AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

venerdì 3 luglio 2020

Venerdì del libro (283°) : I LEONI DI SICILIA - LA SAGA DEI FLORIO

Cara Lilli,

oggi partecipo all'iniziativa di HomeMadeMamma parlandoti di uno dei libri che ho letto durante il periodo del lockdown:  I LEONI DI SICILIA - LA SAGA DEI FLORIO, di Stefania Auci.

Una lettura che mi è piaciuta e mi ha tenuto compagnia per un po' di giorni, con quella sensazione piacevole di ritrovare quasi degli amici ogni volta che riaccendevo il mio Kindle.

La storia romanzata della famiglia Florio, che nel 1799 si trasferisce dalla Calabria a Palermo e fonda un impero commerciale partendo da una semplice bottega di spezie, ha il sapore delle storie antiche ed il pregio di presentare i personaggi in modo convincente e coinvolgente. 

Tutti, gli uomini, le donne e finanche i bambini (che poi diventano adulti durante la narrazione) lasciano il segno, non fanno mai da semplice comparsa, anche quando non ricoprono un ruolo di primo piano sono ben caratterizzati.

La voglia di riscatto dei fratelli Paolo e Ignazio Florio, così uniti ma anche così diversi tra di loro, il loro essere marito e cognato di una donna, Giuseppina, che per una vita intera non sarà mai veramente felice, neppure come madre di Vincenzo, il quale a sua volta porterà avanti progetti rischiosi e originali che gli daranno fama e ricchezza e al contempo vivrà una particolare e tormentata storia d'amore con Giulia, una donna fuori dal comune, fuori dagli schemi dell'epoca, la sola che poteva mai tenergli testa... tutto viene narrato calandolo nel contesto storico e dipanando le vicende con cura dei particolari e soffermandosi sull'introspezione dei personaggi.

Devo dire che a tratti la lettura diviene un pò lenta, ma non mancano poi mai i punti di svolta, gli avvenimenti che ridanno slancio alla storia e fanno desiderare di sapere come andrà a finire...

Leggendolo, ho avuto l'impressione di avere tra le mani quasi già bella e pronta una sceneggiatura per una fiction: credo che non passerà molto tempo e la realizzeranno, visto anche il grande successo del romanzo.

E io la aspetto fin da ora, perchè sono curiosa di vedere come renderanno sullo schermo i personaggi che ho seguito e amato tra le righe del libro.




I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

venerdì 26 giugno 2020

Lucciole

Cara Lilli,

com'è vero che basta poco, un solo istante a volte, perché riaffiorino ricordi, immagini, sensazioni.

Qualche sera fa, sul tardi, stavo chiudendo le imposte esterne del balcone del soggiorno e con la coda dell'occhio ho visto un luccichio nel buio.

Mi sono girata a guardare meglio. Rieccolo.

E poi di nuovo e ancora. 

Un puntino luminoso intermittente nel buio, a poca distanza da me.

Da quanto,  quanto tempo non vedevo una lucciola, Lilli? Tanto. Troppo. Eppure vivo un po' fuori dal centro abitato, intorno ho alberi, campi, spazi aperti.

Eppure. Quanto tempo? 14 anni, Lilli. Incredibile, ma vero.

È stato un attimo e sono tornata indietro, a quell'agosto diverso da tutti gli altri. A quell'agosto in cui io e il mio amore iniziavano la nostra vita insieme. Tornati dalla nostra luna di miele, da quel viaggio che mai e poi mai avremmo dimenticato e lo sapevamo ed è stato così infatti.

Quell'agosto in cui rientravamo la sera io e lui, dopo una passeggiata, una pizza con gli amici o da soli, mano nella mano, che c'era un pochino di fresco tipico delle sere estive delle nostre zone, l'aria era pulita... 

In quel piccolo parco del paesino dov'era la casa in cui abbiamo abitato un unico anno, il primo anno di noi, c'erano angoli verdi che si illuminavano a intermittenza. Piccoli angoli luccicanti qua e là,  lungo il percorso verso il  cancelletto di casa.

Un incanto.

Incredibile, ma vero. Da allora non avevo più visto una lucciola. 

Capirai allora, Lilli, che meraviglia sia stata per me l'altra sera alzare gli occhi e vederla lì. Solitaria, ma comunque incantevole.

E poi via, ancora più indietro nel tempo... alle estati al mare dei miei anni piccoli, specie in Calabria, a inseguire quei puntini scintillanti, quasi come fossero fatine...

lunedì 15 giugno 2020

Un abbraccio!

Cara Lilli,

come ben sai il mio monello è un coccolone, lo è sempre stato. 

Ha sempre cercato il contatto fisico, anche perchè finchè non ha cominciato ad esprimersi a parole, anche solo con le prime piccole sillabe smozzicate, quello per lui era il canale di comunicazione preferenziale.

E stiamo parlando dei suoi primi 6 anni di vita circa, mica di un giorno.

Premesso questo, volevo raccontarti come può capitare che la vita ti porti in dono qualcosa di bello in modo piuttosto paradossale.

Ci ho pensato quando per la prima volta qualche giorno fa il monello mi è venuto vicino, ha allungato le braccine magrine che ha e con quel suo sorriso delizioso, tenero e furbetto allo stesso tempo, ha esclamato: "Mamma... un abbraccio!"

Piccola grande emozione della sottoscritta.

Perchè lui, pur coccolone, tenerone e via dicendo, finora non aveva mai espresso a parole, esplicitamente, il desiderio di essere abbracciato e di voler abbracciare a sua volta qualcuno.

Ho poi realizzato che è stata la visione di una puntata di un cartone animato a dargli lo spunto. Ma questo è relativo, perchè da qualsiasi parte fosse arrivato, ciò che conta è che lui quello spunto lo abbia colto e poi messo in opera, tradotto in fatti.

E così, paradossalmente, al tempo del coronavirus in cui la regola fondamentale da rispettare è il distanziamento sociale, il mio monello ha imparato a chiedere un abbraccio quando ne sente il desiderio.

Ha scelto il momento, insomma! Ma ciò nulla toglie alla gioia per l'ulteriore passetto avanti, no?

Tutto sta a fargli capire che per adesso deve limitarsi ad abbracciare ancora soltanto mamma, papà e sorellina :)

venerdì 5 giugno 2020

Fase 3

Cara Lilli,

la nostra FASE 3 è iniziata (come per tutti gli altri) mercoledì 3 giugno.

E mentre si riaprivano i confini tra le regioni, noi qui attraversavamo invece un confine più vicino, di minore rilevanza a livello nazionale ma di grande importanza per ciò che ci riguarda: quello tra due piccoli comuni della stessa provincia, per andare nuovamente al centro di riabilitazione neuromotoria.

I monelli dopo 3 mesi hanno ripreso le loro terapie. Psicoterapia la monella, psicomotricità il monello e logopedia entrambi.

Fase 3, il 3 giugno, dopo 3 mesi. Che coincidenza.

Posso dire che è stato un momento particolare perchè, dopo la ripresa delle passeggiate vicino casa, quella di mercoledì scorso è stata la prima uscita in automobile per loro. E ho ben capito cosa provavano guardando come a loro volta guardavano fuori dai finestrini, mentre ripercorrevamo quella strada che da anni abbiamo percorso anche 5 giorni a settimana, come se andassimo al lavoro dal lunedì al venerdì. I giorni attualmente sono 4, ma in ogni caso è la "nostra" strada.

La conosciamo a memoria, eppure sono certa che ha fatto ai monelli lo stesso effetto strano che ha fatto a me: perchè l'abbiamo lasciata in un pomeriggio di fine inverno, spoglia, fredda, e l'abbiamo ritrovata in un sol colpo in un pomeriggio di fine primavera, verde e soleggiata, macchiata di giallo dai tanti cespugli di ginestre disseminati qua e là.

Meravigliose ginestre, care al mio cuore.

E il centro era sempre là, ad attenderci. Uguale, ma diverso. Perchè ora nessuno può entrare se non terapiste e pazienti e anche loro possono farlo solo dopo aver misurato la temperatura, che non deve superare i 37,5°. Si entra dall'ingresso sul davanti ma a fine terapia si esce dal retro, seguendo un percorso a senso unico. Ci si ferma a disinfettarsi le mani nell'atrio. Anche gli orari delle terapie sono tutti sfalsati per evitare assembramenti in entrata e in uscita e per dare modo di igienizzare sedie, scrivanie, maniglie delle porte tra una terapia e l'altra.

L'impatto con le terapiste che sono apparse una alla volta sulla soglia ad accogliere i pazienti, tutte col camice, le mascherine e le visiere, è quello che più mi ha fatto avvertire la differenza tra ciò che era prima e ciò che è adesso.

Temevo, sinceramente, una reazione di sconcerto o addirittura di rifiuto da parte dei monelli. Del monello in particolare, sicuramente più inconsapevole della sorella della reale situazione e del pericolo che c'è stato e che ancora non è passato, con cui ancora dobbiamo convivere. Avevo spiegato ovviamente loro cosa avremmo trovato, che ci sarebbero stati dei cambiamenti, delle regole nuove, delle modalità diverse. Loro avevano ascoltato e detto "Sì, va bene". Ma si sa che tra il dire e il fare...

Possibile che tanti anni di vita vissuta con i miei monelli non mi abbiano insegnato nulla? Cioè: possibile che, nonostante i tanti discorsi fatti a me stessa e le tante esperienze, io ancora tendo a volte a preoccuparmi più del dovuto? E sono quella che vuol vedere le cose in positivo, eh! Eppure ci casco certe volte e mi faccio prendere dal timore, dal dubbio.

Ma loro, i miei figli, molto spesso mi smentiscono. E meno male, direi!

Un pizzico di stupore, sì. Ma poi... "Ciao mamma!" e via, dentro, a far terapia.

Forza, allora, che il cammino riprende.

martedì 26 maggio 2020

La cassetta delle lettere

Cara Lilli,

ricordo quando era assolutamente normale per me dare uno sguardo alla cassetta delle lettere, non dico tutti i giorni ma quasi.

Ricordo me ragazzina e adolescente, soprattutto. Ma anche giovane donna, per un po'.

Avevo corrispondenze molto fitte con amiche e amici, per lo più conosciuti al mare in vacanza, ma non solo. Sono sempre stata una grafomane, chi può saperlo meglio di te? ;)

E la stragrande maggioranza di quelle missive, pensa tu, ce le ho ancora e le conservo gelosamente. Sono parte della mia storia. Ci sono amicizie che negli anni si sono perse, purtroppo. Ma ce ne sono alcune che ancora oggi durano, per fortuna! E che intrattengo attraverso canali più moderni, come posta elettronica, sms e Whatsapp.

Ma... vuoi  mettere il fascino, la bellezza delle lettere cartacee? 

Vuoi mettere cos'era vivere l'attesa, nell'intervallo tra una lettera spedita e una da ricevere... la corsa a vedere se era passato il postino... la delusione, a volte, di trovare la cassetta vuota... la gioia, invece, di trovare una busta da aprire... riconoscere la grafia prima ancora di leggere il mittente e poi quell'attimo di incertezza pensando se era meglio aprire subito, lì nell'androne del palazzo, o se era più bello aspettare qualche istante, salire in casa, sentendo crescere la curiosità e l'emozione di sapere cosa c'era scritto...

Mi manca, tutto questo. Sono un'inguaribile nostalgica, anche se poi non posso e non voglio negare che io apprezzi per tanti versi anche le nuove possibilità che la tecnologia ci dà oggi.

Immagina, quindi, la sorpresa che ho provato l'altra sera quando mio marito tornando dal lavoro è entrato in casa con in mano una lettera.  

Una lettera di carta. 

Non era nè una bolletta nè una pubblicità, che sono praticamente le sole cose che adesso arrivano nella nostra cassetta della posta. Era proprio una lettera.

Riceverla (e leggerla, ovviamente) è stato bellissimo. La persona che l'ha scritta e spedita, indirizzandola a me e mio marito insieme, ci ha fatto un dono speciale davvero. E' una delle persone più care in assoluto che abbiamo nella nostra vita e sa che io, in particolare, amo le sorprese così, per cui non poteva avere idea migliore di questa per dirci quanto bene ci vuole.

Le lettere di carta... che meravigliosa, unica, insostituibile invenzione.


venerdì 22 maggio 2020

Venerdì del libro (282°): CARA LILLI... ora anche in versione cartacea!

Cara Lilli,

oggi dopo tempo immemore (più di un anno!) torno a scrivere un post per seguire l'iniziativa di HomeMadeMamma che è nata tanti anni fa per poter condividere in rete consigli e s-consigli di lettura.

E lo faccio parlando... del mio libro :)

Sì, perchè ora è disponibile anche in formato cartaceo oltre che in ebook e questa cosa mi emoziona molto.

Confesso che quando ho deciso di pubblicare il mio "diario", basandomi sui post scritti riguardo ai miei monelli dal 2012 ad oggi qui sul blog,  avevo pensato solo alla versione digitale, ma sia qui sul blog che fuori varie persone mi hanno spinto a rendere disponibile anche quella cartacea.
Io non sapevo neppure come funzionasse la cosa in tal senso su Amazon, non conoscevo le modalità,  i dettagli del percorso di pubblicazione cartacea.
Mi sono documentata e ho visto che era fattibile più semplicemente di quanto pensassi e infatti mi sono pentita di non averlo fatto subito, fin dall'inizio.
Anche se poi, semplice sì... ma grazie all'aiuto fondamentale di mio marito, che nei giorni scorsi in ogni momento libero pazientemente si è occupato di riprogettare la copertina perché ovviamente per il formato cartaceo si richiede anche il retro, risistemare tutta l'impaginazione interna... ha fatto anche il correttore di bozze aiutandomi a trovare i refusi e gli errori di punteggiatura che c'erano nella prima edizione pubblicata in digitale (a sua volta poi revisionata e corretta).
Insomma: un lavoro di squadra il nostro 💪👍😊 GRAZIE AMORE MIO!
Ora spero che il mio messaggio, ciò che volevo condividere scrivendo il mio diario di mamma dei monelli possa arrivare ad ancora più persone 💙
Colgo l'occasione per ringraziare di cuore chi ha già scaricato il libro in formato digitale e chi ha anche scritto dei post dopo la lettura. Andrò subito a creare una pagina apposita qui sul blog in cui raccoglierò i link degli amici blogger che mi hanno onorata con le loro parole sul mio libro!


https://www.amazon.it/dp/B088XXWL5S/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=
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I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

martedì 19 maggio 2020

Acquisti online

Cara Lilli,

in queste settimane scorse si sa che sono aumentati gli acquisti online, a causa del lockdown.

In famiglia non tanto io quanto mio marito fa ordini su internet da anni regolarmente, specie per ciò che riguarda teconolgia e sport, quindi sono ben abituata a vedere andare e venire corrieri che consegnano pacchi.

Sul finire del 2005, però, ero ancora a casa dei miei genitori e pur avendo il pc e internet, non avevo mai fatto un acquisto online in prima persona. 

Quando mi decisi a provare quest'ebrezza lo feci diciamo con circospezione, iniziando da un acquisto piccino, semplice, nient'affatto importante: l'abito da sposa :D

E già, Lilli. Un esordio col botto, il mio!

A luglio del 2006 dovevo sposarmi, ma se c'è una cosa che non ho mai potuto digerire è la somma esorbitante che si spende per organizzare un matrimonio. E non che non mi piacciano le cose fatte per bene, gradevoli, che diano soddisfazione, che rendano concreti i desideri, che restino nel cuore per sempre. Solo trovo assurdo che ci sia chi addirittura si indebita ( e se anche non si arriva a questo, comunque spende tantissimo) per un pranzo o una cena di nozze nel locale più "in", per le bomboniere esclusive... e per l'abito da sposa.

Mia opinione, eh.

Già nei mesi precedenti avevo fatto una capatina in un negozio di abiti da sposa ma i prezzi mi avevano scoraggiato; avevo visto su appuntamento anche due sarte amiche di mie amiche e quindi che mi avrebbero trattato con un occhio di riguardo per un abito da sposa su misura.

I miei genitori mi avevano detto che, a meno ovviamente di cifre da capogiro, sarebbero stati felici se io avessi trovato l'abito che desideravo pur se un po' costoso. Ma a me proprio non scendeva giù di fargli spendere tanto.

Fu a quel punto che, su suggerimento della moglie di mio fratello, iniziai a farmi un giro su Ebay. E mi trovai di fronte a così tanti abiti da sposa, di ogni foggia, marca, modello, colore.... che mi girava la testa! Nuovi o usati, dall'Italia o dall'estero. C'era da perdersi. 

Ad un tratto, dopo qualche giorno di ricerca, l'occhio mi cadde su un abito. Nuovo con etichetta, della Pronovias, ma della collezione precedente. Quindi in qualche modo già vecchio, sorpassato, secondo loro (ma a me non poteva fregare di meno di che collezione fosse). Messo all'asta da un venditore italiano. 

Color avorio, come piaceva a me. Con spalline larghe e scollo quadrato, proprio come piaceva a me. Con corpetto decorato non eccessivamente e la parte di sotto invece semplice e liscia, leggermente svasata, con giusto un accenno di strascico, come avrei voluto io. Taglia 44, la mia.

Base d'asta: 230 euro.

Mi soffermai a vedere la tabella delle misure, perchè al di là della taglia meglio vedere proprio in cm che dati forniva il venditore. Erano assolutamente compatibili con le mie misure.

Decisi di provare a fare un offerta, senza dirlo a nessuno. Poi ci ripensai e lo dissi a mia madre, la quale lo venne a vedere in foto, davanti, di dietro, i particolari... e come me restò colpita positivamente. Non credevo sinceramente che mi avrebbe però appoggiata in questa cosa, alla fine. E invece mi disse: "E che cosa aspetti? Non lo diciamo a nessuno, neppure a papà per adesso. Resta un segreto tra noi due. Se ti piace tanto e vuoi provare... prova. Male che vada, se non ti sta bene, se da vicino scopri che non è di buona fattura o peggio ancora se è una fregatura proprio e non potessimo avere rimborsi, se pure dovessimo perdere i soldi la cifra è comunque contenuta."

Allora mi decisi: feci l'offerta di 250 euro. E il giorno dopo scoprii di aver vinto l'asta.

Non ti dico l'emozione quando il corriere a distanza di pochi altri giorni mi consegnò il pacco! Ma anche non ti dico l'ansia: lo vidi così piccoletto e mi sembrò così leggero che, ti giuro, per un momento pensai che fosse vuoto o che ci avrei trovato dentro della carta o del polistirolo :D

Ma per fortuna tutto era come doveva essere. Lo provai alla velocità della luce e credimi se ti dico che sembrava essere stato cucito su misura per me. Non un aggiusto da fare, non un millimetro da allargare o stringere. E così fu fino al 17 luglio 2006, quando raggiante come mai lo indossai per andare in sposa all'uomo della mia vita.


Foto privata - vietata la riproduzione


Foto privata - vietata la riproduzione


PS: il velo me lo prestò una delle mie innumerevoli cugine, era il suo e lo aveva prestato già ad un'altra cugina prima di me e l'ha prestato anche ad un'altra dopo di me.... una sorta di tradizione di famiglia, insomma! E, incredibile a dirsi, sembrava essere stato fatto per essere abbinato al mio abito, per foggia e per sfumature di colore del merletto :)))

PS2: sappi, Lilli, che a tutt'oggi sono pochissime le persone a conoscenza di come e dove io abbia acquistato l'abito da sposa... per cui, acqua in bocca ;) :D

venerdì 15 maggio 2020

Ezio Bosso

Cara Lilli,

io non scrivo nulla oggi. 

Bastano queste parole qui:

"Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono."

"La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare."

"La musica è una vera magia, non a caso i direttori hanno la bacchetta come i maghi."

EZIO BOSSO  (13/09/1971 - 15/05/2020)





Anzi, una cosa voglio scriverla: un sorriso così... ma chi se lo aspetterebbe da una persona che si porta addosso una tale sofferenza, un tale peso? E' poesia. E' una lezione di vita.
 
Grazie, Maestro. 
R.I.P. 

lunedì 11 maggio 2020

#Paginediparoleperdute

Cara Lilli,

oggi voglio rispondere all'invito fatto da Pia sul suo blog a scrivere di lunedì...

...<<lettere, messaggi, parole, poesie da spedire o già scritte e mai mandate, per imbarazzo o perché non si è più ritenuta la necessità, o ricevute da qualcuno che voi vogliate indicare o meno. 
Ma anche cose che avete dimenticato e che appartengono al passato o dediche da fare ora, verso chi vi sta più a cuore>>

Il logo e l'hastag scelti da Pia sono questi: 


Tra scrivere qualcosa in un commento lì da lei o pubblicare un post ad hoc sul proprio blog, io ho scelto la seconda opzione e questo lunedì ho ripescato un mio vecchio post che sembra scritto apposta per questa iniziativa di Pia. E te lo ripropongo con emozione grande...


mercoledì 11 aprile 2012
Uno scritto trovato per caso lì dove il tempo si è fermato

Cara Lilli,
permettimi di copiarti uno scritto trovato per caso cercando dei documenti, lì dove il tempo si è fermato. Si tratta di non molte righe, scritte su un mezzo foglio riciclato, anche un po’ strappato male lungo il bordo.
E' stato un tuffo al cuore trovarmelo tra le mani e leggerlo. Mi ha emozionato e commosso. Risale al periodo della mia prima gravidanza, quando ancora non si sapeva il sesso della creatura che portavo in grembo (la monella).
La scrittura è segnata dalla malattia e dal tremore incontrollabile della mano, ma è chiaramente una scrittura a me tanto cara, quella di mia madre...

19 marzo 2007, San Giuseppe - ore 06,30
Il Signore mi consente, dopo parecchio tempo - vari mesi - di scrivere qualcosa...
All'alba, nei giorni scorsi, mi ha accolto il canto armonioso di alcuni uccelli (non so il loro nome) che conversano tra di loro... Mi viene da pensare che lodino il Creatore per il nuovo giorno.. Non può essere che questo il tema perché penetra direttamente nell'anima portandovi letizia...
Intanto all'orizzonte di fronte a me una fascia gialla prende gradatamente colore più intenso, di annuncio del sole, e consola...
Il primo moto è quello di ringraziare per questo balsamo sulle ferite che continuo a portare. E' tempo di sofferenza per tutta l'umanità: occorre accettare e offrire, per non far perdere le grazie legate al dolore accettato e offerto... Il resto lo fa Dio e di certo è dosato secondo le spalle di ognuno. La forza necessaria ci è data nell'attimo presente - né prima né dopo. E tutto si alleggerisce...
Chiedo a San Giuseppe una protezione speciale per tutta la mia famiglia e per ognuno dei miei cari, a partire dal più inerme: il bimbo di Maristella! Perché porti ai suoi genitori la gioia della vita che ancora il Signore dona a chi gliela chiede, gratuitamente.
Intanto un po’ di grigio ha smorzato la luce gialla, ma io l'ho vista e so che è là, in attesa di illuminare chiunque guarda con gli occhi della Fede...

Oggi è giusto un anno che sei partita per il Cielo, mammina mia.
Mi manchi sempre, ogni giorno.
Saresti orgogliosa dei progressi fatti dalla monella...ed io pagherei per sentirti chiamare "nonna Bia" da lei, ora che è in grado di farlo.
Saresti orgogliosa del monellino, che appena appena hai conosciuto, che oramai cammina...e io pagherei per vederlo venirti incontro nel lungo corridoio di casa tua con le braccine spalancate.
Ma tanto lo so che tu ci guardi da Lassù, insieme a papà. Ci credo, perché quella luce di cui tu parlavi l'ho vista anche io in tante albe e so che è là anche se a volte il grigio sembra smorzarla...