AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

lunedì 5 marzo 2012

Monello sognatore

Cara Lilli,

già da un pò di tempo mi capitava di sentire durante la notte dei "movimenti" nella culla accanto al lettone in camera mia e del mio amore: il monello a volte si agitava, si rigirava, mugugnava...

Nelle ultime notti, poi, ho proprio sentito distintamente delle risatine appena accennate o viceversa dei frigni come di uno che sta per piangere.

Ovvio che ho acceso la lucina soffusa per vedere cosa stesse succedendo nella culla...ma puntualmente ho trovato il monello addormentato.

Ebbene, tutto ciò ha una sola spiegazione: il monello sogna! O quanto meno ha delle sensazioni piacevoli o spiacevoli che durante il sonno lo fanno ridacchiare o piagnucolare.

Mi fa tenerezza, Lilli... Soprattutto quando sorride beato nel sonno cerco di immaginare cosa possa passare nella sua mente in quel momento: magari sogna la sorellina che corre (ride sempre quando la vede scorazzare per la stanza!) o che gli fa cucù dalla porta, o magari la sua mamma che gli fa il solletico, o magari il suo papà che con il bidone aspiratutto ripulisce dalla cenere la stufa a pellet (si, incredibile ma vero il monello si diverte a guardare questa operazione!)... 

E quando piagnucola basta che io lo accarezzi delicatamente sulla testolina o su una guancia...e il suo sonno torna sereno.

Certo sarà un bel cambiamento la prossima estate, quando la sua culla (con lui dentro, naturamente!) traslocherà in camera con la sorellina. Stiamo pensando di sistemare un pò l'arredamento anche perchè la monella dovrà avere un bel lettino da bimba grande oramai e penso che andremo all'Ikea per prendere qualche altra cosa della stessa serie del piccolo armadio verdino che abbiamo comprato proprio lì lo scorso settembre, così da rendere l'ambiente allegro e colorato...degno di due monelli come  sono i miei bimbi :-)




domenica 4 marzo 2012

Cinnamon Rolls

Cara Lilli,

era da un pò di tempo che volevo scriverti una ricetta che ho realizzato una sola volta ma che rifarò senz'altro perchè a casa mia ha avuto mooooolto successo (mio marito in particolare ha davvero apprezzato!!!).
Si tratta delle cinnamon rolls, brioches davvero semplici, senza creme nè altri ripieni "eclatanti", solo con zucchero aromatizzato alla cannella (da cui il nome!). Ottime per chi ama il gusto speziato, morbidissime appena sfornate, un pò meno il giorno dopo ma con pochi secondi nel microonde riacquistano sofficità. 

La ricetta l'ho presa dal blog La ciliegina sulla torta (su segnalazione di Olandesina-76 del blog La Tartalluga sul Tatai) e te la riporto fedelmente (con le mie note in rosso)

Per l’impasto:
500 g di farina Manitoba (oppure metà Manitoba e metà “00”) (io ho usato solo la manitoba)
20 g di lievito di birra (oppure 7 g di lievito disidratato) (io ho usato il lievito di birra)
50 g di zucchero semolato
60 g di burro fuso raffreddato
1 uovo grande leggermente sbattuto (a temperatura ambiente)
250 ml di latte appena tiepido
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia (io non l'avevo e ho usato una bustina di vanillina)
Per lo zucchero profumato alla cannella:
100 g di zucchero
1 cucchiaino colmo di cannella in polvere
Per la glassa:
zucchero a velo a piacere (io ho aromatizzato anche questo alla cannella)
acqua q.b.

Sciogliere il lievito di birra sbriciolato in poco latte tiepido. Versare la farina setacciata nella planetaria (io non ho la planetaria, ho usato il robot da cucina, ma il grosso del lavoro l'ho poi fatto a mano) unire tutti gli altri ingredienti ed impastare a velocità minima per una decina di minuti, l’impasto deve risultare morbido, liscio ed elastico. Il latte non va aggiunto tutto assieme, potrebbe essere troppo o troppo poco, a seconda del potere di assorbimento della vostra farina.
Versare l’impasto sulla spianatoia e lavorarlo a mano per qualche minuto; formare una palla con l’impasto, metterla in un recipiente, coprire con pellicola e lasciar lievitare in un luogo tiepido per 1-2 ore, fino a quando il volume non sarà raddoppiato. Versare l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata, sgonfiarlo leggermente e stenderlo cercando di formare un quadrato spesso circa mezzo centimetro; distribuire lo zucchero profumato alla cannella su tutto il quadrato (lasciare 1 bordo di un centimetro) e arrotolare l’impasto in modo da ottenere un rotolo. Sigillare il lato aperto aiutandosi con pochissima acqua e, con l’aiuto di un coltello affilato, ricavare dal rotolo fette spesse circa 1,5 cm (facendo attenzione a non far fuoriuscire tutto lo zucchero).
Rivestire una teglia con carta forno e sistemarvi le cinnamon rolls ben distanziate l’una dall’altra. (Io non avevo molto spazio e alla fine mi si sono un pò unite, ma si staccavano bene una volta cotte ) Rimettere il tutto in un luogo tiepido e lasciar lievitare fino a quando le brioches non saranno raddoppiate (circa 1 ora).
Infornare a 180°C fino a quando non saranno belle dorate (io le ho tenute in forno poco più di 15 minuti). Sfornare e trasferire su una griglia di raffreddamento; preparare una glassa mescolando lo zucchero a velo con pochissima acqua, regolare la consistenza in modo da avere una glassa né troppo liquida né troppo consistente, e glassare a piacere le brioches facendo cadere la glassa da un cucchiaino.
Servire tiepide o fredde. (Io le ho preferite decisamente tiepide!)

Ecco le mie cinnamon rolls appena sfornate (e separate tra di loro!!)
 

Poi un particolare:
 

E infine una cinnamon roll leggermente glassata...ma avendo io usato lo zucchero aromatizzato alla cannella e quindi essendo di colore bruno la glassa non si nota molto  però il sapore era bello intenso!
 Buon appettito, Lilli!

venerdì 2 marzo 2012

I venerdì del libro (74°): LA VERITA' DEL SERPENTE

Cara Lilli,

partecipo anche questo venerdì all'iniziativa di HomeMadeMamma e lo faccio con un romanzo letto insieme al Gruppo di lettura Marsilio creato appositamente per commentarlo. Parlo de "LA VERITA' DEL SERPENTE" di Gianni Farinetti, autore italiano che io non conoscevo e che ha anche partecipato attivamente all'iniziativa della Marsilio, lasciando un commento alla prima tappa e rispondendo ad alcune domande nel post della quarta tappa.

Dunque, riassumendo un pò i commenti lasciati da me alle varie tappe di lettura (trovate i post sul blog Marsilio qui, qui, qui e qui) posso dire innanzitutto che il libro mi è piaciuto, l'ho trovato più che discreto.

Se chi lo volesse leggere cerca l'incalzare degli avvenimenti, i colpi di scena a ripetizione, i ritmi mozzafiato dei thriller o di altri gialli movimentati è meglio che ci rinunci. "La verità del serpente" è un romanzo piuttosto lento, un pò riflessivo direi, che si svolge a Venezia, città unica nel suo genere.

In effetti tutta la prima parte (Il male si insinua) è una sorta di “introduzione”, magari un pò lunga, dettagliata, che si sofferma sulla descrizione dei luoghi, delle persone, vedendole in particolari atteggiamenti, descrivendone sfumature, che là per là possono sembrare quasi inutili ai fini della storia “gialla” ma che invece secondo me aiutano il lettore a sentirsi parte dello scenario e a guardare i personaggi da vicino, come se li si conoscesse di persona.

Mi è piaciuto lo stile di Farinetti a tratti colloquiale, certamente diretto, moderno, senza fronzoli. E ho apprezzato appunto il suo introdurre pian piano il lettore nella storia, allacciando man mano fili che  andranno a tessere la tela del giallo vero e proprio.
Passando finalmente ai personaggi, cito subito Sebastiano Guarienti, uno sceneggiatore già presente in altre opere di Farinetti, che arriva a Venezia per partecipare al Festival del Cinema: è un pò fuori dall’ordinario come protagonista di gialli forse, ma questo lo rende ancora più interessante. 
E poi troviamo due anziane sorelle torinesi, un'elegante signora milanese e un eccentrico svizzero con amichetta al seguito, una simpatica ragazza di buona famiglia, una cuoca tanto brava quanto brontolona, il compagno di Sebastiano (che pur apparendo meno di altri personaggi è tratteggiato secondo me molto bene e ha anche un ruolo importante ai fini della storia, insinuando per primo che le cose potrebbero non essere andate come sembra), un paio di giovanotti, un giardiniere/guardiano taciturno...
Insomma, un bell'assortimento di varia umanità, in mezzo a cui si insinua, strisciante come un serpente, la malvagità subdola che si rivela in toto nelle ultime pagine.
Venezia la fa da padrona, questo è certo: come e più ancora di quanto ho detto nello scorso venerdì del libro a proposito di Barcellona nel romanzo "Marina", la splendida città lagunare non è uno sfondo bensì un vero e proprio personaggio di questo giallo, che per come è scritto si presta secondo me moltissimo ad essere la sceneggiatura per un bel film o una fiction.



<<Venezia brilla pallida laggiù. Sembra lo spettro di una vecchia donna avvilita, che fa fatica a prendere sonno.
Eppure il male, anche nella quiete di questa casa immersa nell'abbraccio di un rassicurante giardino, nelle preziose tappezzerie delle molte stanze, anche nella cucina ora buia e ordinata, il male si è insinuato. E non ha un volto ghignante, pauroso, piuttosto sembra riflettere, celato, la tranquillità un pò termale della casa, il suoincanto da vecchia villeggiatura. Ma una nuvola, questa si minacciosa, fatale, incombe sugli ospiti. Ignari.>>


I venerdì del libro su altri blog (elenco in aggiornamento progressivo...):

giovedì 1 marzo 2012

Blog meritevoli e una notizia sconvolgente

Cara Lilli,

la mia amica Terry - Agrodolce mi ha fatto conoscere un blog molto importante perchè è nato per aiutare una bimba di pochi mesi, Nina, affetta da una malattia genetica rara. 

Si tratta del blog Facciamo swap per Nina e andando a dargli un'occhiata ho trovato un gruppo di virtual-zie di Nina (tra cui anche La fata dell'ago, che ben conosco!) che si sono unite per mettere in vendita le loro creazioni (collanine, bambole di stoffa, pupazzetti all'uncinetto, parure di asciugamani ricamati ecc.) e donare il ricavato appunto alla famiglia di questa bimba che deve fronteggiare spese ingenti per visite specialistiche, medicinali, terapie di vario tipo.

Chi vuol conoscere meglio la storia della piccola Nina può farlo visitando il blog In viaggio con Nina: io l'ho fatto e sono rimasta incantata e intenerita davanti a quest'esserino dai capelli neri e dagli occhi profondi che nonostante tutti i problemi sa sorridere alla vita ed è l'amore dei suoi genitori.

Per contro, ieri sera ho letto una notizia che mi ha lasciato senza parole, attonita: Chani - Un mondo tutto mio ha scritto un post in merito all'articolo scientifico pubbicato sul Journal of Medical Ethics a cura di due ricercatori italiani che a seguito dei loro studi si sono detti favorevoli all'aborto post-natale.

Insomma....questi due ricercatori (l’esperto di bioetica e filosofia Alberto Giubilini dell’Università di Milano e la ricercatrice Francesca Minerva del Centre for applied philosophy and public ethics della Università di Melbourne-Australia) sostengono letteralmente che :«Quando si verificano determinate circostanze dopo la nascita che avrebbero giustificato l’aborto, quello che chiamiamo aborto post-natale dovrebbe essere permesso» , spiegando anche che <<l’espressione è preferibile a quella di infanticidio, perché evidenzia il fatto che lo stato morale dell’individuo che viene ucciso è del tutto comparabile a quello del feto più che a quello di bambino>>.

Allora, Lilli....io sai bene cosa penso in proposito, sai che sono contraria all'aborto, ma a prescindere da questa mia opinione che può essere condivisa o meno, sono davvero incredula, sconvolta davanti all'affermazione addirittura che secondo Giubilini e Minerva, "lo stato morale di un neonato è equiparabile a quello di un feto «nel senso che entrambi mancano di quelle proprietà che giustificano l’attribuzione di un diritto a vivere dell’individuo». Sono naturalmente entrambi esseri umani e delle persone in potenza, ma nessuno dei due è strettamente una “persona” nel senso di essere il “soggetto di un diritto morale a vivere”. Una persona è un individuo in grado di attribuire alla sua esistenza almeno un valore di base: la consapevolezza che essere privati dell’esistenza rappresenta una perdita per se stessi.Ne consegue che gli individui che non sono nelle condizioni di attribuire nessun valore alla loro stessa esistenza non sono persone. Non è quindi sufficiente essere un essere umano per ottenere l’inalienabile diritto a vivere, secondo gli autori."
Io non voglio fare la fanatica religiosa, assolutamente. Io credo nel diritto alla Vita a prescindere dal mio essere cattolica e spero che chi mi segue da tempo abbia capito che sono una persona seria e se dico così è veramente così. Rispetto le opinioni diverse dalla mia, ma queste affermazioni mi hanno fatto piangere lacrime amare mentre le leggevo, credimi...non posso non esprimere il mio più totale dissenso.

Se vuoi approfondire l'argomento questo è il link da cui sono tratte le frasi che ho riportato prima: http://www.ilpost.it/2012/02/28/aborto-post-natale/

Non aggiungo altro. Lascio alla coscienza di ognuno la possibilità di interrogarsi e meditare su un tema così scottante.

Io me ne vado ad abbracciare forte i miei bimbi.


martedì 28 febbraio 2012

Una canzone, un ricordo: EMOZIONE DOPO EMOZIONE

Cara Lilli, 

nell'estate del 1986 stavo per compiere 13 anni ed ero in vacanza al mare in Calabria, a Diamante. 

Ti ho già scritto un pò di ricordi di quegli anni e di quelle 3 bellissime vacanze estive  ('85-'86-'87) trascorse spensieratamente con tanti amici nel "Parco del Sole".

Ti ho pure accennato in quel post di cui sopra al mio primo amore adolescenziale, per il simpaticissimo e carino G. che mi faceva battere il cuore in quelle estati... aaahhh...chi non ha un dolce ricordo per i primi sentimenti un pò più coinvolgenti?

E allora ho ripensato alle canzoni che ascoltavamo sempre in gruppo, io e i miei amici, nel luglio/agosto 1896: praticamente consumavamo il nastro della cassetta di "Nuovi Eroi" di Eros Ramazzotti!!!

Io non sono mai stata una gran fan di questo cantante, ma quell'album mi piaceva tanto, anche perchè cantavamo tutti insieme a squarciagola le canzoni sulla spiaggia e perchè poi condividevo con G. una passione per EMOZIONE DOPO EMOZIONE....il che rendeva per me quel brano il più bello di tutto l'album!

Ma comunque ripeto, tutte le canzoni di "Nuovi eroi" mi erano care...da "Un cuore con le ali" a "Con gli occhi di un bambino", da "E mi ribello" a "Fuggo dal nulla", da "Un nuovo amore" a "Lacrime di gioventù", per finire con "Adesso tu" e "Nuovi eroi" (che è la canzone che dà il titolo all'album ma secondo me è la meno bella).

Insomma, Lilli, quelle canzoni erano un pò il manifesto del nostro gruppo, quell'estate. 

E ancora oggi, quando mi capita di riascoltarle, mi sento pervadere l'anima di tenerezza e nostalgia e sorrido forse un pò tristemente perchè quei momenti sono così lontani... 
Lontani nel tempo, si...ma non lontani dal cuore. Quello mai.



 
EMOZIONE DOPO EMOZIONE (Eros Ramazzotti, 1986)

Emozione dopo emozione
la mia vita scorre ogni giorno così
e dal primo calcio ad un pallone
alle fughe in moto giù in città 
ho imparato più di una lezione

è stata questa vita
la mia maestra
la mia palestra la strada che va...
  
perché ti sto dicendo tutta la verità
forse non hai capito, 
ti sto dicendo che tu
puoi ottenere di più  
e farlo in modo pulito...
  
se stai cercando amore cercalo dove c'è
ovunque lo puoi trovare
se poi sincero non è
lo riconosci da te
lo senti dentro, non ti puoi sbagliare...


passo dopo passo capirai
emozione dopo emozione...

e se c'era d'aiutar qualcuno
non mi sono mai tirato indietro lo sai
l'amicizia resta un grande dono
questo io non l'ho scordato mai
io quello che ero ancora sono
forse un po' più maturo
ed anche sicuro
davanti al mondo, davanti a te...


se stai cercando amore cercalo insieme a me
negli occhi della gente
da sola non sarai mai
se lealmente ti dai
sarai comunque vincente...
  
se stai cercando amore cercalo dove c'è
ovunque lo puoi trovare
se poi sincero non è
lo riconosci da te
lo senti dentro, non ti puoi sbagliare...
  
passo dopo passo capirai
emozione dopo emozione...
passo dopo passo capirai
emozione dopo emozione...