Pagine

venerdì 23 febbraio 2018

Venerdì del libro (263°): LA VERITA' SUL CASO HARRY QUEBERT

Cara Lilli,

oggi per seguire l'iniziativa di HomeMadeMamma voglio parlarti di un romanzo che ho finito da poco di leggere: LA VERITA' SUL CASO HARRY QUEBERT, di Joel Dicker.

Sono arrivata un pò in ritardo a leggerlo, nel senso che è di qualche anno fa ed ha avuto un grandissimo successo. Tanto che adesso ne hanno tratto anche una serie TV.

Ebbene, ora posso finalmente dire la mia in proposito: questo romanzo è un bel mattoncino di 775 pagine o giù di lì, ma devo dire che l'idea di fondo è interessante, con il ritrovamento del cadavere di una ragazza quindicenne scomparsa più di 30 anni prima e la conseguente accusa di omicidio mossa ad un famoso scrittore (l'Harry Quebert del titolo) ormai anzianotto, che poi viene aiutato in ogni modo da un suo ex allievo dell'università, scrittore a sua volta salito in vetta al gradimento dei lettori dopo il primo romanzo di grande successo e caduto in crisi di ispirazione per il suo secondo romanzo.

Come prima sensazione, d'impatto, posso dire che poteva essere un buon libro e che nonostante delle ripetizioni e dei capitoli che mi sono apparsi superflui io l'ho letto nel giro di pochi giorni.

Però poi non ci siamo, Lilli: dopo aver "digerito" la lettura e aver fatto sedimentare le riflessioni che mi ha suscitato, il tutto mi è parso molto mediocre.

Superficiale, innanzitutto, il rapporto su cui si fonda gran parte della storia, cioè quello tra l'Harry Quebert ultra trentenne e la quindicenne Nola, perchè anche se viene sbandierato come  un amore immenso, bellissimo, fulminante, poi non c'è un solo passaggio del libro che approfondisca sul serio questo legame, solo frasi smielate e banalità al limite del credibile, quanto meno vista l'età di lui.

Poi anche il resto dei personaggi, quasi tutti abitanti ad Aurora, anonima cittadina di provincia, non è ben tratteggiato. Ripenso ai vari passaggi e a certe evoluzioni dei personaggi stessi e anche in questo caso trovo delle stonature e dei comportamenti anche non spiegati a dovere.

E poi quel voler affannarsi nell'ultima parte del libro a far spuntare un presunto colpevole dietro l'altro, con l'intento di creare tensione e attesa per il finale vero e proprio, ha avuto l'effetto contrario su di me: mi ha tolto entusiasmo, desideravo arrivare al termine quasi meccanicamente.

Poi non ho trovato neppure troppo interessanti e originali le aperture dei vari capitoli con gli scambi di battute tra Harry Quebert e il suo ex allievo Marcus Goldman sull'essere scrittore e sui trucchi del mestiere.

Quindi, inevitabilmente, il mio giudizio nel complesso è negativo. Proprio perchè ho trovato buona la premessa poi alla fine mi è parsa un'occasione mancata da parte dell'autore, secondo me, per scrivere un bel thriller convincente.

Se vai a cercare recensioni in rete vedrai che molte sono entusiastiche e questo ci sta, perchè ognuno ha un suo metro di giudizio, ma ho riscontrato anche delle opinioni simili alla mia che hanno messo il dito nelle stesse piaghe, diciamo. 

Forse dovrei vedere la serie TV, quando e se arriverà in Italia ( ma suppongo di sì). Chissà se nella trasposizione andrà a guadagnarci o meno...







I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI


19 commenti:

  1. E' da un sacco di tempo che lo tengo di punta in libreria ma ancora non mi sono decisa a prenderlo. Mi sa che lo lascio dove sta ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è chi lo ha trovato molto interessante, con lodi su lodi... Io come dicevo ho trovato che si fa leggere velocemente nonostante la mole e nonostante i limiti di trama e di costruzione dei personaggi che poi ho riscontrato, ma non mi sento di consigliarlo.

      Elimina
  2. Cara Maris, sai mi fa piacere sentire che leggi molto, complimenti.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Legere è forse la sola cosa che non smetto mai di fare, Tomaso. E' la mia passione più grande :-)

      Buona serata!

      Elimina
  3. Mi unisco a Tomaso nel farti i miei complimenti, con tutto quello che hai da fare riesci anche a leggere tomi così! Bravissima e... grazie. Buona giornata.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Sinforosa, come rispondevo a Tomaso la lettura è una cosa a cui non so riunciare,anche solo poche pagine al giorno io le devo leggere! E in generale cerco di leggere più possibile la sera, quando tutto tace, o quando sono in attesa dei monelli che fanno le loro terapie al centro di riabilitazione.
      Ogni momento libero è buono per leggere, insomma :)
      Ciao e buona continuazione di domenica!

      Elimina
  4. Grazie per la recensione Maris. Non lo conoscevo come libro e neppure come trasposizione cinematografica. Spesso purtroppo ci sono libri che partono bene e poi ... stancano. Peccato.
    Un abbraccio
    Maria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Peccato davvero, Maria. Ma meno male che poi ci sono libri che al contrario partono piano e poi ti sorprendono positivamente... e sono i migliori!
      Un abbraccio a te, ciao!

      Elimina
  5. Cara Maris, ho letto questo libro qualche anno fa e, leggendo la tua recensione, mi domandavo se all'epoca l'avevo fatta anch'io oppure no. Risposta:no! E per un buon motivo. La penso infatti esattamente come te. All'inizio mi ha preso molto, come sai amo i gialli, ma poi ... la tensione cade, molti personaggi rimangono troppo superficiali e poi, suvvia, una passione così "matura" fra un ultratrentenne ed una quindicenne? Ed una quindicenne così subdola? Lascia pure che è mezza pazza però.....
    Insomma la premessa era ottima ma il risultato lo è meno.
    Eppure il secondo romanzo lo vorrei leggere lo stesso... mi piace il rischio ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Manu,ma sai che io neppure ero a conoscenza di un secondo libro di Dicker, che è spin-off de La verità sul caso Harry Quebert? L'ho scoperto ora che ho letto il tuo commento e ho cercato su internet... bah... chissà se poi mi verrà voglia di vedere com'è.
      Se lo dovessi leggere tu nel frattempo poi magari ne scrivi sul blog, dai! :-)

      Elimina
  6. Volevo leggerlo per il successo che ha avuto, ma il tema non mi ispirava per niente. Penso che se lo leggessi (e non lo leggerò, soprattutto ora che dici "gli scambi di battute tra Harry Quebert e il suo ex allievo Marcus Goldman sull'essere scrittore e sui trucchi del mestiere") mi ritroverei completamente nella tua recensione. A me piacciono le recensioni negative quando sono argomentate come in questo caso :). Quindi, complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! :)
      Non mi fa piacere dire che un libro mi ha deluso o che comunque ha lati negativi a mio giudizio, però sono onesta così come quando scrivo cose positive in altre occasioni.
      Tu non preoccuparti, ci sono tanti altri libri che puoi trovare più intriganti e belli... spero che potremo confrontarci presto su qualcos'altro ;)

      Un salutone, a presto!

      Elimina
  7. Fece tanto rumore quando uscì. Ma io non mi faccio mai condizionare dal clamore. Lo sfoglia in libreria e dopo qualche pagina mi aveva già annoiato. Con questa recensione mi hai tolto ogni dubbio. Buona serata Maris bella.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me è capitato in piu di un'occasione di avere impressioni molto diverse (in negativo) su libri che venivano elogiati copiosamente di qua e di là e in vetta alle classifiche di vendita.
      Sarà che spesso si "montano" casi eclatanti con operazioni di marketing molto ben studiate... O forse solo sono io che ho gusti differenti e mi trovo in disaccordo.
      Mi è successo anche di concordare con giudizi molto positivi su qualche romanzo di successo, va detto. Tipo con "The help" o con "La tentazione di essere felici".
      Un abbraccio cara Mariella, alla prossima :)

      Elimina
  8. Non ho letto il libro in questione ma come giustamente ti ha fatto notare Mariella nel commento sopra e come anche tu lei hai risposto a ragione, a volte alcuni libri vengono troppo elogiati e magari non sono poi così piacevoli e belli come vogliono farci credere. Sinceramente a tutt'oggi ad esempio, ancora mi rimane incomprensibile l'enorme successo di Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro, libricino quello che mi venne regalato quando ero adolescente. Ecco quello proprio non ha lasciato alcun segno in me!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, io "Va dove ti porta il cuore" non l'ho mai letto e non mi ha mai ispirato! Forse perchè già allora, che ero ragazza, quando uscì mi infastidiva come lo esaltavano e il fatto che tutti lo leggessero per essere alla moda... boh... credo di non aver perso gran che, anche da ciò che scrivi tu adesso!

      Elimina
    2. Sì è vero hai detto bene, a volte i libri si leggono in quanto vanno di moda in un determinato periodo poi poco importa se non sono all'altezza della loro nomea!

      Elimina
  9. Mai letto, anche se mi incuriosisce. In genere però non mi piacciono quasi mai i bestseller ;)


    (sai che ero convinta di aver già commentato perché avevo letto subito il tuo post? :-O la vecchiaia ;) ...eh eh)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Idem: quasi mai i bestseller hanno ottenuto la mia "approvazione" dopo che li ho letti!

      Vecchiaia?? Dici?? Ma noooo!!! ;) :) è solo che sei molto impegnata!!

      Elimina

GRAZIE DEL TUO COMMENTO, TORNA A TROVARMI :-)