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mercoledì 20 giugno 2018

La più grande "mela" della Terra

Cara Lilli,

se casomai ti stessi domandando chi sia la "mela" del titolo... sappi che sono io.

Perchè "Mela" è il soprannome che mi ha dato mio fratello, più grande di me di quasi 6 anni, fin da quando ero bambina.

Oggi è vero che tutta l'attenzione è catalizzata sull'inizio degli esami di maturità, ma io invece mi sono ritrovata a ripensare agli esami di terza media perchè stamattina la figlia di una mia carissima cugina ha sostenuto l'orale proprio della licenza media. E mi è tornato in mente un particolare del mio esame. 

Sono corsa a rovistare nei miei ricordi, tra quaderni, diari segreti, diari scolastici, lettere e cartoline. Quelli che quando mi sono sposata mi sono portata dietro per non separarmene mai.

E l'ho trovata. 



La busta rossa un pò sbiadita dal tempo (sono passati pur sempre 31 anni, eh!) con su la scritta : ALLA PIU' GRANDE MELA DELLA TERRA!!!

La mattina del mio esame orale di terza media, il 17 giugno 1987, mi svegliai e quasi mi prese un colpo perchè nella penombra intravidi qualcosa che penzolava sopra il mio letto: era questa busta rossa, attaccata con dello scotch (che si può vedere pure nella foto) ad un filo legato e teso tra la maniglia della finestra alla destra del letto e un pomello dell'armadio alla sinistra sempre del letto.

Il mio fratellone mi aveva fatto una sorpresa, posizionando tutto questo armamentario di notte, mentre io dormivo (tipo ninja... perchè lo fece senza farmi svegliare!), con lo scopo di dirmi IN BOCCA AL LUPO per il mio esame.

Mi scrisse che era ammirato di come io fossi calma, mentre lui a suo tempo era stato agitatissimo, ma aggiunse anche che la differenza tra noi era che io sapevo di avere studiato bene e di avere ottimi voti già nei tre anni di scuola media, mentre lui come al solito aveva studiato solo il minimo indispensabile e si sentiva impreparato.

Mi scrisse che gli sembrava il giorno prima che ero nata e che invece in quei giorni mi guardava e mi vedeva già quasi quattordicenne e non se ne capacitava.

Mi scrisse anche di ricordarmi che tra quelli che mi volevano bene in graduatoria, dopo mamma e papà, c'era lui.

Capirai, Lilli, che fu un piccolo-grande dono che apprezzai moltissimo. Una di quelle cose che ti restano nel cuore per sempre.

E il fatto che io abbia conservato gelosamente quella lettera fino ad oggi lo dimostra :)



PS: i monelli oggi hanno ritirato le loro pagelle... ma di questo e di altre cose belle ti scriverò in un post a parte ;)

PS 2: mi scuso tanto se non riesco ad essere presente come vorrei su tutti i miei blog amici in questo periodo, ma sono giorni particolari, come sempre ogni anno quando finisce la scuola e orari e abitudini quotidiane vengono un pò stravolti... ma conto di passare qua e là ogni volta che potrò!

martedì 20 marzo 2018

Sorella maggiore

Cara Lilli,

in questo momento io sono qui a scriverti e loro sono nell'altra stanza. Li sento ridere.

Ma non ridono soltanto. Sento anche lei che gli dice: "Dai, ripeti con me: pa, pe, pi, po, pu".

E la vocina di lui che effettivamente ripete le sillabe, con questa benedetta "P" che finalmente è venuta fuori.

Poi ancora lei: "Adesso ripeti le paroline: papà... pipì...", per arrivare poi al pezzo forte: "puzza"!

Lui non se lo fa dire due volte ed esclama tutto divertito: "PUZA"!

:-)

E pensare che quando è nato il monellino io e mio marito eravamo contenti perchè così la monella avrebbe avuto un aiuto, un sostegno nel suo percorso non semplice. Invece la vita ci ha riservato altre cose, altri percorsi da aggiungere a quello che già avevamo intrapreso e ha voluto in qualche modo ristabilire i ruoli: così che è proprio lei, da vera sorella maggiore, a dare sostegno al suo fratellino, con la spontaneità e il candore disarmante che la contraddistinguono in tutto ciò che fa.

 

lunedì 2 maggio 2016

Fratelli

Cara Lilli,

succede spesso ultimamente. 

Succede e mi fa sorridere di tenerezza.

Succede di sentirli ridere insieme. Ridere mentre si rincorrono, si fanno il solletico a vicenda, rotolandosi tra i peluche.

E' molto semplice, direi basilare quello che fanno... non sanno giocare a qualcosa di più strutturato, perchè lei adesso ben potrebbe ma lui non è pronto (non ancora) e la differenza, non solo e non tanto di età quanto di maturità, è (ancora) troppo evidente. Non foss'altro per il fatto che lui non parla se non con sillabe sparse e ripetute per gioco e neppure da solo usa davvero funzionalmente i giocattoli.

Ma si cercano molto più di prima. E questo è importante!

E poi hanno l'amore per la musica che li unisce e gli stessi gusti in fatto di cartoni animati....mica cose da poco :-)

Li guardo, la monella e il monellino, e mi ritrovo a pensare ad altri due tipetti: una bambina e suo fratello maggiore.

La differenza di età c'era anche lì (anche se invertita), con il più grande che trascinava la più piccola, contagiandola inevitabilmente coi suoi gusti in fatto di musica, di film, di cibo. 

Sono cresciuti, sono adulti oggi quei due tipetti. Sono sposati entrambi ed entrambi genitori. Ma restano fratello e sorella. Anzi....lo sono ancora più di un tempo. 

Non si vedono a volte per tanti giorni ma c'è il telefono, c'è whatsapp...e si confidano, si raccontano quotidianamente, si cercano per uno sfogo, una risata insieme, per commentare un film, una trasmissione in TV, un evento.

Diversi per carattere, per scelte fatte, per tante piccole-grandi cose, ma anche incredibilmente simili. Tanto da leggersi quasi nel pensiero. Tanto da sapere solo loro di cosa stanno parlando a volte, in un linguaggio quasi personalizzato, in codice. Il fratellese è qualcosa di speciale!

Poi se si discute, come è naturale che sia, alla fine torna il sereno, perchè sono uno parte integrante dell'altra. Uniti prima, poi cementati dalla scomparsa dei loro genitori. 

Ecco cosa siamo io e mio fratello, Lilli. 

Ed ecco il futuro che desidero, che auguro ai miei bambini: che un domani, anche e soprattutto quando io e mio marito non ci saremo più, la monella e il monellino possano esserci sempre l'una per l'altro e viceversa. A maggior ragione visto il loro disturbo.

Che sia così al di là di come potranno essersi evoluti i loro rispettivi percorsi, di quanto saranno autonomi e di cosa saranno capaci di fare in concreto. Che possano contare sempre sull'affetto e su tutto quanto li unisce, costruito giorno per giorno, risata dopo risata, rincorsa dopo rincorsa, solletico dopo solletico, abbraccio dopo abbraccio...


mercoledì 15 luglio 2015

Una canzone, un ricordo: TI LASCERO'

Cara Lilli,

è un pò che non ti scrivo di un ricordo legato ad una canzone. Lo faccio oggi perchè poco fa nella calura del dopo pranzo (ma quanto caldo fa? io vado in deliquio!!) ero in soggiorno con la radio accesa e hanno trasmesso "Ti lascerò" di Fausto Leali e Anna Oxa.

Una canzone entrata nella storia grazie alla vittoria al Festival di Sanremo del 1989, cantata da due voci tra le più potenti e apprezzate nel panorama italiano in quel periodo.

Non è che sia poi questo capolavoro, ma come sempre ci sono cose (film, libri, canzoni appunto) che, mentre per qualcuno non significano nulla, hanno una marcia in più per qualcun altro e questo perchè sono legate a ricordi particolari e indelebili.

In questo caso poco fa riascoltando "Ti lascerò", dopo a dire il vero anni forse che non mi accadeva di risentirla, ho sorriso e con me ha sorriso il mio cuore: era una delle canzoni che io e mio fratello cantavamo in occasione di feste a casa nostra o in altre occasioni speciali tra il 1989 e i primi anni '90. Lui seduto al pianoforte, io accanto in piedi. E ne veniva fuori proprio un bel duetto!

Ho sempre amato tanto cantare, lo sai bene tu che mi conosci da una vita. E ancora di più amo cantare con mio fratello, con cui la sintonia nei gusti musicali è sempre stata pressochè perfetta, salvo rarissimi casi.

La passione per la musica (che lui ha anche profuso nello studio del pianoforte) ci ha sempre unito. Io e il mio fratellone.

Adesso le occasioni per cantare insieme si sono assai ridotte, ma se capita...si, è sempre una gioia, di quelle che fanno tanto bene al cuore :-)

Ti voglio bene Chicco!