinton", nome inglese che riesce a pronunciare quasi alla perfezione (si tratta di un cartone ambientato in una stazione dei treni e la monella conosce anche i nomi dei vari trenini e li pronuncia tutti discretamente...Wilson, Bruno, Koko, Harry, Max, Vecchio Pete ecc.).

Se le chiedi dove va lei al mattino, ti risponde prontamente: "All'asilo!" e conosce i nomi delle sue maestre, anche se (tranne Sonia, che le viene bene) li pronuncia con un pò di aiuto, un pò smozzicati.

Ma la cosa bella sono le prime mini-frasi: "ho sete", "ho fame", "ho sonno" e "ciao a tutti" (che esclama quando arriva all'asilo).

E del cibo ne vogliamo parlare? Ricordi la mia "Ode al bastoncino di merluzzo"? Ebbene, da allora la monellina ha pian piano cominciato quanto meno ad assaggiare molti degli alimenti che prima si rifiutava anche solo di annusare e alcuni nelle ultime settimane li ha addirittura mangiati con una certa regolarità: oltre ai suddetti bastoncini di pesce, ci sono le polpettine e gli hamburger di maiale, le cotolette di pollo,  la mela...e il gelato! 

Si, proprio il gelato, che fino a ieri pomeriggio aveva ignorato ostinatamente.

Vedi, Lilli, mio marito ha comprato due cornetti, quelli classici, alla vaniglia variegata al cioccolato con granella di nocciole, e quando io mi sono accinta a mangiare il mio, ieri pomeriggio appunto, la monella mi ha guardato con aria interrogativa e allora le ho proposto di assaggiarlo, certa che lo avrebbe rifiutato come sempre e io avrei potuto mangiarlo in pace. E invece....lei si è avvicinata pian pianino, ha dato una leccatina, ci ha pensato un secondo e poi lo ha afferrato felice con entrambe le manine e se lo è divorato tutto, fino all'ultima briciola della punta del cono!!! 

E così sono rimasta senza gelato, Lilli, ma sono stata troppo contenta nel vedere come la mia piccina sta cominciando ad assomigliare alle sue coetanee, anche se i passettini fatti sono piccoli e il cammino, come dico sempre, è ancora lungo...

lunedì 12 marzo 2012

Affidabilità al 100%: grazie!

Cara Lilli,

stavolta sono non solo felice ma davvero lusingata nel comunicarti che la cara Mirta di Luce nel cuore mi ha voluto donare un riconoscimento per me importante e cioè quello di essere un "BLOG 100% AFFIDABILE" .


I "genitori" del premio sostengono che un "Blog 100% Affidabile" si distingue perché:

1) E' aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non é infarcito di troppa pubblicità
Come tutti i premi che girano in internet anche questo ha delle regole da rispettare:
A) Se ricevi il premio, scrivi un post sul tuo blog ringraziando il sito/blog che ti ha nominato con un link ed inserisci dove preferisci sul tuo sito/blog il distintivo de "Il Blog Affidabile che si trova nella pagina del sito Gli affidabili.it . Spiega inoltre brevemente quando e perché hai deciso di aprire il tuo blog.
B) Nello stesso post segnala altri 5 siti/blog che a tuo giudizio sono meritevoli di menzione. Ricordarti di far precedere l'elenco dei blog che hai scelto da questa dichiarazione solenne:
"Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio "Il Blog Affidabile" disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio".
Se conosci più di 5 blog meritevoli di ricevere il distintivo del blog affidabile consigliaceli e li terremo in considerazione per il premio.

C) Fai sapere ai blog/siti che hai scelto che sono stati premiati inviando loro un link a questa pagina se vogliono saperne di più sul Premio e sul suo funzionamento.
Dunque, Lilli, passo a spiegare quando e perchè ho deciso di aprire il mio blog:
Era la primavera 2010 e da un pò di tempo desideravo creare uno spazio mio per riprendere a scrivere e a tenere un diario personale, cosa che avevo sempre fatto fin da bambina e che mi mancava moltissimo. Solo che stavolta sarebbe stato un diario on-line e non più cartaceo. Ero un pò titubante, poi un'amica conosciuta in un forum di cucina mi fece sapere di aver aperto un proprio blog e questo fu l'imput che mi mancava: il 1° maggio 2010 è nato così "Cara Lilli...", sottoforma di epistolario scritto alla stessa amica immaginaria partorita dalla mia fantasia all'età di 9 anni. E nel blog c'è la mia vita, ci sono io, così come sono, senza filtri.
Ecco, adesso devo nominare i 5 blog amici che ho scelto. Non è stato facile decidere, sai che quasi sempre in caso di premi ricevuti da girare ad altri blog mi sono astenuta dalla scelta, ma stavolta desidero indicare questi blog che non ho chiamato in causa in passato ma che rispondono ai criteri di affidabilità stabiliti dai creatori di qusto riconoscimento soprattutto perchè li trovo utili da consultare ognuno per le proprie peculiarità (consigli creativi per bambini, e sul fai da te in generale, notizie su libri, allergie, cucina alternativa, attenzione alla solidarietà...)
"Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio "Il Blog Affidabile" disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio".
Un grazie ancora a Mirta!

sabato 10 marzo 2012

Marsilio Editori: nuovo gruppo di lettura con sorpresa

Cara Lilli,

La Marsilio Editori lancia una nuova iniziativa e io la rendo nota così se chi passa di qui è interessato può aderire subito: stavolta ci sarà un gruppo di lettura per il nuovo romanzo giallo di Giovanni Ziccardi L'ultimo hacker con i commenti alle varie tappe da lasciare sul blog della Marsilio, ma in più c'è anche una bella sorpresa...un premio! 

Alla fine della lettura condivisa, ogni blogger partecipante potrà scrivere una recensione sul proprio blog e segnalarla nel post della terza tappa: tra tutte verrà scelta la recensione più bella e il blogger che l'ha scritta avrà la possibilità di trascorrere due giornate a Perugia al Festival Internazionale del Giornalismo affiancando proprio Giovanni Ziccardi e assistendo con lui a tutti gli eventi cui prenderà parte in quei giorni!

Per chi volesse saperne di più sulle date e sulle modalità tutto è ben spiegato qui: http://blog.marsilioeditori.it/2012/03/09/per-vincere-una...


venerdì 9 marzo 2012

I venerdì del libro (75°): UNA DONNA

Cara Lilli,

per l'appuntamento consuetudinario con la lettura nato da un'idea di HomeMadeMamma oggi ti propongo un libro "datato", in senso di pubblicato tanto tempo fa (nel 1906), ma che risulta essere ancora attuale: UNA DONNA, romanzo autobiografico di Sibilla Aleramo (pseudonimo di Rina Faccio).

Scorrendo quelle pagine in cui è descritta la fanciullezza, l'adolescenza, la giovinezza di una donna a cavallo tra XIX e XX secolo non si può non sentirsi coinvolti, anche se chi legge sta vivendo un secolo più avanti.

E' una cosa curiosa questa, perchè in realtà c'è la presenza di termini magari un pò desueti, si descrivono abitudini e scenari che oggi sono in parte cambiati, eppure la condizione della protagonista, narratrice in prima persona della propria storia, ce la fa sentire incredibilmente vicina. 

Dapprima bambinetta e ragazzina privilegiata dall'essere figlia di un ex professore poi uomo d'affari che l'ha portata addirittura a fare un'esperienza di lavoro con lui nell'azienda che dirige, con un grado superiore a tanti uomini, operai e non solo; poi ragazza che come la maggioranza deve piegarsi all'autorità maschile, sposarsi giovanissima e subire maltrattamenti tanto fisici quanto psicologici da parte del marito in primis, ma anche dell'ambiente tutto in cui si trova catapultata; e poi ancor giovane ma matura donna segnata dalla vita, con la voglia di affermare la propria libertà e dignità, le proprie idee e con una scelta difficilissima da fare che le costerà quanto di più caro abbia mai avuto.

Non a caso parlo di questo libro della Aleramo, uno dei primi testi femministi apparsi in Italia, il giorno dopo l'8 marzo, festa della donna. Io non amo festeggiare, almeno non come lo si fa oggi, questa data e l'ho ampiamente spiegato in un vecchio post. Mi piace, invece, conoscere cosa accadeva tanti anni fa, come viveva una giovane donna intelligente, con uno spirito anticonformista e combattivo, tenuto a tratti sedato dall'ignoranza imperante, quella vera, della mente e dell'anima... uno spirito che è stato allo stesso tempo il suo tormento, la causa di tante sofferenze, ma anche la sua salvezza.

Io non sono quello che si può dire una femminista, anche perchè non amo gli estremismi di alcun genere, ma questo libro mi ha colpito e mi ha emozionato. E' una lettura che lascia senza dubbio l'amaro in bocca, ma anche uno spiraglio di speranza. E la speranza è che ciò che è accaduto in passato e che per certi versi accade ancora oggi possa esserci di insegnamento e possa darci spunti di riflessione. Perchè l'essere donna a quanto pare non è mai stato facile.  
 

 <<Avevo dato l'addio alla vita semplicemente, fermamente, benchè in un'ora di smarrimento, come ubbidendo a un comando venuto da lungi più che alla necessità imperiosa dell'istante. La mia esistenza doveva finire in quel punto: la donna che io ero stata fino a quella notte doveva morire. [...] Un ciclo si chiudeva, l'ordine si ristabiliva.[...] Da un'altra sponda...Come nel punto di darmi la morte, io considerai il  mondo e me stessa con occhi affatto nuovi, rinascendo.>>

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