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giovedì 31 dicembre 2020

Il 2020 della Monella

Cara Lilli,

in quest'ultimo giorno di un anno in cui come ho già scritto giorni fa niente è andato come doveva andare e che farà da spartiacque tra un'epoca e un'altra della vita di ognuno di noi, voglio condividere i pensieri sparsi della mia monella, così come lei li ha scritti facendo una sorta di resoconto del 2020 su sollecitazione di una della sue terapiste.

 

2020

"C'è stata l'emergenza del coronavirus"

"Ho fatto le lezioni online con i professori e i compagni"

"Ho dovuto interrompere il nuoto"

"Ho indossato la mascherina"

"Ho fatto le passeggiate con mamma e il mio fratellino sotto al viale"

"Ho imparato a usare il vocabolario"

"Sono stata al corso di bodypercussion e inglese"

"Sono stata ai laghi di Monticchio in Basilicata"

"Sono andata a prendere il crodino con la prof C. e con A. e F." 

"Ho imparato a giocare a Uno con le carte"

"Ho conosciuto una nuova terapista"

"Ho festeggiato il mio compleanno a casa con la mia famiglia"

"Ho preso le pizze con papà"

"Ho iniziato la terza media" 

 

... e adesso non ci resta che tuffarci in questo 2021

Io non aggiungo altro se non un augurio di cuore di una ritrovata e rinnovata serenità a tutti voi 💙

 

mercoledì 30 dicembre 2020

Franken-meme di Nocturnia 2020

Cara Lilli,

anche quest'anno è arrivato puntuale un meme che mi piace molto e a cui ho partecipato negli anni scorsi, nominata ogni volta da alcuni dei miei amici blogger: si tratta del Franken-meme di Nocturnia, ideato da Nick Parisi, che ci porta a premiare virtualmente i nostri blog preferiti, che siano conoscenze di lunga data o recenti.


CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU'

 

Per il 2020 ho avuto la gioia di essere nominata da Cristiana (nei MUST) e da Pietro (nei MERITEVOLI DI EMERGERE): li ringrazio entrambi di cuore perchè hanno pensato a me nonostante sia stato un anno in cui dire che sono stata presente molto poco sul mio stesso blog e su quelli degli amici è un eufemismo.

Proprio per questo mio essere latitante mi rendo conto che finirò per lo più ripetermi dall'anno scorso perchè non ho spaziato nella blogosfera e ho fatto pochissime nuove conoscenze, ma ci tengo lo stesso a partecipare al meme anche dando delle... conferme :)


I MUST: 

Doremifa-sol, libri e caffè di Mariella

Moz O' Clock di Mikimoz


Menzioni d'onore:

Lilladoro di Cristiana

Personalità, tra scrittura e arte con fantasia di Pia

Pietrosabaword di Pietro

Sinforosa Castoro di Sinforosa


GLI HIGHLANDER:

Passato e presente di Tomaso

Pier(ef)fect di Pier 


MERITEVOLI DI EMERGERE:

Il mondo di Ninin di Ninin

Mamma Avvocato di Giulia (Mamma Avvocato)

Un truciolo di Valeria


NEW ENTRY (blog che ho conosciuto in occasione della pubblicazione del mio libro e che desidero conoscere meglio)

Il buio in sala di Caden Cotard

Isola ideale di Guido P.

Pulp stand off di Mick

Femeie Astazi - Donna Oggi- Woman Today di Flo


Non si tratta di classifiche, questo sia chiaro ( anche all'interno delle categorie ho infatti ho seguito l'ordine alfabetico). E nel mio cuore al di là qualsiasi meme ti assicuro, Lilli, che c'è spazio per TUTTI i blog che seguo e che mi seguono da più o meno tempo.

 

COMPLIMENTI PER QUANTO FATTO IN QUESTO 2020 

E GRAZIE A TUTTI, 

MA PROPRIO TUTTI

VOI BLOGGER AMICI 

che mi fate desiderare di non lasciare la rete!


Un grazie particolare a Nick Parisi per aver ideato e ancora una volta proposto questo meme :)

 

giovedì 24 dicembre 2020

Come quando ritorna Natale... anche se un po' diverso

Cara Lilli,

era il 23 dicembre 2016 quando scrissi un post intitolato Come quando ritorna Natale... e quest'anno, in cui nulla è andato come doveva andare, mi ritrovo a pensare a quel post.

Sarà tutto diverso, quest'anno.

La monella proprio non ci può passare sul fatto che stasera, per il cenone della Vigilia, non andremo a casa della mia zia dove andiamo ogni anno, con mio fratello e i miei cugini e le loro famiglie. Due lunghe tavolate, quella dei grandi e quella dei bambini-ragazzi. Un unico grande affetto.

Lei, che ha ereditato da me questo senso forte della famiglia, dei legami, delle tradizioni, normalmente comincia ad aspettare il 24 dicembre sera dell'anno dopo fin da quando torniamo a casa la sera stessa del cenone. E quest'anno la rinuncia è dolorosa.

Il pranzo di Natale, che poi è per noi a casa momento di doppia festa, essendo anche il compleanno del monello, sarà... dimezzato. Perchè mio fratello e famiglia non potranno essere nostri ospiti, vivendo in un comune diverso, e quindi potremo vedere solo i miei cognati e mia suocera, che abitano nell'appartamento accanto al nostro.

E poi mancherà il pranzo di Santo Stefano, la festa tanto cara al mio papà che festeggiava il suo onomastico con entusiasmo e gioia, divenuta poi la festa del mio nipotino nipotone, oramai ventenne, che di mio papà porta il nome e per me, che con lui sono stata zia prima ancora di essere mamma, è una rinuncia molto amara anche questa. 

Sarà diverso, quindi. Ma ho sbagliato a dire che sarà tutto diverso. 

Perchè il giorno dell'Immacolata abbiamo fatto il nostro bell'albero di natale come sempre e anche il presepe, pur se minimal, come sempre.  E nel farlo con i monelli abbiamo ascoltato e canticchiato come sempre quelle che sono LE canzoni natalizie per eccellenza nella nostra tradizione, a cui si sono aggiunte un altro paio grazie allo spettacolo natalizio meraviglioso dello scorso anno in cui il monellino fece l'exploit da vero frontman del coro degli alunni delle classi quarte della scuola primaria.

E oggi, come ogni 24 dicembre da che ha iniziato a parlare, all'età di 4 anni e mezzo, la monella  appena si è alzata ha detto "Stasera quando mi corico devo dormire profondamente!", perché per lei l'incanto della notte di Natale in cui nasce Gesù Bambino e Babbo Natale porta i suoi doni è sempre lo stesso.

Ci sono dei non e dei come sempre, quest'anno. 

Ma più di ogni altra cosa come sempre ci siamo noi: io, mio marito e i nostri monelli. Visto quanta sofferenza e quante difficoltà ci sono ovunque a causa di questa pandemia che si è sommata a quanto già normalmente c'era di difficile e preoccupante per i più svariati motivi nel mondo, noi dobbiamo sentirci fortunati e grati di essere insieme, di stare bene, di poter tenere viva la parte più intima e più nostra del Natale.

Non è affatto scontato e infatti c'è chi invece sarà da solo o comunque dovrà rinunciare a vedere persone care che purtroppo per la lontananza già non vede quasi mai. E chi non sta bene, che sia per il covid-19 o per altro.

Questo mio post vuol far far arrivare un augurio di un buon Natale a te, Lilli, che da quando ero bambina hai raccolto le mie confidenze, e a tutti i miei amici di blog, che nonostante la mia presenza a singhiozzo nella blogosfera non mi fanno mai mancare un pensiero e un abbraccio virtuale.

Passerò in questi prossimi giorni a lasciare il mio saluto e gli auguri personali ad ognuno per tutte queste festività che ci apprestiamo a vivere in questo modo un po' diverso, ma intanto parto da qui... dal mio blog.

 

immagine presa dal WEB

 

lunedì 7 dicembre 2020

Luna

Cara Lilli,

a volte ci penso e mi vien da sorridere. Che di sorridere in questo periodo, poi, ce n'è bisogno. 

Ci penso, a quando avevo 7 anni da compiere di lì a breve e in quell'estate del 1980, al mare in vacanza a San Marco di Castellabate, ascoltavo trepidante con mio fratello e i miei cugini la hit parade alla radio, per scoprire se la nostra canzone preferita fosse in vetta alla classifica...

E c'è stata per settimane, con noi che strillavamo esultanti e la cantavamo a squarciagola!

Io, che amavo le canzoni dello Zecchino d'oro, allo stesso tempo ascoltavo anche musica più da grandi, avendo un fratello adolescente che per di più suonava il pianoforte e cantava.

E sorrido, ti dicevo, nel ripensarci. Non solo perchè sono ricordi bellissimi per me, ma anche perchè in quei ricordi, in quella scena di me bambina che in spiaggia canto a squarciagola "Lunaaaaa!" ci sono le radici di ciò che accade oggi sotto i miei occhi.

Perchè se oggi c'è il mio monello che si impegna con tutta la buona volontà e con sforzo nello scandire le parole per farsi comprendere da Alexa (Echo dot), chiedendo: "Riproduci Luna di Gianni Togni" (non così ben scandito, eh! ma ci prova e a volte ci riesce... e mi commuove) è perchè la ama così come la amo io, come l'ho amata da quell'agosto del 1980 in spiaggia. E come la ama anche la monella, va senza dire!

E l'amore per Gianni Togni mi ha accompagnato sempre, con mio fratello abbiamo seguito ogni passo della sua carriera e quante volte ci siamo detti che, a parte alcuni grandi successi specie dei primi anni '80, non è stato abbastanza conosciuto e apprezzato. 

Ci sono piccole perle, come le chiamo io, canzoni per lo più sconosciute al grande pubblico ma che io, come i fan più affezionati, so a memoria e mi sento fortunata. E' questa la sensazione, sì. E mi piace. E oggi quelle canzoni le conoscono anche i miei monelli, perchè le hanno ascoltate con me fin da piccini.

Potrei essere denunciata per aver plagiato le menti di due innocenti creature, mi sa!! Ma non me ne pento affatto, giammai ;) :D



venerdì 27 novembre 2020

Venerdì del libro (284°) (ex 242°): LA VITA PRODIGIOSA DI ISIDORO SIFFLOTIN

Cara Lilli,

pochi giorni fa è stato il quarantesimo anniversario del terremoto dell'Irpinia, che io ho vissuto in prima persona. 

Avevo 7 anni e anche se per fortuna non ha toccato direttamente la mia famiglia o i miei amici, è stato un sisma spaventoso e devastante, qualcosa che è impossibile dimenticare.

Oggi, che è venerdì, ho ripensato ad un libro che pochi anni fa ho letto e amato e in cui tra le altre cose si parla anche di quel tragico terremoto, che segna la vita del protagonista.

Per seguire l'iniziativa di HomeMadeMamma ti ripropongo il post in cui ne ho parlato qui sul blog il 10 febbraio 2017:


<<Cara Lilli,

da quando alcuni giorni fa ho terminato di leggere LA VITA PRODIGIOSA DI ISIDORO SIFFLOTIN, di Enrico Ianniello (Premio Bancarella sezione "Opera Prima" 2015) sto pensando a come avrei scritto questo post per partecipare all'iniziativa di HomeMadeMamma.

(Apro parentesi: Ianniello è noto come attore, co-protagonista ad esempio nella fiction di Rai 1 "Un passo dal cielo")

Non ci crederai, ma non riuscivo a farmi venire in mente le parole giuste per descrivere cosa ha suscitato in me questa lettura. E ti dirò che adesso che ho messo le mani sulla tastiera ancora non so bene da dove cominciare. Ma di certo so una cosa: ho amato veramente questo romanzo.

Ho amato molti libri nella mia lunga vita di lettrice, ma pochi sono quelli che davvero ho sentito miei. Ecco: questo qui l'ho sentito proprio mio. 

La cosa strana è che all'inizio mi ha addirittura un pochino annoiato, pensa tu!

La vita di un bambino che ancora prima di emettere il primo vagito appena nato ha fischiato come un uccellino e che poi ha sviluppato, parallelamente al linguaggio classico fatto di parole, un vero e proprio linguaggio fatto di trilli e fischi grazie al quale dialoga tranquillamente con Alì, un merlo indiano, era carina come idea di base. Ma leggendo i primi capitoli poi mi è parsa un pò banale e non riuscivo a figurarmi come l'autore avrebbe potuto portare avanti una storia interessante lunga tutto il libro solo con questo presupposto.

Però...quel bambino, Isidoro, vive in un paesino dell'Irpinia, della mia Irpinia. E poi qualche termine dialettale ed espressioni familiari me lo hanno reso un pizzico più caro rispetto ad un protagonista qualsiasi.

Capitolo dopo capitolo, Isidoro mi ha portato nel suo mondo, nella sua famiglia un pò bizzarra... il papà Quirino, con il suo occhio eccentrico (strabico), la fede comunista, le abitudini a dir poco originali per le abluzioni del mattino, l'inventiva nel coniare neologismi, le bellissime quanto particolarissime lettere scritte alla moglie, al figlio, a se stesso, al Presidente Sandro Pertini; la mamma Stella (Di Mare di cognome...!), bella, solare, sempre un pò sporca di farina e regina della pasta fatta a mano, dalla voce dolce come il miele. 

E tutto intorno un mondo fatto di amici tutti originali a loro modo, bambini e adulti.

La prima parte del romanzo è ambientata nel 1980. Anno cruciale per noi Irpini. E quando ho realizzato che la narrazione era giunta all'autunno di quell'anno, ho atteso con il fiato sospeso che la storia passasse per la sera del 23 novembre. E leggendo mi sono venuti i brividi. Letteralmente. Una commozione profonda mi ha invaso, dettata dalla delicatezza delle parole dell'autore, quasi paradossale nel contesto della tragedia, resa comunque percepibile quasi come se la si vivesse in diretta.

Il terremoto che distrusse gran parte dell'Alta Irpinia fa da spartiacque tra prima e seconda parte del romanzo così come nella storia personale di Isidoro, che prende una strada del tutto inattesa. Altri incontri speciali, altri personaggi sui generis entreranno nella vita di questo bambino che diventa adolescente e poi giovane uomo.

La poesia di certi passaggi, la genuina ingenuità dei pensieri, la semplicità profonda delle riflessioni, la straordinarietà delle piccole cose rendono questo romanzo diverso da tutti quelli che ho letto finora. Quella realtà che ha i riflessi di una favola eppure è estremamente credibile mi ha colpito al cuore.

Mi rendo conto che non a tutti una lettura come questa può fare lo stesso effetto. La reazione davanti ad un libro così come ad un film che escono un pò dagli standard classici è molto personale. 

Io ho detto la mia, a riguardo. Sarei contenta di conoscere l'opinione di qualcun altro che ha letto questo romanzo :)


PS: un grazie di cuore a Calo, che me lo ha fatto conoscere!>>





I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

sabato 31 ottobre 2020

Sì, no, sì, no, un po' sì e un po' no.

Cara Lilli, 

presa da molte cose e da pensieri ho rimandato per settimane questo post. 

Col senno di poi ho fatto anche bene, per il semplice fatto che avrei dovuto scrivertene non uno ma cinque a distanza di poco tempo sempre sullo stesso tema.

Il ritorno a scuola. 

C'è tutto un mondo dietro queste quattro paroline.

Parlarne in questa data, l'ultimo giorno di ottobre, sembra strano eh? Ma non lo è se si vive al tempo del coronavirus. 

Non ho contato nei post che avrei dovuto scriverti su questo tema quello del 24 settembre, quando era stata fissata la data di inizio delle lezioni per l'anno scolastico 2020/2021 in Campania, perchè come altri sindaci quello del paese in cui noi abitiamo ha procrastinato l'avvio di qualche giorno perchè non era ancora tutto pronto nelle scuole per essere in linea con le nuove direttive anti-covid.

Ti volevo scrivere la prima volta il 28 settembre, giorno in cui le scuole hanno effettivamente aperto qui in paese. E ti avrei voluto dire di come i miei monelli erano emozionati e anche un po' straniti nel ritrovarsi davanti all'edificio scolastico dopo quasi 7 mesi (ultimo giorno di lezione in presenza era stato il 4 marzo...).

Io stessa ero stranita. Mi sembrava tutto un po' surreale... tutti lì con le mascherine, gli ingressi scaglionati, i percorsi prestabiliti già all'esterno della scuola e poi ovviamente all'nterno poi... 

Ma in definitiva era andata bene, i monelli piuttosto tranquilli all'uscita, le cose che parevano essere partite col piede giusto, pur con tutte le restrizioni necessarie.

Fino al 30 settembre. Terzo giorno di scuola. E primo allarme-covid. 

Inutile dilungarmi, Lilli, ma ti basti sapere che una delle classi messe in isolamento fiduciario è stata proprio quella della monella, per la presenza di due alunne segnalate come contatti diretti di una persona positiva al covid. Per cui se anche solo una delle due fosse risultata a sua volta positiva, tutta la classe avrebbe dovuto sttoporsi al tampone. E poi eventualmente via via anche i rispettivi familiari e altri contatti... 

Tre giorni di attesa e poi per fortuna tutto si è risolto bene perchè nessuna delle due amiche della monella era positiva, ma certo il timore c'è stato. E intanto il sindaco ha pensato bene di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado, pur se l'allarme covid era scattato solo in poche classi tra scuole medie e liceo scientifico.

Dunque tutti a casa per due settimane, fino al 14 ottobre. Con ripresa nel giro di un paio di giorni della famigerata didattica a distanza.

E dunque, ci siamo ritrovati davanti in un certo senso ad un nuovo primo giorno di scuola in presenza, il 15 ottobre. Sì, nuovo primo giorno perchè quei tre di settenbre erano parsi poi a quel punto come una sorta di prova generale.

I monelli di nuovo emozionati, tutti pronti con mascherine, gel disinfettante ecc.

E il tempo, climaticamente parlando, che purtroppo decide di non collaborare. Proprio per niente. Perchè il 15 ottobre è stato un giorno a dir poco catastrofico tra bufere di vento, pioggia, grandine, lampi e tuoni.

Non tanto all'ingresso, quanto all'uscita, Lilli, non posso dirti cosa c'è stato: ho recuperato prima il monello che usciva alle 12,55 e poi la monella alle 13,10 in un edificio poche centinaia di metri di distanza. Poche centinaia di metri che però erano diciamo una sorta di fiume in piena da guadare, prima a piedi e poi in auto.

Ti dico solo questo, per rendere l'idea: una volta arrivati sani e salvi a casa, bagnati come pesci, ci siamo dovuti cambiare da capo a piedi... biancheria intima compresa. Giuro. 

A saperlo non li avrei portati proprio a scuola quel giorno. Non solo perchè ci siamo appunto presi uno spavento e tanta acqua che chissà come non ci è venuto un malanno (di questi tempi poi.... non è proprio il caso di farsi venire il raffreddore!!), ma perchè poi che è arrivata la sera stessa? L'ordinanza di De Luca, il nostro sceriffo della Campania, che stabiliva la chiusura di tutte le scuole della regione fino al 30 ottobre.

Ecco. Tutti casa, nuovamente con attivazione della didattica a distanza. Che poi, almeno per quanto posso testimoniare parlando dell'Istituto che frequentano i monelli, questa famigerata DaD la stanno facendo in modo un po' più organizzato e un po' più fruttuoso rispetto alla scorsa primavera, pur se è chiaro a chiunque che non è assolutamente paragonabile alla didattica in presenza.

Ma non è finita neppure così. Perchè, pur se adesso è notizia fresca che la chiusura delle scuole è stata prorogata ancora qui in Campania fino al 14 novembre, c'è da questa settimana appena trascorsa la novità che gli alunni con disabilità varie e ancora più specificamente per quelli che come i miei monelli hanno un disturbo dello spettro autistico possono fare alcune ore di didattica in presenza a scuola, ognuno con il/la proprio/a docente di sostegno.

Quindi, a tutt'oggi, ciò che posso raccontarti è che i monelli stanno appunto facendo alcune ore (6 la monella, 9 il monello) di lezione a scuola e il restante orario previsto lo trascorrono collegandosi da casa come gli altri studenti campani.

Se la monella che è più grande e consapevole ha ben capito come si sono svolte le vicende e come di volta in volta ci sia stato un "sì" o un "no", il monellino è stato più preso alla sprovvista, anche se abbiamo cercato sempre di spiegargli la situazione. Però vedere da vicino la sua maestra gli fa piacere, questo almeno sì, è chiaro e lo dice lui stesso.

Quale sarà il prossimo passaggio? Non si sa, Lilli. I dati e le notizie drammatiche che si susseguono di giorno in giorno, la perenne sensazione di precarietà e il vedere che si va sempre più per tentativi mettono ansia, eccome se ne mettono!, non possiamo negarlo. Ma io e mio marito stiamo cercando di far respirare un'aria più possibile serena ai nostri monelli. Speriamo di riuscirci, per il loro bene. 

Ma speriamo più ancora che si trovino le soluzioni più adeguate ad arginare l'emergenza, che man mano ci sta coinvolgendo e sconvolgendo tutti.


mercoledì 7 ottobre 2020

Oooh!

Cara Lilli,

qui in zona oggi ha piovuto tutto il giorno. Ma quando verso le 16,30 ci siamo messi in auto per tornare a casa dal centro di riabilitazione c'era un momento di tregua, un leggero chiarore tra le nubi grige.

Eravamo appena partiti quando...

"OOOH! Mamma... arcobaleno!"

La vocina ancora piccola e un po' incerta del mio monello.

Del mio monello che praticamente mai ha mostrato attenzione per ciò che c'è intorno a lui che non sia di suo specifico interesse e che non gli sia necessario per soddisfare un proprio bisogno o desiderio.

Del mio monello che ancora raramente esprime di sua iniziativa un'emozione o un pensiero, aspettando di solito che siano gli altri a fargli delle domande e a stimolarlo nel parlare.

Mi ha sorpreso così tanto che ho accostato subito l'auto, mi sono girata a guardare prima lui, sul sedile di dietro, che mi sorrideva così teneramente e poi fuori dal finestrino, nel punto che mi indicava col ditino.

E c'era, sì. Un arcobaleno piccolo e sbiadito. Piccolo e sbiadito ma evidentemente bellissimo agli occhi del mio monellino, che continuava a indicarlo tutto felice.

Felice per averlo visto e felice per aver saputo esprimere la sua meraviglia e la sua gioia.

Il tempo di realizzare che stavo vivendo uno di quei momenti, di quelli cioè che mentre ancora li vivi in diretta sai già che li ricorderai per sempre... ho preso il cellulare dalla mia borsa, sono saltata giù dall'auto e ho scattato questa foto giusto un minuto prima che l'arcobaleno sbiadisse del tutto:

 

Immagine privata, vietata la riproduzione

 

Ho fatto il tragitto di ritorno a casa tra lacrime di commozione e  sorrisi, Lilli.

E mi sono detta che sì, questa è una delle facce della felicità, quella semplice e genuina. Quanti possono gioire così tanto per un'espressione di stupore davanti ad un arcobaleno sbiadito? Il mio monello sì. E io con lui 💙


 

PS: non era questo che avevo in programma di scriverti oggi, dopo un mese dall'ultimo post... ma non temere che gli aggiornamenti generali li farò presto, promesso!


domenica 6 settembre 2020

Karaoke

Cara Lilli,

in questa domenica di fine estate ritorno a far capolino sul blog e lo faccio perchè, pur se la stagione estiva non è ufficialmente terminata e pur se manca ancora un po' anche al rientro a scuola (qui da noi la campanella suonerà il 24 settembre, non il 14), ho già quella sensazione di passaggio da un periodo all'altro dell'anno.

Mi fa piacere, quindi, ripercorrere con la mente queste settimane passate, ritornare col pensiero a quelli che sono stati i momenti salienti con le uscite, le gite fuori porta che già nel post di Ferragosto ti dicevo di come quest'anno per scelta di prudenza hanno preso il posto della nostra classica settimana al mare, ma anche i momenti casalinghi di relax.

E in definitiva posso dire che non siamo stati male, anzi. 

Mentirei se ti dicessi che non spero di fare nuovamente vacanze in tutta sicurezza al mare fuori come gli anni scorsi e in particolare come l'anno scorso, quindi tornando nella mia amata San Benedetto del Tronto, dove sia io che mio marito che i monelli siamo stati benissimo.

Ma, davvero, non è stata una brutta estate. Voglio vederla in positivo perchè il postivo c'è stato, nonostante la mia pressione bassa che non mi molla mai in questa stagione, nonostante le limitazioni dovute al covid-19.

E scorrono, appunto, i ricordi come fotografie...


Lago Laceno (BAGNOLI IRPINO)  


Laghi di Monticchio (PZ)


La campana del Santuario del Santissimo Salvatore (Montella)

Come colonna sonora di questi e di altri scatti che rivedo nella mia mente, senza se e senza ma, non può che esserci la canzone che intanto qui da me merita il primo posto in quanto scelta dal monellino mio come sua preferita, esattamente come Calipso l'estate scorsa. 

Lui è così: ascolta, ascolta, ascolta... poi tac! Sceglie. E quando ha scelto niente lo smuove. Possono piacergli anche tanti altri brani, certamente, ma quello che ha scelto è la colonna sonora. E guai a chi lo contesta :-)


 
 
 

sabato 15 agosto 2020

Qualcosa di fresco

Cara Lilli,

nel mezzo di questa estate diversa dal solito, in cui io e mio marito abbiamo deciso di non fare la nostra abituale settimana di vacanza al mare ma piuttosto piccole gite più tranquille fuori porta, sono più latitante ancora del solito dal blog mio e da quelli degli amici.

Però desideravo, oggi che è Ferragosto, lasciare qui un saluto e un abbraccio per te e per tutti loro.

E visto che fa un gran caldo (e la mia pressione bassa, ahimè, ne sa qualcosa) e che in questi giorni sto cercando di accendere meno possibile i fornelli, ho pensato di lasciarti oltre ai saluti anche qualche idea mangereccia fresca fresca e facile da realizzare.

In realtà si tratta di ricettine da me già postate anni fa quando il blog era sulla pattaforma di Virgilio (Myblog), ma un ripasso penso e spero sia gradito! 

 

BUON FERRAGOSTO e... buon appetito!

 

TRIS DI VERDURE... IN BARCA


– zucchine (meglio se grandi, si avrà più spazio da riempire)

– pomodori

– cetrioli

– mais

– origano

– olio evo

– sale

– basilico

 

Lessare le zucchine (io le ho prima tagliate e svuotate….ma c’è chi le lessa prima e poi le taglia e le svuota, come si preferisce!) in modo che siano cotte ma non si rompano.

Salarle e passarci un filo d’olio evo.

Mentre si raffreddano, preparare il ripieno col tris di verdurine: lavare e tagliare a dadini piccolissimi i pomodori, sbucciare e tagliare allo stesso modo i cetrioli e infine aggiungere del mais. Condire con sale, olio e origano e riempire le barchette di zucchine.

Terminare con delle foglioline di basilico per guarnire.

 

FINTE UOVA "MIMOSA"

 

Questa idea di semplicissima realizzazione per un originale e simpatico antipasto o uno stuzzichino in un buffet non è mia, l’ho presa dal blog Pentole e allegria e credo possa essere in realtà anche un secondo piatto se si vuole

– mozzarelle di mucca o di bufala a seconda del gusto (non troppo grandi)

– zafferano (1 bustina circa per ogni mozzarella)

 

Tagliare a metà le mozzarelle e scavare un po’ la parte centrale di ogni metà togliendone un buon cucchiaino.

Sbriciolare la parte tolta dal centro e mescolarla in una ciotola con la polvere di zafferano, finché non abbia assunto un bel colore giallo per simulare un tuorlo d’uovo.

A questo punto basta riempire le cavità delle mozzarelle con il finto tuorlo sbriciolato….ed il gioco è fatto

Trooooooppo carina questa cosa !!!

 

NOTA: io non ho amalgamato bene lo zafferano, infatti si vedono ancora dei puntini rossicci ….bisognerebbe mischiare ancora meglio il tutto fino a far sparire i puntini per ottenere la perfezione

 

 

POMODORI "BIANCOCUORE"

 

– pomodori (meglio se tondi, io avevo solo quelli più lunghetti e ho dovuto tagliare appena appena la base sotto per farli stare in piedi !!)

– fiocchi di latte

– carote

– rucola

– odori vari (prezzemolo, menta, basilico)

– sale

– olio (se si desidera)

 

Tagliare la calotta superiore dei pomodori, svuotarli con un cucchiaino e se si vuole renderli più “sapidi” spargerci un pizzico di sale all’interno.

Riempire il cavo con i fiocchi di latte mischiati con la rucola a pezzetti (che io purtroppo non avevo ma sono sicurissima che ci sta benissimo!).

Per insaporire di più il “biancocuore” si può aggiungere un filino d’olio al ripieno.

Mettere delle foglioline di menta o basilico sulla cima dei fiocchi di latte.

Adagiare i pomodori su un piatto in cui avete già messo delle carote alla julienne e decorare con del prezzemolo.

Ed è fatta !!