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domenica 29 settembre 2013

Torta variegata alla marmellata e un bel premio

Cara Lilli,

tu sai bene che amo i dolci semplici e che mi diletto a provare tante piccole varianti per ciambelle, muffins, plumcake ecc.


Tempo fa ho pensato di fare questo dolce adoperando la marmellata in modo che si “disperdesse” nell'impasto qua e là, dando così un effetto variegato: è venuto buono e morbido, proprio adatto alla prima colazione.

Ecco la ricettina con le dosi studiate da me per l'occasione:

- farina 00 gr.200
- fecola gr.100
- zucchero gr.150
- 3 uova
- olio di semi ml.100
- 1 vasetto di yogurt bianco da gr.125
- 1 bustina di lievito
- 1 bustina di vanillina
- 6 cucchiai di marmellata a piacere

Semplicemente: frullare uova e zucchero, poi man mano aggiungere lo yogurt e l'olio a filo, la farina e la fecola, il lievito e la vanillina, mescolando il tutto per bene.

Imburrare e infarinare una teglia da 24cm e versarvi il composto.

A questo punto spargere la marmellata qua e là e poi dare una leggera mescolata col cucchiaio.

Infornare per circa 40 minuti a 180°.

Foto mia, ma risalente a un bel pò di tempo fa!

Altra foto di "repertorio"!

Come avrai capito dal titolo del post, c'è anche un bel ringraziamento che devo fare: Aliceland del blog My side of the lake ha voluto donarmi il premio "The Versatile Blogger Award".

Questa la sua motivazione: a Maris di Cara Lilli... "perché ama i gialli come me, recensisce e addirittura scrive".

Che dire? GRAZIE MILLE ALICELAND :-)
 





Devo scrivere sette cose su di me ed è arduo perchè ho scritto oramai quasi tutto ciò che c'è da sapere sia in occasione di altri premi sia nei miei post in generale, però ci provo:

1) ho il sonno leggerissimo (mio marito dice che secondo lui io non dormo mai!);

2) dovrei imparare a contare fino a 10 a volte prima di partire in quarta e dire cose di cui poi spesso mi pento;

3) mi piace cantare in inglese;

4) adoro i granuli effervescenti dissetanti e digestivi (tipo l'effervescente Brioschi, per capirci) da mangiare così...uno tira l'altro come le ciliege, senza scioglierli nell'acqua (sono parecchio strana, lo so);

5) conservo ancora oggi alcuni dei miei quaderni dei vari gradi scolastici (addirittura ho una cartellina di disegni fatti all'asilo!);

6) mi piacciono tantissimo le automobili scure, preferibilmente nere o blu, ma mi ritrovo a guidare una Punto bianca;

7) amo riascoltare vecchie canzoni dopo magari anni che non lo faccio e scoprire che ricordo a memoria ancora tutte le parole.

Ok, direi che può andare :-)

Giro questo premio A TUTTI I BLOGGER CHE SEGUO E CHE MI SEGUONO, come è mia abitudine, e mando loro un abbraccio!


venerdì 27 settembre 2013

I venerdì del libro (147°): IL DIO SORDO (Mia immortale amata - IX)

Cara Lilli,

oggi per l'ennesimo appuntamento col venerdì del libro di HomeMadeMamma sono lietissima di parlarti di un'opera divisa in due volumi che mi ha letteralmente rapito nelle scorse settimane: IL DIO SORDO, di Antonio Scotto di Carlo.

Ecco, già immagino la tua aria interrogativa: e chi è costui? Te lo spiego subito: è un autore ancora sconosciuto al grande pubblico, che ho avuto modo di incontrare tramite un contatto su anobii.

Da discreta conoscitrice e amante della musica classica non potevo farmi sfuggire l'occasione di leggere qualcosa a riguardo: infatti, il "Dio sordo" del titolo è il Maestro Ludwig van Beethoven.

Ho acquistato in versione ebook su Amazon il primo volume de IL DIO SORDO (ovvero "Mia immortale amata") dopo la lettura dell'anteprima scarcabile gratuitamente che prometteva molto bene...e non mi ha deluso! Anzi: è andato oltre alle mie aspettative, appassionandomi come poche volte è accaduto in tanti anni da lettrice accanita.

In genere non amo le biografie, le trovo spesso pesanti, ma questo libro è un'eccezione perchè la vita del grande Maestro è descritta in modo piacevolissimo e intenso, grazie all'espediente narrativo dell'inserimento di un personaggio di fantasia (l'io narrante) che arriva addirittura da un altro secolo e che diventa un pò "l'occhio" del lettore.

Ciò che colpisce dell'opera è che nonostante la lunghezza si legge con facilità, grazie allo stile impeccabile e allo stesso tempo scorrevole che fa nascere il desiderio di continuare pagina dopo pagina per non "abbandonare" i protagonisti della storia e per immergersi sempre più nelle loro vicende.

A fine lettura mi sono detta esterrefatta: raramente ho trovato un libro congegnato così bene, con alle spalle di certo uno studio approfondito da parte dell'autore, e così coinvolgente. Per di più la verosimiglianza dei dialoghi, anche (e soprattutto) quelli con il giovane arrivato dal futuro, è tale da non riuscire a credere che non si siano realmente svolti!

Insomma, è una lettura che consiglio senza riserva alcuna a chi ama la musica classica ma anche a chi non ha conoscenze specifiche in questo campo: "Il dio sordo - Mia immortale amata" è il ritratto dell'Uomo Beethoven, non solo del Maestro, e regala emozioni vere fruibili da tutti.

Ovviamente, dopo aver letto e apprezzato questo primo volume, non potevo esimermi dall'acquistare e leggere anche il secondo, il cui sottotitolo è "IX" con riferimento all'ultima sinfonia del Maestro, che è il completamento dell'opera.

Le vicende umane e professionali del Maestro Beethoven, narrate in prima persona dal fido servitore-amico arrivato da un altro secolo, proseguono con dovizia di particolari su ogni evento e con un'introspezione dei personaggi tale da renderli "vivi", quasi li si stesse incontrando in carne ed ossa.

Così anche io mi sono sentita parte di quel mondo perso nel tempo, trasportata dalla forza dell'Arte, ed ho amato ogni pagina di questo romanzo, da quella in cui si parla di musica a quella in cui si discetta di filosofia a quella in cui si descrive la quotidianità di Beethoven e di chi faceva parte del suo entourage.

Il crescendo di emozioni, dopo passaggi forti ed piuttosto eclatanti (che ruotano intorno agli ultimi momenti di vita del Maestro e all'immediato post mortem), si conclude in modo delicatissimo e mi ha lasciato una piacevole sensazione di serenità.

Sono felice di avere l'occasione di far conoscere a te, Lilli, e ai miei fedeli amici blogger questo nuovo autore che a mio avviso non ha nulla da invidiare a tanti scrittori affermati: gli auguro, infatti, di fare al più presto il "grande salto" perchè lo merita davvero.




 Il dio sordo. Mia immortale amata



Il dio sordo. IX



PS: ti segnalo il sito ufficiale http://antonioscotto.wordpress.com/ in cui potrai trovare tutte le info utili sull'autore, sull'opera e su dove acquistarla, sia in versione cartacea che in versione ebook.

I venerdì del libro di oggi su altri blog li trovi QUI 


mercoledì 25 settembre 2013

A

Cara Lilli,

non ho sbagliato a scrivere il titolo del post, no. 

Volevo proprio scrivere "A". Solo e semplicemente "A".

Si, perchè oggi una, due, tre...dieci...quindici...tante "A" mi hanno dato una grande gioia.

Sono un pò storte, un pò traballanti, non ce n'è una uguale all'altra, è vero, ma le ha scritte lei.

Lei che riconosce quasi tutti i grafemi e i numeri da quando aveva poco più di due anni, ma che non ha mai mostrato interesse per matite, pennarelli e penne.

Lei che non è ancora capace di colorare restando nei bordi, nè men che mai di disegnare alcunchè.


Lei che ha rifiutato quasi totalmente l'approccio alla prescrittura alla scuola dell'nfanzia e che con la psicomotricista aveva finora raggiunto solo qualche timido risultato nel campo specifico della grafomotricità.

Lei che nei primi giorni di scuola aveva già scritto questa letterina, ma sempre guidata dalla mano della maestra (o dalla mia, a casa).

Oggi, invece, lei ha svolto il lavoro tutto da sola, partendo dai tre punti-guida segnati dalla maestra.

Ho avuto un gioioso tuffo al cuore davanti a queste due pagine di quadernone:

La maestra le ha scritto "SUPER! Lavoro svolto da sola!"


Bravissima,  monella della tua mamma :-)

Spero che sia solo l'inizio di un nuovo, importante, a lungo cercato progresso....in barba al suo disturbo pervasivo dello sviluppo, come dico sempre io ;-)


martedì 24 settembre 2013

Comprare le uova

Cara Lilli,

sono trascorsi più di due mesi da quando mio suocero se n'è andato all'improvviso e non c'è stato giorno in cui io non abbia pensato a lui.

Mi manca, più ancora di quanto avrei immaginato.

Non abitavamo nello stesso paese e quindi non ci vedevamo tutti i giorni. Più che altro era il sabato la giornata tipica in cui con mio marito e i monelli andavamo a fare compere in città e passavamo quasi sempre a salutare i nonni prima di ritirarci la sera. Poi c'erano le occasioni di festa o comunque le volte in cui lui e mia suocera venivano da noi o da mio cognato per una serata o magari la domenica.

Però io sapevo che lui c'era. E questo bastava e mi rassicurava. Si, perchè sapevo che se avessi avuto bisogno di lui sarebbe stata sufficiente una telefona e lui si sarebbe messo a disposizione, come tante volte è successo.

Mi manca, si. 

Mi manca quel restare a tavola dopo un pranzo o una cena e chiacchierare del più e del meno, davanti ad un pò di vino o ad un bicchierino di nocino o limoncello, quando spesso lui raccontava aneddoti curiosi o divertenti o esponeva qualche tesi originale delle sue, argomentandola con convinzione.

Mi manca arrivare a casa sua e, ancora prima di scendere dalla macchina, scorgerlo nell'orto con i suoi vecchi jeans "da lavoro" tenuti su con le bretelle, sempre intento a zappettare, innaffiare, piantare o raccogliere qualcosa.

Mi manca sentire il suo vocione che si faceva tenero mentre salutava la monella esclamando "Bella!!!" e il monellino con un "Ecco il piccolo-grande uomo!!!".

E poi c'è un'altra cosa. Devi sapere che quando c'era lui praticamente ogni fine settimana avevamo almeno 6, ma più normalmente 10 uova fresche delle sue galline. Galline che sono state regalate ad una sua vicina di casa subito dopo la sua morte perchè mia suocera è venuta a stare da mio cognato e nessuno avrebbe potuto più badargli.

Ho pianto molto nei giorni della sua scomparsa, in più di un'occasione, ma c'è stato un momento particolare in cui ho in qualche modo realizzato che davvero se ne era andato: quando mio marito andò a fare da solo la prima spesa alimentare dopo tutto ciò che era avvenuto, arrivò a casa nostra e io scesi ad aiutarlo a portare su i vari sacchetti pieni di cose; ricordo che lo sguardo mi cadde su una confezione di uova, in bella evidenza perchè posta sopra a tutto per evitare che fosse schiacciata. 

Fu un attimo. 

Mi commossi fino alle lacrime.

venerdì 20 settembre 2013

I venerdì del libro (146°): IL BAMBINO SEGRETO

Cara Lilli,

sono un pò di fretta questo venerdì ma ci tengo a scriverti qualcosa anche brevemente per partecipare all'iniziativa di HomeMadeMamma.

Non molto tempo fa ho letto il quarto e il quinto romanzo di Camilla Lackberg: de L'uccello del malaugurio ti ho già parlato qui, adesso mi resta da darti il mio parere su IL BAMBINO SEGRETO.

Questa lettura mi è piaciuta molto e mi ha coinvolto di più rispetto al romanzo precedente.

Lo stile della Lackberg è riconoscibilissimo, si sa, specie per il suo far affondare in eventi persi nel tempo le radici di delitti attuali, e dunque non è stato questo l'elemento determinante del il mio maggior gradimento.

Piuttosto direi che è proprio la storia in sè ad avermi preso fin dalle prime battute, con Erica Falck (protagonista anche dei precedenti romanzi) che deve stavolta fare i conti con una verità nascosta che la riguarda personalmente, avendo ritrovato in soffitta un vecchio baule pieno di oggetti appartenuti a sua madre (morta anni prima in un incidente stradale). 

Oltre a dei diari segreti di cui ignorava l'esistenza, Erica ritrova una medaglia dell'epoca nazista avvolta in una camicina da neonato sporca di sangue. 

Da qui parte la sua indagine personale, che si lega fin da subito a quella ufficiale della polizia sulla morte di un anziano professore esperto di storia nazista.

Un racconto svolto come d'abitudine su due piani temporali, quello del presente e quello del passato, a capitoli alterni, per arrivare ad una conclusione non banale, ben scritta e a suo modo emozionante.

Un buon giallo, a mio avviso il migliore di questa autrice svedese tra i cinque che ho letto finora (mi sembra che lei sia arrivata nel frattempo a quota otto della serie).


Il bambino segreto


I venerdì del libro di oggi su altri blog li trovi QUI


martedì 17 settembre 2013

Monello in fase di inserimento

Cara Lilli,

come ti accennavo ieri il primo giorno di scuola dell'infanzia del monello è stato a dir poco angosciante perchè lui non ha fatto altro che piangere disperato aggrappato a me.

Avevamo deciso, io e le maestre (che sono le stesse che ha avuto negli anni scorsi la monella), di fare un inserimento così come avevamo sperimentato tre anni fa positivamente proprio con la monellina: il primo giorno era previsto che io restassi nell'atrio mentre lui prendeva confidenza con l'ambiente e poi saremmo andati via insieme dopo un pò; il secondo giorno avrei provato a lasciarlo per una mezz'ora; il terzo l'avrei lasciato per un'ora e così via, per far si che in capo a pochi giorni si abituasse alla novità.

Con la monella funzionò alla perfezione: non una lacrima fu versata.

Col monello credevo sarebbe più stato difficile, visto il suo grado di attaccamento esagerato a me, ma avendo lui comunque già frequentato lo scorso anno la ludoteca senza grossi drammi speravo in un inserimento un pò più indolore...mentre si è rivelato un fiasco totale il primo giorno proprio perchè lui vedendomi rimanere lì voleva assolutamente stare in braccio a me. 

Ieri alla fine ero proprio demoralizzata, lo confesso!

Fortunatamente oggi, secondo giorno, il programma è stato invece non solo rispettato, ma ha anche prodotto un discreto risultato: il monello ha pianto moltissimo quando ha capito che lo stavo lasciando lì, me ne sono andata mentre lui si disperava, ma poi ha smesso dopo una decina di minuti (me lo hanno raccontato, naturalmente). Infatti, quando sono tornata dopo un pò era tranquillo nell'aula e la bidella mi ha suggerito di non farmi vedere e di lasciarlo restare ancora, dato che si era calmato. Quindi alla fine ho atteso altro tempo prima di riprenderlo e lui è stato metà mattinata senza di me e senza piangere più, mangiando tra l'altro le sue amate fettine biscottate e facendo belle bevute d'acqua dal suo bicchiere preferito.

Ho tirato un sospiro di sollievo! Ovviamente so che molto probabilmente piangerà ancora nelle prossime mattine, quando lo lascerò. Però avrò la prospettiva di trovarlo tranquillo poi quando andrò a riprenderlo.

Per lui, certo, è un momento bello tosto, dato che ha anche iniziato da sole due settimane la psicomotricità (e anche lì è in atto tutto un processo non facile di accettazione della terapia e della terapista...). 
Va da sè che sia un momento bello tosto anche per me, di conseguenza. 

Io te lo avevo detto che partivamo e che la strada era in salita, cara la mia Lilli!

Ho bisogno di tanta forza d'animo e di pazienza, a volte è davvero una faticata...ma siamo in viaggio oramai, indietro non si torna.


lunedì 16 settembre 2013

"Buongiorno maestra!"

Cara Lilli,

credo che tre anni fa, cioè il primo giorno del primo anno di scuola dell'infanzia, nessuno avrebbe scommesso un soldo su ciò che è successo oggi sotto gli occhi orgogliosi e commossi di mamma e papà: la monella, bellissima col suo grembiulino blu, col collettino bianco e la coccardina rosa, con il suo zaino di Puffetta (che sembra enorme sulla sua schienuccia), è entrata sorridente nell'aula della I A, si è seduta nel banco accanto ad una sua amichetta dell'asilo che piangeva, l'ha consolata con un bacino e le ha detto "Non piangere S.!" (tu immaginavi sarebbe accaduto il contrario, vero?), si è fatta scattare anche qualche foto decente (mentre di solito tende a fare smorfie o a coprirsi gli occhietti).

Ma il momento più bello è stato quando l'insegnante si è presentata e ha detto "Benvenuti bambini, io sono la maestra P.!" e una vocina allegra ha risposto "Buongiorno maestra!", suscitando un mormorio di approvazione e tanta tenerezza tra tutti i genitori presenti. Chi credi fosse la proprietaria dell'allegra vocina? Ma la monella naturalmente! Lei è stata l'unica tra i 20 bambini della classe a rispondere al saluto dell'insegnante :-)

E all'uscita di scuola, dopo più di 4 ore, lei era sorridente come all'entrata e la sua insegnante di sostegno (a proposito: miracolo! è già stata nominata!)  mi ha detto che è stata una mattinata positiva e che crede di poter lavorare bene durante l'anno.

Sono felice, Lilli. Sono felice per la mia monella, per i progressi che ha compiuto finora, in barba al suo disturbo pervasivo dello sviluppo .

Certo questo è stato solo il primo giorno, si è trattato di chiacchierare per conoscersi un pò, di fare un disegnino, colorare i quadratini di una cornicetta e via.... Il duro verrà quando si inizierà a fare sul serio, con l'impegno richiesto per imparare a leggere e scrivere innanzitutto. Ma voglio credere che la monella ce la possa fare, così come ha fatto tante cose che sembravano quasi impossibili all'inizio.

Sono felice per la mia monella, si. E questo in parte va a mitigare la preoccupazione per il monello, il cui primo giorno di scuola dell'infanzia è stato invece a dir poco angosciante. Ma questa è un'altra faccenda e te la racconterò magari domani o doman l'altro.

Oggi è il giorno speciale della mia monella: amore della mamma, sono orgogliosa di te!!!

domenica 15 settembre 2013

Tutto è pronto

Cara Lilli,

la monella dorme già, qui nel suo lettino verde cedro dietro le mie spalle, il monello invece è sul divano col papà in soggiorno e ancora ha la forza di agitarsi dopo un'ennesima giornata passata a saltare, correre, scalare sedie e tavoli ecc.

I loro zaini sono già preparati con ciò che occorre. Di Puffetta per lei, di Cars per lui.

I loro grembiulini sono già pronti per essere indossati. Blu per lei, bianco per lui.

Domani è il grande giorno. Direi che è il giorno degli inizi: scuola primaria per la monella, scuola dell'infanzia per il monello.

Chi conosce la loro situazione sa anche che c'è bisogno di grandi in bocca al lupo. E infatti a te e a chi segue regolarmente il mio blogghino è questo ciò che chiedo: domattina un pensiero per i due monelli...e anche per i loro genitori, che hanno una bella tensione addosso!! ;-)

Tutto è pronto, dunque. Domani si comincia!