Cara Lilli,
eccomi qui a partecipare all'iniziativa di HomeMadeMamma parlandoti di un'autobiografia letta il mese scorso: OPEN - La mia storia, di Andre Agassi e J. R. Moehringer.
Due premesse importanti e tra di loro concatenate: normalmente non amo le autobiografie, ma per questa ho fatto uno strappo alla regola; e il suddetto strappo alla regola l'ho fatto perchè il tennis è lo sport che ho amato di più insieme al calcio nei mie anni giovani.
Era molto tempo che mi dicevo che dovevo leggere questo libro, ho trovato recensioni in giro per il web che mi spingevano a farlo e poi anche proprio Paola di HomeMadeMamma (qui) e se ben ricordo anche altri partecipanti al VdL ne hanno parlato sui loro blog.
(Nota del 22/10/2016: e infatti! C'è la recensione di Mamma Avvocato, qui)
(Nota del 22/10/2016: e infatti! C'è la recensione di Mamma Avvocato, qui)
L'attesa prolungata ha man mano fatto crescere in me le aspettative, come ben immaginerai, e questo poteva rischiare di rovinarmi la lettura. Ma così non è stato, per fortuna! Il libro mi è piaciuto, infatti.
La storia di Andre Agassi mi ha spiazzato per certi versi, mi ha fatto pensare, mi ha invaso l'anima di malinconia, mi ha fatto emozionare, mi ha fatto fare un tuffo nel passato, mi ha fatto conoscere anche un pò i retroscena di un mondo che pur amando conoscevo solo dal di fuori.
Può uno dei più forti tennisti del XX secolo dichiarare di odiare il tennis? Odiarlo, si. Perchè Agassi ha vissuto la sua carriera di sportivo professionista in un'eterna lotta tra ciò che avrebbe voluto fare e ciò che doveva fare. Costretto fin da bambino dal padre ad allenarsi ore e ore con un enorme drago sparapalline, designato (più che destinato) ad essere il numero uno del tennis mondiale, senza se e senza ma di sorta.
Non voglio stare qui a raccontarti tutta la storia ma ti assicuro che, se a leggerla è una persona che ha seguito il tennis di quegli anni (l'ultimo quarto del XX secolo nello specifico, più un pizzico di anni 2000), non può non restarne coinvolta e sconvolta anche. Per i metodi dispotici del padre, per i tentativi di ribellione finiti quasi nel momento stesso in cui iniziavano, per la genialità e sregolatezza di questo atleta, per tutto ciò che celava nel cuore, per i pensieri e le riflessioni sulla vita, per come il destino sembra aver messo lo zampino nel suo lieto fine sentimentale con la collega Steffi Graf, dopo un giovanile matrimonio presto fallito con l'attrice Brooke Shields.
Mi preme sottolineare che incide la conoscenza e la passione per mondo del tennis di quel periodo (ma magari anche un pò in generale) perchè ci sono lunghi tratti del libro dedicati a incontri disputati, tennisti nominati di continuo, riferimenti ai tornei e a tutto il mondo del tennis, come è logico.
Tra le recensioni lette ho trovato chi afferma che si può apprezzare il libro a prescindere da questo, mentre io invece lo trovo possibile solo in parte. Nel senso che la vita di Agassi è così imprescindibilmente fusa col tennis che per un lettore totalmente estraneo all'argomento temo che il libro possa risultare piuttosto lento e ripetitivo in certi casi e quindi un pò noioso. Ma è solo la mia opinione, naturalmente :)
PS: Agassi mi era simpatico e tennisticamente parlando tifavo anche un pò per lui, ma il mio idolo era lo svedese Stefan Edberg, per il suo talento, il suo inimitabile gioco di volo e la sua innata eleganza dentro e fuori dal campo da tennis...e anche perchè lo trovavo un bel giovanotto, inutile nasconderlo ;)
I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI
