AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

giovedì 23 maggio 2019

Immaginaci così...

Cara Lilli,

scrivo questo breve post per rassicurare te e gli amici di blog che dovessero chiedersi come vanno le cose qui dalle mie parti: io e i monelli stiamo bene, siamo sempre di corsa, ancora molto indaffarati tra lo sprint finale dell'anno scolastico, le terapie, le attività sportive e ricreative e per ciò che riguarda me in particolare posso dire di essere molto molto presa a seguire situazioni che non mi coinvolgono in prima persona ma assorbono davvero tante energie, soprattutto mentali.

Il tempo rotola, ecco il punto. E lo sprone per scrivere o leggere è al minimo storico o quasi. 

Ma, in attesa di poter riprendere a gestire e seguire il blog mio e quelli degli altri che mi sono cari, desidero lasciare qui qualcosa che sia segno comunque di gioia e di positività: quando pensi a me e ai monelli, Lilli, immaginaci così.... presi ad ascoltare musica di ogni genere, passione che ci accomuna tutti e tre, e a cantare e quando possiamo a ballare anche ;) :)

E quando dico "musica di ogni genere" intendo proprio in senso letterale, perchè la nostra playlist prediletta di queste ultime settimane racchiude un bel po' di cosette che spaziano di qua e di là

Te ne dò un assaggio...
















PS: per ciò che riguarda l'overture de "Il signor Bruschino" di Gioacchino Rossini chi vuol rinfrescarsi la memoria può andare a dare un'occhiata al mio vecchio post "IL MIO AMICO SIGNOR BRUSCHINO" ... A quanto pare oggi non è più solo amico mio, ma anche dei monelli, che lo adorano! Buon sangue non mente ;) :)


martedì 2 aprile 2019

La normalità è anche BLU

Cara Lilli,

cos'è la normalità? Tu ne hai una definizione standard o comunque universalmente riconosciuta?

Io so che se guardo la mia monella vedo una ragazzina ormai che va verso i 12, cresce alta, bella. Una ragazzina che sorride tanto. Ma che anche piange strillando tanto, che si agita ancora terribilmente quando qualcosa che spesso non sa neppure spiegare a parole la infastidisce, la preoccupa, le crea ansia.

Una ragazzina che trova delle difficoltà a fare tutto ciò che fanno i suoi coetanei nei modi e nei tempi in cui le fanno loro, ma che in piscina (non più quella dove andava con la calsse della scuola elementare) è inserita in un corso normale, tra ragazzini che non conosce e con istruttori nuovi e sta migliorando man mano, e che è stata in pizzeria da sola con le amiche, senza la presenza di nessun genitore.

Lei è così e io lo so, l'ho vista fare il suo percorso passo dopo passo, so da dove è partita e dove è arrivata finora, la mia tartarughina. Provo a immaginare il suo futuro e dove potrebbe arrivare, lì oltre la prossima curva o dopo la prossima salita.

Guardo il mio monello e vedo un ometto di 8 anni magrino, bello, agile, che sorride e vuole essere coccolato, che fa il furbetto quando vuole ottenere qualcosa, che piange come una fontana a volte ma anche che ride a crepapelle tante altre, che da quando ha aperto lo scrigno del tesoro, cioè da quando ha iniziato a parlare seppur non in modo chiaro ancora, sta imparando a districarsi nel ginepraio di lettere e numeri, a leggere, scrivere, fare addizioni e da poco anche sottrazioni... in modo semplificato o per meglio dire adattato alle sue esigenze, ma lo sta iniziando a fare. 

Lui è così e io lo so, ho a lungo temuto che non avrei mai sentito la sua voce, che non avrei gioito di traguardi importanti. E invece lui mi ha smentito, partendo in sordina ma poi recuperando per strada almeno un pochetto, in attesa di nuove gioie inaspettate e sorprendenti.

Cos'è la normalità, Lilli?

Io credo che, qualunque cosa sia, abbia tante sfaccettature, sia camaleontica, cangiante. Non può essere racchiusa in una definizione. 

Quello che a tanti può apparire diverso, per altri è normale.

La normalità può essere di tanti colori. Anche BLU.





mercoledì 27 marzo 2019

Casa

Cara Lilli,

chi ha letto una delle mie risposte ai commenti del post precedente saprà che poche ore dopo che lo avevo pubblicato ho avuto la notizia della morte della mia anziana zia di Spoleto, l'altra metà della coppia di zii da me tanto amati, che si è riunita in Cielo con zio che se n'era andato pochi anni fa.

Come allora, anche stavolta ho intrapreso un viaggio del cuore verso Spoleto.

Con mio fratello e mio nipote: tutto in giornata, andata e ritorno.

Mi sento fortunata. Sì, perchè paradossalmente se ho sofferto e soffro tanto per questa mancanza significa che ho molto amato e che sono stata molto amata.

Mi sento fortunata perchè quando ho abbracciato stretto stretto mio cugino, piangendo gli ho aperto il cuore dicendogli che anche se da tanto tempo manco da Spoleto, anche se sono lontani gli anni in cui, adolescente e poi giovane universitaria, era la mia meta prediletta appena avevo qualche giorno libero, ogni volta che arrivo lì e prima ancora di entrare in città vedo man mano Monteluco, poi la Rocca che si erge in tutta la sua bellezza, il Ponte delle Torri... mi sembra come di tornare a casa mia.

Mi sento fortunata perchè lui, mio cugino, stringendomi a sua volta commosso, mi ha detto "Ma questa è casa tua! Sempre. Anche ora che non ci sono più mamma e papà" (i miei zii).

Casa non è solo il luogo in cui viviamo, Lilli.  

Casa è ogni luogo in cui il nostro cuore sente di essere a casa.


giovedì 7 marzo 2019

Sono montaneamente assente. Ma torno, eh!

Cara Lilli,

il fatto che siano 15 giorni che non aggiorno il blog dovrebbe averti fatto capire che è un periodo in cui il tempo per farlo mi manca davvero. 

E' capitato altre volte negli anni passati che ci fossero momenti in cui ho scritto di meno, però tu lo sai che io poi torno sempre, eh!

Mi manca il tempo materialmente, senz'altro. Ma mi manca anche mentalmente. Perchè non solo il tempo libero è poco, ma credimi se ti dico che è proprio che i miei pensieri sono pienamente assorbiti in tutto ciò che faccio in casa e fuori, in vicende più o meno importanti.

Il mio blog è nato quasi 9 anni fa per condividere emozioni, passioni, ricordi, vita. E il mio vivere la blogosfera come un luogo in cui essere in contatto con amici seppur virtuali (ma anche no, perchè con alcuni ho stretto dei rapporti anche al di fuori del blog) è stato sempre all'insegna della semplicità, della spontaneità e della condivisione, appunto.

Se attualmente ho difficoltà a fare blogging in questo modo, preferisco prendermi una piccola pausa piuttosto che fare un salto qua e là tra i blog amici. Preferisco aspettare un poco piuttosto e dedicarmi al mio blog e a quelli degli altri appena mi sentirò libera di farlo di nuovo con slancio e con cura.

E allora... a presto risentirci :) Un abbraccio circolare!

mercoledì 20 febbraio 2019

I cento passi

Cara Lilli,

mettendo un po' di ordine tra le cartelle qui sul desktop del mio pc mi sono soffermata su quella denominata "Concerto di fine anno 5 A  8-6-2018".

Piccolo tuffo al cuore. 

Il penultimo giorno di scuola elementare per la mia monella. Uno dei momenti più belli in assoluto di quei 5 anni. Le melodie suonate con il flauto dolce e poi le canzoni cantate su basi strumentali registrate. Il tutto preparato mirabilmente dal maestro N., che in un solo anno scolastico è riuscito a rendere bravissimi tutti i suoi alunni, nessuno escluso... monella compresa :)

Un repertorio vasto e vario, quello del concerto di fine anno. Te lo descrissi già per sommi capi in un post di quel periodo (QUI). 

Rivedendo i video scaricati dal cellulare mi sono emozionata come allora, Lilli. 

E come allora, a parte l'Inno di Mameli, a farmi diventare gli occhi lucidi è stato sentire quelle voci piccole ma davvero intonate cantare una storia dolorosa, tragica, difficile. Forse un po' troppo difficile per loro da comprendere fino in fondo, ma che il maestro N. ha cercato di spiegare in modo adeguato per farli rendere conto almeno di che persona straordinaria, onesta, coraggiosa, piena di volontà e voglia di verità e giustizia fosse Peppino Impastato.

Il giorno in cui il coro dei bambini, con la mia monella in prima fila, ha intonato "I cento passi", dei Modena City Ramblers, io non la conoscevo affatto. 

Avevo visto il bellissimo film omonimo di Marco Tullio Giordana, quello sì. Ma la canzone non la conoscevo. 

Da allora la amo.

Merita di essere ascoltata, davvero. E per me sarà sempre una canzone speciale, per il suo significato profondo e per il ricordo di quel giorno emozionante.