AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

giovedì 23 maggio 2019

Immaginaci così...

Cara Lilli,

scrivo questo breve post per rassicurare te e gli amici di blog che dovessero chiedersi come vanno le cose qui dalle mie parti: io e i monelli stiamo bene, siamo sempre di corsa, ancora molto indaffarati tra lo sprint finale dell'anno scolastico, le terapie, le attività sportive e ricreative e per ciò che riguarda me in particolare posso dire di essere molto molto presa a seguire situazioni che non mi coinvolgono in prima persona ma assorbono davvero tante energie, soprattutto mentali.

Il tempo rotola, ecco il punto. E lo sprone per scrivere o leggere è al minimo storico o quasi. 

Ma, in attesa di poter riprendere a gestire e seguire il blog mio e quelli degli altri che mi sono cari, desidero lasciare qui qualcosa che sia segno comunque di gioia e di positività: quando pensi a me e ai monelli, Lilli, immaginaci così.... presi ad ascoltare musica di ogni genere, passione che ci accomuna tutti e tre, e a cantare e quando possiamo a ballare anche ;) :)

E quando dico "musica di ogni genere" intendo proprio in senso letterale, perchè la nostra playlist prediletta di queste ultime settimane racchiude un bel po' di cosette che spaziano di qua e di là

Te ne dò un assaggio...
















PS: per ciò che riguarda l'overture de "Il signor Bruschino" di Gioacchino Rossini chi vuol rinfrescarsi la memoria può andare a dare un'occhiata al mio vecchio post "IL MIO AMICO SIGNOR BRUSCHINO" ... A quanto pare oggi non è più solo amico mio, ma anche dei monelli, che lo adorano! Buon sangue non mente ;) :)


martedì 2 aprile 2019

La normalità è anche BLU

Cara Lilli,

cos'è la normalità? Tu ne hai una definizione standard o comunque universalmente riconosciuta?

Io so che se guardo la mia monella vedo una ragazzina ormai che va verso i 12, cresce alta, bella. Una ragazzina che sorride tanto. Ma che anche piange strillando tanto, che si agita ancora terribilmente quando qualcosa che spesso non sa neppure spiegare a parole la infastidisce, la preoccupa, le crea ansia.

Una ragazzina che trova delle difficoltà a fare tutto ciò che fanno i suoi coetanei nei modi e nei tempi in cui le fanno loro, ma che in piscina (non più quella dove andava con la calsse della scuola elementare) è inserita in un corso normale, tra ragazzini che non conosce e con istruttori nuovi e sta migliorando man mano, e che è stata in pizzeria da sola con le amiche, senza la presenza di nessun genitore.

Lei è così e io lo so, l'ho vista fare il suo percorso passo dopo passo, so da dove è partita e dove è arrivata finora, la mia tartarughina. Provo a immaginare il suo futuro e dove potrebbe arrivare, lì oltre la prossima curva o dopo la prossima salita.

Guardo il mio monello e vedo un ometto di 8 anni magrino, bello, agile, che sorride e vuole essere coccolato, che fa il furbetto quando vuole ottenere qualcosa, che piange come una fontana a volte ma anche che ride a crepapelle tante altre, che da quando ha aperto lo scrigno del tesoro, cioè da quando ha iniziato a parlare seppur non in modo chiaro ancora, sta imparando a districarsi nel ginepraio di lettere e numeri, a leggere, scrivere, fare addizioni e da poco anche sottrazioni... in modo semplificato o per meglio dire adattato alle sue esigenze, ma lo sta iniziando a fare. 

Lui è così e io lo so, ho a lungo temuto che non avrei mai sentito la sua voce, che non avrei gioito di traguardi importanti. E invece lui mi ha smentito, partendo in sordina ma poi recuperando per strada almeno un pochetto, in attesa di nuove gioie inaspettate e sorprendenti.

Cos'è la normalità, Lilli?

Io credo che, qualunque cosa sia, abbia tante sfaccettature, sia camaleontica, cangiante. Non può essere racchiusa in una definizione. 

Quello che a tanti può apparire diverso, per altri è normale.

La normalità può essere di tanti colori. Anche BLU.





mercoledì 27 marzo 2019

Casa

Cara Lilli,

chi ha letto una delle mie risposte ai commenti del post precedente saprà che poche ore dopo che lo avevo pubblicato ho avuto la notizia della morte della mia anziana zia di Spoleto, l'altra metà della coppia di zii da me tanto amati, che si è riunita in Cielo con zio che se n'era andato pochi anni fa.

Come allora, anche stavolta ho intrapreso un viaggio del cuore verso Spoleto.

Con mio fratello e mio nipote: tutto in giornata, andata e ritorno.

Mi sento fortunata. Sì, perchè paradossalmente se ho sofferto e soffro tanto per questa mancanza significa che ho molto amato e che sono stata molto amata.

Mi sento fortunata perchè quando ho abbracciato stretto stretto mio cugino, piangendo gli ho aperto il cuore dicendogli che anche se da tanto tempo manco da Spoleto, anche se sono lontani gli anni in cui, adolescente e poi giovane universitaria, era la mia meta prediletta appena avevo qualche giorno libero, ogni volta che arrivo lì e prima ancora di entrare in città vedo man mano Monteluco, poi la Rocca che si erge in tutta la sua bellezza, il Ponte delle Torri... mi sembra come di tornare a casa mia.

Mi sento fortunata perchè lui, mio cugino, stringendomi a sua volta commosso, mi ha detto "Ma questa è casa tua! Sempre. Anche ora che non ci sono più mamma e papà" (i miei zii).

Casa non è solo il luogo in cui viviamo, Lilli.  

Casa è ogni luogo in cui il nostro cuore sente di essere a casa.


giovedì 7 marzo 2019

Sono montaneamente assente. Ma torno, eh!

Cara Lilli,

il fatto che siano 15 giorni che non aggiorno il blog dovrebbe averti fatto capire che è un periodo in cui il tempo per farlo mi manca davvero. 

E' capitato altre volte negli anni passati che ci fossero momenti in cui ho scritto di meno, però tu lo sai che io poi torno sempre, eh!

Mi manca il tempo materialmente, senz'altro. Ma mi manca anche mentalmente. Perchè non solo il tempo libero è poco, ma credimi se ti dico che è proprio che i miei pensieri sono pienamente assorbiti in tutto ciò che faccio in casa e fuori, in vicende più o meno importanti.

Il mio blog è nato quasi 9 anni fa per condividere emozioni, passioni, ricordi, vita. E il mio vivere la blogosfera come un luogo in cui essere in contatto con amici seppur virtuali (ma anche no, perchè con alcuni ho stretto dei rapporti anche al di fuori del blog) è stato sempre all'insegna della semplicità, della spontaneità e della condivisione, appunto.

Se attualmente ho difficoltà a fare blogging in questo modo, preferisco prendermi una piccola pausa piuttosto che fare un salto qua e là tra i blog amici. Preferisco aspettare un poco piuttosto e dedicarmi al mio blog e a quelli degli altri appena mi sentirò libera di farlo di nuovo con slancio e con cura.

E allora... a presto risentirci :) Un abbraccio circolare!

mercoledì 20 febbraio 2019

I cento passi

Cara Lilli,

mettendo un po' di ordine tra le cartelle qui sul desktop del mio pc mi sono soffermata su quella denominata "Concerto di fine anno 5 A  8-6-2018".

Piccolo tuffo al cuore. 

Il penultimo giorno di scuola elementare per la mia monella. Uno dei momenti più belli in assoluto di quei 5 anni. Le melodie suonate con il flauto dolce e poi le canzoni cantate su basi strumentali registrate. Il tutto preparato mirabilmente dal maestro N., che in un solo anno scolastico è riuscito a rendere bravissimi tutti i suoi alunni, nessuno escluso... monella compresa :)

Un repertorio vasto e vario, quello del concerto di fine anno. Te lo descrissi già per sommi capi in un post di quel periodo (QUI). 

Rivedendo i video scaricati dal cellulare mi sono emozionata come allora, Lilli. 

E come allora, a parte l'Inno di Mameli, a farmi diventare gli occhi lucidi è stato sentire quelle voci piccole ma davvero intonate cantare una storia dolorosa, tragica, difficile. Forse un po' troppo difficile per loro da comprendere fino in fondo, ma che il maestro N. ha cercato di spiegare in modo adeguato per farli rendere conto almeno di che persona straordinaria, onesta, coraggiosa, piena di volontà e voglia di verità e giustizia fosse Peppino Impastato.

Il giorno in cui il coro dei bambini, con la mia monella in prima fila, ha intonato "I cento passi", dei Modena City Ramblers, io non la conoscevo affatto. 

Avevo visto il bellissimo film omonimo di Marco Tullio Giordana, quello sì. Ma la canzone non la conoscevo. 

Da allora la amo.

Merita di essere ascoltata, davvero. E per me sarà sempre una canzone speciale, per il suo significato profondo e per il ricordo di quel giorno emozionante.


venerdì 15 febbraio 2019

Venerdì del libro (281°): COME FERMARE IL TEMPO

Cara Lilli,

torno a parlarti di libri seguendo l'iniziativa di HomeMadeMamma e lo faccio proponendoti quello che  stato il tradizionale regalo di mio fratello per Natale scorso: COME FERMARE IL TEMPO di Matt Haig.

Dopo alcuni Natali in cui il mio fratellone ci ha preso poco (nel senso che i libri che mi ha regalato e che a prima vista sembravano molto interessanti mi avevano convinto poco una volta letti), stavolta siamo tornati a una scelta felicissima.

Questo romanzo mi è piaciuto molto, pur non essendo un capolavoro nel vero senso del termine. Mi ha coinvolto, con la sua storia che è un mix tra fantascienza e avventura, con una sfumatura di romanticismo.

E' pur vero che io sono (quasi) sempre entusiasta quando si parla di viaggi nel tempo, di vite parallele e cose del genere. Che poi nel libro in questione non si tratta specificamente di questo: c'è piuttosto Tom Hazard, una sorta di Highlander, che ha più di 400 anni ma ne dimostra 40, a causa di una malattia genetica che è l'esatto contrario della progeria (invecchiamento precoce). 
 
Dalla quarta di copertina:
"Un oscuro segreto che mette in pericolo i propri cari, una cavalcata attraverso la Storia, l’amore come un frutto proibito. La storia misteriosa di un uomo che ha vissuto tante vite sognandone sempre una normale."

E' chiaro, Lilli, che il genere deve piacere se no non ci si può appassionare a storie di questo tipo. Io, come ti dicevo prima e come forse ricorderai da altre recensioni passate, sono letteralmente affascinata da tutto ciò!

L'autore ha seguito un tipo di narrazione che parte dal presente (la Londra di oggi) con flashback che ripercorrono il passato e portano il lettore man mano a conoscenza di tutti gli eventi che hanno portato Tom ad essere quello che è. Un viaggio lungo e tortuoso, che ha alcuni punti-cardine e in particolare uno che fa da spartiacque tra il prima ed il dopo, nella incredibile e difficile vita del protagonista.

Consigliato per staccare la spina, per evadere dalla normalità e immergersi in una realtà sorprendente.




I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

mercoledì 13 febbraio 2019

Torta di mele e cocco

Cara Lilli,

da un po' di tempo mi sto dilettando di meno a preparare quei dolcetti che tanto mi piacciono, semplici ma gustosi, buoni per la colazione o la merenda. 

E' vero. Ma non ho smesso, eh! Anzi, conto di prepararli di nuovo con più frequenza. E intanto qualche giorno fa ho sfornato una torta di mele e cocco, prendendo spunto da varie ricette sperimentate in precedenza, mixandole visto che cambiavano in parte gli ingredienti: il risultato è stato molto positivo!

Il giorno dopo era ancora più buona, a mio avviso. Ha mantenuto la morbidezza e i gusti si sono amalgamati meglio.

200 gr di farina
100 gr di farina di cocco
125 gr di yogurt bianco
100 ml gr di latte 
100 gr di zucchero (o un poco in meno se lo gradisci meno dolce)
50 gr di burro morbido a pezzetti
2 uova
2 mele di media grandezza (io ho usato le stark)
50 gr di uvetta
3 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 bustina di lievito per dolci

Ecco come procedere: 

Mettere a bagno nell'acqua tiepida l'uvetta per 20/30 minuti. 

Sbucciare le mele e tagliarne una a dadini e una a fettine. Spruzzarle con un poco di limone per non fare annerire.

Frullare con lo sbattitore elettrico le uova e lo zucchero. Quando saranno bianche e spumose aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente, lo yogurt, il latte, l'estratto di vaniglia.

Incorporare pian piano la farina e il lievito setacciati. Aggiungere l'uvetta strizzata, tamponata con un panno o con carta assorbente e leggermente infarinata e i dadini di mela. 

A questo punto versare il composto in uno stampo imburrato e infarinato (da 24 cm di diametro) e posizionare sulla superficie le fettine di mela. 
Cuocere a 180° per 30-35 minuti. 

Per sicurezza fare la prova dello stuzzicadenti, tenendo conto che la farina di cocco e la presenza dei pezzi di mela rendono un po’ meno asciutto del solito l’interno del dolce.


E questa è la torta pronta per essere mangiata :)






Buon appetito, Lilli! 

mercoledì 6 febbraio 2019

Sulle mie ginocchia

Cara Lilli,

ero qui al pc, pochi minuti fa. Ascoltavo le ultimissime canzoni del Festival di Sanremo andate in onda ieri sera tardi, mentre io già dormivo beata.

Ed è arrivato lui, come sempre. Perchè fin da quando era piccolissimo non mi è (quasi mai) concesso sedermi in sua presenza che lui arriva e mi si siede in braccio.

Me lo sono sbaciucchiato un poco, come faccio sempre. E intanto consideravo come nonostante sia un pinocchietto, come lo chiamo a volte per scherzo, magrino e agilissimo, sta comunque (e per fortuna) crescendo e il suo peso un poco aumenta e si fa sentire sulle ginocchia.

E... sai quelle cose che scattano così, all'improvviso? Quei pensieri che ti attraversano la mente e si riversano nel cuore, tipo fiume nel mare.

E' stato così. 

Ho  pensato che il tempo passa. 

Che scoperta. 

E passa in fretta. 

Che scoperta anche questa, dirai.

Ma ne ho avuto la percezione chiara e in un istante ho visto lui grande, alto, sempre snello e agile, ma comunque troppo grande per starmi in braccio. E io che rido perchè gli dico "Dai, vieni qui, che ti sbaciucchio un poco!" e non riesco a tenerlo e lui ride con me.

Però la mia è una di quelle risate che mascherano la malinconia, quelle dal gusto agrodolce, che se non ci stai attenta ti scappa una lacrima e non puoi fare nulla per fermarla.

E in tutto questo ho rivisto me, già grande, negli ultimi tempi in cui ero figlia di famiglia, prima di sposarmi. Me che scherzo con mia madre, che pur già segnata dalla malattia ha però ancora voglia di scherzare e di dire "Vieni qui, in braccio!" e io mi poggio lievemente sulle sue ginocchia cercando di non pesarle troppo, anche solo un momento, per sorridere con lei come quando ero piccina.

Il sorriso agrodolce è il suo, in quel momento, fissato nella mia memoria.

Che voglio dire con queste mie parole, Lilli, non lo so. Voglio solo che in futuro ci siano altri momenti così, con il mio monello sulle mie ginocchia.

Sono pronta ad assaporarne anche il retrogusto amaro, ne vale la pena. Sempre.

martedì 5 febbraio 2019

Award Courtesy Blogger

Cara Lilli, 

ho in mente vari post da scrivere e spero di farlo con maggiore regolarità nei prossimi giorni, ma non potevo rimandare oltre questo qui: il 17 gennaio scorso l'amica Sinforosa ha ideato un premio particolare e bello e ha invitato i suoi amici di blog a prelevarlo e donarlo. 

Si tratta dell' AWARD COURTESY BLOGGER, che vuol premiare e incentivare la comunicazione cortese nella blogosfera.



Pochi giorni fa, poi, un altro caro amico, Tomaso, me lo ha espressamente donato e ne sono stata molto felice, proprio per il significato che ha questo premio.

Ringraziando sia Sinforosa che Tomaso, quindi, passo ad elencare le regole del premio:


1 - Ringraziare chi ti ha nominato fornendo il link al suo sito.

2 - Rispondere alle 2 sottostanti domande che vertono sulla Comunicazione Cortese fra Blogger

  • Cosa apprezzi maggiormente della Comunicazione tra blogger?
Per me fare blogging è condivisione, sincerità, disponibilità all'ascolto e al confronto, voglia di conoscere l'altro e il suo mondo, con gentilezza ed educazione. Questo è quello che cerco e apprezzo.

  • Cosa non approvi della Comunicazione tra blogger?
Ovviamente, visto il punto precedente, quello che non amo è la mancanza di rispetto, i modi chiassosi, la presunzione e le provocazioni.


3 - Nominare almeno 4  Blogger che dovranno rispondere alle 2 stesse domande e informarli del Premio ricevuto.

4 - Elencare le regole del Premio e mostrarne il Logo.

Tra i miei amici di blog parecchi sono stati invitati già a partecipare e hanno anche già pubblicato il loro post, perchè anche stavolta sono arrivata io in ritardo e me ne scuso, ma se non sbaglio ce ne sono ancora alcuni che non sono stati esplicitamente nominati (se poi lo sono stati e io non me ne sono accorta ... pardon!) e secondo me rispondono ai requisiti di cortesia ed educazione che hanno ispirato il premio:

- Gianna, del blog Il bene in noi

- Hermione, del blog Mamma senza rete

- Ale, del Blog di Ale

- Pier, del blog Pier(ef)fect


Un abbraccio a tutti i miei blogamici, sempre :)


sabato 2 febbraio 2019

Il "centro" per ora va avanti

Cara Lilli,

è dall'inizio dell'anno che devo a te e agli amici che mi seguono con affetto, e che ancor di più seguono le evoluzioni del percorso dei miei monelli, un aggiornamento sulla situazione del centro di riabilitazione. Il centro di riabilitazione in cui loro due sono seguiti da sempre, in pratica.

Quel centro che nel corso del 2018, ma in verità già dall'autunno del 2017, non  riesce a trovare pace. Tra sigilli, poi riapertura, poi caos e incertezze siamo arrivati a fine anno scorso che non si sapeva se mai i commissari straordinari avrebbero potuto in concreto salvare il centro stesso.

Centro travolto dalla bufera delle indagini (e ora di un processo) per truffa per ingiusto conseguimento di fondi pubblici, riciclaggio e altri reati simili.

A cavallo tra il vecchio e il nuovo anno c'è stata una svolta positiva: questo per i dipendenti e per i pazienti e i loro familiari è stata una boccata d'ossigeno, proprio quando pareva che le speranze fossero ridotte al lumicino.

C'è stata la nomina di un nuovo presidente (quello vecchio, una volta ricevuto l'avviso di garanzia, si era dimesso dall'incarico nel dicembre del 2017) che è una persona che già dirige un altro centro analogo in Campania, che ha disponibilità finanziaria (cosa indispensabile) e che ha voluto scommettere sulla buona ripresa delle attività e sul risanamento progressivo della situazione.

Così i dipendenti si sono visti accreditare gli stipendi di novembre e dicembre 2017 e della tredicesima sempre del 2017. Ora avanzano soltanto tutte le mensilità del 2018, ecco. Una cosuccia da niente. Ma, ironia a parte, si spera che almeno con il pagamento regolare man mano delle mensilità del 2019 già le cose siano più semplici per loro, che hanno fatto sacrifici in tutti i mesi passati.

Pare, da voci di corridoio, che comunque sia una situazione provvisoria in attesa di conferme. Bisogna cioè vedere come va nei prossimi mesi e si tireranno poi le somme: ci sarà un verdetto definitivo, ecco.

Questa nuova speranza ha fatto sì che siano riprese le prestazioni in modo regolare e che quelli tra i pazienti che si erano visti ridurre le ore di terapia o le avevano perse del tutto (non è stato il caso dei miei monelli, fortunatamente) adesso sono rientrati nel programma  originario. 

Non sto qui a dirti, Lilli, quanto sia importante che il centro non chiuda. E' importante per chi ci lavora e per chi usufruisce delle terapie. E' importante perchè a parte il fatto che è convenzionato con la ASL e questo significa non dover spendere un capitale (il vile denaro... sì, purtroppo anche questo ha un peso per l'economia di una famiglia!) garantisce una continuità terapeutica.

Io so quanto conta per i miei monelli essere seguiti dalle terapiste che ormai li conoscono bene, che hanno instaurato con loro un legame forte, che hanno degli obiettivi da raggiungere a lungo termine e lavorano in quella direzione, giorno dopo giorno.

Lo so e lo vedo, quando la monella ad esempio vive un momento delicato, ha qualcosa che le pesa sul cuore, e se non può fare terapia perchè la neuropsicomotricista è malata la chiama e le parla al telefono, si confida, si confronta. Perchè lei, la terapista, è un punto di riferimento importantissimo.

Questo conta. Contano i rapporti umani, che fanno da terreno fertile per far attecchire le terapie e far sì che portino frutto.

E perciò io continuo a tenere le dita incrociate, Lilli. Perchè nulla è ancora certo, ma si spera che possa esserci un'ulteriore svolta, stavolta definitiva. E positiva, ovviamente.


mercoledì 30 gennaio 2019

Sunshine Blogger Award

Cara Lilli,

chiedo davvero scusa a Sinforosa e Mariella per l'enorme ritardo con cui pubblico questo mio post. Loro sono state così care a pensare a me per questo premio, mentre io ho trascurato abbastanza il mio blog nel mese di gennaio e ho trascurato anche i blogamici.

Oggi però sono qui a ringraziare di cuore, appunto, Sinforosa e Mariella per un premio che è assegnato a chi, con i contenuti del proprio blog, riesce a trasmettere gioia e positività. Quindi non può che farmi piacere riceverlo :)


 

Le Regole per partecipare sono le seguenti:

1 - Ringraziare chi ti ha nominato fornendo il link al suo sito.
2 - Rispondere alle 11 domande.
3 - Nominare altri 11 blogger che dovranno rispondere alle stesse o ad altre 11 domande.
4 - Informare gli 11 candidati commentando un loro post sui Social/ blog o taggandoli.
5 - Elencare le regole del premio e mostrare il logo del sole.


Passo a rispondere alle domande:


1) Di cosa parla il vostro blog e com'è strutturato?
Cara Lilli... (lo si comprende anche dal titolo) è il mio diario virtuale sotto forrma di corrispondenza con un'amica immaginaria, in cui racconto di me, della mia vita da mamma di due monelli speciali, dell'amore per l'uomo della mia vita e delle mie passioni più grandi, come la lettura e la musica, più qualche capatina nel mondo culinario di tanto in tanto, con ricettine semplici come piacciono a me.

2) Passione vuol dire?
Avere voglia di conoscere, capire, fare. Tanto da andare oltre gli ostacoli che la vita ci mette davanti.

3) Che cosa fate per rilassarvi?
Leggo. O ascolto musica.

4) Qual è stato l'ultimo viaggio che avete fatto per piacere?
Ahia... nota dolente. Non considerando l'annuale e rituale vacanzina al mare vicono Paestum di inizio agosto, mi tocca proprio andare indietro nel tempo perchè sto viaggiando molto poco da un bel po'.  

Comunque, è stato (pensa tu) quando ero incinta del monellino, nel settembre 2010: un fine settimana a Viterbo, città che mi piace molto, con marito, monella e il pancino di 5 mesi per il matrimonio di una delle mie più care amiche di sempre. Ero la testimone della sposa, tra l'altro :)

5) Di solito viaggiate soli o in gruppo?
Da sola mi son spostata a volte da ragazza ma sempre per andare poi a trovare amici o parenti sparsi per l'Italia. Viaggi veri e propri in Italia o all'estero li ho fatti  con la famiglia o con la scuola o con amici.

6) Qual è il posto che sognate di visitare da sempre?
L'Africa. Potendo scegliere, il Kenia. Mi ha sempre affascinato il continente nero, fin da piccola.

7) Qual è l'ultimo libro che avete letto?
"Mi vivi dentro", di Alessandro Milan. Terminato ieri sera. Letto d'un fiato in pochissimi giorni, con emozione immensa.

8) Qual è il vostro genere di libri preferito?
Amo particolarmente i gialli e i romanzi fantasy. Ma leggo un po' di tutto. 

9) Quanto e cosa vi piace condividere delle vostre esperienze sui social?
Ho avuto solo il mio blog fino a pochi mesi fa, quando ho deciso ad aprire un profilo su Instagram. Ma sono molto poco social e non condivido mai foto mie o dei miei familiari, solo immagini di luoghi o eventualmente oggetti.

10) Che rapporto avete con il luogo in cui vivete?
Vivo da più di 11 anni in un paese dell'alta Irpinia, trasferendomi dal capoluogo di provincia. Mi piace per la natura che mi circonda, per la realtà più a misura d'uomo in cui mi sono inserita abbastanza bene. Ma non posso fare a meno di riscontrare una certa arretratezza, per servizi offerti, per mentalità... In definitiva, comunque, non mi lamento :)  

11) Cosa vi piacerebbe che venisse valorizzato?
Proprio le bellezze naturali che ci sono intorno, a portata di mano, e che spesso secondo me sono trascurate.


  
Ecco qui, Lilli: finito!

E' stato simpatico rispondere e adesso dovrei passare il premio ad altri blogger ma a causa del mio ritardo nel pubblicare il post ho già visto che ormai in giro tanti miei amici lo hanno già ricevuto e allora non me ne vogliano Sinforosa e Mariella se contravvengo all'ultima regola.

Un abbraccione a tutti! E mi auguro di riprendere presto a essere più presente nella blogosfera.

 

domenica 27 gennaio 2019

La soffitta su Amsterdam

Cara Lilli,

è così difficile dire o in questo caso scrivere qualcosa che non sia già stato detto o scritto in questi ultimi giorni e oggi in particolare sulla Shoa.


Nella Giornata della memoria credo che sia fondamentale la riflessione su come degli orrori di allora ci siano echi mai sopiti. Echi lontani ed echi vicini. Molto più vicini di quanto molti pensano. Echi che parlano tante lingue, che raccontano orrori di ogni genere, vecchi e nuovi, in terra e in mare.

Tapparsi le orecchie per non sentire è ciò che di più terribile possiamo fare. 

E non dobbiamo di certo tapparle ai nostri figli le orecchie, seppur ancora bambini o ragazzini. Perchè è dalla tenera età che vanno formate le coscienze. 

Più saremo a far da cassa di risonanza a quegli echi lontani, per non farli andare perduti, e a quelli vicini, per non far continuare l'orrore,  e più possibilità ci saranno per un futuro meno disumano.


Il mio contributo, oggi, lo prendo in prestito dal quaderno della mia monella, che in prima media ha affrontato il tema della Shoah parlando di Anna Frank e poi con la sua classe è andata ad assistere ad una rappresentazione teatrale (più propriamente un musical) intitolata "LA SOFFITTA SU AMSTERDAM" che narra il periodo in cui la giovanissima Anna ha vissuto con la sua famiglia nascosta in una soffitta per cercare di sfuggire alla deportazione nazista.

PER NON DIMENTICARE, MAI. 

E non aggiungo altro.











venerdì 25 gennaio 2019

Venerdì del libro (280°): WONDY

Cara Lilli,

questo è un momento per me di impegni fuori e dentro casa che mi coinvolgono  ancora più del solito, orari sempre ad incastro, tempo libero che scarseggia, conseguente latitanza dalla blogosfera e voglia di dedicare i (pochi) momenti di relax, specie serali,  quasi esclusivamente alla visione di un film o una buona fiction. O meglio ancora alla lettura.

Appunto. E infatti oggi, complice la neve che ha costretto me e i monelli in casa, sono riuscita a terminare un libro di cui non potevo non scriverti subito.

Ho appena finito di leggere "WONDY. Ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro", di Francesca Del Rosso. Ed è stata un'esperienza diversa da ogni altro libro letto finora, che io ricordi.

Questo post non è una recensione. Voglio solo scriverti come mi sono sentita nel leggere la storia di Wondy. Storia che conoscevo già, ma non approfonditamente. Non narrata da lei stessa.

Fin dalle prime righe del libro Wondy mi ha colpito al cuore. 

Sapere di leggere parole scritte da una persona che non c'è più e che non c'è più proprio a causa di quel maledetto male, del cancro al seno, è stato come entrare in punta di piedi, per non disturbare, in quella che è stata la sua vita, prima e dopo la malattia.

Ma allo stesso tempo è stato un sentirmi accolta, come un'ospite gradito, un'amica a cui si riserva un'attenzione speciale, a cui si fa una confidenza, con cui ci si commuove così come si può sorridere.

La lotta di Wondy non era terminata, quando ha finito di scrivere il libro. E' terminata, purtroppo, un paio di anni dopo. Ma quelle pagine scritte per narrare i primi 4 anni circa dalla scoperta del carcinoma parlano di bellezza: bellezza della vita, dell'amicizia, dell'amore, che sia esso romantico, coniugale, filiale, genitoriale, della natura, dei viaggi. Parlano del coraggio più puro, che non è gridato ma vissuto nelle piccole cose, nella quotidiana convivenza con la malattia. 

La condivisione di quella sua lotta e dei suoi pensieri è stato un vero dono di Wondy. Io l'ho sentito come tale.




I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro di ideato da HomeMadeMamma  li trovi elencati QUI