AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

giovedì 31 dicembre 2020

Il 2020 della Monella

Cara Lilli,

in quest'ultimo giorno di un anno in cui come ho già scritto giorni fa niente è andato come doveva andare e che farà da spartiacque tra un'epoca e un'altra della vita di ognuno di noi, voglio condividere i pensieri sparsi della mia monella, così come lei li ha scritti facendo una sorta di resoconto del 2020 su sollecitazione di una della sue terapiste.

 

2020

"C'è stata l'emergenza del coronavirus"

"Ho fatto le lezioni online con i professori e i compagni"

"Ho dovuto interrompere il nuoto"

"Ho indossato la mascherina"

"Ho fatto le passeggiate con mamma e il mio fratellino sotto al viale"

"Ho imparato a usare il vocabolario"

"Sono stata al corso di bodypercussion e inglese"

"Sono stata ai laghi di Monticchio in Basilicata"

"Sono andata a prendere il crodino con la prof C. e con A. e F." 

"Ho imparato a giocare a Uno con le carte"

"Ho conosciuto una nuova terapista"

"Ho festeggiato il mio compleanno a casa con la mia famiglia"

"Ho preso le pizze con papà"

"Ho iniziato la terza media" 

 

... e adesso non ci resta che tuffarci in questo 2021

Io non aggiungo altro se non un augurio di cuore di una ritrovata e rinnovata serenità a tutti voi 💙

 

mercoledì 30 dicembre 2020

Franken-meme di Nocturnia 2020

Cara Lilli,

anche quest'anno è arrivato puntuale un meme che mi piace molto e a cui ho partecipato negli anni scorsi, nominata ogni volta da alcuni dei miei amici blogger: si tratta del Franken-meme di Nocturnia, ideato da Nick Parisi, che ci porta a premiare virtualmente i nostri blog preferiti, che siano conoscenze di lunga data o recenti.


CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU'

 

Per il 2020 ho avuto la gioia di essere nominata da Cristiana (nei MUST) e da Pietro (nei MERITEVOLI DI EMERGERE): li ringrazio entrambi di cuore perchè hanno pensato a me nonostante sia stato un anno in cui dire che sono stata presente molto poco sul mio stesso blog e su quelli degli amici è un eufemismo.

Proprio per questo mio essere latitante mi rendo conto che finirò per lo più ripetermi dall'anno scorso perchè non ho spaziato nella blogosfera e ho fatto pochissime nuove conoscenze, ma ci tengo lo stesso a partecipare al meme anche dando delle... conferme :)


I MUST: 

Doremifa-sol, libri e caffè di Mariella

Moz O' Clock di Mikimoz


Menzioni d'onore:

Lilladoro di Cristiana

Personalità, tra scrittura e arte con fantasia di Pia

Pietrosabaword di Pietro

Sinforosa Castoro di Sinforosa


GLI HIGHLANDER:

Passato e presente di Tomaso

Pier(ef)fect di Pier 


MERITEVOLI DI EMERGERE:

Il mondo di Ninin di Ninin

Mamma Avvocato di Giulia (Mamma Avvocato)

Un truciolo di Valeria


NEW ENTRY (blog che ho conosciuto in occasione della pubblicazione del mio libro e che desidero conoscere meglio)

Il buio in sala di Caden Cotard

Isola ideale di Guido P.

Pulp stand off di Mick

Femeie Astazi - Donna Oggi- Woman Today di Flo


Non si tratta di classifiche, questo sia chiaro ( anche all'interno delle categorie ho infatti ho seguito l'ordine alfabetico). E nel mio cuore al di là qualsiasi meme ti assicuro, Lilli, che c'è spazio per TUTTI i blog che seguo e che mi seguono da più o meno tempo.

 

COMPLIMENTI PER QUANTO FATTO IN QUESTO 2020 

E GRAZIE A TUTTI, 

MA PROPRIO TUTTI

VOI BLOGGER AMICI 

che mi fate desiderare di non lasciare la rete!


Un grazie particolare a Nick Parisi per aver ideato e ancora una volta proposto questo meme :)

 

giovedì 24 dicembre 2020

Come quando ritorna Natale... anche se un po' diverso

Cara Lilli,

era il 23 dicembre 2016 quando scrissi un post intitolato Come quando ritorna Natale... e quest'anno, in cui nulla è andato come doveva andare, mi ritrovo a pensare a quel post.

Sarà tutto diverso, quest'anno.

La monella proprio non ci può passare sul fatto che stasera, per il cenone della Vigilia, non andremo a casa della mia zia dove andiamo ogni anno, con mio fratello e i miei cugini e le loro famiglie. Due lunghe tavolate, quella dei grandi e quella dei bambini-ragazzi. Un unico grande affetto.

Lei, che ha ereditato da me questo senso forte della famiglia, dei legami, delle tradizioni, normalmente comincia ad aspettare il 24 dicembre sera dell'anno dopo fin da quando torniamo a casa la sera stessa del cenone. E quest'anno la rinuncia è dolorosa.

Il pranzo di Natale, che poi è per noi a casa momento di doppia festa, essendo anche il compleanno del monello, sarà... dimezzato. Perchè mio fratello e famiglia non potranno essere nostri ospiti, vivendo in un comune diverso, e quindi potremo vedere solo i miei cognati e mia suocera, che abitano nell'appartamento accanto al nostro.

E poi mancherà il pranzo di Santo Stefano, la festa tanto cara al mio papà che festeggiava il suo onomastico con entusiasmo e gioia, divenuta poi la festa del mio nipotino nipotone, oramai ventenne, che di mio papà porta il nome e per me, che con lui sono stata zia prima ancora di essere mamma, è una rinuncia molto amara anche questa. 

Sarà diverso, quindi. Ma ho sbagliato a dire che sarà tutto diverso. 

Perchè il giorno dell'Immacolata abbiamo fatto il nostro bell'albero di natale come sempre e anche il presepe, pur se minimal, come sempre.  E nel farlo con i monelli abbiamo ascoltato e canticchiato come sempre quelle che sono LE canzoni natalizie per eccellenza nella nostra tradizione, a cui si sono aggiunte un altro paio grazie allo spettacolo natalizio meraviglioso dello scorso anno in cui il monellino fece l'exploit da vero frontman del coro degli alunni delle classi quarte della scuola primaria.

E oggi, come ogni 24 dicembre da che ha iniziato a parlare, all'età di 4 anni e mezzo, la monella  appena si è alzata ha detto "Stasera quando mi corico devo dormire profondamente!", perché per lei l'incanto della notte di Natale in cui nasce Gesù Bambino e Babbo Natale porta i suoi doni è sempre lo stesso.

Ci sono dei non e dei come sempre, quest'anno. 

Ma più di ogni altra cosa come sempre ci siamo noi: io, mio marito e i nostri monelli. Visto quanta sofferenza e quante difficoltà ci sono ovunque a causa di questa pandemia che si è sommata a quanto già normalmente c'era di difficile e preoccupante per i più svariati motivi nel mondo, noi dobbiamo sentirci fortunati e grati di essere insieme, di stare bene, di poter tenere viva la parte più intima e più nostra del Natale.

Non è affatto scontato e infatti c'è chi invece sarà da solo o comunque dovrà rinunciare a vedere persone care che purtroppo per la lontananza già non vede quasi mai. E chi non sta bene, che sia per il covid-19 o per altro.

Questo mio post vuol far far arrivare un augurio di un buon Natale a te, Lilli, che da quando ero bambina hai raccolto le mie confidenze, e a tutti i miei amici di blog, che nonostante la mia presenza a singhiozzo nella blogosfera non mi fanno mai mancare un pensiero e un abbraccio virtuale.

Passerò in questi prossimi giorni a lasciare il mio saluto e gli auguri personali ad ognuno per tutte queste festività che ci apprestiamo a vivere in questo modo un po' diverso, ma intanto parto da qui... dal mio blog.

 

immagine presa dal WEB

 

lunedì 7 dicembre 2020

Luna

Cara Lilli,

a volte ci penso e mi vien da sorridere. Che di sorridere in questo periodo, poi, ce n'è bisogno. 

Ci penso, a quando avevo 7 anni da compiere di lì a breve e in quell'estate del 1980, al mare in vacanza a San Marco di Castellabate, ascoltavo trepidante con mio fratello e i miei cugini la hit parade alla radio, per scoprire se la nostra canzone preferita fosse in vetta alla classifica...

E c'è stata per settimane, con noi che strillavamo esultanti e la cantavamo a squarciagola!

Io, che amavo le canzoni dello Zecchino d'oro, allo stesso tempo ascoltavo anche musica più da grandi, avendo un fratello adolescente che per di più suonava il pianoforte e cantava.

E sorrido, ti dicevo, nel ripensarci. Non solo perchè sono ricordi bellissimi per me, ma anche perchè in quei ricordi, in quella scena di me bambina che in spiaggia canto a squarciagola "Lunaaaaa!" ci sono le radici di ciò che accade oggi sotto i miei occhi.

Perchè se oggi c'è il mio monello che si impegna con tutta la buona volontà e con sforzo nello scandire le parole per farsi comprendere da Alexa (Echo dot), chiedendo: "Riproduci Luna di Gianni Togni" (non così ben scandito, eh! ma ci prova e a volte ci riesce... e mi commuove) è perchè la ama così come la amo io, come l'ho amata da quell'agosto del 1980 in spiaggia. E come la ama anche la monella, va senza dire!

E l'amore per Gianni Togni mi ha accompagnato sempre, con mio fratello abbiamo seguito ogni passo della sua carriera e quante volte ci siamo detti che, a parte alcuni grandi successi specie dei primi anni '80, non è stato abbastanza conosciuto e apprezzato. 

Ci sono piccole perle, come le chiamo io, canzoni per lo più sconosciute al grande pubblico ma che io, come i fan più affezionati, so a memoria e mi sento fortunata. E' questa la sensazione, sì. E mi piace. E oggi quelle canzoni le conoscono anche i miei monelli, perchè le hanno ascoltate con me fin da piccini.

Potrei essere denunciata per aver plagiato le menti di due innocenti creature, mi sa!! Ma non me ne pento affatto, giammai ;) :D



venerdì 27 novembre 2020

Venerdì del libro (284°) (ex 242°): LA VITA PRODIGIOSA DI ISIDORO SIFFLOTIN

Cara Lilli,

pochi giorni fa è stato il quarantesimo anniversario del terremoto dell'Irpinia, che io ho vissuto in prima persona. 

Avevo 7 anni e anche se per fortuna non ha toccato direttamente la mia famiglia o i miei amici, è stato un sisma spaventoso e devastante, qualcosa che è impossibile dimenticare.

Oggi, che è venerdì, ho ripensato ad un libro che pochi anni fa ho letto e amato e in cui tra le altre cose si parla anche di quel tragico terremoto, che segna la vita del protagonista.

Per seguire l'iniziativa di HomeMadeMamma ti ripropongo il post in cui ne ho parlato qui sul blog il 10 febbraio 2017:


<<Cara Lilli,

da quando alcuni giorni fa ho terminato di leggere LA VITA PRODIGIOSA DI ISIDORO SIFFLOTIN, di Enrico Ianniello (Premio Bancarella sezione "Opera Prima" 2015) sto pensando a come avrei scritto questo post per partecipare all'iniziativa di HomeMadeMamma.

(Apro parentesi: Ianniello è noto come attore, co-protagonista ad esempio nella fiction di Rai 1 "Un passo dal cielo")

Non ci crederai, ma non riuscivo a farmi venire in mente le parole giuste per descrivere cosa ha suscitato in me questa lettura. E ti dirò che adesso che ho messo le mani sulla tastiera ancora non so bene da dove cominciare. Ma di certo so una cosa: ho amato veramente questo romanzo.

Ho amato molti libri nella mia lunga vita di lettrice, ma pochi sono quelli che davvero ho sentito miei. Ecco: questo qui l'ho sentito proprio mio. 

La cosa strana è che all'inizio mi ha addirittura un pochino annoiato, pensa tu!

La vita di un bambino che ancora prima di emettere il primo vagito appena nato ha fischiato come un uccellino e che poi ha sviluppato, parallelamente al linguaggio classico fatto di parole, un vero e proprio linguaggio fatto di trilli e fischi grazie al quale dialoga tranquillamente con Alì, un merlo indiano, era carina come idea di base. Ma leggendo i primi capitoli poi mi è parsa un pò banale e non riuscivo a figurarmi come l'autore avrebbe potuto portare avanti una storia interessante lunga tutto il libro solo con questo presupposto.

Però...quel bambino, Isidoro, vive in un paesino dell'Irpinia, della mia Irpinia. E poi qualche termine dialettale ed espressioni familiari me lo hanno reso un pizzico più caro rispetto ad un protagonista qualsiasi.

Capitolo dopo capitolo, Isidoro mi ha portato nel suo mondo, nella sua famiglia un pò bizzarra... il papà Quirino, con il suo occhio eccentrico (strabico), la fede comunista, le abitudini a dir poco originali per le abluzioni del mattino, l'inventiva nel coniare neologismi, le bellissime quanto particolarissime lettere scritte alla moglie, al figlio, a se stesso, al Presidente Sandro Pertini; la mamma Stella (Di Mare di cognome...!), bella, solare, sempre un pò sporca di farina e regina della pasta fatta a mano, dalla voce dolce come il miele. 

E tutto intorno un mondo fatto di amici tutti originali a loro modo, bambini e adulti.

La prima parte del romanzo è ambientata nel 1980. Anno cruciale per noi Irpini. E quando ho realizzato che la narrazione era giunta all'autunno di quell'anno, ho atteso con il fiato sospeso che la storia passasse per la sera del 23 novembre. E leggendo mi sono venuti i brividi. Letteralmente. Una commozione profonda mi ha invaso, dettata dalla delicatezza delle parole dell'autore, quasi paradossale nel contesto della tragedia, resa comunque percepibile quasi come se la si vivesse in diretta.

Il terremoto che distrusse gran parte dell'Alta Irpinia fa da spartiacque tra prima e seconda parte del romanzo così come nella storia personale di Isidoro, che prende una strada del tutto inattesa. Altri incontri speciali, altri personaggi sui generis entreranno nella vita di questo bambino che diventa adolescente e poi giovane uomo.

La poesia di certi passaggi, la genuina ingenuità dei pensieri, la semplicità profonda delle riflessioni, la straordinarietà delle piccole cose rendono questo romanzo diverso da tutti quelli che ho letto finora. Quella realtà che ha i riflessi di una favola eppure è estremamente credibile mi ha colpito al cuore.

Mi rendo conto che non a tutti una lettura come questa può fare lo stesso effetto. La reazione davanti ad un libro così come ad un film che escono un pò dagli standard classici è molto personale. 

Io ho detto la mia, a riguardo. Sarei contenta di conoscere l'opinione di qualcun altro che ha letto questo romanzo :)


PS: un grazie di cuore a Calo, che me lo ha fatto conoscere!>>





I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI