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Visualizzazione post con etichetta Gianni Rodari. Mostra tutti i post
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giovedì 30 gennaio 2014

Il malatino

Cara Lilli,

da ieri il monello di casa ha la febbre. Un bel febbrone direi, visto che ieri pomeriggio il termometro segnava 39,2! Oggi va un pò meglio, poco fa aveva 38,2 però temo salirà nel pomeriggio.

All'asilo in questi giorni mancano parecchi bimbi per questo motivo, quindi era ben facile che anche il mio si ammalasse. Si sa come funziona, no?

Vedere però come reagisce il mio monello al suo essere malato mi ha fatto pensare. E ricordare.

Ci sono stati giorni in un tempo passato in cui ero io la piccola di casa ad avere il febbrone. Me ne stavo buona buona nel lettino, almeno quando la temperatura era alta (ma anche no!) e mi godevo le cure e le coccole della mia mamma: il doppio cuscino per stare comod; una bambola o un libretto a portata di mano; la TV piccola, in bianco e nero, che veniva trasferita dal soggiorno in camera mia e poggiata sul cassettone per consertirmi di guardare qualche cartone animato se mi andava e se non avevo troppo mal di testa. 

E sul comodino c'era sempre una scorta di vitamina C: arance e mandarini non mancavano mai, insieme all'acqua e ai ginevrini (hai presente quelle pastiglie di zucchero tutte colorate?).

In contemporanea con questo ricordo mi è tornata in mente anche una filastrocca di Gianni Rodari davvero deliziosa (ma quale delle sue non lo è?) che rispecchia perfettamente l'immagine di me malatina:

IL MALATINO (Gianni Rodari)

Filastrocca del bimbo malato,
con il decotto, con il citrato,
con l'arancia sul comodino,
tagliata a spicchi in un piattino.
Per tutti i mali di testa e di pancia
sul comodino c'è sempre un'arancia,
tra un confetto ed un mentino
per consolare il malatino.
Viene il dottore, «Vediamo cos'è»,
e ti fa dire trentatré.
Poi di sera viene la sera,
viene la mamma leggera leggera,
e succhiando la sua menta
il malatino s'addormenta.

Che strano effetto fa il tempo che passa, eh? I ricordi, anche quelli non proprio piacevoli, come quelli appunto dei giorni di malattia, tendono a perdere la loro negatività per far emergere solo il lato tenero degli eventi, quello che ci fa piacere ricordare e di cui abbiamo nostalgia...noi piccini, la nostra mamma che ci coccola e ci accudisce, quel senso di sicurezza e di protezione che si sprigiona anche semplicemente dal suo essere presente... 

Bello. Bello. Bello.

Va senza dire che col mio monello non se ne parla neppure di stare a letto. A stento è stato steso sul divano quando il febbrone era alto, ma giusto perchè voleva dormire un pò. Poi subito oplà! in piedi a fare quasi come se niente fosse. Con i cosiddetti sette spiriti. Per la gioia di mamma e papà, specie la sera tardi...!!!

Che dire...non esistono più i malatini di una volta ;-)


venerdì 21 giugno 2013

I venerdì del libro (136°): LA FRECCIA AZZURRA

Cara Lilli,

oggi è il solstizio d'estate...e si sente: che caldooooo!!!

Ma è anche venerdì e tu sai che il venerdì qui da me si parla di libri, seguendo l'iniziativa di HomeMadeMamma. Non che io non ne abbia parlato già abbastanza in questi giorni...lo so eheheh ;-) ma ho da proporti una lettura davvero speciale: LA FRECCIA AZZURRA di Gianni Rodari.

Io ho un'edizione economica che uscì in allegato con un numero de L'Unità nel 1990, l'aveva presa mio padre che era un grande estimatore di Rodari. Nelle pagine finali della brossura c'è anche una sezione dedicata ad alcune bellissime filastrocche.

Incredibile a dirsi, fino alla scosa settimana non avevo ancora mai letto questa favola!! Meno male che mi sono decisa, così ora posso dirti che la consiglio a tutti (ma proprio tutti!).
Infatti, come ogni libro di questo autore, anche "La freccia azzurra" non fa eccezione: è una piccola perla, una favola scritta per i bambini ma che anche i grandi possono leggere con vero piacere, immergendosi nelle atmosfere meravigliose che Rodari sa creare.

I protagonisti sono i giocattoli che si trovano nella vetrina del negozio della Befana (una Befana un pò diversa da come la immaginiamo sempre noi...qui è perfino un pò nobile, "quasi baronessa"!!!) e un bambino, Francesco, che desiderebbe con tutto il cuore ricevere il 6 gennaio il bellissimo trenino elettrico che dà il nome al libro. Ma Francesco è povero e la sua mamma non ha i soldi per pagare alla Befana quel regalo, così che fanno i giocattoli, mossi a pietà per il tenero piccino sfortunato? Decidono di fare un ammutinamento e di scappare dal negozio per andare tutti da lui!!

La storia è deliziosa e durante il tragitto del plotone di giocattoli, fatto nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per le strade innevate della città, le cose andranno un pò diversamente da come loro avevano preventivato, ma dopo piccole e grandi (dis)avventure renderanno felici non solo Francesco ma più bambini e anche quella Befana un pò burbera rivelerà il suo buon cuore!

Insomma: un Rodari D.O.C., un mix di tenerezza, sorrisi e un pizzico di commozione insieme al cane di pezza Spicciola, al Capitano Mezzabarba, al Pilota Seduto, alla Bambola Nera, all'Orso Giallo e tanti altri personaggi simpaticissimi.


Immagine presa dal web
  

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