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Visualizzazione post con etichetta Glenn Cooper. Mostra tutti i post
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venerdì 14 marzo 2014

Venerdì del libro (167°): La trilogia della BIBLIOTECA DEI MORTI

Cara Lilli,

ad inizio anno ti ho parlato (QUI) di un libro di Glenn Cooper (Il calice della vita) che non mi aveva del tutto convinto. 

Come ti preannunciai allora, ho poi letto la trilogia che ha reso famoso questo scrittore, quella della BIBLIOTECA DEI MORTI, e te ne voglio parlare un pò oggi, seguendo l'iniziativa di HomeMadeMamma.

I tre romanzi in questione sono: "LA BIBLIOTECA DEI MORTI", "IL LIBRO DELLE ANIME", "I CUSTODI DELLA BIBLIOTECA".

Parto col dirti che nel complesso la lettura mi è piaciuta abbastanza e mi ha intrigato di certo più che nel caso de Il calice della vita.

Ciò che mi è piaciuto davvero è l'idea che è alla base della storia, quella cioè di un archivio segretissimo situato nella super blindata base militare denominata Area 51, in Nevada, costituito da migliaia e migliaia di libri coi fogli in pergamena  e scritti con inchiostro e calamaio, su cui sono annotate le date di nascita e di morte di tutte le persone del mondo, a partire dall'anno 777 fino all'anno 2027.

Ora: perchè l'elenco delle date si interrompe proprio al 2027? E, soprattutto, che succederebbe se l'umanità intera venisse a conoscenza di questo archivio immenso? Il problema diviene pressante quando nel 2009 un serial killer comincia a terrorizzare la popolazione di New York inviando cartoline alle vittime designate indicando la loro data di morte e firmandosi "Doomsday" (Giorno del giudizio).

A seguire il caso sono chiamati il detective dell'FBI Will Piper, prossimo alla pensione, e la giovane agente Nancy Lipinsky.

Va senza dire che i due saranno coinvolti in situazioni rocambolesche, pericolosissime e drammatiche, e che il loro rapporto si rinsalderà col passare del tempo e con lo scorrere degli eventi.

Will Piper è l'anti eroe-galantuomo, è brusco, permaloso, presuntoso, ha un debole per le donne (e non si fa altro che ricordarlo al lettore a ogni piè sospinto), non riesce mai ad essere fedele ad una sola. Però è un buon detective, questo sì.

Questo dovrebbe dare alla storia una connotazione un pò diversa dal solito, in quanto spesso e volentieri i buoni dei thriller sono onesti, senza macchia e senza paura e così via. Però ribadisco che l'autore ha secondo me calcato troppo la mano in questo senso. E il troppo, si sa, storpia.

Posso anticiparti che in tutti e tre i romanzi sono presenti diversi piani temporali, perchè i fatti narrati non si limitano al presente ma vanno a scavare nel passato, in epoche diverse.

Di sicuro è stato temerario (oddio, forse esagero!) Cooper a voler far figurare nei suoi libri personaggi storici di spicco (quali Churchill e Truman) e farli trovare coinvolti nella storia del ritrovamento e della conservazione della straordinaria Biblioteca. La conseguenza è che eventi storici di rilevanza mondiale, che hanno fatto la Storia (quella reale e con la ESSE maiuscola), vanno a ricondursi proprio a quella Biblioteca e a ciò che essa rappresenta...

A parte queste note, avrai capito che non racconterò molto delle vicende che si snodano man mano nei tre volumi, per il semplice fatto che un thriller è tale se c'è suspance e se dunque ti sto a dire pur per sommi capi ciò che accade toglierei il gusto della lettura a chi vuole tuffarsi in questa trilogia.

Quello che ti ho scritto fa parte più che altro del primo volume. Nel secondo e nel terzo tutto è così concatenato al primo che non posso svelare nulla. 

Va però sottolineato che Cooper ha fatto in modo di inserire una sorta di riassunto delle puntate precedenti nel secondo e nel terzo volume. Secondo me, comunque, è sempre meglio leggere tutto dall'inizio alla fine, seguendo l'ordine prestabilito.

Insomma, questo mio post-one serve a dire che questa trilogia ha delle buone potenzialità, però a mio avviso non è un capolavoro: è eccessivamente stiracchiata tanto da riservare poche sorprese nel vero finale (cioè alla fine del terzo volume) e lo stile di Cooper continua a non convincermi del tutto, non mi regala vere emozioni, quelle che vanno al di là dei meri colpi di scena.







I suggerimenti di questo venerdì del libro su altri blog li trovi elencati QUI

venerdì 17 gennaio 2014

Venerdì del libro (160°): IL CALICE DELLA VITA

Cara Lilli,

per aderire anche questa settimana all'iniziativa di HomeMadeMamma ti parlo di un libro avuto in regalo per Natale da mio fratello e immediatamente letto negli ultimi giorni del 2013: IL CALICE DELLA VITA di Glenn Cooper.

Ti dirò subito che non mi ha convinto. Non mi ha convinto per più motivi e te li andrò brevemente a spiegare.

La storia è legata alla ricerca del Santo Graal, ossia il calice usato da Gesù nell'Ultima Cena, oggetto avvolto nel mistero e divenuto una leggenda per i cristiani ma non solo. 

La cosa mi aveva intrigato molto inizialmente perchè mi piace questo tipo di temi.

Leggendo man mano il romanzo, invece, ho perso interesse perchè le vicende narrate mi sono parse alquanto banali. Salta all'occhio che la ricerca di un oggetto di tale importanza e valore, ricerca risultata vana per secoli, diviene tutt'ad un tratto semplice e veloce. Troppo semplice e troppo veloce.

Il protagonista maschile (un giovane manager con la passione per la Storia,  che pare discenda addirittura da Rè Artù) e la protagonista femminile (una bella francese che di professione fa il fisico in un famoso laboratorio che studia le particelle della materia) ci impiegano davvero poco a rimettere a posto i tasselli del mosaico che svela dove si trova il Graal.

La narrazione è anche scorrevole, lo ammetto, ma resta ad un livello superficiale, senza approfondire la psicologia dei personaggi, lasciandoli così senza infamia e senza lode, come si suol dire.

Non mi sono affezionata a nessuno di loro, non è scattata quell'immedesimazione che coinvolge il lettore e lo tiene incollato alle pagine del libro.

Uno spunto originale l'ho forse trovato nella figura di Nehor, un uomo del tempo di Gesù, che è a sua volta protagonista, pur apparendo pochissimo nel libro.

Ma la cosa più negativa a mio avviso è che il finale è piuttosto prevedibile: il colpo di scena non c'è stato (almeno non per me) e anzi ti dirò che mi ha ricordato addirittura il film "Indiana Jones e l'ultima crociata" in tanti particolari, pur con ambientazione e modalità differenti.

In effetti quel film di Indiana Jones mi piace, Lilli, non posso negarlo. Adoro il personaggio interpretato da Harrison Ford, è un mito della mia adolescenza. Ma come posso spiegarti.... Ecco: è diverso guardare un film che palesemente è di genere avventuroso-fantastico con una buona dose di ironia e divertimento, dal leggere invece un romanzo che dovrebbe assomigliare più ad un thriller. 

O forse no. Forse ho sbagliato io ad affrontare la lettura di questo libro convinta che avrei trovato più suspance, tensione, intrigo. Magari dovevo immaginarmi una storia più leggera.

Resta il fatto che nel complesso "Il calice della vita" non mi è parso gran che. E questa rimane la mia personale opinione, naturalmente.

Ho voluto comunque concedere a Glen Cooper una seconda chance e proprio in questi giorni sto leggendo la trilogia che gli ha dato la notorietà (quella de "La Biblioteca dei Morti") e quando l'avrò terminata ti dirò che ne penso.




"Santo cielo, Andrew, ti decidi a dirmi di cosa si tratta?"

Dopo una pausa ad effetto, l'altro chiese: "Ti piacerebbe trovare il Graal, figliolo? Trovarlo veramente, intendo?"

Arthur sorrise. "Conosci già la risposta."

"Bene. Perchè, se ho ragione, il Graal ha il tuo nome inciso sopra. Ritengo che si possa rinvenire davvero, ma avrò bisogno del tuo aiuto."


I venerdì del libro di oggi su altri bolg li trovi elencati QUI.



AVVISO IMPORTANTE: nel fine settimana, cioè sabato 18 e domenica 19 gennaio 2014, il mio racconto "LA CHIAVE DI TUTTO" sarà in promozione e si potrà scaricare gratuitamente dal Kindle store di Amazon!

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