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AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

domenica 26 febbraio 2017

Plumcake alla menta variegato al cioccolato

Cara Lilli,

oggi è domenica e un pò per tradizione più ancora che negli altri giorni della settimana credo che a tutti faccia piacere un bel dolcetto. Se poi è preparato in casa, genuino e facile da fare...meglio ancora ;-)

Dunque eccoti qui un plumcake che ho sfornato appunto oggi, dedicato a chi ama l'abbinamento menta-cioccolato (da me già provato in passato con la ormai collaudata Torta After Eight). Ingredienti e dosi stavolta me li sono sistemati io sulla base dell'esperienza e posso dire che è venuto buono e soffice! 

L'unica cosa è che il gusto della menta si avverte abbastanza bene ma "visivamente" il verdino è un tenue e allora la prossima volta metterò 6 cucchiai di sciroppo di menta invece di 5 (nella ricetta che ora ti scrivo infatti troverai già questa dose...futura!)


- Farina 00 gr 250

- Zucchero gr 80

- Burro gr 60

- 1 uovo

- Latte ml 150

- Sciroppo di menta 6 cucchiai

- Cioccolato fondente gr 50

- 1 bustina di lievito per dolci

- Granella di zucchero (facoltativa)


Montare l'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso, incorporarvi il burro ammorbidito, poi il latte. 

Aggiungere a pioggia la farina e il lievito mescolando bene.

Dividere il composto in due parti: in una aggiungere lo sciroppo di menta, nell'altra cioccolato fondente fuso a bagnomaria o nel microonde.

Imburrare e infarinare uno stampo da plucake, quindi versarvi prima il composto con la menta, poi quello con il cioccolato.

Se piace, spargere sulla superficie un pò di granella di zucchero. 

Infornare a 180° per 35 minuti circa (fa fede sempre la prova-stecchino!)

Ed eccolo il mio plumcake, anche se, come dicevo sopra, il colore verdino è tenue e in foto poi appare ancora più slavato, mannaggia...ma il gusto è buonissimo, tranquilla :-) 






Buon appetito, Lilli!


domenica 19 febbraio 2017

(Ri)comincio da...TRE

Cara Lilli,

mi permetto di prendere spunto dal titolo di un famoso film di Massimo Troisi per il mio piccolo, semplice ma importante post di oggi. 

Perchè si: questo titolo, leggermente riadattato come puoi notare dall'uso delle parentesi tonde, calza a pennello. A chi? Al mio monello, ecco a chi!

Perchè c'è chi (ri)comincia da uno e chi invece, a sei anni ormai compiuti da circa due mesi e con al suo attivo svariati suoni e sillabe ma pochissime paroline di senso compiuto, preferisce (ri)cominciare da tre.

In questi ultimi giorni...

Io: "Tesoro di mamma, su forza contiamo: uno, due e ..."

Monello: "TRE!"

Eh, già: lui non sa dire nè uno nè due, ma TRE gli esce benissimo, chiaro e tondo.

E allora è da qui che (ri)cominciamo!

:-)

venerdì 17 febbraio 2017

Venerdì del libro (243°): IL SENTIERO DEL BOSCO INCANTATO

Cara Lilli,

oggi partecipo all'iniziativa di HomeMadeMamma con un romanzo che purtroppo ha deluso abbastanza le mie aspettative: IL SENTIERO DEL BOSCO INCANTATO, di Rosmund Hodge.

Mi dispiace che si tratti del libro di Natale di quest'anno (o meglio dell'anno scorso), ossia il regalo che mio fratello dal 1988 mi fa trovare sotto l'albero, sempre di genere fantasy. E' una tradizione che oramai conoscono anche le pietre :)

Mi dispiace perchè quasi sempre mi sono piaciuti i libri di Natale del mio fratellone, quale più, quale meno. Ma stavolta la storia non mi ha proprio coinvolto, nonostante le premesse fossero buone.

Ecco la sinossi ufficiale:

<< Proteggilo. Difendilo. Ma non innamorarti di lui.

All’età di quindici anni, Rachelle era la migliore allieva di sua zia: aveva appreso le arti magiche e proteggeva il villaggio dalla magia nera. Ma la sua natura impavida la portò ad abbandonare il sentiero sicuro e a inoltrarsi nel bosco, per poter liberare una volta per tutte il suo mondo dalla minaccia dell’oscurità eterna. L’incontro proibito non diede i risultati sperati, e Rachelle fu costretta a fare una scelta terribile che la legò a quello stesso Male che aveva sperato di sconfiggere. Tre anni più tardi, Rachelle ha messo la sua vita al servizio del Regno, combattendo creature mortali nel vano tentativo di espiare la propria colpa. Quando il re le ordina di proteggere il figlio Armand, l’uomo che lei odia con tutta l’anima, Rachelle riesce a farsi aiutare proprio da lui a trovare la spada leggendaria che potrebbe salvarli. Insieme, i due compiranno un viaggio pericoloso attraverso l’opulenza e le insidie delle élite di corte, dove non possono fidarsi di nessuno. Inaspettatamente alleati, Rachelle e Armand scopriranno l’esistenza di pericolosi, giganteschi complotti e magia occulta… e un amore che potrebbe essere la loro rovina. All’interno di un palazzo maestoso costruito su ricchezze incredibili e segreti pericolosi, riuscirà Rachelle a fermare l’arrivo di una notte senza fine? >>

Quello che anche mi attirava era che l'autrice si fosse ispirata per scrivere questo romanzo alla fiaba di Cappuccetto Rosso. Una sorta di rivisitazione in chiave fantasy con un pizzico di horror, direi. Ma il risultato, leggendo, non mi ha convinto affatto.

A parte che i richiami alla fiaba sono davvero pochi, più che altro all'inizio, il fatto è che la storia non mi è parsa fluida, anzi l'ho trovata a tratti contorta, ci sono passaggi poco chiari e lenti, a fronte poi di scene di violente lotte sanguinose, che non hanno mai creato in me comunque una vera tensione. Mi sapeva un pò di già letto, ecco.

Il personaggio di Rachelle, per di più, non mi ha ispirato nè simpatia, nè antipatia, nè altro tipo di sentimento...e questo mi sa che è un pò il nodo della questione:  se la protagonista non mi ha toccato, in positivo o in negativo che sia, è chiaro che tutta la sua storia poi non mi abbia coinvolto gran che.

Questa autrice ha scritto già un altro libro in precedenza, Bellezza Crudele (Cruel Beauty), un best seller ispirato alla fiaba de La Bella e la Bestia. I due romanzi fanno parte di una serie, ne seguono infatti altri due (che se non erro non sono ancora editi in Italia). Comunque, le storie tra loro sono totalmente autonome stando a ciò che ho trovato in rete, quindi c'è libertà nella scelta dell'ordine di lettura senza problema in tal senso.

Io però non penso che leggerò Bellezza Crudele o poi in futuro gli altri due romanzi. Se lo stile è il medesimo, non sono nelle mie corde.

Poi naturalmente se vai a cercare troverai recensioni molto positive, critiche favorevoli. Ma si sa, è il bello della diversità: ogni lettore è un caso a sè, io ne sono sempre più convinta :) 





I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI


martedì 14 febbraio 2017

I "miei" Sanremo

Cara Lilli,

so che ti sembrerà strano leggere un post come questo oggi, visto che il Festival di Sanremo è finito da tre giorni oramai... 

Ma in effetti proprio ora che è un pò passato il grosso polverone sollevato come ogni anno dal Festival, posso arrivare io non per parlare della gara appena finita (ne hanno già dette di cotte e di crude, in tutte le salse, dappertutto!) ma per tuffarmi nei ricordi dei Festival del passato.

Quando ripenso ai Sanremo della mia infanzia, adolescenza e giovinezza ho come dei flash...

1982: il primo anno in cui, ancora bambina, riuscii a stare sveglia fino alla proclamazione del vincitore, Riccardo Fogli con "Storie di tutti i giorni". Fu bellissimo aspettare sul divano trepidante pur se assonnata con mamma, papà e mio fratello!

1983: "L'italiano", di Toto Cutugno, brano che credo tutti almeno una volta nella vita abbiamo cantato :-) giunse quinto nella classifica ufficiale, ma successivamente si vocon le schede del Totip e ci fu un plebiscito in suo favore;

1985: un giovanissimo Luis Miguel, che faceva impazzire le ragazzine, arrivò secondo con "Noi, ragazzi di oggi", e Claudio Baglioni intervenne per cantare "Questo piccolo grande amore" decretata la canzone del secolo;

1986: un giovane Luca Barbarossa cantò "Via Margutta" e mi fece battere il cuore;

1989: la conduzione traballante dei 4 "figli di..." nel senso di figli di personaggi famosi ;-) Rosita Celentano, Paola Dominguin, Gianmarco Tognazzi e Danny Quinn. Credo che non si siano mai sentite e viste tante papere come in quell'edizione :D  

1990: "La nevicata del '56", di Mia martini, un brano di un'amara dolcezza infinita, mi incantò letteralmente;

1991: "Spalle al muro", di Renato Zero, come tutte le canzoni che affrontano il tema della vecchiaia, mi commosse;

1992: la pausa di 25 secondi in assoluto silenzio degli Aeroplanitaliani, a metà del loro brano rappato "Zitti, zitti (il silenzio è d'oro)", lasciò tutti un pò interdetti; 

1993: "Notte bella, magnifica" di Amedeo Minghi passò quasi inosservata ma a me piacque moltissimo;

1994: nelle Nuove proposte arrivarono quarta e settima le giovani Irene Grandi e Giorgia, rispettivamente con "Fuori" ed "E poi", ma si intravedeva già un radioso futuro per loro :-)

1995: i Neri per caso con "Le ragazze", cantata interamente a cappella, irruppero e vinsero nelle Nuove proposte.

...

E potrei continuare ancora per un pò, Lilli, ma temo di annoiarti.

E tu? Che ricordo hai dei Sanremo del passato? 

:-)


P.S. del 15/02/2017: 1992...l'intrusione del disturbatore detto "Cavallo pazzo" sul palco, intanto che Pippo Baudo dava il benvenuto al pubblico, trascinato via con la forza mentre gridava《Questo festival è truccato! E lo vince Fausto Leali!!》...cosa che non fu, perché vinse Luca Barbarossa con "Portami a ballare ".