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AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

sabato 1 agosto 2020

A passeggio

Cara Lilli,

quanto vale una bella passeggiata? Quanto può essere salutare e quanto può essere piacevole?

Tanto, certamente.

Ma alcune passeggiate possono esserlo di più.

Metti una monella oramai ragazzina quasi tredicenne, che nonostante tanti progressi fatica ancora a lasciarsi andare e rilassarsi, a prendere iniziative per chiamare un'amica o scrivere un messaggio, a decidersi a vedere appunto un'amica e a farlo soprattutto fuori dagli ambienti e dalle situazioni abituali come scuola, piscina, gita scolastica, locale dove si festeggia qualcosa.

Metti una monella che invece abbia proprio bisogno di questo, di acquisire spirito di iniziativa, di concretizzare le frasi dette tante volte (tipo: "poi un giorno durante le vacanze chiamo X e ci vediamo") e di superare quell'inquietudine che le prende quando deve fare un passo anche solo un pochino fuori dall'ordinario.

E allora sì che vale una passeggiata. Di più.

Perché non è la passeggiata in sé a valere ma ciò che essa rappresenta: un passetto avanti nel percorso della monella per essere più sicura di sé, più indipendente, più risoluta. Percorso che un po' ognuno fa, diciamo,  ma che chi ha un disturbo dello spettro autistico fa con un carico più pesante sulle spalle.

Perciò sono felice, davvero felice oggi: perché la mia monella ha chiamato una delle sue compagne di classe, (dietro mio suggerimento iniziale,  ok... ma l'input era necessario), si sono viste davanti al cancello di casa nostra, per poi andarsene mano nella mano, lungo il viale, a passeggio. 

Ho saputo dopo che si sono fermate a casa dell'amica a bere una bibita fresca prima di proseguire la passeggiata e ritornare sotto casa nostra.

Un'oretta in tutto, ma non conta il tempo: contano la gioia e la soddisfazione della monella al rientro! 



PS: Questa compagna di classe è un tesoro di ragazza, Lilli. Non era con lei alle elementari,  l'ha conosciuta l'anno scorso in prima media. Pensa che vuole così bene alla monella che la sua mamma ha comprato il mio libro e lei lo ha voluto leggere a sua volta per capire meglio il mondo della monella. È bello e molto confortante che ci siano persone, in questo caso ragazzine così :)



domenica 26 luglio 2020

Nozze d'avorio (non oggi)

Cara Lilli,

i giorni sembrano rotolare via, anche quando magari per il gran caldo di certi pomeriggi di ritorno dal centro di riabilitazione con i monelli nelle ore peggiori possibili (tipo 14-16 o giù di lì) poi finisco per fare poco o niente, tra la mia pressione bassa e il desiderio di un po' di relax.

Passano i giorni e passano anche gli eventi da ricordare, ma pur se in ritardo voglio dirlo che 9 giorni fa io e il mio amore abbiamo festeggiato i nostri 14 anni di matrimonio. 

Nozze d'avorio pare si chiamino. 

Quella sera non l'abbiamo fatta passare inosservata,  meritava un brindisi e allora siamo andati a cena in un locale qui in paese. A mangiar che, secondo te? Ma ovvio: pizza!! Il nostro cibo preferito, quello che mangeremmo ogni giorno.

Perché poi noi siamo così: abbiamo caratteri differenti che si compensano tra loro, abbiamo passioni differenti, ma entrambi amiamo le cose semplici. Ci basta davvero poco per essere felici.

Perciò abbiamo accolto con un gran sorriso la pur piccola sorpresa di ordinare un dolcetto finale, un tortino al cioccolato con cuore fondente, e di vederci portare una sorta di composizione che comprendeva, oltre al tortino, una cucchiaiata di gelato alla vaniglia e due fragole tagliate a fettine.

Foto privata, vietata la riproduzione



Una coccola per il palato e per il cuore di noi due innamorati che festeggiavamo questi 14 anni dal giorno in cui ci siamo ufficialmente detti "sì", dopo 6 anni e mezzo di fidanzamento.

Insomma, in totale fanno più di 20 anni insieme.

Auguri grandi a noi, allora. Che possiamo continuare a dirci "sì" con lo stesso amore e a farci sorprendere dalle piccole cose belle! ❤


sabato 11 luglio 2020

Monelli... musicarelli

Cara Lilli,

quanto i miei monelli amino la musica è cosa nota, ne ho scritto tante volte in questi anni e sai anche che i loro gusti spaziano tra vari generi e in questo hanno preso proprio da me, che grazie al mio amato papà ho iniziato fin da piccolissima ad ascoltare di tutto, dalla musica classica a quella jazz a quella cantautorale fino a quella rock, pop ecc.

Quest'anno scolastico appena finito ha visto la monella avere due ore alla settimana di potenziamento del sostegno (che di base le spettava con rapporto uno a uno per 18 ore) con un professore di musica che le ha fatto inziare a prendere confidenza con la tastiera, con note, pentagramma, figure musicali. 

E' stato un tentavivo che non si sapeva che frutti avrebbe portato. Ebbene, ne ha portato di buoni! Perchè la monella è stata felice di imparare, pur se piccole cose, e per lei quelle due ore hanno avuto una doppia valenza: da un lato erano una pausa dalla routine scolastica più rigida, ma allo stesso tempo erano anche l'occasione di sperimentare nuove capacità, migliorare la coordinazione e l'attenzione.

Questo fino al 4 marzo.

Con il lockdown ci siamo dovuti riadattare: nonostante le difficoltà di fare lezione a distanza e nello specifico lezione di musica, la monella ha proseguito a sentire e vedere in videochiamata il professore una volta a settimana e le abbiamo comprato all'uopo una piccola tastiera perchè a casa non ne avevamo ed è andata bene, era un appuntamento piacevole e anche gratificante.

Certo, lei che di sua natura è timorosa e sente il bisogno di essere rassicurata e avere tutto sotto controllo se non ha davanti il foglio con scritte su le note non si mette a suonare. Anche se magari oramai quello o quell'altro brano li conosce bene. E noi non la forziamo perchè il momento in cui suona deve essere un momento di relax per lei, non di tensione.

Ma in tutto questo... che fa il monello?

Lui si sa che ama la musica quanto la sorella, ma non aveva mai provato a suonare nulla. Fino a quando, qualche settimana fa, si è messo a suonare di sua iniziativa tutto ad un tratto la classica scala "do, re, mi, fa, sol, la, si, do" .

L'ho ripreso col cellulare perchè mi pareva carino e ho inviato il video alla sua maestra e alle terapiste. Tutte felici, ovviamente. 

Ma c'è stato di più: la logopedista (che ho scoperto avere una certa conoscenza della musica e del pianoforte in particolare) mi ha detto che sarebbe stata  una buona idea far portare al monello la tastiera al centro di riabilitazione per provare a dedicare parte delle sue ore di terapia all'attività musicale.

Detto, fatto. 

Nel giro di poche volte, il monello ha sorpreso tutti!

Ha un buon orecchio musicale, una buonissima memoria, si concentra molto quando deve stare alla tastiera e allunga i tempi di attenzione che normalmente per altre attività sono ancora labili, pur essendo migliorati negli anni per fortuna.

Lui ascolta la sua terapista che suona, guarda due-tre volte e poi prova. Si lancia, ecco. E riesce. Riesce subito, senza leggere le note da nessuna parte, le memorizza. Anche quelle di musiche che ascolta per la prima volta. Perchè se   "Fra Martino campanaro" o "Tanti auguri a te" le conosceva già e quindi ne può seguire con più facilità il motivo, "Per Elisa" di Beethoven ad esempio non l'aveva mai ascoltata prima di pochi giorni fa eppure subito si è messo lì e l'ha eseguita, a tempo e pure bene! 

Ok, sì: con una mano sola. Mi sembra chiaro che non si poteva pretendere di più come inizio. Ma è già una cosa bella e vedessi lui poi che soddisfazione che prova e che gioia quando gli facciamo l'applauso o gli diciamo "Bravo!" :)

In verità nell'ultima terapia fatta giovedì scorso la logopedista gli ha fatto provare anche una musichetta (che non conosco) breve usando entrambe le mani, o meglio gli indici delle mani, contemporaneamente. E ci è riuscito.

Questo non significa che il monellino diventerà un pianista, ma è una cosa da tener presente per attività che potrà svolgere anche in futuro,  alle scuole medie ad esempio. 

Avere monelli musicarelli non poteva che farmi essere orgogliosa e felice, guarda. Perchè la musica poi è un linguaggio universale, ha il potere di trasmettere emozioni, è una cosa meravigliosa!

E va al di là di ogni confine, di ogni disturbo e di ogni difficoltà.


venerdì 3 luglio 2020

Venerdì del libro (283°) : I LEONI DI SICILIA - LA SAGA DEI FLORIO

Cara Lilli,

oggi partecipo all'iniziativa di HomeMadeMamma parlandoti di uno dei libri che ho letto durante il periodo del lockdown:  I LEONI DI SICILIA - LA SAGA DEI FLORIO, di Stefania Auci.

Una lettura che mi è piaciuta e mi ha tenuto compagnia per un po' di giorni, con quella sensazione piacevole di ritrovare quasi degli amici ogni volta che riaccendevo il mio Kindle.

La storia romanzata della famiglia Florio, che nel 1799 si trasferisce dalla Calabria a Palermo e fonda un impero commerciale partendo da una semplice bottega di spezie, ha il sapore delle storie antiche ed il pregio di presentare i personaggi in modo convincente e coinvolgente. 

Tutti, gli uomini, le donne e finanche i bambini (che poi diventano adulti durante la narrazione) lasciano il segno, non fanno mai da semplice comparsa, anche quando non ricoprono un ruolo di primo piano sono ben caratterizzati.

La voglia di riscatto dei fratelli Paolo e Ignazio Florio, così uniti ma anche così diversi tra di loro, il loro essere marito e cognato di una donna, Giuseppina, che per una vita intera non sarà mai veramente felice, neppure come madre di Vincenzo, il quale a sua volta porterà avanti progetti rischiosi e originali che gli daranno fama e ricchezza e al contempo vivrà una particolare e tormentata storia d'amore con Giulia, una donna fuori dal comune, fuori dagli schemi dell'epoca, la sola che poteva mai tenergli testa... tutto viene narrato calandolo nel contesto storico e dipanando le vicende con cura dei particolari e soffermandosi sull'introspezione dei personaggi.

Devo dire che a tratti la lettura diviene un pò lenta, ma non mancano poi mai i punti di svolta, gli avvenimenti che ridanno slancio alla storia e fanno desiderare di sapere come andrà a finire...

Leggendolo, ho avuto l'impressione di avere tra le mani quasi già bella e pronta una sceneggiatura per una fiction: credo che non passerà molto tempo e la realizzeranno, visto anche il grande successo del romanzo.

E io la aspetto fin da ora, perchè sono curiosa di vedere come renderanno sullo schermo i personaggi che ho seguito e amato tra le righe del libro.




I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

venerdì 26 giugno 2020

Lucciole

Cara Lilli,

com'è vero che basta poco, un solo istante a volte, perché riaffiorino ricordi, immagini, sensazioni.

Qualche sera fa, sul tardi, stavo chiudendo le imposte esterne del balcone del soggiorno e con la coda dell'occhio ho visto un luccichio nel buio.

Mi sono girata a guardare meglio. Rieccolo.

E poi di nuovo e ancora. 

Un puntino luminoso intermittente nel buio, a poca distanza da me.

Da quanto,  quanto tempo non vedevo una lucciola, Lilli? Tanto. Troppo. Eppure vivo un po' fuori dal centro abitato, intorno ho alberi, campi, spazi aperti.

Eppure. Quanto tempo? 14 anni, Lilli. Incredibile, ma vero.

È stato un attimo e sono tornata indietro, a quell'agosto diverso da tutti gli altri. A quell'agosto in cui io e il mio amore iniziavano la nostra vita insieme. Tornati dalla nostra luna di miele, da quel viaggio che mai e poi mai avremmo dimenticato e lo sapevamo ed è stato così infatti.

Quell'agosto in cui rientravamo la sera io e lui, dopo una passeggiata, una pizza con gli amici o da soli, mano nella mano, che c'era un pochino di fresco tipico delle sere estive delle nostre zone, l'aria era pulita... 

In quel piccolo parco del paesino dov'era la casa in cui abbiamo abitato un unico anno, il primo anno di noi, c'erano angoli verdi che si illuminavano a intermittenza. Piccoli angoli luccicanti qua e là,  lungo il percorso verso il  cancelletto di casa.

Un incanto.

Incredibile, ma vero. Da allora non avevo più visto una lucciola. 

Capirai allora, Lilli, che meraviglia sia stata per me l'altra sera alzare gli occhi e vederla lì. Solitaria, ma comunque incantevole.

E poi via, ancora più indietro nel tempo... alle estati al mare dei miei anni piccoli, specie in Calabria, a inseguire quei puntini scintillanti, quasi come fossero fatine...