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lunedì 28 ottobre 2013

Flashback: Luna di miele - VENEZIA

Cara Lilli,

ecco un nuovo flashback che mi consente di riproporre il post in cui, nel maggio 2010, avevo descritto la prima tappa della luna di miele.

Non aggiungo altro. Leggi qui:


"Cara Lilli,

eccomi qui a parlarti della prima tappa della mia luna di miele: Venezia, una delle più romantiche  città del mondo, unica nel suo genere.

Io a dire il vero c'ero già stata (nel 1981 e nel 1987) con la mia famiglia, ma entrambe le volte per un solo giorno, un giretto e via. Il mio maritino, invece, non c'era mai stato. Sembrerà retorico, ma ti giuro che questo fatto che per lui fosse tutto nuovo da vedere in quella città meravigliosa, l'ha fatta apparire "nuova" anche a me!

Ebbene, il 19 luglio 2006, dopo un viaggio estenuante in treno Salerno-Mestre (più di 10 ore  effettive, con cambio a Roma), la prima cosa che ci è capitata è stata di sbagliare la fermata dell'autobus dove scendere per andare al nostro albergo, su indicazione (non richiesta, tra l'altro!) dell'autista dell'autobus stesso...pazzesco!!! Sotto il sole ancora bello caldo delle 18 ci è toccato un tratto di buoni venti minuti a piedi su una strada a scorrimento veloce, verso Campalto (frazione in cui abbiamo alloggiato, ben collegata a Venezia, con corse di autobus molto frequenti).

Credimi, siamo giunti in albergo disfatti!! Ma tutto poi è stato bellissimo, Lilli, per fortuna.

Non sto qui a raccontarti ogni passo che abbiamo fatto in quei tre giorni, ma voglio piuttosto riportarti qualche nota a margine...per così dire :-)

La prima cosa che pensi quando arrivi a Venezia, sulla laguna, è magari la più scontata, ma inevitabile..."Ma come faranno queste persone a vivere in mezzo all'acqua???"...Ti giri intorno e vedi palazzi (meravigliosi per altro) che spuntano fuori dal mare... Noti immediatamente che manca qualcosa...ma cosa? Ah, certo!! C'è un'assenza importante: le automobili, che imperversano in tutte le città "normali", qui sono sostituite da traghetti, motoscafi...e naturalmente gondole. Perfino i taxi sono barche e accanto ai portoni delle case, invece dei box-auto, vedi piccoli attracchi per imbarcazioni...incredibile!!

Cammini lungo i canali e per le calle e soprattutto in quelle più strette e nascoste trovi finestrelle e balconcini deliziosi, pieni di fiori o di girandole colorate... Passi su ponti che "cavalcano" il mare e ce ne sono di ogni genere: piccoli, medi, grandi, semplici e senza fronzoli o più artistici e imponenti (vedi il famosissimo Ponte dei Sospiri o quello di Rialto).

Non puoi girarti che vedi negozietti che traboccano di oggetti di vetro (Murano è a pochi passi...pardon, a poche bracciate a nuoto :-D) o di centrini e pizzi (lo stesso dicasi per Burano) e ti chiedi..."Ma come si sceglie in quale negozio fermarsi per acquistare un souvenir??? Sono tutti uguali!!!"

Resti (stavolta negativamente) colpito dal livello smisuratamente alto dei prezzi...sia che si tratti di negozi di vario genere, sia che si tratti di bar, trattorie o ristoranti, se vuoi entrare devi farti bene i conti di quanto hai nel portafoglio, putroppo! Ma noi per mangiare abbiamo avuto una "dritta" che ci ha salvato in corner: una mia zia, che vive a Pordenone e che è stata molte volte a Venezia, ci ha indicato una tavola calda-self service in una calle dietro la piazzetta dove si trova la statua di Goldoni, in cui poter mangiare bene senza dover spendere una fortuna...e mio marito l'ha ribattezzata la "Premiata rosticceria zia Elettra" :-D!!!

Ecco Lilli...spero di aver reso minimamente l'idea di cosa sia Venezia"

(continua...)


venerdì 20 luglio 2012

I venerdì del libro (93°): STORIE DI CINEMA A VENEZIA

Cara Lilli,

ero troppo curiosa e così ho subito letto il libro che mi ha spedito in regalo Monica:), alias Unconventional Mom (che ringrazio ancora!) e oggi te ne parlo per seguire come sempre l'iniziativa di HomeMadeMamma.

Il libro è STORIE DI CINEMA A VENEZIA di Irene Bignardi (critico cinematografico), edito dal Consorzio Venezia Nuova, e in 20 capitoli racconta 20 diverse storie di film che hanno un legame con la città lagunare, perchè vi sono ambientati dal vivo o tramite ricostruzione sul set.

E' stato interessante scoprire aneddoti e curiosità varie sulla stesura della sceneggiatura, sulla scelta degli attori, sulle difficoltà delle riprese o della distribuzione... Insomma, dietro le quinte che magari non sono noti al grande pubblico e che invece hanno segnato il destino dei film citati.

Si parla di film come "Senso" di Luchino Visconti, "Il Mercante di Venezia" di Michael Radford, "Anonimo Veneziano" di Enrico Maria Salerno, "Pane e tulipani" di Silvio Soldini, giusto per fare qualche titolo.

Una lettura originale, che mi è piaciuta. Solo in due o tre casi, forse perchè si parlava di film che non ho mai visto e che neppure conoscevo di nome (come ad esempio "Eva" di Joseph Losey) ho trovato meno scorrevole il capitolo.

Una cosa positiva di questo libro, poi, è che, essendo i capitoli totalmente staccati l'uno dall'altro e piuttosto brevi, se si ha poco tempo a disposizione si può leggere tranquillamente un pò alla volta senza doversi interrompere nel bel mezzo di una storia :-)

Quello che però non so è dove sia possibile trovarlo, perchè non credo sia in vendita presso le classiche librerie...

regali,libro,cinema,t-shirt
<<Alla ricerca di un mondo diverso, che fosse estraneo alla dimenticata Rosalba, un mondo di cui la casalinga di Pescara non sospettasse neppure l'esistenza, la prima idea che vennea Soldini fu di girare a Marghera. Ma Marghera si rivelò molto diversa da come la pensavano il regista e la sua sceneggiatrice. Poi entrò in campo Mestre. Altra pista falsa. Solo dopo un giro di una settimana nelle zone segrete di Venezia, condotto per mano da uno scrittore veneziano, Roberto Ferrucci, [...] Silvio Soldini scoprì la sua Venezia.E "Pane e tulipani" prese forma.>>

I venerdì del libro su altri blog:
(post originale)

venerdì 2 marzo 2012

I venerdì del libro (74°): LA VERITA' DEL SERPENTE

Cara Lilli,

partecipo anche questo venerdì all'iniziativa di HomeMadeMamma e lo faccio con un romanzo letto insieme al Gruppo di lettura Marsilio creato appositamente per commentarlo. Parlo de "LA VERITA' DEL SERPENTE" di Gianni Farinetti, autore italiano che io non conoscevo e che ha anche partecipato attivamente all'iniziativa della Marsilio, lasciando un commento alla prima tappa e rispondendo ad alcune domande nel post della quarta tappa.

Dunque, riassumendo un pò i commenti lasciati da me alle varie tappe di lettura (trovate i post sul blog Marsilio qui, qui, qui e qui) posso dire innanzitutto che il libro mi è piaciuto, l'ho trovato più che discreto.

Se chi lo volesse leggere cerca l'incalzare degli avvenimenti, i colpi di scena a ripetizione, i ritmi mozzafiato dei thriller o di altri gialli movimentati è meglio che ci rinunci. "La verità del serpente" è un romanzo piuttosto lento, un pò riflessivo direi, che si svolge a Venezia, città unica nel suo genere.

In effetti tutta la prima parte (Il male si insinua) è una sorta di “introduzione”, magari un pò lunga, dettagliata, che si sofferma sulla descrizione dei luoghi, delle persone, vedendole in particolari atteggiamenti, descrivendone sfumature, che là per là possono sembrare quasi inutili ai fini della storia “gialla” ma che invece secondo me aiutano il lettore a sentirsi parte dello scenario e a guardare i personaggi da vicino, come se li si conoscesse di persona.

Mi è piaciuto lo stile di Farinetti a tratti colloquiale, certamente diretto, moderno, senza fronzoli. E ho apprezzato appunto il suo introdurre pian piano il lettore nella storia, allacciando man mano fili che  andranno a tessere la tela del giallo vero e proprio.
Passando finalmente ai personaggi, cito subito Sebastiano Guarienti, uno sceneggiatore già presente in altre opere di Farinetti, che arriva a Venezia per partecipare al Festival del Cinema: è un pò fuori dall’ordinario come protagonista di gialli forse, ma questo lo rende ancora più interessante. 
E poi troviamo due anziane sorelle torinesi, un'elegante signora milanese e un eccentrico svizzero con amichetta al seguito, una simpatica ragazza di buona famiglia, una cuoca tanto brava quanto brontolona, il compagno di Sebastiano (che pur apparendo meno di altri personaggi è tratteggiato secondo me molto bene e ha anche un ruolo importante ai fini della storia, insinuando per primo che le cose potrebbero non essere andate come sembra), un paio di giovanotti, un giardiniere/guardiano taciturno...
Insomma, un bell'assortimento di varia umanità, in mezzo a cui si insinua, strisciante come un serpente, la malvagità subdola che si rivela in toto nelle ultime pagine.
Venezia la fa da padrona, questo è certo: come e più ancora di quanto ho detto nello scorso venerdì del libro a proposito di Barcellona nel romanzo "Marina", la splendida città lagunare non è uno sfondo bensì un vero e proprio personaggio di questo giallo, che per come è scritto si presta secondo me moltissimo ad essere la sceneggiatura per un bel film o una fiction.



<<Venezia brilla pallida laggiù. Sembra lo spettro di una vecchia donna avvilita, che fa fatica a prendere sonno.
Eppure il male, anche nella quiete di questa casa immersa nell'abbraccio di un rassicurante giardino, nelle preziose tappezzerie delle molte stanze, anche nella cucina ora buia e ordinata, il male si è insinuato. E non ha un volto ghignante, pauroso, piuttosto sembra riflettere, celato, la tranquillità un pò termale della casa, il suoincanto da vecchia villeggiatura. Ma una nuvola, questa si minacciosa, fatale, incombe sugli ospiti. Ignari.>>


I venerdì del libro su altri blog (elenco in aggiornamento progressivo...):