AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

sabato 10 novembre 2012

Plumcake colorato

Cara Lilli,

in questo fine settimana magari c'è chi vuol preparare un dolce veloce e semplice e dunque ecco la mia proposta: per stupire un pò la mia monella, che ama molto i dolcetti che le sforno io per colazione e merenda, ho pensato di usare i coloranti alimentari e fare un plumcake diverso dal solito.

Risultato? Lei è rimasta molto colpita e felice
! E ti dirò che io e mio marito non abbiamo disdegnato di mangiarne un pò anche noi ;-)

Ho usato una ricetta semplice allo yogurt (oramai mi regolo da sola con le proporzioni, ci ho fatto...l'occhio!) ed è venuto bello soffice:


- farina gr 250
- zucchero gr 150

- burro gr 70

- yogurt bianco (o meglio ancora alla vaniglia) gr 125

- latte ml 100

- 1 uovo
- 1 bustina di lievito per dolci

- 1 bustina di vanillina

- coloranti alimentari in fialetta di 2 colori diversi (io avevo rosa e azzurro)
 


Frullare l'uovo con lo zucchero, fino ad ottenere un bel composto spumoso. Aggiungere il burro ammorbidito, continuando a frullare. Unire poi lo yogurt e infine il latte, amalgamando il tutto.
 
Incorporare al composto così ottenuto la farina, la vanillina e il lievito, mescolando per bene. 

 
Dividere l'impasto in due parti, unendo ad ognuna un colorante diverso (io ho usato l'intera fialetta di ognuno dei due colori e forse sono risultati un troppo "carichi", magari ne basta anche di meno).
 

Imburrare e infarinare uno stampo da plumcake, versarci prima l'impasto di un colore, poi quello dell'altro colore ed infornare a 180° per 30-35 minuti.

Ed eccolo qui, il plumcake colorato:




Buona colazione o buona merenda, Lilli!

 

venerdì 9 novembre 2012

I venerdì del libro (106°): HO IL TUO NUMERO

Cara Lilli,

oggi è venerdì e, per seguire anche questa settimana l'iniziativa di HomeMadeMamma, ti voglio parlare di un libro letto alcune settimane fa: HO IL TUO NUMERO di Sophie Kinsella.

Dopo aver letto con discreto piacere La regina della casa, ho avuto l'occasione di scaricare l'ebook di quest'altro romanzo della Kinsella e l'ho iniziato con curiosità, per vedere se differiva dall'altro o meno.

Ebbene, differisce in poco: la trama segue uno schema molto simile (un personaggio femminile protagonista, una situazione parecchio forzata, per non dire al limite dell'inverosimile, un uomo che si capisce fin dal primo momento sarà quello che le farà battere il cuore, una sorta di intrigo economico-aziendale da risolvere) aggiungendo l'elemento in più di un fidanzato ufficiale-quasi marito che in "La regina della casa" invece mancava.
Anche qui poi è la protagonista a narrare in prima persona le proprie vicende.

Vicende che prendono il via dallo smarrimento dell'anello di fidanzamento da parte della simpatica Poppy Wyatt, seguito a ruota dal furto del suo cellulare e poi dal ritrovamento casuale (e dall'appropriazione indebita!) di un altro cellulare perfettamente funzionante, addirittura nel cestino dell'immondizia di una sala di un grande albergo.

Su questo nuovo cellulare Poppy riceve la telefonata di un uomo piuttosto scorbutico che naturalmente cerca tutt'altra persona...e da lì si dipana una storia a tratti assai simpatica, a tratti assai scontata (e comunque, come già detto, alquanto inverosimile) che fa trascorrere qualche ora di svago a chi la legge. Almeno per me è stato così.

Che aggiungere? Nulla più, credo. Non stiamo parlando di un libro importante, ma di una parentesi leggera tra letture più impegnate o comunque dal valore artistico ben più alto. 

Magari prossimamente proverò anche a leggere la saga di I love shopping...potrei trovarla carina, no?



<< Spengo lo smartphone e per un attimo guardo la luce che svanisce. Adesso non c’è più nessuno, lì dentro. È una scatola morta e vuota.>>


I venerdì del libro su altri blog li trovi QUI

martedì 6 novembre 2012

Perdonare me stessa

Cara Lilli,

oggi, alla fine dell'ora di logopedia della monella, la terapista come sempre mi ha detto in breve come è andata: era piuttosto soddisfatta, cosa che per fortuna capita spesso ultimamente, perchè la monella è stata tranquilla, ha seguito le sue indicazioni e si è impegnata. E poi ha aggiunto una cosa che mi aveva già detto dopo le prime terapie, più di un anno fa: "La fortuna di questa bambina è avere una mamma come lei."

Io sarei la fortuna di mia figlia perchè ho avuto la lucidità di vedere il suo problema e di vederlo precocemente (prima dei due anni); perchè non mi nascondo dietro un dito e guardo in faccia la realtà, agendo di conseguenza in modo da dare alla monella tutto il sostegno di cui sono in grado perchè recuperi tutto il recuperabile e acquisisca le competenze che la rendano autonoma quanto più possibile, compatibilmente con il suo disturbo; perchè con me lei e gli altri dello staff del centro riabilitativo possono parlare senza fraitendimenti, con schiettezza, sapendo che comprenderò quanto mi dicono e cercherò di metterlo in pratica.

Che fortuna avere una mamma come me, dunque.

Ma tornando a casa oggi, dopo aver avuto questa nuova attestazione di stima, ho riflettuto e mi sono chiesta se la logopedista la penserebbe ancora così venendo a conoscenza di certe cose...

Cosa direbbe di me se sapesse che fino alla scorsa estate, cioè fino a che la monella non è riuscita a imparare ad andare in bagno "come i bimbi grandi", mi facevo un sacco di problemi a farle indossare pantaloni o gonne che scoprissero un pò la pancia o troppo aderenti sul culetto perchè mi sentivo a disagio davanti agli estranei che avrebbero guardato la mia bambina e avrebbero visto che indossava ancora il pannolino? Si, mi sentivo un sacco a disagio. Me ne vergognavo ecco. E a volte lo trovavo quasi umiliante. Non per lei, ma per me. E poi, ogni volta, rinsavivo e trovavo umiliante averlo trovato umiliante. E stavo ancora peggio.

E questo è solo un esempio, Lilli. Potrei riportartene altri simili.

Dunque...cosa direbbe la logopedista se sapesse quello che a fatica (perchè mi costa fatica scrivertelo, sappilo) sto rivelando a te? Sarei ancora degna della sua stima?

Non è stato un bel viaggio di ritorno a casa, quello di oggi. Mille pensieri e mille sensi di colpa nei confronti della mia bambina. Di quella creatura meravigliosa che merita tutto l'amore del mondo e di più.

Alla fine, poi, dopo tanto rimuginare, mi sono detta una cosa e la dico anche a te, Lilli: devo avere un minimo di comprensione per me stessa, devo accettare i miei limiti, devo perdonare me stessa per quelle defaiances

Perchè io amo mia figlia sopra ogni altra cosa, perchè quelli sono episodi che sono capitati e che potrebbero capitare ancora in futuro, ma non compromettono quanto di buono sto facendo.

Devo imparare a convivere con le mie debolezze, devo ammettere (e lo sto facendo) che posso sbagliare quando si tratta della monella e del mio approccio al suo problema.

Ma non devo neppure perdere tempo ad autocommiserarmi. Devo rimboccarmi ogni volta le maniche e ricominciare da dove ho lasciato, scacciando via i pensieri brutti.

Perchè è ovvio che la logopedista non pensa affatto che io sia perfetta come persona, ma apprezza ciò che come mamma sto cercando di fare. 

E io voglio continuare a farlo.



NOTA: Con questo post partecipo al POSTorming di novembre di HomeMadeMamma

domenica 4 novembre 2012

Hamburger morbidi in padella

Cara Lilli,

oggi è domenica e magari c'è chi non ha ancora un'idea di cosa prepapare per pranzo. Così ho pensato di postare una ricettina veloce e semplice (come sono sempre le mie!) per preparare qualcosa senza troppo impegno ma con un risultato comunque saporito ;-)

Tempo fa avevo la carne macinata di maiale da usare e non volevo fare i soliti hamburger alla piastra....così li ho cotti in padella e ci ho aggiunto un ingrediente che li ha resi morbidi e buoni.

- carne macinata di maiale gr. 500

- 1 uovo
- 1 patata media
- sale
- pepe
- pangrattato
- olio evo

Ho lessato la patata (l'ingrediente "speciale") e l'ho passata nello schiacciapatate, unendola subito alla carne macinata. Ho aggiunto anche l'uovo, ho salato e pepato il composto, amalgamando bene tutti gli ingredienti.

Mi è venuto bello compatto ma morbido. Ho formato gli hamburger e li ho passati nel pangrattato, stando attenta nel maneggiarli perchè appunto erano molto morbidi.

Ho scaldato una padella antiaderente con un filino d'olio evo e ho cotto a fuoco moderato i miei hamburger circa 3/4 minuti per lato.

Sono venuti croccantini fuori, grazie al pangrattato, e morbidi dentro :-) 




 Buon appetito Lilli!



venerdì 2 novembre 2012

I venerdì del libro (105°): CAMERA CON VISTA

Cara Lilli,

questo venerdì seguo l'iniziativa di HomeMadeMamma parlandoti di un romanzo letto nel mese scorso insieme al Gruppo di Lettura Bryce's House e cioè: CAMERA CON VISTA di  E.M. Forster .

Non lo avevo mai letto nè ho visto il film che ne è stato tratto (o forse ce ne sono stati più d'uno, non ricordo...).

Si narra la vicenda di una giovane inglese, Lucy, che nel primo decennio del '900, fa un viaggio in Italia (prima Firenze, poi Roma) con una cugina più attempata di lei. Incontra una variegata comunità anglosassone, a Firenze in particolare, e inizia un percorso che la porterà a maturare e a trovare in un certo senso la propria strada, una volta rientrata in Inghilterra.

E' curioso che nella parte del libro (quella iniziale) ambientata in Italia di italiani se ne vedano pochi, cioè, alla fine, eccetto forse il vetturino della carrozza che porta in gita i turisti sulle meravigliose colline di Fiesole, Lucy ha a che fare quasi esclusivamente con suoi compatrioti residenti lì (come la direttrice della pensione in cui alloggia) o in vacanza come lei.

A parte ciò, devo dire che la prima parte mi è parsa un pò lenta, poi il romanzo mi ha preso di più man mano che la storia è andata avanti.

Però, nonostante il personaggio di Lucy mi piaccia abbastanza, nonostante io abbia apprezzato e condiviso la sua scelta di vivere come veramente "sente" di fare e quindi la scelta tra due prendenti assai diversi tra di loro per mentalità e carattere...dicevo, nonostante ciò c'è una cosa che mi è mancata. Cioè...l'autore mi ha a tratti dato l'impressione di "saltare" delle parti, non so se riesco a spiegarmi.

Per me è stato un pò come se la lotta interiore di Lucy, i passi che l'hanno portata alla scelta finale siano stati descritti poco approfonditamente o quanto meno in modo più indiretto che diretto.

Ecco, forse alla fine pensandoci bene posso dire che mi è parso di comprendere Lucy e il suo mondo, la sua anima, più attraverso chi le sta intorno che non attraverso lei stessa. E in particolare attraverso chi forse l'ha capita più di tutti e prima di tutti: il vecchio Emerson, figura che mi è piaciuta particolarmente, padre di uno dei due pretendenti di Lucy.

Nel complesso il romanzo mi ha lasciato un buon ricordo, ma non mi ha davvero entusiasmato. Direi che, come ho scritto su anobii, gli dò 3 stelle (abbondanti) su 5.




<< Non è possibile amarsi e separarsi. Si vorrebbe che lo fosse. Ma l'amore lo si può trasformare, ignorare, confondere, ma non estirparlo da dentro di sè. So per esperienza che i poeti hanno ragione: l'amore è eterno.>>


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