AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

giovedì 7 marzo 2019

Sono montaneamente assente. Ma torno, eh!

Cara Lilli,

il fatto che siano 15 giorni che non aggiorno il blog dovrebbe averti fatto capire che è un periodo in cui il tempo per farlo mi manca davvero. 

E' capitato altre volte negli anni passati che ci fossero momenti in cui ho scritto di meno, però tu lo sai che io poi torno sempre, eh!

Mi manca il tempo materialmente, senz'altro. Ma mi manca anche mentalmente. Perchè non solo il tempo libero è poco, ma credimi se ti dico che è proprio che i miei pensieri sono pienamente assorbiti in tutto ciò che faccio in casa e fuori, in vicende più o meno importanti.

Il mio blog è nato quasi 9 anni fa per condividere emozioni, passioni, ricordi, vita. E il mio vivere la blogosfera come un luogo in cui essere in contatto con amici seppur virtuali (ma anche no, perchè con alcuni ho stretto dei rapporti anche al di fuori del blog) è stato sempre all'insegna della semplicità, della spontaneità e della condivisione, appunto.

Se attualmente ho difficoltà a fare blogging in questo modo, preferisco prendermi una piccola pausa piuttosto che fare un salto qua e là tra i blog amici. Preferisco aspettare un poco piuttosto e dedicarmi al mio blog e a quelli degli altri appena mi sentirò libera di farlo di nuovo con slancio e con cura.

E allora... a presto risentirci :) Un abbraccio circolare!

mercoledì 20 febbraio 2019

I cento passi

Cara Lilli,

mettendo un po' di ordine tra le cartelle qui sul desktop del mio pc mi sono soffermata su quella denominata "Concerto di fine anno 5 A  8-6-2018".

Piccolo tuffo al cuore. 

Il penultimo giorno di scuola elementare per la mia monella. Uno dei momenti più belli in assoluto di quei 5 anni. Le melodie suonate con il flauto dolce e poi le canzoni cantate su basi strumentali registrate. Il tutto preparato mirabilmente dal maestro N., che in un solo anno scolastico è riuscito a rendere bravissimi tutti i suoi alunni, nessuno escluso... monella compresa :)

Un repertorio vasto e vario, quello del concerto di fine anno. Te lo descrissi già per sommi capi in un post di quel periodo (QUI). 

Rivedendo i video scaricati dal cellulare mi sono emozionata come allora, Lilli. 

E come allora, a parte l'Inno di Mameli, a farmi diventare gli occhi lucidi è stato sentire quelle voci piccole ma davvero intonate cantare una storia dolorosa, tragica, difficile. Forse un po' troppo difficile per loro da comprendere fino in fondo, ma che il maestro N. ha cercato di spiegare in modo adeguato per farli rendere conto almeno di che persona straordinaria, onesta, coraggiosa, piena di volontà e voglia di verità e giustizia fosse Peppino Impastato.

Il giorno in cui il coro dei bambini, con la mia monella in prima fila, ha intonato "I cento passi", dei Modena City Ramblers, io non la conoscevo affatto. 

Avevo visto il bellissimo film omonimo di Marco Tullio Giordana, quello sì. Ma la canzone non la conoscevo. 

Da allora la amo.

Merita di essere ascoltata, davvero. E per me sarà sempre una canzone speciale, per il suo significato profondo e per il ricordo di quel giorno emozionante.


venerdì 15 febbraio 2019

Venerdì del libro (281°): COME FERMARE IL TEMPO

Cara Lilli,

torno a parlarti di libri seguendo l'iniziativa di HomeMadeMamma e lo faccio proponendoti quello che  stato il tradizionale regalo di mio fratello per Natale scorso: COME FERMARE IL TEMPO di Matt Haig.

Dopo alcuni Natali in cui il mio fratellone ci ha preso poco (nel senso che i libri che mi ha regalato e che a prima vista sembravano molto interessanti mi avevano convinto poco una volta letti), stavolta siamo tornati a una scelta felicissima.

Questo romanzo mi è piaciuto molto, pur non essendo un capolavoro nel vero senso del termine. Mi ha coinvolto, con la sua storia che è un mix tra fantascienza e avventura, con una sfumatura di romanticismo.

E' pur vero che io sono (quasi) sempre entusiasta quando si parla di viaggi nel tempo, di vite parallele e cose del genere. Che poi nel libro in questione non si tratta specificamente di questo: c'è piuttosto Tom Hazard, una sorta di Highlander, che ha più di 400 anni ma ne dimostra 40, a causa di una malattia genetica che è l'esatto contrario della progeria (invecchiamento precoce). 
 
Dalla quarta di copertina:
"Un oscuro segreto che mette in pericolo i propri cari, una cavalcata attraverso la Storia, l’amore come un frutto proibito. La storia misteriosa di un uomo che ha vissuto tante vite sognandone sempre una normale."

E' chiaro, Lilli, che il genere deve piacere se no non ci si può appassionare a storie di questo tipo. Io, come ti dicevo prima e come forse ricorderai da altre recensioni passate, sono letteralmente affascinata da tutto ciò!

L'autore ha seguito un tipo di narrazione che parte dal presente (la Londra di oggi) con flashback che ripercorrono il passato e portano il lettore man mano a conoscenza di tutti gli eventi che hanno portato Tom ad essere quello che è. Un viaggio lungo e tortuoso, che ha alcuni punti-cardine e in particolare uno che fa da spartiacque tra il prima ed il dopo, nella incredibile e difficile vita del protagonista.

Consigliato per staccare la spina, per evadere dalla normalità e immergersi in una realtà sorprendente.




I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

mercoledì 13 febbraio 2019

Torta di mele e cocco

Cara Lilli,

da un po' di tempo mi sto dilettando di meno a preparare quei dolcetti che tanto mi piacciono, semplici ma gustosi, buoni per la colazione o la merenda. 

E' vero. Ma non ho smesso, eh! Anzi, conto di prepararli di nuovo con più frequenza. E intanto qualche giorno fa ho sfornato una torta di mele e cocco, prendendo spunto da varie ricette sperimentate in precedenza, mixandole visto che cambiavano in parte gli ingredienti: il risultato è stato molto positivo!

Il giorno dopo era ancora più buona, a mio avviso. Ha mantenuto la morbidezza e i gusti si sono amalgamati meglio.

200 gr di farina
100 gr di farina di cocco
125 gr di yogurt bianco
100 ml gr di latte 
100 gr di zucchero (o un poco in meno se lo gradisci meno dolce)
50 gr di burro morbido a pezzetti
2 uova
2 mele di media grandezza (io ho usato le stark)
50 gr di uvetta
3 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 bustina di lievito per dolci

Ecco come procedere: 

Mettere a bagno nell'acqua tiepida l'uvetta per 20/30 minuti. 

Sbucciare le mele e tagliarne una a dadini e una a fettine. Spruzzarle con un poco di limone per non fare annerire.

Frullare con lo sbattitore elettrico le uova e lo zucchero. Quando saranno bianche e spumose aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente, lo yogurt, il latte, l'estratto di vaniglia.

Incorporare pian piano la farina e il lievito setacciati. Aggiungere l'uvetta strizzata, tamponata con un panno o con carta assorbente e leggermente infarinata e i dadini di mela. 

A questo punto versare il composto in uno stampo imburrato e infarinato (da 24 cm di diametro) e posizionare sulla superficie le fettine di mela. 
Cuocere a 180° per 30-35 minuti. 

Per sicurezza fare la prova dello stuzzicadenti, tenendo conto che la farina di cocco e la presenza dei pezzi di mela rendono un po’ meno asciutto del solito l’interno del dolce.


E questa è la torta pronta per essere mangiata :)






Buon appetito, Lilli! 

mercoledì 6 febbraio 2019

Sulle mie ginocchia

Cara Lilli,

ero qui al pc, pochi minuti fa. Ascoltavo le ultimissime canzoni del Festival di Sanremo andate in onda ieri sera tardi, mentre io già dormivo beata.

Ed è arrivato lui, come sempre. Perchè fin da quando era piccolissimo non mi è (quasi mai) concesso sedermi in sua presenza che lui arriva e mi si siede in braccio.

Me lo sono sbaciucchiato un poco, come faccio sempre. E intanto consideravo come nonostante sia un pinocchietto, come lo chiamo a volte per scherzo, magrino e agilissimo, sta comunque (e per fortuna) crescendo e il suo peso un poco aumenta e si fa sentire sulle ginocchia.

E... sai quelle cose che scattano così, all'improvviso? Quei pensieri che ti attraversano la mente e si riversano nel cuore, tipo fiume nel mare.

E' stato così. 

Ho  pensato che il tempo passa. 

Che scoperta. 

E passa in fretta. 

Che scoperta anche questa, dirai.

Ma ne ho avuto la percezione chiara e in un istante ho visto lui grande, alto, sempre snello e agile, ma comunque troppo grande per starmi in braccio. E io che rido perchè gli dico "Dai, vieni qui, che ti sbaciucchio un poco!" e non riesco a tenerlo e lui ride con me.

Però la mia è una di quelle risate che mascherano la malinconia, quelle dal gusto agrodolce, che se non ci stai attenta ti scappa una lacrima e non puoi fare nulla per fermarla.

E in tutto questo ho rivisto me, già grande, negli ultimi tempi in cui ero figlia di famiglia, prima di sposarmi. Me che scherzo con mia madre, che pur già segnata dalla malattia ha però ancora voglia di scherzare e di dire "Vieni qui, in braccio!" e io mi poggio lievemente sulle sue ginocchia cercando di non pesarle troppo, anche solo un momento, per sorridere con lei come quando ero piccina.

Il sorriso agrodolce è il suo, in quel momento, fissato nella mia memoria.

Che voglio dire con queste mie parole, Lilli, non lo so. Voglio solo che in futuro ci siano altri momenti così, con il mio monello sulle mie ginocchia.

Sono pronta ad assaporarne anche il retrogusto amaro, ne vale la pena. Sempre.