Cara Lilli,
è così difficile dire o in questo caso scrivere qualcosa che non sia già stato detto o scritto in questi ultimi giorni e oggi in particolare sulla Shoa.
Nella Giornata della memoria credo che sia fondamentale la riflessione su come degli orrori di allora ci siano echi mai sopiti. Echi lontani ed echi vicini. Molto più vicini di quanto molti pensano. Echi che parlano tante lingue, che raccontano orrori di ogni genere, vecchi e nuovi, in terra e in mare.
Tapparsi le orecchie per non sentire è ciò che di più terribile possiamo fare.
E non dobbiamo di certo tapparle ai nostri figli le orecchie, seppur ancora bambini o ragazzini. Perchè è dalla tenera età che vanno formate le coscienze.
Più saremo a far da cassa di risonanza a quegli echi lontani, per non farli andare perduti, e a quelli vicini, per non far continuare l'orrore, e più possibilità ci saranno per un futuro meno disumano.
Il mio contributo, oggi, lo prendo in prestito dal quaderno della mia monella, che in prima media ha affrontato il tema della Shoah parlando di Anna Frank e poi con la sua classe è andata ad assistere ad una rappresentazione teatrale (più propriamente un musical) intitolata "LA SOFFITTA SU AMSTERDAM" che narra il periodo in cui la giovanissima Anna ha vissuto con la sua famiglia nascosta in una soffitta per cercare di sfuggire alla deportazione nazista.
PER NON DIMENTICARE, MAI.
E non aggiungo altro.







