Cara Lilli,
oggi seguo l'iniziativa di HomeMadeMamma parlandoti di un romanzo che ho letto lo scorso mese dietro suggerimento di Aleja: LA MOGLIE DELL'UOMO CHE VIAGGIAVA NEL TEMPO di Audrey Niffenegger.
Già la stessa Paola di HomeMadeMamma ne aveva parlato tempo fa e se non sbaglio anche qualche altra partecipante al VdL, così ero curiosa di leggerlo e di scoprire se anche questo, come altri libri o film basati sui viaggi nel tempo o comunque sulle vite parallele (temi che sempre ho amato), mi sarebbe piaciuto.
Il mio responso a fine lettura è che gli dò la sufficienza, non di più, perchè mi è piaciuto...a metà. Cioè, mi ha in parte deluso, pur partendo da una premessa ottima per i miei gusti: quella di un uomo (Henry) che è affetto da disturbo genetico che lo fa sparire di tanto in tanto dal suo presente per trovarsi catapultato nel suo passato o nel suo futuro, ogni volta nudo e con la nausea e il vomito, trovandosi a volte in presenza del se stesso dell'epoca in cui è "atterrato". In uno di questi viaggi conosce la bambina (Clare) che poi nel futuro sarà sua moglie e si lega a lei già da allora.
Certo la fantasia e la capacità di far combaciare perfettamente tutto il quadro di eventi che si intrecciano tra diversi piani temporali sono un merito che va riconosciuto alla Niffenegger.
Un merito che rischia però poi di diventare un difetto quando il modo di raccontare si fa a tratti un pò confusionario, troppi andirivieni nel tempo con dei capitoletti piccoli che a volte mi sono parsi superflui e mi distoglievano dalla storia vera e propria. Anche se alla fine tutto combacia, come dicevo.
La mia delusione è dovuta probabilmente al fatto che il personaggio di Clare non mi ha entusiasmato. Mi è parsa un pò insipida, per usare un termine assai poco tecnico. Sottomessa ad un destino segnato e perciò senza grande personalità. Probabilmente ciò è dovuto al fatto stesso che fin da bambina si è sentita svelare che nel futuro avrebbe sposato quell'uomo così strano, affascinante e che le appariva di tanto in tanto. Resta comunque un personaggio che secondo me avrebbe potuto avere maggiore spessore.
Il modo di scrivere dell'autrice, che è moderno e ricco di dialoghi, non mi dispiace, anche per la particolarità che vede i capitoli narrati in parte in prima persona da Henry, in parte da Clare. Però anche qui ho una nota da fare: non che io sia una bacchettona, ma ci sono delle cadute di stile che credo si sarebbero potute evitare, se non altro perchè le vedo poco adeguate al contesto e al tipo di racconto.
Ecco, in definitiva posso dire che questa storia avrebbe potuto emozionarmi e coinvolgermi di più, mentre mi ha lasciato un pò freddina, a parte qualche passaggio degno di nota, tipo nel finale: la malinconica tenerezza di una donna anziana che attende da anni un preannunciato incontro con il suo grande amore, la descrizione di un attimo desiderato e sognato a lungo, l'immagine di una testa imbiancata, di un volto segnato dal tempo che si prepara a vivere un'emozione profonda...non potevano lasciarmi indifferente.
Su anobii gli ho assegnato 3 stelle.
Credo che cercherò il film che ne hanno tratto, magari potrebbe per una volta piacermi più del libro...chi lo sa.
Già la stessa Paola di HomeMadeMamma ne aveva parlato tempo fa e se non sbaglio anche qualche altra partecipante al VdL, così ero curiosa di leggerlo e di scoprire se anche questo, come altri libri o film basati sui viaggi nel tempo o comunque sulle vite parallele (temi che sempre ho amato), mi sarebbe piaciuto.
Il mio responso a fine lettura è che gli dò la sufficienza, non di più, perchè mi è piaciuto...a metà. Cioè, mi ha in parte deluso, pur partendo da una premessa ottima per i miei gusti: quella di un uomo (Henry) che è affetto da disturbo genetico che lo fa sparire di tanto in tanto dal suo presente per trovarsi catapultato nel suo passato o nel suo futuro, ogni volta nudo e con la nausea e il vomito, trovandosi a volte in presenza del se stesso dell'epoca in cui è "atterrato". In uno di questi viaggi conosce la bambina (Clare) che poi nel futuro sarà sua moglie e si lega a lei già da allora.
Certo la fantasia e la capacità di far combaciare perfettamente tutto il quadro di eventi che si intrecciano tra diversi piani temporali sono un merito che va riconosciuto alla Niffenegger.
Un merito che rischia però poi di diventare un difetto quando il modo di raccontare si fa a tratti un pò confusionario, troppi andirivieni nel tempo con dei capitoletti piccoli che a volte mi sono parsi superflui e mi distoglievano dalla storia vera e propria. Anche se alla fine tutto combacia, come dicevo.
La mia delusione è dovuta probabilmente al fatto che il personaggio di Clare non mi ha entusiasmato. Mi è parsa un pò insipida, per usare un termine assai poco tecnico. Sottomessa ad un destino segnato e perciò senza grande personalità. Probabilmente ciò è dovuto al fatto stesso che fin da bambina si è sentita svelare che nel futuro avrebbe sposato quell'uomo così strano, affascinante e che le appariva di tanto in tanto. Resta comunque un personaggio che secondo me avrebbe potuto avere maggiore spessore.
Il modo di scrivere dell'autrice, che è moderno e ricco di dialoghi, non mi dispiace, anche per la particolarità che vede i capitoli narrati in parte in prima persona da Henry, in parte da Clare. Però anche qui ho una nota da fare: non che io sia una bacchettona, ma ci sono delle cadute di stile che credo si sarebbero potute evitare, se non altro perchè le vedo poco adeguate al contesto e al tipo di racconto.
Ecco, in definitiva posso dire che questa storia avrebbe potuto emozionarmi e coinvolgermi di più, mentre mi ha lasciato un pò freddina, a parte qualche passaggio degno di nota, tipo nel finale: la malinconica tenerezza di una donna anziana che attende da anni un preannunciato incontro con il suo grande amore, la descrizione di un attimo desiderato e sognato a lungo, l'immagine di una testa imbiancata, di un volto segnato dal tempo che si prepara a vivere un'emozione profonda...non potevano lasciarmi indifferente.
Su anobii gli ho assegnato 3 stelle.
Credo che cercherò il film che ne hanno tratto, magari potrebbe per una volta piacermi più del libro...chi lo sa.
<< Quand'ero
piccola attendevo con ansia di vederlo. Ogni sua visita era un evento. Adesso
ogni assenza è un non evento, una sottrazione, un'avventura di cui sentirò
parlare quando il mio avventuriero si materializzerà ai miei piedi, sanguinante
o fischiettante, sorridente o scosso dai brividi. Adesso, quando se ne va, ho
paura.>>
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