AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

venerdì 11 aprile 2014

Venerdì del libro (170°): SIDDHARTA

Cara Lilli,

oggi aderisco all'iniziativa di HomeMadeMamma in modo un pò anomalo perchè ti propongo un libro che ho letto tanti anni fa: il famosissimo SIDDHARTA, di Hermann Hesse.

Questo venerdì del libro è anomalo nel senso che a dire il vero le sensazioni provate all'epoca di questa lettura non sono più tanto chiare e presenti in me. Però ho un motivo particolare per proporti questo romanzo proprio oggi: la copia che ho io mi è ricapitata tra le mani pochi giorni fa (mai nulla accade per caso) e reca questa dedica: 

"A Maristella, figliolina cara e impagabile...dalla sua mamma"

Mia madre amava questo libro e me lo regalò senza che ci fosse qualche particolare ricorrenza da festeggiare. Ci teneva che lo leggessi. E io lo lessi. Però devo dire che forse ero ancora immatura, giovincella, e seppure non mi dispiacque lo trovai comunque un pò pesante.

Adesso sento il desiderio di rileggerlo, con una maturità e consapevolezza diverse dalla prima volta. E infatti mi dedicherò a questa rilettura a breve.

Perdonami quindi se non ti parlerò nello specifico del libro in questione come invece faccio sempre quando scrivo un post del venerdì. Questa settimana ho preferito fare in questo modo, citare un libro anche se non sono in grado di discorrerne a dovere.

Oggi sono esattamente 3 anni che mia madre non c'è più. Mi è sembrato bello ricordarla così, parlando di qualcosa che amava. E poi è a lei (insieme a mio padre) che devo la passione per la lettura.

Magari ti riparlerò di Siddharta più in là, se me la sentirò.

Oggi va bene così.




(Dalla quarta di copertina)

Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione".



 I suggerimenti di questo venerdì del libro su altri blog li trovi elencati QUI


mercoledì 9 aprile 2014

Monella...pragmatica

Cara Lilli,

immagina la scena: lunedì scorso, io e la monella nello studio medico, al centro di riabilitazione neuropsicomotoria dove porto lei e il monello per le terapie di psicomotricità e logopedia.

Foniatra: "Monella, ora che ho sentito come sai leggere bene e come hai migliorato la pronuncia delle letterine, vuoi farmi vedere un pò anche come scrivi?"

Monella: "No!" (Ovvio. Risponde sempre così, di prassi, al primo tentativo)

Foniatra: "Su! So che sei diventata brava con lo stampatello!"

Monella: "No!" (Ma nel frattempo afferra la penna un pò nervosamente, inizia a cedere)

Foniatra: "Dai, scrivi sul foglio come ti chiami!"

Monella: "Ufff...mmm...grrr" (inizia a scrivere, ancora contrariata ma oramai decisa ad accondiscendere alla richiesta) 

"COME TI CHIAMI"

:-)))

Scritto bello grande e senza che le si dettasse lettera per lettera.

Al che il foniatra ha sorriso e poi mi ha detto: << E' la pragmatica del linguaggio. Come se io dicessi a qualcuno "Ciao, io sono Pasquale e tu?" e questo rispondesse "Io no!">>.

Insomma: la monella è pragmatica, che vuoi farci. Non sa ancora andare al di là del significato letterale delle frasi. Però almeno ha scritto correttamente, "h" compresa!

E' già qualcosa.

lunedì 7 aprile 2014

Quale "ventaglio" è meglio?

Cara Lilli, 

forse ricorderai un mio post risalente a circa 3 anni fa (ero ancora sulla piattaforma di Virgilio) in cui ti presentavo un buonissimo e originale rustico: il cosiddetto "VENTAGLIO" delle sorelle Simili (due note cuoche).

L'avevo all'epoca scoperto su un blog di cucina (Zasusa) che poi ho appurato nel frattempo che è stato rimosso. Comunque, mi venne bene e da allora l'ho replicato varie volte, sempre con successo.

Dato che domani desidero prepararlo nuovamente, ho deciso di sottoporre a te e achi passa di qui un quesito più che altro di ordine estetico.

Ti spiego: a volte l'ho fatto bello preciso, simmetrico; altre volte invece l'ho fatto in modo più disordinato, meno rifinito. Il ventaglio, intendo. 

Il gusto è sempre ottimo, ma una versione si può dire sia più elegante, l'altra più rustica.

Ecco due foto per fare un confronto:



VERSIONE PIU'...ELEGANTE

VERSIONE PIU'...RUSTICA


 A te la parola Lilli, dunque. E a chiunque altro voglia darmi la propria opinione, naturalmente.

Quale "VENTAGLIO" è più bello?



PS: come dicevo prima, il blog di Zasusa non esiste più però lei ha postato la ricetta con le sue foto della preparazione passo passo anche su "Petit Chef", quindi chi vuole può andare a vedere il tutto QUI. E' meno difficile di quello che sembra, se ce l'ho fatta io ce la può fare chiunque ;-)


venerdì 4 aprile 2014

Venerdì del libro (169°): L'UOMO VESTITO DI MARRONE

Cara Lilli,

è di nuovo venerdì ed io seguo la consueta iniziativa di HomeMadeMamma parlandoti di una mia recente lettura: L'UOMO VESTITO DI MARRONE di Agatha Christie.

Il mio amore per il genere poliziesco è cosa nota, così come quello per il fantasy, e quindi non ti meraviglierai se di tanto in tanto torno a parlarti dei quella che è definita la Regina del giallo, una delle mie autrici preferite in assoluto.

Stavolta ho scelto di leggere un romanzo in cui la Christie non ha inserito nessuno dei due personaggi che l'hanno resa famosa nel mondo (Hercule Poirot e Miss Marple) e devo dire che il piacere della lettura è stato comunque grande.

L'uomo vestito di marrone mi è piaciuto perché ho ritrovato in esso le doti di fine psicologa e di grande creatrice di trame ad incastro perfetto tipiche di questa scrittrice. Ma mi è piaciuto anche perché ho riscontrato un che di diverso dal solito, una nota di leggerezza in più, se così posso esprimermi, rispetto a quando sono in scena i su citati famosissimi personaggi.

Ciò sarà forse dovuto alla protagonista del libro, Anne Beddingfield, che è una simpatica e intelligente ragazza, figlia di un antropologo. Dopo la morte del padre si trova, inizialmente suo malgrado  e poi per scelta, coinvolta in un caso di omicidio che non sembra trovare soluzione. In lei si fa largo lo spirito d'avventura, la voglia di investigare e di provare nuove emozioni.

Imbarcatasi su una nave diretta in Sud Africa, vivrà effettivamente un'avventura, tra pericoli e scoperte interessanti. E sarà lei stessa a narrarla in prima persona, cosa che rende molto coinvolgente e genuino il racconto.

La Christie però mostra anche un altro punta di vista al lettore, inserendo qua e là degli stralci di un diario tenuto da un altro personaggio, il ricco Sir Eustace Pedler, membro del Parlamento inglese, che viaggia sulla stessa nave e che è coinvolto nelle indagini essendo il proprietario della villa in cui è avvenuto il delitto.

Sullo sfondo di intrighi e misteri c'è anche lo spazio per i sentimenti, con un amore apparentemente impossibile date le circostanze in cui nasce e si sviluppa.

E naturalmente il finale è di quelli che ti lascia stupito ma anche ammirato per la maestria dell'autrice, che sa creare il colpo di scena senza cadere nell' inverosimile.

Insomma: una lettura davvero piacevole, anche per chi magari non predilige particolarmente il genere poliziesco perché, lo ripeto, questo romanzo è molto scorrevole e reca l'impronta della sua protagonista, giovane e intuitiva, con un pizzico di incoscienza e di romanticismo.



 I suggerimenti di questo venerdì del libro su altri blog li trovi elencati QUI


mercoledì 2 aprile 2014

Giornata Mondiale della consapevolezza dell'autismo - Ocho pasos adelante

Cara Lilli,

mentre ti scrivo la mia monella è sul suo letto e legge ad alta voce un libretto cartonato che riassume la storia di Pinocchio. E poco fa scriveva sulla lavagnetta magica i nomi dei suoi compagni di classe.

"Che c'è di strano?" potrebbero chiedersi in tanti. Lei ha 6 anni e 7 mesi e i bambini di quest'età normalmente sanno leggere o almeno stanno imparando. E lo stesso vale per lo scrivere.

Ma lei fino a 4 anni e 4 mesi non parlava. E fino a settembre scorso, a 6 anni compiuti, si rifiutava categoricamente di prendere in mano una penna o anche solo di colorare.

Quando tua figlia ha un disturbo dello spettro autistico non tutto è scontato. 

Dietro alla scena di lei che legge una storiella e scrive qualcosa c'è tanto lavoro, c'è un percorso terapeutico lungo più di 4 anni e ci sono un sacco di altre cose. 

Timore, incredulità, smarrimento, consapevolezza, tristezza, decisione, rinunce, gioia, soddisfazione, dubbi, sensi di colpa, sconforto, perseveranza, scoperte meravigliose, di nuovo gioia...

E' un'altalena di emozioni, una storia in continua evoluzione che non consente soste, bisogna andare avanti. Sempre.

Ed è importante iniziare il viaggio al più presto.  

Consapevolezza, probabilmente, è la parola chiave.  

Succede che a volte, nonostante l'esperienza, si rischia di ritardare la partenza. Stava capitando anche a me, a noi, con il monello. Anzi, per certi versi è capitato.

L'incredulità, il desiderare che tutto fosse normale avendo già il nostro bel da fare per la monella, il manifestarsi con tempi e modi in parte diversi del disturbo...tutto questo ha fatto sì che ci siamo mossi con meno prontezza. Ma anche con lui alla fine siamo partiti.

Consapevolezza, dicevo.

Consapevolezza di ciò che significa autismo, di ciò che comporta, di ciò che si può fare. Consapevolezza che questa è una problematica ancora poco conoscuta, a dispetto delle statistiche che parlano di 1 bambino su 80 colpito da disturbi dello spettro autistico.

Non a caso da sette anni a questa parte è stata istituita dall'ONU la "Giornata Mondiale della consapevolezza dell'autismo", che si celebra proprio oggi, 2 Aprile.

I miei monelli hanno questo tipo di disturbo. E sono belli come il sole. Sono il mio impegno a volte davvero gravoso, sono la mia sfida continua, sono la mia gioia. Sono la mia vita.


Immagine presa dal web



       " Se tutta la società fosse informata,

        se gli insegnati sapessero,

        se i dottori e i terapisti sapessero,

        se il vicino di casa sapesse

        come dovrebbe comportarsi un bimbo a 18 mesi,

        cosa dovrebbe fare effettivamente e tipicamente,

        e che se non vediamo questi comportamenti

        ci dovremmo preoccupare

        già solo con questo

        staremmo 8 passi avanti..."





Nota: grazie a Letizia, Una mammetta pasticciona, per avermi fatto conoscere questo video.