AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

domenica 26 febbraio 2012

Aggiungi un posto a tavola, anzi due...meglio tre

Cara Lilli,

nel titolo del post mi sono fermata a tre, ma avrei potuto continuare con quattro, cinque, sei...

Vorrai sapere di chi sto parlando immagino! Ebbene, ti ricordi del mio amico pettirosso....vero? Te ne ho parlato anche una seconda volta mostrandoti perfino le sue fotografie, qui.

Da quando ha nevicato tanto da sommergere tutto e tutti diciamo che la nostra famigliola si è allargata, cioè abbiamo "adottato" vari altri piccoli amici oltre al pettirosso di cui sopra :-) 

Sarà stata la mancanza di cibo col freddo intenso, quindi il bisogno urgente di trovare mezzi di sopravvivenza....tutto è cominciato con una coppia di uccellini neri e bianchi che alternandosi al pettirosso hanno preso l'abitudine di passare dal mio terrazzo pieno di neve a beccare briciole di fette biscottate e molliche di pane, per poi proseguire con l'arrivo dopo un pò di giorni anche di un gruppetto di passerotti marroncini screziati di nero (ne ho contati un massimo sei contemporaneamente). 

Io ho preso l'abitudine di rifornire il "punto di ristoro" sul mio terrazzo con cibo fresco più volte al giorno, dall'alba fino al tramonto. Loro, i nostri "clienti", di solito mai tutti insieme, cioè o solo il pettirosso o solo la coppia di uccellini o solo il gruppo più o meno numeroso di passerotti, hanno sempre finito tutto fino all'ultima briciola!!

Adesso con la pioggia dei giorni scorsi e col sole di ieri e di stamane la neve è diminuita tantissimo, restano solo i montoni accumulati ai lati delle strade e nei campi, però l'abitudine di passare da me a fare colazione, pranzo, merenda e cena gli amici volatili non l'hanno persa...quindi il mio "punto di ristoro" continua ad essere in piena attività, Lilli. 

La monella adora questa cosa. Io le dico: "Adesso portiamo il mangiare agli uccellini" e mi faccio aiutare a mettere fuori una manciata di briciole e molliche e poi lei, quando li vede arrivare a beccare tutto allegramente, li indica ed esclama: "Pappa!"
:-)


venerdì 24 febbraio 2012

I venerdì del libro (73°): MARINA

Cara Lilli,

venerdì scorso ho saltato per motivi di poco tempo a disposizione la mia partecipazione all'iniziativa promossa da HomeMadeMamma, ma riprendo subito oggi con una proposta interessante: "MARINA" di Carlos Ruiz Zafon, che ho da poco finito di leggere insieme al Gruppo di Lettura Bryce's House.

E' stato il mio primo approccio a Zafon e ne sono rimasta positivamente colpita, tanto che leggerò certamente altre sue opere.

Innanzitutto devo dire che ho riscontrato una somiglianza del suo stile con quello di Michael Ende (anche qui, si...lo so, sarò ripetitiva ma in effetti amo moltissimo questo genere e questo stile, lo avrai capito!!).

Il protagonista è un adolescente, Oscar, che studia in un collegio a Barcellona e che in modo rocambolesco e un pò surreale fa la conoscenza di Marina, una sua coetanea, che vive in una vecchia casa dall'aspetto alquanto inquietante con suo padre German, un ex pittore.

Il personaggio di Marina, questa ragazza fuori dal comune, che vive in modo fuori dal comune e aggiungerei anche quasi fuori dal tempo, non può non affascinare. Quindi mi metto nei panni di Oscar e comprendo perchè lui si senta attirato da lei, dalla sua casa così particolare e anche da suo padre così "fossilizzato" nel passato.

La storia consiste in un intreccio di misteri che si accalcano intorno al nostro Oscar: da un lato il ragazzo deve districarsi insieme a Marina nella risoluzione di un vecchio caso poliziesco legato ad un uomo di nome Kolvenik, un geniale inventore di protesi meccaniche (braccia, gambe, mani), tra mille pericoli alcuni dei quali non hanno volto e sono quasi incredibili; dall'altro lato però è proprio la sua Marina a rappresentare un punto interrogativo, perchè Oscar deve comunque ancora scoprire cosa davvero succede nella casa dei suoi nuovi amici, cosa si cela dietro le stranezze  della loro famiglia.
Barcellona più che un mero sfondo è co-protagonista della storia in qualche modo: dai tratti gotici, descritta quasi come una persona, "vissuta"...senz'altro amata da Zafon, lo si comprende benissimo.
Ho apprezzato molto che la voce narrante sia quella del protagonista, Oscar, che rivive per il lettore le vicende 15 anni dopo il loro accadimento: questa scelta dà modo, a parer mio, di sentirsi più coinvolti nella storia.
E la storia in definitiva è avvincente, ma anche pervasa da un dolore di fondo e da una vena di triste malinconia che ha lasciato un segno nel mio animo già incline alla nostalgia cronica.
Un unico "appunto" (dettato dal mio gusto personale) che faccio all'autore è che la narrazione in alcuni tratti ha dei risvolti un pò troppo horror, con minuziosità di particolari che magari avrei preferito non fossero presenti... Fifona come sono, se invece di un libro si fosse trattato di un film, avrei tenuto gli occhi chiusi in quelle scene cruente, lo confesso!!


Marina

Dal prologo: 
<<Non sapevo ancora che, prima o poi, l'oceano del tempo ci restituisce i ricordi che vi seppelliamo. [...] Tutti custodiamo un segreto chiuso a chiave nella soffitta dell'anima. Questo è il mio.>>

I venerdì del libro su altri blog:

giovedì 23 febbraio 2012

Torta light di mele

Cara Lilli,

d'inverno le mele ci sono praticamente sempre nelle nostre dispense e allora abbondano le torte di mele in questo periodo...e io ne sono felice, perchè mi sono sempre piaciute!

E allora per regalarsi un dolce momento, profumato di mele e cannella, con un tocco di uvetta che non guasta, propongo oggi una ricettina facile e light perchè non prevede l'uso nè di burro nè di olio, ma ti assicuro che non ne perde in gusto perchè è davvero buona!

§  300gr di farina
§  200gr di zucchero
§  4 uova
§  1 bustina di lievito per dolci
§  Acqua q.b.
§  Uvetta una buona manciata
§  4 mele
§  Cannella (a piacere)
§  Zucchero di canna q.b.
  
Mettete in ammollo l' uvetta in acqua tiepida per circa 20 minuti.
In una terrina impastate con una frusta le uova con lo zucchero, aggiungere la farina, il lievito e una spolverata di cannella. Amalgamare il tutto con un cucchiaio di legno. Se l'impasto risultasse troppo denso aggiungete dell'acqua.
Sbucciate le mele e tagliatele tre a cubetti e una a fettine.  Aggiungete i cubetti di mela e l'uvetta strizzata all'impasto.
Imburrate o ricoprite con carta da forno una teglia a cerniera di 26cm e versateci il composto. Ricoprite la superficie con le fettine di mela e spolverizzate con dello zucchero di canna.
Infornate a 190° per i primi 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 170°e proseguite per circa 40 minuti. Controllate la cottura della torta con uno spiedino di legno.
Lasciate raffreddare.

Ed ecco qui appena sfornata come si presenta...

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Buon appetito, Lilli!


N.B. - Lilli, tu sai che io cito sempre le mie fonti quando non si tratta di ricette "inventate" da me. Ebbene, ho questa ricetta da alcuni anni, l'ho trovata in giro per il web e l'ho copiata pari pari...ma non ricordo assolutamente dove! Ho provato adesso un pò a cercare di ritracciare l'autore, ma non mi è ancora riuscito. Se qualcuno la riconoscesse come sua non esitasse a segnalarmelo e inserirò immediatamente il link del sito o blog!

martedì 21 febbraio 2012

Storia di una tigrotta che aveva per fratello un orsetto

Cara Lilli,

c'era un volta....eh si, è in questo modo che comincia ogni favola che si rispetti.

C'era una volta, dunque, un'allegra e riccioluta tigrotta, un pò impertinente e anche un pochino capricciosa a volte, ma tanto tanto carina e dolce. 

La sua mamma e il suo papà erano orgogliosi di lei, della sua crescita passo dopo passo, dei suoi sforzi per migliorare, per uscire da quello stato di semi-isolamento in cui sembrava inizialmente voler restare.

Aveva un bel vestitino, adeguato al suo essere tigrotta, ovviamente: con la gonnellina con più strati di velo dei colori della savana e qua e là inserti di stoffa tigrata e maculata tra la ciniglia bianca del corpetto e dei pantacollant, con i soprascarpe egualmente tigrati e maculati, idem il collarino e per finire con le orecchie da felino ben fissate sulla testa con un cerchietto.

Uno strano caso, uno scherzo della natura, se vogliamo, stabilì che la tigrotta avesse per fratellino niente di meno che...un orsetto!

Era un orsetto tenero e un pò buffo, a tratti un pochetto piagnucolone, con la tuta metà rossa e metà beige e con un cappuccio con tanto di piccole orecchie che portava disegnati sopra occhietti e musetto.

Sorellina e fratellino, così "assortiti", presero parte il giorno prima del martedì grasso ad una bellissima e chiassosa festa di carnevale organizzata dalla scuola dell'infanzia frequentata dalla tigrotta. La loro mamma naturalmente era anch'essa presente e fece delle riprese con la videocamera per immortalare quei momenti così spensierati, allegri e dolci.

La tigrotta, senza dubbio molto ma molto carina, attirò l'attenzione di un pirata di un anno più grande di lei vestito di rosso e di azzurro, con un cappello nero con tanto di teschio con le ossa incrociate e benda nera su un occhio. Egli ballò con lei più canzoni, tenedo entrambe le manine della tigrotta strette tra le sue....scena meravigliosa, che la mamma non mancò di immortalare!! E poi, più cavaliere che pirata, addirittura aiutò la sua amata a ripulirsi i riccioli dai coriandoli, con delicatezza.... :-)

Il fratellino orsetto, intanto, se la rideva di gusto, ballonzolando ora in braccio alla mamma ora in braccio ad una delle maestre, divertendosi e cercando di acchiappare (e anche di assaggiare...si, proprio assaggiare!) i coriandoli che venivano lanciati ovunque da tutti i presenti alla festa.

Insomma, la tigrotta e il suo fratellino orsetto trascorsero una mattinata indimenticabile e la loro mamma (a questo punto mezza tigre e mezza orsa!!) si divertì con loro e si commosse anche un pò guardandoli, specie la tigrotta che danzava col suo primo...pirata!
E vissero tutti felici e contenti!!!

Allora, Lilli: piaciuta questa favola? 

A parte gli scherzi, avresti dovuto vederli quanto erano belli i miei monelli ieri mattina mascherati da tigrotta e da Winnie The Pooh!!!


domenica 19 febbraio 2012

Di solitudine e d'ombra...

Cara Lilli,

è già pò di tempo che volevo scrivere questo post per condividere con te e con chi mi legge una riflessione su me stessa, ma poi lo rimandavo. 

Invece mi sono trovata da venerdì scorso a condividere un dolore, una grossa delusione che forse non pensavo sarebbe stata così coinvolgente per me... Pur non riguardandomi personalmente mi tocca da vicino perchè chi sta soffrendo è una persona a cui voglio bene da mesi e mesi (un anno proprio in questi giorni appena passati, adesso che faccio due conti...) e che merita invece tanta felicità e serenità. Questa situazione mi ha portato a riflettere una volta di più su una cosa che mi ronza in testa da tanto, forse da sempre.

Sai cos'è, Lilli....Ok, sarò strana (chi mi conosce davvero bene più o meno lo sa) ma posso dire che io alla fin fine sento di vivere appieno e “assaporare” più attimi di dolore o se non proprio di dolore direi di malinconia e tristezza che non attimi di gioia…

A volte me li vado proprio a cercare quegli attimi di solitudine e di ombra….riascolto le canzoni che mi fanno ricordare cose che vorrei dimenticare, rivedo vecchi film che mi fanno piangere….masochismo all’ennesima potenza non lo nego!

Ma sarà che paradossalmente sono gli eventi dolorosi e tristi quelli che segnano maggiormente la nostra esistenza, colpendoci come lo scalpello fa con il marmo e modellandoci fino a farci diventare la statua che siamo nel presente…

Le gioie vere e pure sono poche, davvero poche nella vita, troppo poche…è una convinzione che mi porto dentro da un bel pò e che trova continue conferme. E mi sa che non si riescono mai ad assaporare fino in fondo, almeno non nel momento in cui le si vive, perchè c’è troppa euforia che offusca le mille sfumature che andrebbero apprezzate.

Ecco qui...mi sono messa a esaminare tutto, anche i miei sentimenti, con un occhio che scruta e studia e vuole darsi spiegazione di ogni cosa.

Probabilmente è uno dei miei peggiori difetti l'essere a volte di una razionalità spaventosa, ma sono fatta così: cuore e cervello mi funzionano alternandosi...e io alterno momenti di gioia e tenerezza a momenti di grande tristezza consapevole e in qualche modo "fredda".

Perdona il discorso un pò contorto e non esattamente leggero, Lilli...è inutile, io quasi sempre risulto essere simpatica e di solito tutti mi dicono che sono una compagnia divertente e allegra, ma nell’anima, proprio in fondo all’anima sono fondamentalmente solitaria e malinconica.

...E poi...e poi si volta pagina e magari c'è un bel sorriso...magari quello di mia figlia che vuole scherzare facendosi dire che è brutta per rispondere "Dooooo!"  (la enne proprio non le vuol uscire!!) ed esclamare tutta felice "Beeeeella!!!" :-)