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lunedì 20 marzo 2017

Martina

Cara Lilli,

complice di certo la lettura di un libro che parla di animali e di cui poi ti dirò prossimamente, sto pensando tanto alla cagnolina che ha fatto parte della mia famiglia dal 1980 al 1993: una cocker spaniel nera con una macchia bianca sul petto, che arrivò a casa nostra l'11 novembre e dunque chiamammo Martina, rifacendoci al santo del giorno.

Tu in realtà la conosci perchè quando iniziai a scriverti lettere (su carta, all'epoca) lei c'era già e mi è capitato più volte di parlartene, ma magari chi passa dal mio blog sarà contento di sapere qualcosa in più :-)

Avevo 7 anni quando i miei genitori portarono Martina a casa dal negozio di animali Lei aveva appena 33 giorni ed era piccola piccola, stava tutta nelle mani unite "a coppa" di mamma o di papà o perfino di mio fratello che era già adolescente e ricordo quanto fosse tenera quando, appoggiata a terra, seguiva i nostri piedi con andatura incerta.

La prima notte piangeva mugolando nonostante stesse al calduccio sulla brandina che le avevamo preparato con un bella copertina, capimmo che aveva paura del buio e infatti appena accendevamo la luce smetteva e riprendeva appena la spegnevamo. Sembra incredibile, ma bastò comperare una lucina notturna di quelle che si mettono nelle prese della corrente e posizionarla nel disimpegno tra la zona giorno e la zona notte della casa, dove avevamo sitemato la sua brandina, e lei subito riposò tranquilla. Finchè restammo in quella casa (6 anni circa) quello fu il suo angoletto personale. E uno simile fu trovato nella nuova casa, vicino alle camere da letto mia e di mio fratello.

Di lei ricordo la dolcezza, l'affettuosità, la delicatezza della salute (aveva problemi renali e una debolezza a livello bronchiale, come scoprimmo man mano col passare del tempo), l'intelligenza, gli occhi scuri e intensi che sembravano parlare.

Ricordo il suo giochino preferito, un elefantino grigio-celeste di quelli gomma che se li schiacci emettono una sorta di "squittio", che in realtà era un mio giocattolo di quando ero piccina che lei aveva per caso trovato e a cui si era affezionata.

E ricordo di quando un giorno, un paio di mesi dopo che era arrivata a casa nostra, prendemmo uno spavento terribile credendo che fosse scappata (chissà come poi, giacchè vivevamo in appartamento al terzo piano e visto che il portone del palazzo era sempre chiuso) e la cercammo ovunque in casa e anche in strada....finchè dopo almeno due ore buone sentimmo uno strano rumore provenire da sotto il divano letto che era in soggiorno, di quelli col cassetto che poi è un secondo letto...e lei era lì! Era riuscita ad infilarsi passando da un pò di spazio che c'era tra la parete contro cui era accostato il divano e la rientranza in cui era il termosifone sotto la finestra e si era praticamente spalmata tra il materasso del cassetto e la rete soprastante

Noi la cercavamo disperati e lei se la dormiva beata, schiacciata là sotto

Quello divenne da allora in poi uno dei suoi rifugi prediletti. Anche da adulta, infatti, si mantenne piccoletta e snella, nonchè alquanto contorsionista ;-) e perciò si infilava lì sotto il divano quando ad esempio aveva paura di un rumore forte, tipo la notte di San Silvestro con tutti i botti.

Ricordo anche quando un giorno mia madre rimproverò duramente mio fratello perchè non si stava occupando di lei come si era preso l'impegno di fare e per spaventarlo disse che l'avrebbe regalata a qualche amico: Martina era presente, aveva ascoltato e capito il senso del discorso. Sul serio. Tanto che quella sera non toccò cibo e neppure il giorno seguente. E solo quando mia madre se la prese sulle ginocchia e l'accarezzò dolcemente rassicurandola che non era vero, che non l'avremmo mandata via, che sarebbe rimasta con noi per sempre, lei corse a mangiare tutto e lucidò la ciotola!

Ricordo poi come gradiva la frutta, la mela in particolare. Come amava correre per le scale, con un'agilità incredibile. Come russava quando era raffreddata. Come si faceva stritolare di abbracci. E come le scappava la pipì quando era felice o emozionata, cucciolotta!

Martina ci ha donato tanto amore, come solo gli amici a quattro zampe sanno fare. E chi ha avuto o ha animali domestici sa di cosa parlo e può capire cosa abbiamo provato tutti noi della famiglia quando è venuta a mancare...

  

18 commenti:

  1. Cara Maris, è quasi incredibile che un animale domestico ci entra nel cuore che anche dopo la sua morte per molti anni lo ricordiamo e non lo dimenticheremo mai, la sua presenza spirituale ci può accompagnare ovunque noi siamo.
    Ciao e buon inizio delle settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso è proprio così, anche ora che sono trascorsi tanti anni il ricordo della mia cagnolina è nel mio cuore!
      Un abbraccio e buon pomeriggio a te :-)

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  2. Che bella storia. Mi sono quasi commossa. Purtroppo non ho avuto la fortuna di avere un amico a quattro zampe. Ma immagino l'amore che sono capaci di donare. E credo fermamente che abbiano una sensibilità speciale, che possano capirci. Come si dice? "Gli manca la parola!".

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    1. Ciao e benvenuta :-)
      Avere un amico a quattro zampe è un'esperienza unica, ti auguro di viverla prima o poi!

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  3. Maris che bel racconto!! Grazie *-*
    Io amo i cocker spaniel, mio cugino ne ha proprio uno nero e come dici tu sono una razza dolcissima, si affezionano davvero molto al padrone.
    Un abbraccio!!

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    1. Pier, ma che bello che hai "in famiglia" proprio un cocker spaniel nero :-)))
      L'amore per e di un amico a quattro zampe resta vivo anche quando lui non c'è più...una cosa bellissima!
      Un bacione.

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  4. Bellissimo ricordo, Maris.
    E' proprio così: un animale diventa parte della famiglia, senza se e senza ma.
    Devono essere stati giorni davvero belli :)

    Moz-

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    1. Grazie Miki :)
      Sono stati giorni , mesi e anni davvero belli, si!
      Poi la presenza di Martina ė coincisa con periodo importante della mia vita (infanzia e adolescenza) e questo rende forse i ricordi ancora più...indimenticabili.

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  5. Grazie per aver condiviso queste istantanee :)
    Tenerissima quella sull'ansia di essere mandata via, che dolce!

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    1. È un pò una costante del mio blog mettere nero su bianco i ricordi...rivivere e condividere le emozioni che mi hanno accompagnato man mano :)
      Davvero fu incredibile e dolcissimo vedere come era attaccata a noi Martina e quanto avesse paura di essere mandata via...mi sembra di averla ancora davanti agli occhi, credimi!

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  6. L'amore degli animali è un pò come l'amore che ci danno i nostri bambini, talmente incondizionato che proprio per questo ti riempie!

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    1. Vero, verissimo Piky!!
      Loro amano senza riserve...che cosa grande!

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  7. Confesso che vado più volentieri da mia suocera quando uno dei nipoti le lascia in casa "Giotto", un simpaticane che ogni volta mi commuove per i suoi festeggiamenti prolungati fatti di salti addosso e leccature varie in segno di contentezza.

    Commentando mi è venuta voglia di Giotto!

    Ciao Maristutti.

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    1. Che nome simpatico ha questo cane del nipote di tua suocera!
      Capisco di cosa parli e conosco quelle feste affettuose...che scaldano il cuore.
      Ciao Robi carissimo!

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  8. Ciao Maris. Io avevo una gattina, vivace e praticamente "umana". Si chiamava Cippy, diminuito di Cipollina...era deliziosa ed elegante. Quando mi lasciò - cercando di volare dietro a un piccione, nonostante le barriere alte due metri e più che gli avevo costruito sul balcone - per me fu uno choc indescrivibile...Fu l'unica volta che telefonai in redazione e non andai al giornale...prima persino con le febbre oltre i 38 e in qualunque condizione ero stata presente...quella volta no, piansi per tutto il giorno...E da allora non ho mai voluto "sostituirla" con un'altra gattina o con un altro cucciolo...no no...

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    1. Capisco perfettamente, cara Elisabetta... Infatti, dopo la morte di Martina nessuno di noi in famiglia ebbe il coraggio di dire "prendiamo un altro cane"...forse se lo avessimo fatto subito sarebbe stato bello donare amore e riceverne da un nuovo cucciolo, ma come tu dici non ce la sentimmo proprio perchè ci sembrava come di volerla sostituire.
      Un abbraccio, ciao!

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  9. I cagnolini per me sono piccoli angeli in terra , ci danno affetto , amore e dedizione senza nulla chiedere.
    Il tuo è un ricordo dolcissimo.
    Ho visto che sei passata nel mio Blog, sono mesi difficili, tante cose stanno succedendo che mettono a dura prova un equilibrio già precario. Confido in un periodo migliore, spero prima possibile. Grazie :*

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    1. Cara Moky grazie di esserti fermata a commentare, ricordo che tu ami tanto i cani e ricordo ciò che hai scritto sul tuo blog in passato in proposito.
      Ti auguro davvero che questo periodo difficile volga al più presto al termine, ci sono momenti della vita più complicati di altri, lo so...ma forza, arriva sempre la svolta poi, io ci credo profondamente.
      Un abbraccio!

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