Cara Lilli,
arrivo da te sbadigliando e stiracchiandomi, dopo un pisolino pomeridiano.
Sì sì: proprio un pisolino, hai letto bene.
Questo pomeriggio piovoso mi ha sorprendentemente portato in dono un'oretta di sonno accoccolata sul divano, con il monello a sua volta addormentato, abbracciato alle mie gambe.
Da quanto non mi capitava? Un secolo. Eppure oggi è andata così. Niente corse dopo pranzo al centro di riabilitazione, perchè il martedì terapia la fa solo la monella e lei oggi non c'è. Mio marito è al lavoro. La casa è tutta mia e del monello, nel silenzio rotto solo dal ticchettio della pioggia fuori, che ora è lieve dopo il gran temporale che c'è stato un paio di ore fa.
E' dolce quella sensazione di torpore che ti prende, mentre ti rilassi pian piano, sapendo che per un pò puoi anche startene lì a non far nulla. E se anche c'è in effetti sempre qualcosa da fare in una casa, alla fine si può anche rimandare di un pochetto e non casca il mondo.
C'è ancora del tempo finchè tornerà la monella e bisognerà andare a prenderla in piazza, dove arriverà col pullman della scuola. Ma sai una cosa? Pregusto già quella sensazione di attesa, non nervosa ma anzi piacevole, mentre con le altre mamme e i papà butteremo un occhio all'orologio e uno alla strada che arriva dalla provinciale e ci diremo che ormai staranno per spuntare, che il messaggio della rappresentante di classe diceva che erano a pochi minuti da lì...
Poi... la classica ressa davanti alle porte del pullman, i piccoli gitanti festosi e anche un pò stanchi magari, che scendono dalla scaletta e cercano con lo sguardo chi è venuto a prenderli... la monella che di certo vorrà subito un abbraccio e mi dirà come sempre: "Mamma, togli i capelli dalla guancia!" perchè vuol darmi un bacio.
Lei che, nonostante le difficoltà dovute in parte al suo carattere e in parte al suo disturbo, va da anni ormai da sola (senza di me, intendo) a feste e gite, superandosi con grande volontà sempre, perchè i posti nuovi e ciò che è fuori dalla sua routine quotidiana le mettono ansia, così come la confusione e il chiasso la disorientano tanto da portarla spesso a reagire a sua volta strillando o piangendo.
Ma lei parte e va, comunque. Perchè al di là di tutto vuol bene ai suoi amichetti e alle maestre e desidera stare con loro, anche se deve combattere con queste paure e queste sensazioni che la agitano e che la vorrebbero far chiudere nel suo guscio e vorrebbero frenarla. Ma lei ci prova, con tutta se stessa, ad andare oltre. E di solito ce la fa, pur con qualche inciampo.
Lei ogni giorno, nel suo piccolo, insegna a me che sono la sua mamma che l'importante non è non inciampare mai, ma sapersi rialzare e rimettersi in cammino.
E così anche la telefonata di oggi della sua maestra, a ora di pranzo, che mi dice: "Tutto a posto, Monella ha strillato solo un poco, in un momento di intervallo in cui c'era un pò troppo caos. Ma poi si è subito calmata e ora va tutto bene!", è accolta con soddisfazione.
Perchè tutto è relativo, come dico sempre io: quel "ha strillato solo un poco" che nel caso di un bambino senza particolari problematiche avrebbe di certo allarmato la mamma, nel caso della mia monella ha il sapore di una piccola-grande conquista :-)
Intanto ha smesso del tutto di piovere, Lilli. E il monellino mi ha raggiunto qui al pc, stropicciandosi gli occhi, tutto ancora assonnato. Possiamo goderci un altro poco di tranquillità, io e lui...