AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

Visualizzazione post con etichetta amici a quattro zampe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amici a quattro zampe. Mostra tutti i post

lunedì 20 marzo 2017

Martina

Cara Lilli,

complice di certo la lettura di un libro che parla di animali e di cui poi ti dirò prossimamente, sto pensando tanto alla cagnolina che ha fatto parte della mia famiglia dal 1980 al 1993: una cocker spaniel nera con una macchia bianca sul petto, che arrivò a casa nostra l'11 novembre e dunque chiamammo Martina, rifacendoci al santo del giorno.

Tu in realtà la conosci perchè quando iniziai a scriverti lettere (su carta, all'epoca) lei c'era già e mi è capitato più volte di parlartene, ma magari chi passa dal mio blog sarà contento di sapere qualcosa in più :-)

Avevo 7 anni quando i miei genitori portarono Martina a casa dal negozio di animali Lei aveva appena 33 giorni ed era piccola piccola, stava tutta nelle mani unite "a coppa" di mamma o di papà o perfino di mio fratello che era già adolescente e ricordo quanto fosse tenera quando, appoggiata a terra, seguiva i nostri piedi con andatura incerta.

La prima notte piangeva mugolando nonostante stesse al calduccio sulla brandina che le avevamo preparato con un bella copertina, capimmo che aveva paura del buio e infatti appena accendevamo la luce smetteva e riprendeva appena la spegnevamo. Sembra incredibile, ma bastò comperare una lucina notturna di quelle che si mettono nelle prese della corrente e posizionarla nel disimpegno tra la zona giorno e la zona notte della casa, dove avevamo sitemato la sua brandina, e lei subito riposò tranquilla. Finchè restammo in quella casa (6 anni circa) quello fu il suo angoletto personale. E uno simile fu trovato nella nuova casa, vicino alle camere da letto mia e di mio fratello.

Di lei ricordo la dolcezza, l'affettuosità, la delicatezza della salute (aveva problemi renali e una debolezza a livello bronchiale, come scoprimmo man mano col passare del tempo), l'intelligenza, gli occhi scuri e intensi che sembravano parlare.

Ricordo il suo giochino preferito, un elefantino grigio-celeste di quelli gomma che se li schiacci emettono una sorta di "squittio", che in realtà era un mio giocattolo di quando ero piccina che lei aveva per caso trovato e a cui si era affezionata.

E ricordo di quando un giorno, un paio di mesi dopo che era arrivata a casa nostra, prendemmo uno spavento terribile credendo che fosse scappata (chissà come poi, giacchè vivevamo in appartamento al terzo piano e visto che il portone del palazzo era sempre chiuso) e la cercammo ovunque in casa e anche in strada....finchè dopo almeno due ore buone sentimmo uno strano rumore provenire da sotto il divano letto che era in soggiorno, di quelli col cassetto che poi è un secondo letto...e lei era lì! Era riuscita ad infilarsi passando da un pò di spazio che c'era tra la parete contro cui era accostato il divano e la rientranza in cui era il termosifone sotto la finestra e si era praticamente spalmata tra il materasso del cassetto e la rete soprastante

Noi la cercavamo disperati e lei se la dormiva beata, schiacciata là sotto

Quello divenne da allora in poi uno dei suoi rifugi prediletti. Anche da adulta, infatti, si mantenne piccoletta e snella, nonchè alquanto contorsionista ;-) e perciò si infilava lì sotto il divano quando ad esempio aveva paura di un rumore forte, tipo la notte di San Silvestro con tutti i botti.

Ricordo anche quando un giorno mia madre rimproverò duramente mio fratello perchè non si stava occupando di lei come si era preso l'impegno di fare e per spaventarlo disse che l'avrebbe regalata a qualche amico: Martina era presente, aveva ascoltato e capito il senso del discorso. Sul serio. Tanto che quella sera non toccò cibo e neppure il giorno seguente. E solo quando mia madre se la prese sulle ginocchia e l'accarezzò dolcemente rassicurandola che non era vero, che non l'avremmo mandata via, che sarebbe rimasta con noi per sempre, lei corse a mangiare tutto e lucidò la ciotola!

Ricordo poi come gradiva la frutta, la mela in particolare. Come amava correre per le scale, con un'agilità incredibile. Come russava quando era raffreddata. Come si faceva stritolare di abbracci. E come le scappava la pipì quando era felice o emozionata, cucciolotta!

Martina ci ha donato tanto amore, come solo gli amici a quattro zampe sanno fare. E chi ha avuto o ha animali domestici sa di cosa parlo e può capire cosa abbiamo provato tutti noi della famiglia quando, dopo 13 anni da che era arrivata tra noi, è venuta a mancare...