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domenica 29 dicembre 2013

Auguri...intrecciati ;-)

Cara Lilli,

si avvicina a grandi passi la fine del 2013 e allora brinderemo all'arrivo dell'anno nuovo.

Mi sono detta: perchè non dare a te e a chi passa di qui un'idea carina e gustosa per il cenone di San Silvestro o per il pranzo di Capodanno?

Pensa che ti ripensa ho scelto di postare la ricetta di un rustico buono nella sostanza e anche simpatico nella forma: un TORTANO INTRECCIATO che può essere portato in tavola per accompagnare il pasto come se fosse un pane farcito o può benissimo essere utilizzato in un buffet.

Io quando l'ho fatto non ho usato la scamorza (o galbanino o simili) perchè sai che a mio marito non piace il formaggio, ma tu usala perchè dà certamente un tocco in più.

Ecco cosa occorre:

X l'impasto:

- 500 gr di farina 00
- un uovo
- 3 cucchiai di olio evo
- 100 ml di latte
- 150 ml di acqua
- un cubetto di lievito di birra (gr 25)
- 2 cucchiaini di sale

X la farcitura:

- 150 gr di salame
- 150 gr di scamorza (o di galbanino o simili)
- 2 uova
- sale
- pepe

Si impasta la farina con l'uovo, l'olio, il sale e il lievito sciolto nella mistura tiepida di latte ed acqua. Quando si è formata una palla morbida e non più appiccicosa si mette a lievitare per un'ora in luogo tiepido (ad es: il forno con la lucetta accesa o meglio ancora riscaldato a 50°- 60° e poi spento). 

Trascorso tale tempo si sgonfia, lavorandola per un attimo e poi si lascia lievitare per almeno altri 45 minuti.

Intanto si tagliano a pezzetti il salame e la scamorza e si sbattono le uova con un pizzico di sale e uno di pepe.

Terminata la lievitazione si stende la pasta facendone un bel rettangolo non molto spesso. Si taglia in due per il lungo formando così due strisce. Su ognuna si spargono i pezzetti del ripieno e le uova sbattute, dividendo il tutto equamente.

Si arrotolano a “salsicciotto” le due strisce, poi si intrecciano i due “salsicciotti” e si  posizionano in una teglia col buco al centro foderata di carta da forno, facendo combaciare le due estremità e creando così un tortano. 

Si spennella con un pò d'olio evo e si inforna a 180 gradi per circa 45 minuti.

Ed ecco il risultato finale:



 

Adesso non mi resta che fare gli auguri per un 2014 se possibile migliore del 2013 o quanto meno non peggiore.

Perchè ci sia la serenità e la forza per affrontare ogni evento e per continuare i percorsi già iniziati o cominciarne di nuovi, se occorre.

E perchè ci siano tante gioie magari piccine ma significative (sebbene qualche gioia bella grande mica la disdegnamo, eh!).


BUON ANNO NUOVO A TUTTI, dunque!


mercoledì 25 dicembre 2013

TRE!!!

Cara Lilli,

nascere il giorno di Natale vuol dire che difficilmente ci si dimenticherà la data del compleanno, ma anche che la festa personale verrà per così dire un pò oscurata da quella ufficiale.

Ma tant'è: se il mio monello ha scelto di venire alla luce proprio nella notte del 25 dicembre avrà ben ponderato i pro e i contro ;-)

E dunque oggi qui da noi è Natale, naturalmente, ma è anche il compleanno del piccolo ometto di casa: 3 anni! TRE!!!

immagine presa dal web


Tre anni di monellaggine ma anche di tanta tenerezza, di coccole, di arrampicate su sedie, tavoli e scaffali, di corse, di testardaggine, di pianti, di solletico, di risate e di tanto altro ancora...

Tantissimi AUGURI di felicità tesoro mio, con tutto l'amore che posso.


lunedì 23 dicembre 2013

Sereno Natale!

Cara Lilli,

più che mai quest'anno desidero che il Santo Natale sia un momento di serenità, dopo che negli scorsi mesi la vita ci ha dato un vero e proprio scossone con la prematura e improvvisa scomparsa di mio suocero.

Spero in un Natale che ci veda riuniti a far famiglia, per portare insieme il peso di quell'assenza che sarà impossibile ignorare.

Spero che ci sia la gioia genuina e semplice di vedere i più piccoli scartare i doni, di ascoltare le loro poesie su Gesù Bambino e anche di festeggiare il terzo compleanno del monello (che sai bene sarà proprio il 25) con un bel brindisi.

Spero...anzi no: sono certa che un Natale così potremo viverlo.

E questo è l'augurio che faccio anche a te e ai miei amici della blogosfera: che sia un Natale sereno e ricco di tante piccole gioie che riempiano il cuore.

AUGURI, a tutti.

Immagine presa dal web




sabato 21 dicembre 2013

Monello...seduto

Cara Lilli,

leggendo il titolo del post avrai di certo pensato: "Ma che cosa c'è di strano nel fatto che un bambino stia seduto?" Niente, in effetti. 

O meglio: niente SE si parla di un bimbo qualsiasi. MA SE si parla del MIO monello, quello iperattivo, quello che pur mangiando abbastanza non mette su peso perchè brucia tutte le calorie correndo, saltellando, arrampicandosi ovunque...allora SI che è un fatto strano! ;-)

Sai che stamattina alla festicciola natalizia organizzata all'asilo del monellino lui è stato tranquillo, sereno e allegro, senza correre qua e là o voler venire in braccio a me, come invece io e chi lo conosce bene temevamo?

E' entrato nella sala dove genitori e parenti vari erano seduti (e in piedi) come ultimo della fila dei bambini più piccoli, quelli del primo anno. Era per mano ad una delle maestre e si guardava intorno stupito di vedere tanta gente, ma senza mostrare alcun timore pur non avendomi individuato tra la piccola folla. Si è seduto sulla sua sediolina (i piccoli erano tutti seduti, mentre i più grandicelli erano dietro di loro in piedi) e lì è rimasto sorridendo appena è partita la prima canzoncina. 

Io già solo per questo ero sorpresa, non speravo neppure che prendesse in considerazione di sedersi.

Poi è finita la canzone e lui si è subito alzato e ha iniziato a gironzolare davanti agli altri bambini. Ecco. Ho pensato immediatamente che era la fine, che non si sarebbe più seduto, che mi avrebbe visto e non sarebbe più tornato con i suoi compagnetti.

Ma mi sbagliavo! Un'altra maestra l'ha fatto sedere di nuovo parlandogli all'orecchio e facendogli una carezza. E così lui è stato seduto quasi tutto il tempo, tranne gli ultimi minuti in cui ha teso le braccine verso la maestra e ha voluto essere preso in braccio. A quel punto mi ha visto tra la gente e mi ha stupito ancora perchè mi ha fatto un sorriso smagliante e ha continuato a guardarmi spesso senza però minimamente accennare a voler correre da me.

Lo spettacolino di canzoncine e poesie di Natale è terminato e allora sono andata io da lui, prendendolo dalle braccia della maestra: era felice e mi ha stretto forte forte le braccine al collo e io ero più felice di lui :-)

Lo confesso: ero piuttosto pessimista (non si fa, lo so) ma sono stata smentita...per fortuna!

Certo il monello non ha cantato (prima dovrebbe cominciare a parlare...) nè recitato poesie, però ha comunque partecipato alla festa, con la sua presenza sorridente seppur silenziosa. 

Ha ascoltato la maestra che lo ha convinto a stare seduto con tutti gli altri piccini per quasi tutto il tempo e poi si è presa la briga di ballonzolare con lui in braccio durante le ultime due canzoni.

Ha fatto un'esperienza nuova e gli è piaciuta. 

Bene così, allora!

L'anno prossimo magari dira delle paroline o canterà addirittura. O anche no. Ma sono certa che sarà un altro bel momento di festa e di crescita per il mio monello.

E di gioia ed emozione per la sua mamma :-)


venerdì 20 dicembre 2013

Venerdì del libro (158°): CARO BABBO NATALE, PORTATI VIA ALESSANDRO

Cara Lilli,

in prossimità delle Feste non potevo non scegliere un libro in tema col Natale per questo appuntamento con l'iniziativa di HomeMadeMamma. Dunque ti parlerò di un ebook che ho letto poche settimane fa: CARO BABBO NATALE, PORTATI VIA ALESSANDRO di Luigi Sgambati, disponibile nel Kindle Store di Amazon.

Si tratta di un racconto natalizio un pò particolare, non esattamente la classica favola per bambini. Anzi, direi che nonostante il sottotitolo sia "Ebook di Natale per bambini e ragazzi, vietato agli adulti", i più piccini potrebbero non comprendere alcuni messaggi della storia (e capirai che intendo leggendo ilpost fino in fondo).

Sgambati ci racconta in modo un pò visionario e a tratti quasi sconclusionato di Italo, un bambino che, arrabbiato col fratello maggiore che gli impedisce di fare delle cose e lo tratta (a suo avviso) troppo da bimbo piccolo, scrive una lettera a Babbo Natale chiedendogli che se lo porti via.

Quando la mattina di Natale Italo scopre che Alessandro (il fratellone) non c'è più, immagina che il suo desiderio sia stato esaudito. Da quel momento comincia la storia vera e propria: Italo decide di andare a casa di Babbo Natale per riprendersi Alessandro, essendosi pentito di aver espresso quella richiesta.

Con lui ci sarà anche la sorellina Margherita e insieme vivranno avventure piuttosto assurde, che ricordano un pò quelle di Alice nel Paese delle Meraviglie (pur non riuscendo ad eguagliarne lo spessore e l'originalità).

A me il racconto è piaciuto, mi ha intrigato abbastanza. Però vorrei sottolineare che l'ho apprezzato più per lo stile (Italo narra in prima persona le sue avventure, con il lessico e qualche sgrammaticatura propri di un bambino) e per le visioni fantastiche, che non per altro. E dicendo "altro" intendo i temi che l'autore vuole affrontare e proporre ai piccoli lettori, ossia la morte e la pedofilia.

Sì, perchè in realtà Alessandro, come si capisce tra le righe, è morto in un incidente e poi tra i personaggi che Italo e sua sorella incontrano nel viaggio verso la casa di Babbo Natale, in quel mondo di fantasia, ce n'è uno (lo zio Sfiga) che pur essendo già attempato vorrebbe obbligare la piccola Margherita a sposarlo e a restare con lui in eterno.

Forse questi temi, in particolare quello della pedofilia, non sono sufficientemente sviluppati o comunque non sono trattati in modo esauriente, sono solo sfiorati. Nulla vieta che sia stata questa l'intenzione dell'autore: trattare questi temi delicati in modo lieve, per proporli a dei bambini. 

Non so quanto sia riuscito nel suo intento e non so quindi se consiglierei la lettura del racconto a un bimbo. Però ribadendo che a me, da adulta, la storia è piaciuta, direi che se c'è un genitore interessato potrebbe leggerlo e poi decidere se è il caso o meno di farne partecipe il proprio figlio/a, perchè non tutti i bambini sono uguali, ognuno ha una sua sensibilità, una maturità maggiore o minore. 

In ogni caso io credo che possa andar bene non prima dei 6 anni.


Nota del 21/12/2013: non voglio svelare il finale ma ci tengo a specificare che il racconto si conclude piuttosto serenamente, se no magari si può pensare ad una storia troppo triste, quindi rassicuro i potenziali lettori. E poi ci sono anche passaggi spassosi e fantasiosi :-)





<< Babbo Natale si era portato via Alessandro, ne ero sicuro! Forse il nonno non voleva dirmelo, forse non lo sapeva nemmeno. Forse Babbo Natale, per non fare preoccupare mamma e papà aveva lasciato un bigliettino che diceva che Alessandro era partito per un lungo viaggio. Io però lo sapevo... Avevo voglia di piangere. Ho abbracciato di nuovo il nonno per nascondermi. Alessandro in fondo non era così cattivo, io gli volevo bene... Volevo che tornava, ma come facevo? Dovevo aspettare un anno intero per chiedere di nuovo a Babbo Natale di farlo tornare? Per tutto quel tempo? E poi chissà dove stava adesso...>>


I venerdì del libro di oggi su altri blog li trovi alencati QUI

mercoledì 18 dicembre 2013

Idea sfiziosa: carote fritte

Cara Lilli,

lo so che la frittura come metodo di cottura non è salutare, ma usata con moderazione direi che ci può stare...no?

Dunque, un'idea sfiziosa te la voglio proprio suggerire per un contorno diverso dal solito: le carote fritte.

Facilissimo prepararle:

-carote

-farina q.b.

-olio per friggere (io uso sempre quello di girasole o di arachidi)

-sale


Si  tagliano le carote a julienne dal lato della grattugia o col disco del robot da cucina coi buchi più grossi perché è meglio che non siano sottilissime.

Si infarinano e si friggono in abbondante olio.

Una volta scolate su una carta assorbente, si salano...e si pappano ;-)

ATTENZIONE: ci vuole esattamente un minuto perchè si cuocciano....vanno tirate subito via dall’olio se no si carbonizzano!!!

SFIZIOSE, VERO? :)

E come sempre...buon appetito, Lilli!

domenica 15 dicembre 2013

La musica dei Natali passati (e un dono speciale)

Cara Lilli,

un post musical-natalizio del mio blog-amico MikiMoz (qui) mi ha fatto fare un salto indietro negli anni e mi sono sentita come Ebenezer Scrooge che riceve la visita dello spirito dei Natali passati...solo che nel mio caso si è trattato più specificamente di un tuffo nella musica dei Natali passati.

Ho ricordato i Natali a casa dei miei, a cavallo tra la fine degli anni '80 e gli anni '90, quando io e mio fratello ancora ragazzi preparavamo insieme l'albero e il presepe e poi sistemavamo addobbi in ogni dove.

Ogni anno c'erano le stesse scatole con dentro le stesse palline e le stesse decorazioni, invecchiate con noi, da sistemare sempre negli stessi posti, con una meticolosità pazzesca.

Un rituale vero e proprio, una tradizione tutta nostra.

Con tanto di colonna sonora, naturalmente. Su musicassetta.

Un originale cocktail di canzoni in italiano e in inglese, vecchie o recenti (ndr: recenti rispetto a quegli anni!), lente o ritmate, più allegre o un pò malinconiche, più sofisticate o più popolari

Cozzavano un pò tra di loro, qualcuno ascoltandole tutte insieme storceva un pò il naso...ma a noi piaceva così :-)

Qualche esempio? Tra le tante...

Jingle Bells nella versione di Frank Sinatra 

Rosso Natale di Red Canzian (da solo, senza gli altri Pooh)

Last Christmas degli Wham!

Piccola lettera di Natale di Enrico Ruggeri

Alleluja delle Football Stars (1986) riunite per raccogliere fondi per la Caritas

La luce delle stelle di Gianni Togni (è talmente "di nicchia" che non si trova nulla su youtube!)

Happy Christmas (war is over) dei Pooh (cover del capolavoro di John Lennon)

...e, dal 1994 al 1998 (ossia finchè mio fratello si è sposato), a pieno titolo entrò nella nostra compilation la trascinante e frizzante...

All I want for Christmas di Mariah Carey

...che io non so assolutamente ascoltare senza mettermi a saltellare come una molla impazzita, cantando a squarciagola :D




Insomma...che ricordi, Lilli!

Il Natale ha una magia tutta sua, si sa.

E quest'anno a casa mia c'è una piccola decorazione speciale che allieterà i giorni di festa: me l'ha spedita la carissima Ros, come premio del suo primo giveaway ed è non solo bellissima ma anche preziosa perchè l'ha fatta proprio lei, con le sue mani :-)

La foto è un pò scura...sorry!

L'albero grande non l'ho fatto per via del monello che tira giù tutto, ma c'è l'alberellino ;-)


Grazie mille, Ros! Sono davvero felice di questo dono e ti dico una cosa soltanto: A PRESTO (tu sai ;-) )



venerdì 13 dicembre 2013

I venerdì del libro (157°): IL TRONO DI GHIACCIO

Cara Lilli,

ho scoperto da pochissimo l'autrice di cui voglio parlarti oggi, aderendo come sempre all'iniziativa di HomeMadeMamma: si tratta di Sarah J. Maas.

Giovane scrittrice di genere fantasy, mi ha colpito piuttosto favorevolmente con il suo romanzo d'esordio, IL TRONO DI GHIACCIO (2012), edito in Italia da Mondadori.

Questo libro è il primo di una saga che già ha visto l'uscita nel 2013 del secondo capitolo e che nel 2014 vedrà l'uscita anche del terzo.

Protagonista della saga è una giovanissima e temutissima assassina professionista, Celaena, che all'inizio del libro scopriamo essere rinchiusa da un anno nelle terribili miniere di sale di Endovier.

A fare da lasciapassare per uscire dalla quella prigione è un ordine del principe Dorian del regno di Adarlan, il quale vuole farla combattere in un torneo il cui vincitore diverrà paladino del re (ossia "assassino reale") e, dopo 4 anni di devoto servizio, sarà libero.

Celaena odia il re il Adarlan, ha i suoi motivi per farlo, ma sa che quella offertale è l'unica possibilità di salvezza.

Così accetta di allenarsi e gareggiare, sotto la guida del fiero e distaccato capitano delle guardie reali, Chaol.

Il rapporto difficile da gestire ma sempre più stretto tra la bionda assassina e il capitano, in contrapposizione al rapporto che la stessa andrà intessendo man mano anche col principe Dorian, farà da cornice alla storia del torneo, che verrà turbato da una serie di misteriose morti che colpiranno uno dopo l'altro i gareggianti. 

Dietro a questi delitti perpetrati in modo sanguinario e atroce si nasconde una verità spaventosa, che sembra aver radici nel soprannaturale. Celaena si ritrova a indagare e a dover sventare il peggio.

Non svelo altro, ma posso almeno dire un paio di cose: il personaggio di Celaena è di per sè ambiguo, essendo lei un'infallibile assassina ma avendo anche una personalità variegata, in cui trovano spazio anche sentimenti che non si immaginerebbero. Ha un suo credo e un suo codice di comportamento. E ha un cuore.

Il modo migliore per affrontare questa avvincente lettura è conoscere il passato di Celaena, che ci viene rivelato nei 4 racconti che fanno da prequel alla saga e che si possono scaricare gratuitamente da Amazon (vedi qui): "L'assassina e il Signore dei Pirati", "L'assassina e il Deserto", "L'assassina e il Male", "L'assassina e l'Impero".

Se non li avessi letti nel giusto ordine, confesso che mi sarei trovata un pò spiazzata all'inizio del romanzo vero e proprio. Quindi li consiglio assolutamente, anche perchè sono belli e lo sono in modo crescente: il primo mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato, poi man mano il mio interesse è cresciuto e anche il mio indice di gradimento. 

Non sono arrivata all'entusiasmo suscitatomi dai romanzi di Cecilia Randall (tu sai di che parlo!), il mio coinvolgimento è stato meno totale e trovo che la Randall sia comunque più matura come scrittrice, più originale e proprio più brava. Ciò non toglie che Il Trono di Ghiaccio mi sia piaciuto e penso possa ben interessare gli amanti del genere fantasy. 

Adesso non mi resta che leggere il resto della saga, perchè voglio proprio vedere il destino cosa riserverà alla volitiva Celaena ;-)




 << Dopo un anno di schiavitù nelle miniere di Endovier, Calaena Sardothien si era abituata a essere condotta ovunque in catene, con una spada puntata adosso. [...] Da un pò non assaporava la paura, o meglio, si era imposta di non assaporarla. Ogni mattino, al risveglio, si ripeteva le stesse parole: "Non avrò paura". Per un anno quelle parole le avevano permesso di piegarsi senza spezzarsi, di non crollare nel buio della miniera.>>


I venerdì del libro fdi oggi su altri blog li trovi elencati QUI
 

giovedì 12 dicembre 2013

Monello...di spalle

Cara Lilli,

a volte ci sono piccole cose piuttosto insignificanti normalmente che poi invece acquistano tutt'altro valore e significato in determinate occasioni.

Metti oggi. Poco fa, ore 9 circa.

Io accompagno come sempre il monellino alla scuola dell'infanzia, ma dato che qui in paese il giovedì è giorno di mercato devo fare un giro diverso con la macchina e poi non riesco ad arrivare fin davanti all'ingresso della scuola. Parcheggio un pò più indietro, ci sono solo una cinquantina di metri da fare a piedi.

Scendo dall'auto, apro lo sportello di dietro, slego il monello e lo faccio scendere dal suo seggiolino. Giusto il tempo di mettergli sulle spalle lo zainetto ed ecco che lui, inaspettatamnete, si mette a sgambettare in fretta sul marciapiede in direzione della scuola. Gli vado subito dietro ma non lo fermo, non passano neppure auto in quel momento e quindi lo lascio andare da solo, restandogli ad un passo.

Non lo vedo in faccia, ma lo sento sorridere (perchè si sente, sì).

Eccolo lì  il mio monello, di spalle, col suo zainetto di Cars, col grembiulino bianco che spunta sotto il giubbino blu, che corre felice verso l'ingresso dell'asilo.

Quante altre volte l'ho visto di spalle? Un'infinità. Ma stamattina è stata una volta speciale. E' stata una gioia particolare vederlo un pò più independente e contento. Non so bene descrivere la sensazione che ho provato...come se lui corresse verso il futuro con una spinta nuova, una marcia in più.

Mi sono sentita solevata per un momento e mi ha fatto bene, mi ha dato forza. Specie in vista dell'incontro che nel pomeriggio avremo con la neuropsicomotricista che da 3 anni segue la monella e che forse con l'inizio del 2014 seguirà anche il monellino sostituendo l'attuale terapista (io lo spero tanto). 

Sarà un'ora dura, forse più per me che per il monello. Già lo so perchè martedì scorso ne abbiamo già affrontata una. Ma sarà costruttiva e farà ancora più chiarezza sulla situazione del mio piccolo amore.

Però adesso non ci voglio pensare. Voglio godermi ancora un pochino questa sensazione bella che ho nel cuore. 

Poi affronteremo il resto, insieme.

lunedì 9 dicembre 2013

Gli elefanti mi fanno un baffo (ma anche no)

Cara Lilli,

io sono un essere piuttosto strano, credo che tu lo sappia benissimo dato che mi conosci da quando avevo 9 anni (vedi nella barra laterale del blog, alla voce "Chi è Lilli").

La contraddizione è il mio mestiere in molti casi (vedi qui, ad esempio).

Uno di questi casi è rappresentato dalla memoria

Io ho una memoria di ferro. 

Ma che dico di ferro: di ferro al quadrato

Gli elefanti mi fanno un baffo, insomma.

Nello studio fin da piccola, per arrivare poi all'università, mi è sempre bastato leggere pochissime volte un testo per memorizzare nozioni di ogni genere e materia. Comprendere ciò che memorizzavo, poi, era tutto un altro discorso, ma per fortuna me la sono sempre cavata discretamente anche lì ;-)

Ricordo date, compleanni, anniversari più o meno importanti. E poi io ricordo tantissimi episodi della mia vita ricchi di dettagli, come se mi fossero successi ieri. Invece sono passati vent'anni o trenta.

Soprattutto ricordo gli abiti. Per ogni momento speciale della mia vita io ricordo cosa indossavo.

Qualche esempio a caso.

Prova orale dell'esame di terza media? Gonna di jeans ampia e camicetta bianca con le maniche leggermente a sbuffo e il colletto ricamato con dei fiorellini.

Il mio primo vero bacio? Gonna corta e dritta di lino blu e t-shirt rossa con dei disegnini bianchi.

Prima prova dell'esame di maturità (tema di italiano)? Jeans azzurro chiaro e camicia bianca a righe verdi (terrificante, tipo carcerata, comprata su Postalmarket).

Il mio primo appuntamento, in incognito, con quello che sarebbe diventato il padre dei miei figli? Jeans blu e maglione color avio (che tra parentesi ho ancora e uso in casa).

Il primo bacio col suddetto futuro padre dei miei figli (la mattina seguente al primo appuntamento, ancora in incognito)? Pantalone marrone leggermente elasticizzato e maglioncino color arancio-aragosta che spelava maledettamente (davvero, lasciavo dietro di me una scia di pelucchi!).

Primo pranzo ufficiale della famiglia sempre del suddetto futuro padre dei miei figli a casa mia? Pantaloni color grigio un pò argenteo e maglioncino rosso col collo alto e ampio.

E via discorrendo... 

Gli elefanti mi fanno un baffo, come ti dicevo. Ma anche no. Cioè...me lo fanno quasi sempre. 

Perchè se è vero che io ho una memoria di ferro, capita pure che io mi dimentichi facilmente di alcune cose. Cose da fare, ad esempio, come telefonate o determinati acquisti. O anche cose capitate neppure troppo tempo fa e rimosse dalla mia mente.

Ecco di nuovo la contraddizione che si impadronisce di me, insomma. 

E non ridacchiare, Lilli, dicendo che è la vecchiaia che incalza, perchè mi capitava così anche quando ero una ragazzina!

Tu, invece? Li elefanti li batti oppure no nel gioco della memoria?

:-)