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AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

Visualizzazione post con etichetta musica classica. Mostra tutti i post
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giovedì 23 maggio 2019

Immaginaci così...

Cara Lilli,

scrivo questo breve post per rassicurare te e gli amici di blog che dovessero chiedersi come vanno le cose qui dalle mie parti: io e i monelli stiamo bene, siamo sempre di corsa, ancora molto indaffarati tra lo sprint finale dell'anno scolastico, le terapie, le attività sportive e ricreative e per ciò che riguarda me in particolare posso dire di essere molto molto presa a seguire situazioni che non mi coinvolgono in prima persona ma assorbono davvero tante energie, soprattutto mentali.

Il tempo rotola, ecco il punto. E lo sprone per scrivere o leggere è al minimo storico o quasi. 

Ma, in attesa di poter riprendere a gestire e seguire il blog mio e quelli degli altri che mi sono cari, desidero lasciare qui qualcosa che sia segno comunque di gioia e di positività: quando pensi a me e ai monelli, Lilli, immaginaci così.... presi ad ascoltare musica di ogni genere, passione che ci accomuna tutti e tre, e a cantare e quando possiamo a ballare anche ;) :)

E quando dico "musica di ogni genere" intendo proprio in senso letterale, perchè la nostra playlist prediletta di queste ultime settimane racchiude un bel po' di cosette che spaziano di qua e di là

Te ne dò un assaggio...
















PS: per ciò che riguarda l'overture de "Il signor Bruschino" di Gioacchino Rossini chi vuol rinfrescarsi la memoria può andare a dare un'occhiata al mio vecchio post "IL MIO AMICO SIGNOR BRUSCHINO" ... A quanto pare oggi non è più solo amico mio, ma anche dei monelli, che lo adorano! Buon sangue non mente ;) :)


mercoledì 15 novembre 2017

Brahms e le uova "al fuscio"

Cara Lilli,

pochi giorni fa, guardando in frigorifero in cerca di idee per un secondo piatto per pranzo, mi sono imbattuta in uova, sottilette e prosciutto cotto.

E' incredibile come anche cose così semplici, che per altri non hanno valore più di tanto (sono alimenti molto comuni, alla fine!), per te possono essere una finestra da aprire per affacciarti sui ricordi.

Quando il mio papà si metteva ai fornelli era molto spesso per preparare qualche sughetto per condire la pasta oppure delle uova al tegamino. Ma non uova al tegamino qualsiasi: lui le arricchiva con una sottiletta poggiata sopra e le copriva poi con una bella fetta di prosciutto piegata in due.

Erano le sue famose uova al fuscio

Non chiedermi cosa significhi "fuscio" perchè non è ho la più pallida idea. Le aveva ribattezzate così lui stesso.

Sarebbe contento il mio papà di sapere che, dopo un sacco di tempo che non lo facevo, ho cucinato per me un bell'uovo al fuscio l'altro giorno.

E sono certa sarebbe ancora più contento di sapere che da settimane ormai la colonna sonora del tragitto casa-scuola al mattino non è una canzone dello Zecchino d'oro, una sigla dei cartoni animati, una delle altre canzoni da grandi che pure ci sono nel CD che abbiamo in auto e che piacciono ai miei monelli. Niente di tutto questo.  

Ti sembrerà assurdo, ma la monella mi chiede espressamente di ascoltare la "Danza ungherese n°5" di Johannes Brahms: degna nipote di un nonno amante e cultore della musica classica e degna figlia di una mamma (io) che da piccola smetteva di piangere ascoltando L'Overture de Il signor Bruschino di Rossini.  

E anche il monello è coinvolto nell'ascolto e si esalta col crescendo finale.

Proprio oggi, che sono già 8 anni che il mio papà è venuto a mancare, mi fa tenerezza pensare alla gioia e alla piccola-grande soddisfazione che vedrei nei suoi occhi per tutto questo.

UOVO "AL FUSCIO"





venerdì 15 novembre 2013

Il mio amico Signor Bruschino

Cara Lilli,

avrai di certo fatto caso che ci sono fatti, episodi anche piccoli, che ti segnano per sempre, nel bene o nel male.

Passano inesorabilmente gli anni, ma quegli episodi ti restano impressi nell'anima come un marchio indelebile.

Risento nell'aria note di musica classica e rivedo il volto di mio padre, con quel suo sorriso tenero che regalava con parsimonia e che perciò era prezioso, mentre con in mano una matita a mò di bacchetta si improvvisa direttore d'orchestra. 

E rivedo me piccina, tutta riccioli come i miei monelli, apparire da dietro le tende del salotto trasformate in un sipario, accennando passi di danza inventati sul momento.

Non c'era rimedio più efficace di quello per calmare i miei pianti per qualsivoglia motivo e il mio papà lo sapeva bene.

Al bisogno mi prendeva con sè, accendeva il giradischi, metteva su quel buon vecchio vinile che tra i tanti di musica classica io mostravo di prediligire e partiva la scena, sempre la stessa: lui direttore d'orchestra e io ballerina.

E le lacrime per magia si trasformavano in sorrisi. 

Adesso non ho più quel disco in vinile, ma in auto ho un cd con vari pezzi di musica classica tra cui ovviamente spicca quello stesso che tanti anni fa mi regalava serenità e gioia: lo ascolto e mi sento meglio, anche ora che sono adulta, e mi verrebbe pure da danzare se non stessi guidando.

L'overture de Il signor Bruschino di Gioacchino Rossini ha per me un valore immenso. 

Non so perchè mai tra tutti i brani che mio padre, cultore di musica classica, mi faceva ascoltare io lo preferissi talmente tanto da sceglierlo come rimedio anti-tristezza, nonostante fossi solo una bimba di 3-4 anni.

Forse è perchè mi faceva sorridere quel suono insolito degli archetti dei violinisti battuti ritmicamente sul leggìo. 

O forse è solo che io e Il signor Bruschino ci siamo piaciuti e basta, come quando ci si innamora di una persona o la si sceglie come migliore amico e non se ne sa spiegare il motivo perchè è irrazionale.

Grazie papà mio, per avermi fatto questo dono: per sempre, finchè vivrò, l'overture de Il signor Bruschino farà sorridere il mio cuore.

E per questo motivo voglio riascoltarla proprio oggi, che sono 4 anni da che sei volato via e che sento le lacrime affollarsi negli occhi.