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AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

mercoledì 30 novembre 2016

Pesciolini

Cara Lilli,

e chi lo avrebbe detto? Non ho più due bambini per figli bensì due...pesciolini :-)

Lei, la pesciolina più grande, ha avuto sempre abbastanza timore dell'acqua (è timorosa un pò in tutto, diciamocelo...) ma grazie prima alle lezioni di acquaticità fatte due anni fa e poi alle lezioni in gruppo con la sua classe dallo scorso anno, cioè dalla terza elementare, ora ha acquistato fiducia e, pur non avendo ancora imparato a nuotare senza supporti galleggianti, sta in acqua alta, fa dei tuffi, fa intere vasche avanti e indietro anche sul dorso, usa finalmente gli occhialini e immerge anche la faccia nell'acqua quando occorre... 

Molto del merito va a lei e alla sua forza di volontà, certo, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e in questo caso diamo a J. quello che è di J. : il giovane istruttore che segue la classe della monella ha avuto la sensibilità, la pazienza, l'intelligenza per capire la monella e prenderla per il verso giusto; l'ha spronata, seguita passo passo, sgridata se necessario, le ha parlato a quattr'occhi ogni volta che lei manifestava ansia o si agitava...e l'ha premiata quando ha visto dei buoni risultati.

Dovevi vedere gli occhi brillanti di gioia della monella quando la scorsa settimana è tornata dalla piscina esclamando: "Ho ricevuto una bella sopresa, un regalo!". L'istruttore J. le ha donato una simpaticissima cuffia a forma di pesciolino, gialla a righe nere, con tanto di pinnetta sopra :-) e questo piccolo gesto l'ha resa felice e l'ha fatta sentire gratificata, con tutti gli effetti benefici che ne derivano.

Basta poco a volte, non trovi? Eppure non tutti lo capiscono, non tutti sono come J., che poteva benissimo limitarsi a fare il minimo indispensabile e lasciare che la monella sguazzasse nella piscina bassa, avendo già tutti gli altri bambini della classe a cui badare, senza doversi scervellare su come coinvolgerla e come aiutarla a superare le sue paure.

Invece lui ci ha messo passione e impegno e il sorriso della monella che si è tuffata in piscina con la sua nuova cuffia-pesciolino l'ha ricompensato di certo!

E il monello? Lui ora si che è un altro bel pesciolino :-)

Perchè dopo i primi 4 mesi di TMA (Terapia Multisistemica in Acqua) in cui non si rifiutava del tutto di andare, ma certo non collaborava gran che e comunque arrivava sempre piangendo, da alcune settimane ha cambiato atteggiamento: non più lacrime, anzi desiderio di entrare in acqua; non più tipo "cozza avvinghiata allo scoglio" con la sua terapista-istruttrice, ma più sicuro di sè anche solo col tubo galleggiante o la tavoletta. E più sorridente e collaborativo, anche nelle soste a bordo piscina tra una traversata e l'altra, studiate per dargli modo di aumentare i tempi di attesa e di restare allo stesso momento in relazione con la terapista, grazie a piccole attività ludiche.

Da un mesetto gli abbiamo anche preso una muta azzurra e celeste a mezze maniche e mezza gamba e ora è più rilassato di certo perchè soffriva un pò il freddo, specie nell'ultima parte della lezione. Che carino che è quando la indossa!

Sono contenta, Lilli, per tutto questo. E spero che i miei pesciolini impareranno presto anche a nuotare sul serio...il che, al di là degli aspetti  strettamente terapeutici, è una cosa bella e importante già di per sè ;-)


venerdì 25 novembre 2016

Venerdì del libro (237°): LE COSE CHE NON SO DI TE

Cara Lilli,

è di nuovo venerdì e io partecipo all'niziativa di HomeMadeMamma parlandoti di un romanzo che ho letto recentemente proprio grazie al suggerimento dato in precedenza da Paola di HomeMademamma: LE COSE CHE NON SO DI TE, di Christina Baker Kline.

Un libro che mi ha fatto scoprire una realtà che ignoravo e di cui forse si parla poco, quella dei "treni degli orfani" che nell'America della seconda metà dell'800 e poi nei primi decenni del '900 trasportavano bambini orfani, appunto, da una città all'altra in cerca di una sistemazione presso famiglie che in realtà spesso cercavano più dei lavoranti in erba che non dei figli. 

Una bambina irlandese emigrata con la famiglia negli Usa in cerca di fortuna poco prima della Grande Depressione del 1929, rimasta poi orfana affronta la trafila del viaggio su uno di quei treni e del passaggio da una famiglia affidataria ad un'altra, tra fatiche, privazioni, umiliazioni e prove durissime prima di trovare una certa serenità.

E' lei, Vivian, che alla veneranda età di novant'anni stringerà un'amicizia particolare con Molly, un'adolescente ribelle e stravagante, che condivide con lei la storia di un'infanzia difficile e dei vari tentativi falliti di trovare una famiglia affidataria. 

Il racconto del loro incontro e delle vicende personali di Molly si alterna con quello dell'infanzia e della giovinezza di Vivian, in un fluire di emozioni che devo dire all'inizio non mi avevano coinvolto tantissimo ma che si son fatte sempre più vive e percepibili con lo scorrere delle pagine.

La tenerezza di quest'amicizia che fa bene al cuore di entrambe le protagoniste è il nucleo del romanzo ed è anche la chiave di svolta per le loro vite, in special modo per Vivian, che troverà il coraggio di affrontare un punto oscuro del suo passato.

Un libro che mi è piaciuto quindi, pur se ho due note da fare: mi ha lasciato un pò perplessa la scelta dell'autrice di scrivere in prima persona i capitoli in dedicati all' infanzia e alla giovinezza di Vivian e in terza persona quelli del presente diciamo, quindi della storia di Molly e dell'incontro di questa con Vivian. Forse è stata proprio questa differenza che all'inizio mi ha fatto vivere in modo un pò più distaccato la lettura dei capitoli su Molly. 

L'altra nota è che ho avvertito una sorta di fretta di concludere a partire da un certo punto in poi, con passaggi in verità molto delicati affrontati in poche pagine, arrivando al finale (peraltro molto bello) con la sensazione che manchi qualcosa. Avrei apprezzato un capitolo in più magari, ecco.  

Ciò non toglie che consiglio la lettura di questo romanzo, per credere ancora nell'amicizia e nelle possibiltà che la vita dà di riscattarsi e trovare un'insperata felicità anche quando sembra tutto perduto.





I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

martedì 22 novembre 2016

Muffins al cocco con gocce di cioccolato

Cara Lilli, 

è già da un pochino che volevo postare questa ricettina facile e veloce per dei muffins davvero buoni buoni... sempre che piaccia il gusto del cocco ovviamente ;)

E allora lo faccio oggi, lasciandoti ingredienti e dosi che ho mixato io come faccio oramai quasi sempre, sulla scia dell'esperienza nel campo di dolcetti di questo tipo :)


X 6-8 MUFFINS (dipende dalla grandezza degli stampini)

Farina 00 gr. 150

Farina di cocco gr. 50

Zucchero gr. 70

Burro gr. 50

1 uovo

Yogurt al cocco 1 vasetto (gr.125)

Acqua frizzante ml.25

Gocce di cioccolato a piacere (io sono andata a occhio!)

Lievito per dolci mezza bustina



Sbattere l'uovo in una ciotola con lo zucchero, utilizzando le fruste elettriche. Unire il burro ammorbidito a temperatura ambiente, continuando a montare il composto con le fruste.

Unire lo yogurt e mescolare bene, quindi incorporare le farine e il lievito, aggiungendo un goccio alla volta anche l'acqua frizzante. 

Aggiungere infine al composto le gocce di cioccolato.

Dividere il tutto in 6-8 stampini da muffin foderati con un pirottino di carta (o imburrati e infarinati).

Cuocere in forno caldo a 180° per circa 20 minuti.

Ed eccoli qui, pronti ad essere mangiati!


 Buon appetito, Lilli!


venerdì 18 novembre 2016

Venerdì del libro (236°): IL FU MATTIA PASCAL

Cara Lilli,

oggi partecipo all'iniziativa di HomeMadeMamma con un grande classico: IL FU MATTIA PASCAL di Luigi Pirandello.

Letto (e apprezzato) in gioventù due volte, avevo in animo da anni di riprenderlo in mano e così ho fatto, finalmente, non molto tempo fa.

Che dire davanti ad un Maestro come Pirandello? Una banilità magari, ma per me assolutamente vera: è un autore moderno, attuale...le sue opere non sembrano mai scritte un secolo fa e anche più.

Certo non sono una critica letteraria per cui non sono in grado di parlare di questo scrittore in modo approfondito come meriterebbe, ma almeno posso dire che a me piace moltissimo.

Ne Il fu Mattia Pascal ci presenta la storia di un uomo, Mattia Pascal per l'appunto, infelice e non realizzato nè sentimentalmente nè lavorativamente che dopo una serie di eventi drammatici coglie al volo l'occasione di un'incredibile scambio di persona, per lasciarsi credere morto (suicida peraltro) e cominciare una nuova vita lontano e con un altro nome, Adriano Meis.

Ma dopo aver viaggiato in Italia e all'estero, aver giocato e vinto al casinò, aver trovato ciò che sembra potergli dare una felicità sincera e cioè il sentimento ricambiato per una brava ragazza figlia del padrone della casa presso cui ha preso una camera in affitto a Roma, Adriano-Mattia si rende conto di come sia impossibile sostenere quella finzione ancora, perchè la nuova vita è irreale, non ha fondamenta e non potrà mai come Adriano Meis sposare la giovane di cui si è innamorato.

La fuga da Roma e il ritorno al paese di origine, dopo due anni dalla sua "morte", gli riserverà non poche sorprese e il finale è ironico e originale, tutto da leggere!

Ecco, io credo che Pirandello sia uno di quegli autori che non può mancare nella lista di un lettore che desideri davvero conoscere la Letteratura con la elle maiuscola. 

Io consiglio la lettura di questo specifico romanzo senz'altro perchè il susseguirsi delle vicende intriga e avvice, con punte di ironia e umorismo tipicamente pirandelliano, e non risulta affatto pesante. E la bravura dell'autore nel rendere vivi i personaggi, con le loro caratteristiche, le loro reazioni ed emozioni è impareggiabile.

Per me è stato un pò come fare un tuffo nella mia adolescenza, quando prediligevo autori italiani del '900 come Pirandello, appunto, ma anche Silone, Arpino, Sciascia... Una miniera di cultura da cui ho attinto a piene mani!






I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI