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Visualizzazione post con etichetta Philippe Noiret. Mostra tutti i post
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venerdì 6 ottobre 2017

Venerdì del libro (255°): POESIE DI UNA VITA

Cara Lilli,

questo venerdì per partecipare all'iniziativa di HomeMadeMamma ti propongo qualcosa di diverso dal solito: una raccolta di poesie.

Non sono molti i libri di poesie che ho in casa mia (uno è questo di Stevenson), per cui sono felice che un collega di mio marito che si è recentemente sposato abbia pensato a una bomboniera originale e bella: una raccolta di versi di Pablo Neruda intitolata POESIE DI UNA VITA, con testo spagnolo a fronte, edita da Guanda.

Gli sposi hanno personalizzato i volumi donati agli invitati con una dedica che poi è una citazione dal bellissimo film "Il postino" con l'indimenticabile Massimo Troisi e un mostro sacro di bravura come Philippe Noiret nei panni del poeta cileno, appunto. Film tratto poi dall'altrettanto bellissimo romanzo "Il postino di Neruda", di Antonio Skàrmeta.

Mario (il postino): "La poesia non è di chi la scrive: è di chi gli serve!" 



(Scusami Lilli, ma non sono riuscita a trattenermi dall'inserire il video di quella scena del film!)

Sfogliando le pagine di POESIE DI UNA VITA e leggendo quei versi che spaziano come tematiche dall'amore, agli ideali politici, alla natura... mi sono incantata.

La forza e l'intensità delle parole di Neruda sono pari alla loro leggerezza e delicatezza, paradossalmente.

Niente di meglio che dartene un assaggio...difficile scegliere, ma ecco qui:


"L’età ci copre come la pioggerella,
 
interminabile e arido è il tempo,

una piuma di sale tocca il tuo volto,

un gocciolio ha consumato il mio vestito:

il tempo non distingue tra le mie mani

o un volo d’arance nelle tue:

morde con neve e piccone la vita:

la vita tua che è la vita mia.

La vita mia che ti ho donato si riempie

d’anni, come il volume di un grappolo.

Ritorneranno le uve alla terra.

E persino là sotto il tempo continua ad esistere,

ad aspettare, a piovere sulla polvere,

avido di cancellare persino l’assenza."

 


I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

venerdì 10 gennaio 2014

Venerdì del libro (159°): IL POSTINO DI NERUDA

Cara Lilli,

torna la rubrica del venerdì del libro promossa da HomeMadeMamma e ho deciso di parlarti subito del primissimo libro letto in questo 2014: IL POSTINO DI NERUDA di Antonio Skàrmeta.

Era tanto tempo che desideravo leggerlo, avendo visto (e rivisto e rivisto ancora e ancora) e amato il film di Michael Radford del 1994 (Il postino) tratto appunto da questo romanzo.

Apro una parentesi: la prima volta che ho visto il film è stato al cinema, appena uscì nelle sale, ed ero con i miei genitori. Ho un ricordo meraviglioso di quel momento, ci emozionammo tutti e tre molto nel vedere sullo schermo il volto scavato ed espressivo di Massimo Troisi (il postino) che era morto proprio appena finite le riprese del film. Per non parlare dello straordinario Philippe Noiret nel ruolo di Neruda.

Chiusa parentesi.

Ho potuto così finalmente appurare che il film è stato per certi aspetti molto fedele al libro, ci sono dialoghi interi che sono stati ripresi parola per parola. L'ambientazione invece è differente, perchè mentre nel film il grande poeta cileno Pablo Neruda è esiliato su un'isola italiana e lì conosce il postino Mario, che ha almeno una trentina d'anni, nell'originale (ossia nel libro di Skarmeta) tutto è ambientato in Cile e il postino è un diciassettenne. Anche il finale è differente (ma non lo svelerò!).

Comunque, il libro è bellissimo e l'ho apprezzato per la sua intensità lieve, cioè per il suo essere denso di emozioni e sentimenti ma espressi in modo delicato e con semplicità, suscitando spesso un senso di tenerezza che tocca il cuore.

Il rapporto speciale tra il postino e Don Pablo, l'accostarsi del ragazzo alla poesia, la storia d'amore tra Mario e la giovane Beatriz, gli avvenimenti storico-politici sullo sfondo: tutto è narrato in maniera tale da far sentire il lettore accanto ai personaggi, come se li accompagnasse pagina dopo pagina nelle loro vicende.

Lo consiglio davvero a tutti, dunque. Non è neppure lungo, tra l'altro: si legge piuttosto rapidamente, ma ti lascia una traccia dentro l'anima.


"Don Pablo" dichiarò solennemente. "Sono innamorato".
Il vate usò il telegramma a mò di ventaglio, e prese a muoverlo davanti al mento. "Bene", rispose, "non è tanto grave. C'è rimedio".
"Rimedio? Don Pablo, se c'è rimedio, io voglio rimanere ammalato. Sono innamorato, perdutamente innamorato."
La voce del poeta, tradizionalmente lenta, questa volta parve lasciar cadere due pietre, anzichè parole. "Contro chi?"
"Don Pablo?"
"Di chi, insomma?"
"Si chiama Beatriz".
"Dante, accidenti!"
"Don Pablo?"
"C'era una volta un poeta che si innamorò di tale Beatrice. le Beatrici suscitano amori sconfinati."
Il postino sfoderò la sua Bic, e con essa si grattò il palmo della sinistra.
"Che fai?"
"Mi segno il nome del poeta. Dante".


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