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Visualizzazione post con etichetta luna di miele. Mostra tutti i post
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lunedì 30 aprile 2018

Proprio in quel preciso istante

Cara Lilli,

perdona l'assenza di questi giorni passati: non è successo nulla di particolarmente importante in realtà, ma capita che il susseguirsi delle cose anche di routine a volte crei più stanchezza (complice anche il clima con questi picchi di caldo a cui io fatico un pò ad adattarmi con la mia pressione bassa cronica) o comunque lasci meno tempo libero del solito.

Oggi volevo dirti una cosa che mi è successa stamane mentre stendevo i panni al sole sul terrazzo di casa: non so perchè mi è venuto in mente il terrazzino a piano terra della prima casa in cui io e mio marito abbiamo abitato appena sposati e dove siamo restati giusto un anno, tra l'agosto del 2006 e l'agosto del 2007, prima di trasferirci nell'appartamento in cui viviamo ancora adesso. 

Su quel terrazzino c'erano due fili sistemati in modo un pò "arrangiato" per stendere il bucato, appunto. E stamattina ci ho ripensato. Ma la cosa che voglio raccontarti non è questa. Questa cosa qui è stata il pensiero che ha fatto da tramite con un altro pensiero, molto più emozionante.

Mi è tornato alla mente il momento esatto in cui ho realizzato che la mia vita era davvero cambiata, dopo che mi ero sposata. 

Io e il mio amore eravamo appena tornati dalla luna di miele per la quale eravamo partiti il giorno seguente alla celebrazione del matrimonio, dopo aver soggiornato una notte presso la stessa struttura in cui avevamo cenato e festeggiato con i nostri invitati.

Eravamo rientrati dal viaggio dopo due settimane, di sera tardi (QUI la bellissima sorpresa che le nostre famiglie ci fecero trovare per il nostro ingresso in quella casa). La mattina dopo io mi sono svegliata abbastanza presto, come mio solito. Il mio novello sposo dormiva ancora.

Pian piano mi sono alzata dal letto e mi sono diretta in cucina. Quella casa era su due piani, la camera da letto era al primo mentre la cucina era a piano terra, per cui sono scesa per le scale... e mentre scendevo,  scalino dopo scalino, ho vissuto uno di quei momenti. Quelli che già mentre li vivi, in diretta, avverti dentro di te la certezza che mai, mai, MAI nella vita li dimenticherai.

C'era un gran silenzio in casa e fuori, era una mattina presto d'estate in un piccolo parco di villette a schiera immerse nel verde ai margini di un paesino di mezza montagna.

E io ho assaporato, proprio in quel preciso istante, lungo quella scala, la sensazione unica di inizio della mia nuova vita, tanto desiderata e progettata con l'uomo che amavo e che ricambiava il mio amore.

Non si dimentica un'emozione così forte, vera, da essere quasi tangibile

E meno male! :)

martedì 14 marzo 2017

Una canzone, un ricordo: CRYING AT THE DISCOTEQUE

Cara Lilli,

stamattina parlavo con una persona di viaggi e non potevo non andare a finire al viaggio più bello della mia vita: la luna di miele, luglio 2006. 

Ok, ok...sarò romantica e prevedibile, ma tu lo sai (anche perchè te ne ho ampiamente parlato qui, qui, qui e qui) cosa sia stato quel viaggio per me e il mio amore, che sensazioni ci siamo riportati a casa, quando abbiamo iniziato la nostra vita insieme per davvero.

Comunque, al di là del viaggio in sè per sè, mi è balenato alla mente un ricordo preciso legato ad una canzone (come spesso accade). 

Eravamo in treno, tra Venezia e Trieste. Un interregionale senza aria condizionata... e in pieno luglio col sole a picco diciamo che faceva un bel pò caldo!

Avevamo un lettore mp3 da cui ascoltavamo musica a volte a turno e a volte in contemporanea. E una delle canzoni della mega compilation che c'era su (un mix di vari generi e di annate diverse) era Crying at the discoteque degli Alcazar, che risaliva a qualche annetto prima.

Ascoltavo proprio quella canzone lì, con le auricolari, mentre il mio neo sposo mi fece una ripresa video, col viso tutto sudato che non era esattamente un bello spettacolo, mentre il treno era in sosta alla stazione di Latisana-Lignano. E io mi esibii in una cantatina un pò stonata, come accade quando hai la musica nelle orecchie e non senti bene la tua voce.

Tenero e buffo ricordo... :-)






martedì 19 novembre 2013

Flashback: Luna di miele - SPOLETO E ASSISI

Cara Lilli,

i flashback sulla mia luna di miele volgono al termine ed oggi ti ripropongo l'ultima tappa, quella fatta a Spoleto, con capatina ad Assisi.

Ecco ciò che ti scrissi quando ero ancora sulla vecchia piattaforma di Virgilio, l'8 giugno del 2010:

<<Cara Lilli,

eccomi a riprendere il racconto della mia luna di miele. Sono arrivata alla tappa conclusiva, quella “imprevista” e quindi molto gradita: eravamo in Croazia quando mia zia (una sorella di mia madre) mi ha telefonato per salutarmi e chiedermi se per caso non potevamo fare una sosta a Spoleto prima di rientrare a casa, dato che lei era venuta al nostro matrimonio ma mio zio invece per motivi di salute non aveva partecipato e ci teneva tanto a vedere me e il mio neo-sposo. Così, una volta a Trieste, abbiamo cambiato i biglietti del treno del ritorno e abbiamo “deviato” verso l’Umbria!

Devi sapere, Lilli, che Spoleto è un luogo a me carissimo fin dall’infanzia, proprio perchè lì vivono questi miei zii a cui sono particolarmente affezionata. E’ lì che io ho fatto il mio primo viaggio da sola da ragazzina e sono tornata poi più volte negli anni per trascorrere qualche giorno di vacanza.

Siamo arrivati alla stazione di Spoleto di sera e mio cugino e sua moglie ci sono venuti a prendere per poi portarci a casa dei miei zii, che ci hanno ospitato anche per dormire…. Pensione completa dunque!!

Quella sera stessa, dopo cena, siamo andati a fare con tutti loro una rilassante passeggiata notturna lungo la strada che circonda l’imponente “Rocca” risalente al 1300 che domina Spoleto dall’alto, con un ponte lunghissimo che affaccia su uno strapiombo. Per mio marito era tutto nuovo perchè non era mai stato a Spoleto prima di allora.

La mattina seguente mio zio ci ha portato a visitare un’atichissima chiesa fuori città, la Basilica di San Salvatore, che risale al periodo paleocristiano (IV-V secolo d.C.). Io stessa non la conoscevo ancora: è molto “essenziale” nella sua linearità e austerità direi, ma proprio per questo anche molto affascinante.

Subito dopo siamo saliti a Monteluco, una montagna a pochi chilometri da Spoleto. E’ un posto che io adoro: verdeggiante fino all’inverosimile e con in cima un piccolo convento fondato da San Francesco in persona nel 1218. Credimi, Lilli, se ti dico che visitare quel convento, entrare in quelle minuscole celle la cui soglia è così bassa che devi per forza chinarti per varcarla, camminare in quel corridoio stretto e in penombra… beh, ti fa venire i brividi. Hai l’impressione nettissima di essere stato trasportato indietro nel tempo…. E tutto intorno regna un silenzio che non è angosciante, ma bensì dona pace e rilassa.

Il pomeriggio (per restare in tema francescano) i miei zii ci hanno portato ad Assisi, dove sia io che mio marito eravamo stati da ragazzini ognuno con le proprie famiglie. Sinceramente ricordavo poco della mia prima visita in quel luogo, quindi è stato bello avere un momento di raccoglimento in quella Basilica meta di tanti pellegrini.

La seconda mattina, invece, mio zio ci ha fatto nuovamente da cicerone in un bel tour per la città, facendoci soffermare soprattutto nella parte alta, dove c’è il borgo antico con ancora delle botteghe rimaste com’erano centinaia di anni fa, con i portoni di legno massiccio e gli interni in pietra viva, e dove c’è anche il bellissimo Duomo. Quest’ultimo ha davanti a sè uno spiazzo enorme, sfruttato per molte delle serate del Festival dei Due Mondi, l’annuale manifestazione internazionale estiva di musica, arte, cultura e spettacolo.

Il bello di Spoleto è che è ancora una cittadina a misura d’uomo, o almeno è questa l’impressione che dà a me.  Il mio giudizio sarà forse anche un pò “di parte”, perchè ti ho già detto quanto vi sono legata, ma credo comunque che sia un posto che difficilmente possa non piacere a chi va a visitarla, fosse solo per la cornice naturale in cui è immersa (l’Umbria è considerata non a caso il “polmone verde d’Italia”).

La partenza (per l’ennesima volta in treno!!!) quello stesso pomeriggio fu un pò triste….non solo perchè dovevo di nuovo separarmi dai miei cari zii, ma anche (e direi soprattutto) perchè ero consapevole che quello era il tratto finale di un lungo viaggio stupendo e indimenticabile. Mio marito manifesta molto meno di me le sue emozioni, ma sono certa che anche per lui quello fu un momento particolare.

Però…c’è sempre un però, Lilli!! Infatti, se aleggiava un pò di malinconia è pur vero che c’era anche un pensiero che rendeva il ritorno meno pesante: da quella sera tardi, infatti, io e l’uomo che avevo scelto come compagno per sempre avremmo iniziato finalmente la nostra vita insieme!!

Ecco, la mia luna di miele è stata questa, Lilli.  Come ti ho detto all’inizio del racconto (oramai tanti giorni fa) ne serbo un ricordo indelebile e posso affermare che io e mio marito non avremmo potuto vivere esperienza più bella, più romantica e più meravigliosamente “nostra” di quella che abbiamo vissuto…>>


 

mercoledì 13 novembre 2013

Flashback: Luna di miele - TRIESTE

Cara Lilli,

un nuovo flashback per te e per gli amici che mi seguono: il racconto della mia luna di miele continua con la terza tappa, cioè TRIESTE. 

Ne approfitto per salutare Saray e Iva che quella città la conoscono molto bene ;-)

Ecco cosa ti scrissi nel post del 19 maggio 2010:

<< Cara Lilli,

la partenza in pullman da Opatija, in Croazia, la ricordo davvero triste: ci lasciavamo alle spalle una settimana incantevole... Ma il viaggio continuava e la tappa successiva è stata la città nella quale avevamo soltanto sostato un'oretta andando da Venezia ad Opatija, ossia la bellissima Trieste.

Stavolta ci siamo fermati lì per 2 giorni, alloggiando in un piccolo albergo situato al secondo piano di un antico palazzo al centro della città e trovato da me su internet; un due stelle, però confortevole e pulito, dove la prima colazione non aveva niente a che vedere con il ricchissimo buffet dolce e salato dell'albergo di Opatija, ma era servita in una stanza in cui, insieme ai pochi tavolini, c'era una credenza "della nonna" che ci dava l'impressione di stare in famiglia, gustando deliziose ciambelle e biscotti fatti in casa.

Trieste è una tipica città mediterranea, dove comprendi (sembra strano, ma è così) che ti trovi in un posto di mare anche se sei in una strada dell'interno da dove il mare non si vede. Lo comprendi dall'architettura, dalla gente aperta e ospitale, dall'aria che si respira.

Questo tipo di città, come anche Napoli ad esempio, ti fa sentire a casa tua anche se non sei di lì. Sono città del mondo, città di tutti... il mare le rende aperte, le arricchisce di possibilità....

Piazza dell'Unità d'Italia toglie il fiato per quanto è bella e per quanto è immensa: spalancata sul mare, circondata da palazzi antichi e meravigliosi, la sera si illumina e se è possibile diventa ancora più suggestiva.

Entrambe le sere abbiamo mangiato una pizza (buona devo dire) e passeggiato a lungo, in un tepore piacevole fino a tarda ora.

Poco lontano da Trieste, raggiungibile comodamente con un autobus di città, c'è il Castello di Miramare, situato su un costone di roccia a picco sul mare, con alle spalle un parco verdeggiante e molto curato: desideravo tanto visitarlo e con mio marito abbiamo trascorso un'intera mattinata in questo posto da favola.

C'era anche un angolo di parco dedicato agli animali e alle piante tropicali, davvero interessantissimo.

La tappa è stata breve, ma intensa. Doveva essere l'ultima, ma invece c'è stato un cambiamento, un prolungamento non previsto...e così ci siamo preparati per prendere l'ennesimo treno che ci ha poi condotto a Spoleto dai miei zii! >>

(continua...)

lunedì 4 novembre 2013

Flashback: Luna di miele - OPATIJA

Cara Lilli, 

continuo con i miei flashback sulla luna di miele: stavolta arriviamo alla seconda tappa, Opatija in Croazia.

Lascio la parola a me stessa, col post del 12 maggio 2010:


Cara Lilli,

ti ho lasciato col racconto della mia luna di miele sulla laguna di Venezia... Ora proseguo con la seconda tappa, quella più lunga (una settimana): Opatija, in Croazia.

Abbiamo raggiunto in treno Trieste (da sottolineare che si trattava stavolta non di un Eurostar bensì di un semplice Interregionale senza aria condizionata, con fuori almeno 40 gradi...) dove abbiamo solo sostato per un'oretta in attesa di prendere il pullman che ci avrebbe poi condotto ad Opatija. 

Sai una cosa? Partendo da Trieste abbiamo varcato nel giro di mezz'ora circa  2 confini! Trieste, infatti è a pochi chilometri dal confine con la Slovenia, mentre dopo un altro quarto d'ora di tragitto si passa il confine con la Croazia.
 
Opatija è stata la nostra "casa" per una settimana, come ti accenavo prima, e credimi se ti dico che lì abbiamo vissuto davvero giornate d'incanto. Non tanto per ciò che abbiamo fatto (nulla di particolare, la classica vita da mare) quanto per il clima rilassato e piacevolissimo che abbiamo riscontrato in quel luogo.

A cominciare dall'albergo in cui abbiamo alloggiato facendo la mezza pensione: affacciato sul mare, grande, imponente...eppure molto "familiare".  Nella spaziosa sala ristorante sembrava di stare quasi a casa propria: ogni settore aveva un cameriere che serviva ai tavoli (sempre lo stesso ogni sera) il che giorno dopo giorno ti permetteva di conoscerlo meglio: noi in particolare avevamo una cameriera, Sonia....la mitica Sonia! Anche adesso se ci penso mi viene nostalgia del suo fare allegro e confidenziale quanto bastava per metterci a nostro agio ma allo stesso tempo attento e professionale. Aveva imparato i nostri gusti e gli ultimi giorni ci faceva trovare già sul tavolo le nostre bibite preferite! E poi cercava di parlare un pò di italiano (come molti del luogo) e questo ce la rendeva ancora più simpatica.

Il mare di Opatija ha una caratteristica: a parte la limpidezza, è gelato! Si, anche a tarda mattinata, sotto un sole che picchia in testa, ti tuffi e per i primi minuti hai l'impressione di trasformarti in un cubetto di ghiaccio :-D ...solo dopo un pò cominci ad avvertire un senso di benessere tonificante.

I pomeriggi li abbiamo dedicati al riposo e poi ad una bella passeggiata. Due minuti ed eravamo sul lungomare, tra gente festosa ma non chiassosa, tra alberghi tutti in fila, tra aiuole e fiori.

Opatija ti dà l'impressione della cittadina che vive di turismo, che si è "aperta" all'occidente per così dire con quel pò di modernità che serve ad attirare i villeggianti, ma conserva un qualcosa di orientale (pur non essendo un paese dell'estremo est) e di antico...non so spiegarlo bene a parole...ha un tratto vagamente "retrò" che la rende affascinante. Lo ritrovi nell'architettura, nello stile dei lampioni, nelle fontane.

Un ricordo su tutti: passeggiando in un tratto più appartato del lungomare, nel sole basso del tramonto, abbiamo seguito la stradina che procede curvando e ci siamo trovati su una rotonda riparata dagli alberi che affaccia su un gruppo di scogli...su uno di questi, il più alto, si trova la statua che è il simbolo della città: la "Ragazza col gabbiano". Il tutto è avvenuto con un suggestivo sottofondo musicale: chissà dove (io non sono riuscita a vederlo) qualcuno stava suonando un vecchio organetto...

La "Ragazza col gabbiano" - Opatija

Ecco: quello è stato un piccolo frammento di eternità, Lilli, in bilico tra passato e presente. Quello è stato forse il cuore della luna di miele.

(continua)


lunedì 28 ottobre 2013

Flashback: Luna di miele - VENEZIA

Cara Lilli,

ecco un nuovo flashback che mi consente di riproporre il post in cui, nel maggio 2010, avevo descritto la prima tappa della luna di miele.

Non aggiungo altro. Leggi qui:


"Cara Lilli,

eccomi qui a parlarti della prima tappa della mia luna di miele: Venezia, una delle più romantiche  città del mondo, unica nel suo genere.

Io a dire il vero c'ero già stata (nel 1981 e nel 1987) con la mia famiglia, ma entrambe le volte per un solo giorno, un giretto e via. Il mio maritino, invece, non c'era mai stato. Sembrerà retorico, ma ti giuro che questo fatto che per lui fosse tutto nuovo da vedere in quella città meravigliosa, l'ha fatta apparire "nuova" anche a me!

Ebbene, il 19 luglio 2006, dopo un viaggio estenuante in treno Salerno-Mestre (più di 10 ore  effettive, con cambio a Roma), la prima cosa che ci è capitata è stata di sbagliare la fermata dell'autobus dove scendere per andare al nostro albergo, su indicazione (non richiesta, tra l'altro!) dell'autista dell'autobus stesso...pazzesco!!! Sotto il sole ancora bello caldo delle 18 ci è toccato un tratto di buoni venti minuti a piedi su una strada a scorrimento veloce, verso Campalto (frazione in cui abbiamo alloggiato, ben collegata a Venezia, con corse di autobus molto frequenti).

Credimi, siamo giunti in albergo disfatti!! Ma tutto poi è stato bellissimo, Lilli, per fortuna.

Non sto qui a raccontarti ogni passo che abbiamo fatto in quei tre giorni, ma voglio piuttosto riportarti qualche nota a margine...per così dire :-)

La prima cosa che pensi quando arrivi a Venezia, sulla laguna, è magari la più scontata, ma inevitabile..."Ma come faranno queste persone a vivere in mezzo all'acqua???"...Ti giri intorno e vedi palazzi (meravigliosi per altro) che spuntano fuori dal mare... Noti immediatamente che manca qualcosa...ma cosa? Ah, certo!! C'è un'assenza importante: le automobili, che imperversano in tutte le città "normali", qui sono sostituite da traghetti, motoscafi...e naturalmente gondole. Perfino i taxi sono barche e accanto ai portoni delle case, invece dei box-auto, vedi piccoli attracchi per imbarcazioni...incredibile!!

Cammini lungo i canali e per le calle e soprattutto in quelle più strette e nascoste trovi finestrelle e balconcini deliziosi, pieni di fiori o di girandole colorate... Passi su ponti che "cavalcano" il mare e ce ne sono di ogni genere: piccoli, medi, grandi, semplici e senza fronzoli o più artistici e imponenti (vedi il famosissimo Ponte dei Sospiri o quello di Rialto).

Non puoi girarti che vedi negozietti che traboccano di oggetti di vetro (Murano è a pochi passi...pardon, a poche bracciate a nuoto :-D) o di centrini e pizzi (lo stesso dicasi per Burano) e ti chiedi..."Ma come si sceglie in quale negozio fermarsi per acquistare un souvenir??? Sono tutti uguali!!!"

Resti (stavolta negativamente) colpito dal livello smisuratamente alto dei prezzi...sia che si tratti di negozi di vario genere, sia che si tratti di bar, trattorie o ristoranti, se vuoi entrare devi farti bene i conti di quanto hai nel portafoglio, putroppo! Ma noi per mangiare abbiamo avuto una "dritta" che ci ha salvato in corner: una mia zia, che vive a Pordenone e che è stata molte volte a Venezia, ci ha indicato una tavola calda-self service in una calle dietro la piazzetta dove si trova la statua di Goldoni, in cui poter mangiare bene senza dover spendere una fortuna...e mio marito l'ha ribattezzata la "Premiata rosticceria zia Elettra" :-D!!!

Ecco Lilli...spero di aver reso minimamente l'idea di cosa sia Venezia"

(continua...)