AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

mercoledì 9 ottobre 2019

Calipso

Cara Lilli,

non sai quante volte in questi mesi passati ho immaginato di mettermi al pc e scriverti. Poi però mi mancava qualcosa, non avevo la giusta ispirazione. Mi mancava in qualche modo quello spirito che ha animato i miei tanti anni di blogging (più di 9, ormai).

Eppure di cose da raccontarti ne avrei avute, eccome.

Avrei potuto dirti della gioia e della commozione più pura nel vedere il monello allo spettacolo di fine anno scolastico prendere il microfono e, nel suo modo non del tutto chiaro ma comunque comprensibile, cantare il ritornello di "Ci vuole un fiore", mentre tutti gli altri alunni cantavano in coro alle sue spalle, e poi subito scappare via saltellando felice e tuffandosi nelle braccia della sua maestra :)

O dell'emozione di assistere ad un simpaticissimo musical, un adattamento in dialetto napoletano ispirato a "Tutti insieme appassionatamente", a conclusione del progetto scolastico di teatro durato 5 mesi. Emozione a dir poco sorprendente. Perchè tra le comparse c'era la monella. Vestita da baronessa, abito elegante color crema con gonna vaporosa, con tanto di ventaglio, cappellino e collana di perle al collo. Una donnina che con voce ferma e chiara, pur se col viso un po' nascosto dal ventaglio, ha recitato anche una battuta. E ha partecipato alla coreografia finale e poi ai saluti tutti insieme sul palco, con una musica in sottofondo che accompagnava il tutto, in un crescendo di gioia mista a quella sottile tristezza tipica di quando finisce una festa o comunque un evento tanto atteso e immaginato per mesi.

I miei monelli. Lì, sul palco del centro sociale l'uno e di un piccolo teatro l'altra, tra tutti gli altri loro coetanei, a testimoniare che si può cercare di andare oltre i limiti di un disturbo che ha tante sfaccettature e sfumature diverse. 
Perchè si possono avere delle belle sorprese lungo un percorso che, va detto, di per sè non è nè facile nè lineare. Proprio no. L'importante è non partire prevenuti, non dare nulla per scontato. E, se si è fortunati (e noi in questo lo siamo), trovare le persone giuste sul proprio cammino, che sono pronte a fare di tutto per sostenere chi ha bisogno di un aiuto e una spinta in più. Maestre, professori, terapiste, compagni di scuola.

Avrei potuto dirti, poi, di una vacanza al mare diversa dal solito. Nuova. Ma anche già conosciuta. Cioè: nuova sì, ma non per me. Nuova per i miei monelli. Nuova per me, mio marito e i monelli insieme.  

, dove per anni e anni, dall'adolescenza alla giovinezza, il mio cuore aspettava con ansia e gioia di tornare ogni agosto. dove avevo già portato con me il mio amore mentre eravamo ancora fidanzati, l'ultima volta nel 2003.

dove avevo già un ricordo in ogni angolo. E dove quest'anno ho potuto creare ricordi nuovi, diversi, particolari, bellissimi perchè condivisi con le tre persone più importanti della mia vita.

Mi è bastato affacciarmi dal balconcino del piccolo, accogliente hotel che ci ha ospitato sul lungomare di San Benedetto del Tronto... ed è stato subito casa, come se fosse passato solo un giorno e non 16 anni...



SAN BENEDETTO DEL TRONTO - foto privata

Perchè ci sono luoghi che senti tuoi più di altri e niente potrà cambiare questa certezza. 

Quando ripenso adesso a quella settimana di inizio agosto trascorsa, le immagini scorrono come scatti fotografici...


SPIAGGIA - foto privata

IL FARO - foto privata


LUNGOMARE - foto privata

... e in sottofondo, nella mia mente, c'è una canzone a fare da colonna sonora. Una sola, sempre la stessa. Che non è del mio genere preferito. Che non è dei miei cantanti preferiti. Anzi. Ma che è quella che il monello ci chiedeva di ascoltare ogni giorno, più volte al giorno, specie in spiaggia. 

Tutto è relativo. Io l'ho sempre sostenuto. E così anche una canzone che in altre circostanze non avrei amato, ora è tanto cara al mio cuore e mi strappa un sorriso nostalgico appena ne sento anche solo una nota... :)




E ce ne sono di cose da dirti ancora, Lilli.

Abbi solo un po' di pazienza.

giovedì 23 maggio 2019

Immaginaci così...

Cara Lilli,

scrivo questo breve post per rassicurare te e gli amici di blog che dovessero chiedersi come vanno le cose qui dalle mie parti: io e i monelli stiamo bene, siamo sempre di corsa, ancora molto indaffarati tra lo sprint finale dell'anno scolastico, le terapie, le attività sportive e ricreative e per ciò che riguarda me in particolare posso dire di essere molto molto presa a seguire situazioni che non mi coinvolgono in prima persona ma assorbono davvero tante energie, soprattutto mentali.

Il tempo rotola, ecco il punto. E lo sprone per scrivere o leggere è al minimo storico o quasi. 

Ma, in attesa di poter riprendere a gestire e seguire il blog mio e quelli degli altri che mi sono cari, desidero lasciare qui qualcosa che sia segno comunque di gioia e di positività: quando pensi a me e ai monelli, Lilli, immaginaci così.... presi ad ascoltare musica di ogni genere, passione che ci accomuna tutti e tre, e a cantare e quando possiamo a ballare anche ;) :)

E quando dico "musica di ogni genere" intendo proprio in senso letterale, perchè la nostra playlist prediletta di queste ultime settimane racchiude un bel po' di cosette che spaziano di qua e di là

Te ne dò un assaggio...
















PS: per ciò che riguarda l'overture de "Il signor Bruschino" di Gioacchino Rossini chi vuol rinfrescarsi la memoria può andare a dare un'occhiata al mio vecchio post "IL MIO AMICO SIGNOR BRUSCHINO" ... A quanto pare oggi non è più solo amico mio, ma anche dei monelli, che lo adorano! Buon sangue non mente ;) :)


martedì 2 aprile 2019

La normalità è anche BLU

Cara Lilli,

cos'è la normalità? Tu ne hai una definizione standard o comunque universalmente riconosciuta?

Io so che se guardo la mia monella vedo una ragazzina ormai che va verso i 12, cresce alta, bella. Una ragazzina che sorride tanto. Ma che anche piange strillando tanto, che si agita ancora terribilmente quando qualcosa che spesso non sa neppure spiegare a parole la infastidisce, la preoccupa, le crea ansia.

Una ragazzina che trova delle difficoltà a fare tutto ciò che fanno i suoi coetanei nei modi e nei tempi in cui le fanno loro, ma che in piscina (non più quella dove andava con la calsse della scuola elementare) è inserita in un corso normale, tra ragazzini che non conosce e con istruttori nuovi e sta migliorando man mano, e che è stata in pizzeria da sola con le amiche, senza la presenza di nessun genitore.

Lei è così e io lo so, l'ho vista fare il suo percorso passo dopo passo, so da dove è partita e dove è arrivata finora, la mia tartarughina. Provo a immaginare il suo futuro e dove potrebbe arrivare, lì oltre la prossima curva o dopo la prossima salita.

Guardo il mio monello e vedo un ometto di 8 anni magrino, bello, agile, che sorride e vuole essere coccolato, che fa il furbetto quando vuole ottenere qualcosa, che piange come una fontana a volte ma anche che ride a crepapelle tante altre, che da quando ha aperto lo scrigno del tesoro, cioè da quando ha iniziato a parlare seppur non in modo chiaro ancora, sta imparando a districarsi nel ginepraio di lettere e numeri, a leggere, scrivere, fare addizioni e da poco anche sottrazioni... in modo semplificato o per meglio dire adattato alle sue esigenze, ma lo sta iniziando a fare. 

Lui è così e io lo so, ho a lungo temuto che non avrei mai sentito la sua voce, che non avrei gioito di traguardi importanti. E invece lui mi ha smentito, partendo in sordina ma poi recuperando per strada almeno un pochetto, in attesa di nuove gioie inaspettate e sorprendenti.

Cos'è la normalità, Lilli?

Io credo che, qualunque cosa sia, abbia tante sfaccettature, sia camaleontica, cangiante. Non può essere racchiusa in una definizione. 

Quello che a tanti può apparire diverso, per altri è normale.

La normalità può essere di tanti colori. Anche BLU.





mercoledì 27 marzo 2019

Casa

Cara Lilli,

chi ha letto una delle mie risposte ai commenti del post precedente saprà che poche ore dopo che lo avevo pubblicato ho avuto la notizia della morte della mia anziana zia di Spoleto, l'altra metà della coppia di zii da me tanto amati, che si è riunita in Cielo con zio che se n'era andato pochi anni fa.

Come allora, anche stavolta ho intrapreso un viaggio del cuore verso Spoleto.

Con mio fratello e mio nipote: tutto in giornata, andata e ritorno.

Mi sento fortunata. Sì, perchè paradossalmente se ho sofferto e soffro tanto per questa mancanza significa che ho molto amato e che sono stata molto amata.

Mi sento fortunata perchè quando ho abbracciato stretto stretto mio cugino, piangendo gli ho aperto il cuore dicendogli che anche se da tanto tempo manco da Spoleto, anche se sono lontani gli anni in cui, adolescente e poi giovane universitaria, era la mia meta prediletta appena avevo qualche giorno libero, ogni volta che arrivo lì e prima ancora di entrare in città vedo man mano Monteluco, poi la Rocca che si erge in tutta la sua bellezza, il Ponte delle Torri... mi sembra come di tornare a casa mia.

Mi sento fortunata perchè lui, mio cugino, stringendomi a sua volta commosso, mi ha detto "Ma questa è casa tua! Sempre. Anche ora che non ci sono più mamma e papà" (i miei zii).

Casa non è solo il luogo in cui viviamo, Lilli.  

Casa è ogni luogo in cui il nostro cuore sente di essere a casa.


giovedì 7 marzo 2019

Sono montaneamente assente. Ma torno, eh!

Cara Lilli,

il fatto che siano 15 giorni che non aggiorno il blog dovrebbe averti fatto capire che è un periodo in cui il tempo per farlo mi manca davvero. 

E' capitato altre volte negli anni passati che ci fossero momenti in cui ho scritto di meno, però tu lo sai che io poi torno sempre, eh!

Mi manca il tempo materialmente, senz'altro. Ma mi manca anche mentalmente. Perchè non solo il tempo libero è poco, ma credimi se ti dico che è proprio che i miei pensieri sono pienamente assorbiti in tutto ciò che faccio in casa e fuori, in vicende più o meno importanti.

Il mio blog è nato quasi 9 anni fa per condividere emozioni, passioni, ricordi, vita. E il mio vivere la blogosfera come un luogo in cui essere in contatto con amici seppur virtuali (ma anche no, perchè con alcuni ho stretto dei rapporti anche al di fuori del blog) è stato sempre all'insegna della semplicità, della spontaneità e della condivisione, appunto.

Se attualmente ho difficoltà a fare blogging in questo modo, preferisco prendermi una piccola pausa piuttosto che fare un salto qua e là tra i blog amici. Preferisco aspettare un poco piuttosto e dedicarmi al mio blog e a quelli degli altri appena mi sentirò libera di farlo di nuovo con slancio e con cura.

E allora... a presto risentirci :) Un abbraccio circolare!