Cara Lilli,
sono ancora giorni in cui non sto molto al pc. Gironzolo un pò sui blog amici qua e là, ma qui ho scritto poco.
Oggi però voglio condividere con te un pensiero che mi è venuto riflettendo su un fatto successo ieri: da una settimana più o meno ogni pomeriggio (e dico OGNI) ha piovuto. Pur se al mattino c'è stato il caldo, c'è stato il sole, il cielo anche bello sgombro da nubi ecc, in ogni caso da ora di pranzo in poi puntualmente sono arrivate le nuvole grige, poi nere... i tuoni in lontananza, poi sempre più vicini... le prime gocce, a volte rimaste poche e sottili, a volte venute giù più copiosamente e più a lungo.
Ieri stessa storia, inizialmente: mattina col sole e il cielo abbastanza limpido; dalle 13,30 circa in poi un rapido avvicinamento di nuvole.
Ma stavolta qualcosa è cambiato nel copione: invece del brontolio dei tuoni in lontananza che si fa più vicino man mano, c'è stato tutto ad un tratto, così, senza preavviso, un fulmine accecante proprio di fronte alla terrazza del mio soggiorno (e io l'ho visto in diretta perchè guardavo fuori in quell'istante) e in concomitanza un fragore terribile, tale da farmi balzare dalla sedia, letteralmente.
Corrente elettrica saltata, allarmi di automobili nei dintorni che suonano, pioggia scrosciante che un secondo prima non c'era, vento, altri lampi e altri tuoni.
Uno spavento, ti assicuro. Forse il fulmine più potente e il tuono più forte che io abbia visto e sentito (o almeno che io ricordi) in vita mia.
E ha fatto danni anche, pur se non gravi: praticamente il nostro router si è bruciato. E stessa sorte ha avuto il pc del signore che ha un'officina elettromeccanica qui nella palazzina di fianco a casa nostra: saltato tutto, bruciato, defunto.
Allora: avevamo un router di riserva e il problema è stato relativo, anche se mio marito (programmatore informatico di professione, nonchè anche tecnico-elettricista all'occorrenza) ha dovuto lavorare un pò per ripristinare per benino le cose.
Ma ciò che mi ha dato da pensare è stato questo: e se invece di un fulmine fosse stata una scossa di terremoto, di quelle belle forti? Tanto per dirne una.
Io, come ho accennato in più occasioni qui da me ma anche su blog amici, ho vissuto il tremendo, devastante sisma del 23 novembre '80 in Irpinia, quindi so che cosa significa. Ma allora ero solo una bambina di 7 anni, erano gli altri che badavano a me, ci pensarono i miei genitori a mettermi in salvo, a decidere cosa fare.... prima aspettare, poi scendere in strada, aspettare ancora, poi andare al paese di mio papà dove mia nonna aveva una casa a piano unico rialzato che pareva più sicura.
Insomma: mi sono chiesta, Lilli, cosa avrei fatto ieri o comunque cosa farei io davanti ad un'improvvisa emergenza grave? Avrei la calma e il sangue freddo necessari per agire per il meglio? Non sono più una bambina, sono io la madre adesso e ho la responsabilità dei miei bambini (insieme con mio marito, è ovvio).
Sarà la tristezza e il senso di vuoto e di precarietà della vita che ho dentro da quando è crolalto il ponte Morandi a Genova, sarà che in questi giorni la terra trema in Molise e anche altrove... Non lo so.
Ma il pensiero di dover prendere in un rapido momento decisioni importanti e gravi, che coinvolgono anche altre persone che da sole non possono prenderle, mi mette timore.
Di certo sarà il pensiero un pò di tutti, me ne rendo conto. Ma da ieri ce l'ho in cuore molto presente e ho voluto metterlo per iscritto qui, nero su bianco, quasi ad alleggerire un pochino il peso, ecco.
Uno spavento, ti assicuro. Forse il fulmine più potente e il tuono più forte che io abbia visto e sentito (o almeno che io ricordi) in vita mia.
E ha fatto danni anche, pur se non gravi: praticamente il nostro router si è bruciato. E stessa sorte ha avuto il pc del signore che ha un'officina elettromeccanica qui nella palazzina di fianco a casa nostra: saltato tutto, bruciato, defunto.
Allora: avevamo un router di riserva e il problema è stato relativo, anche se mio marito (programmatore informatico di professione, nonchè anche tecnico-elettricista all'occorrenza) ha dovuto lavorare un pò per ripristinare per benino le cose.
Ma ciò che mi ha dato da pensare è stato questo: e se invece di un fulmine fosse stata una scossa di terremoto, di quelle belle forti? Tanto per dirne una.
Io, come ho accennato in più occasioni qui da me ma anche su blog amici, ho vissuto il tremendo, devastante sisma del 23 novembre '80 in Irpinia, quindi so che cosa significa. Ma allora ero solo una bambina di 7 anni, erano gli altri che badavano a me, ci pensarono i miei genitori a mettermi in salvo, a decidere cosa fare.... prima aspettare, poi scendere in strada, aspettare ancora, poi andare al paese di mio papà dove mia nonna aveva una casa a piano unico rialzato che pareva più sicura.
Insomma: mi sono chiesta, Lilli, cosa avrei fatto ieri o comunque cosa farei io davanti ad un'improvvisa emergenza grave? Avrei la calma e il sangue freddo necessari per agire per il meglio? Non sono più una bambina, sono io la madre adesso e ho la responsabilità dei miei bambini (insieme con mio marito, è ovvio).
Sarà la tristezza e il senso di vuoto e di precarietà della vita che ho dentro da quando è crolalto il ponte Morandi a Genova, sarà che in questi giorni la terra trema in Molise e anche altrove... Non lo so.
Ma il pensiero di dover prendere in un rapido momento decisioni importanti e gravi, che coinvolgono anche altre persone che da sole non possono prenderle, mi mette timore.
Di certo sarà il pensiero un pò di tutti, me ne rendo conto. Ma da ieri ce l'ho in cuore molto presente e ho voluto metterlo per iscritto qui, nero su bianco, quasi ad alleggerire un pochino il peso, ecco.