AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

venerdì 10 maggio 2013

Di tracolle e di numeri...!!!

Cara Lilli,

pochi minuti fa, in soggiorno:

Monella (sorridendo): "Mamma! 88!!"

Io (perplessa): "88??? Ma che vuoi dire?"

Monella (sicura di sè): "Là, sulla borsa! 88!!"

Io (guardo la mia borsa, appesa alla maniglia della porta): "..."



Dove io vedo banalmente quattro anelli decorativi della tracolla della mia borsa, lei vede il numero 88. 

Ora. Come la chiami tu una bambina così?

Monella...sempre più matematica!!! 


PS: e non ha certo preso da me...per informazioni a tal riguardo si prega di rivolgersi al papà informatico (scusate il gioco di parole!)  ;-)

I venerdì del libro (130°): I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI

Cara Lilli,

come mia abitudine oggi che è venerdì aderisco all'iniziativa di HomeMadeMamma e ti presento un libro letto ad aprile insieme al Gruppo di Lettura Bryce's House: I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI, di Erri De Luca.

Finalmente. E' stato il mio tanto sospirato incontro con questo autore. Lo tenevo in lista d'attesa da tempo, ma rimandavo. Poi, ad aprile appunto, la lettura condivisa con le ragazze del GdL mi ha fatto fare il primo passo verso Erri De Luca, scrittore osannato da più persone ma anche ridimensionato da altre. 

Dovevo proprio farmi un'opinione personale, era necessario: ed adesso ce l'ho.

Non ti tengo oltre sulle spine: questo libro mi è piaciuto.

De Luca parla di quando aveva 10 anni (quando si comincia a scrivere la propria età con due cifre...) e si sentiva come imprigionato in un corpo che non ne voleva sapere di crescere e che lo faceva apparire sempre uno scricciolo, mentre lui dentro era maturato, aveva un animo profondo, conosceva il mondo degli adulti e aveva imparato a capirli (anche se non lo dava troppo a vedere, se no loro poi se ne risentivano...).

Lo spunto per parlare di sè a quella specifica età è dato all'autore dal racconto dell'estate trascorsa sull'isola di Ischia, senza legare con nessun coetaneo (anzi, litigandoci) tranne che con una ragazzina un pò fuori dal comune, un pò solitaria, amante degli animali, aspirante scrittrice.

Sarà proprio lei a fare riferimento ai pesci che non chiudono gli occhi, in un'occasione molto delicata e importante che non voglio svelare per non togliere il gusto della lettura a chi ancora non conosce questo libro.

Insomma: uno scritto che mi ha colpito.

Però è stato un pò strano per me l'evolversi della lettura: 
- all'inizio ho pensato che era un libro bello, piuttosto originale; 
- verso la metà ho iniziato a pensare che in effetti era un pò troppo slegato, un'insieme di pensieri anche belli, di profonde riflessioni, senza però un vero legame tra loro tranne forse che per la storia della ragazzina, con divagazioni che parlavano del presente o di altre epoche del passato; 
- poi ancora, arrivando verso la fine, mi sono resa conto che mi era piaciuto davvero!!

Non so come spiegarlo: proprio nelle ultime pagine ho sentito che mi ero legata a quel bambino di 10 anni, ma anche a quell'uomo che scriveva di sè bambino...ho sentito che i suoi pensieri mi avevano affascinato e mi erano entrati in cuore senza che me ne accorgessi subito, ma pian piano, silenziosamente, un pò alla volta.

Ci sono passaggi molto poetici, si potrebbero tirare fuori un sacco di citazioni.

Non so se altri libri di questo autore mi piaceranno allo stesso modo, ma proverò senz'altro a leggerli, adesso che ho "rotto il ghiaccio".




<<"Sarò un pò fredda con te sulla spiaggia, non ci badare. Non faremo il bagno insieme. Proveremo a vederci di pomeriggio, intesi?". Dissi un si confuso, lei mi prese la mano sott'acqua e me la strinse. Non era madreperla nè pane, era corrente.>>

<< A settembre succedono giorni di cielo sceso in terra. Si abbassa il ponte levatoio del suo castello in aria e giù per una scala azzurra il cielo si appoggia per un poco al suolo. A dieci anni potevo vedere i gradini squadrati, da poterli risalire cogli occhi. Oggi mi contento di averli visti e di credere che ci sono ancora.>>

<<A un bivio ci separammo, sciogliendoci le mani senza necessità di altro saluto. [...] La vita aggiunta dopo, lontano da quel posto, è stata una divagazione.>>


I venerdì del libro di oggi su altri blog li trovi QUI.

mercoledì 8 maggio 2013

"VIVA" il monello!

Cara Lilli,

non a caso ho scritto tra virgolette e in maiuscolo il "VIVA" del titolo e adesso ti spiego perchè: il mio monello da una quindicina di giorni si è appassionato al brano strumentale dei Pooh che si intitola appunto "VIVA" ed è successo per caso, mentre io ascoltavo dal pc una serie di vecchie canzoni.

Ho notato che gli era piaciuto e gliel'ho fatto risentire: da allora, appena lo sente partire corre da me ridendo e vuole essere preso in braccio perchè dobbiamo ballarlo insieme! E vedessi come si esalta, tutto beato :-)

Colgo l'occasione, giacchè mi trovo scrivendo, per farti un pò un nuovo punto della situazione riguardo al piccolo di casa (lo scorso aggiornamento, risalente a gennaio, è QUI).

Dunque: il monello oggi.
Vediamo...

Il monello è ancora bellissimo (vedi sempre la nota della scorsa volta, e cioè che ogni scarrafone è bello a mamma sua, si, però davvero lui è tanto carino a detta di tutti!!) e il suo sorriso tenero e furbetto allo stesso tempo fa sciogliere chiunque lo guardi.

Il monello ama ancora tantissimo sia le fette biscottate (che sono anche la sua merenda ufficiale a metà mattina alla ludoteca) che Peppa Pig (che ora guarda con più attenzione ancora di prima, accomodandosi sulla sediolina verde che fino a non molto tempo fa era della monella).

Il monello continua a non volerne sapere di sedersi nell'acqua per fare il bagnetto, sta all'inpiedi con papà che lo mantiene e mamma che lo lava con spugna e doccetta e al momento del lavaggio e soprattutto del risciacquo dei capelli son dolori!! Lamenti e tentativi di divincolarsi a non finire!

Il monello, a tal proposito, ha oramai una bella capigliatura castana e ricciolina (non poteva essere diversamente con mamma riccissima, papà riccio e sorella coi boccoli!) che gli dona un'aria assai sbarazzina. Il fatto è che avendo lineamenti delicati a volte viene scambiato per una femminuccia :-(  pur se naturalmente lo vesto da maschio (e allora mi chiedo: ma come fanno a credere che sia una bambina? boh!). Ma io per ora non gli taglierò i ricciolini, è troppo carino e poi è ancora piccolo.

Il monello è ancora mammarulo all'ennesima potenza (lo rispiego per chi non avesse letto il post dell'altra volta: dalle mie parti si intende chi vive in simbiosi con la sua mamma). Non c'è niente da fare: nonostante il distacco avvenuto con la frequenza giornaliera alla ludoteca, nonostante io faccia di tutto per spingerlo ad allontanarsi un pò da me, lui mi cerca senza sosta, ama proprio starmi appiccicato, strofinarsi con la testa nell'incavo del mio collo, abbracciarmi stretto stretto, cuore contro cuore. 

Il monello è sempre un piccolo terremoto, ma almeno adesso sembra gli sia passata la voglia di salire in piedi sui tavoli, quindi le sedie che sempre nell'altro post avevo detto erano state dislocate nell'ingresso o nel corridoio, da poco hanno ritrovato la loro antica e normale collocazione, ossia intorno ai tavoli della cucina e del soggiorno. 

Il monello dovrebbe trasferirsi a dormire nella cameretta con la monella: l'idea era di farlo in estate, ma da pochi giorni è iniziato uno strano periodo in cui tende a svegliarsi di notte come spaventato da qualcosa e vuole essere tenuto stretto fino a che non riprende sonno, preferibilmente accanto a me nel lettone. Una volta riaddormentato io lo riposiziono nella culla, ma devo stare a ttenta che non si risvegli durante il passaggio, se no piange...

Ora: la monella aveva, fino a un'annetto e mezzo fa, risvegli notturni frequenti e lunghissimi che mi hanno letteralmente tolto la salute, ma era diverso perchè lei quando si svegliava non voleva assolutamente più dormire, voleva alzarsi, andare in soggiorno ecc., mentre il monello ha tanto sonno e vuole dormire però stretto a me!

Devo vedere come va nei prossimi giorni, se è solo un periodo passeggero o se va avanti così. Valutando la cosa poi insieme a mio marito si dovrà decidere se provare a spostarlo nella camera con la sorellina o attendere che sia più pronto a questo distacco. Ti farò sapere, in ogni caso.

Che altro dire... 

Il monello è sempre monello, si sa, ma riesce sempre a tirare fuori tutto l'amore della sua mamma con un solo sguardo!!! 

:-)

domenica 5 maggio 2013

Biscotti medievali

Cara Lilli...

...eheheh, me la rido :D 

Si, scusa, è che me la rido pensando a chi si è precipitato a leggere questo post pensando di trovarci una specie di ricetta segreta per fare dei biscotti addirittura tipici del medioevo e stupire così i propri ospiti!!!

Confesso: ho giocato un pò col titolo, però ho preso spunto dalle parole-chiave tramite cui qualcuno è arrivato al mio blog ;-)

Incredibile ma vero, c'è chi mi ha trovato digitando proprio "BISCOTTI MEDIEVALI": ora, va bene che ho parlato del medioevo in occasione della recensione di Hyperversum, però la cucina medievale non rientra esattamente tra le mie conoscenze!

Però si scoprono anche cose molto interessanti spulciando tra le origini del traffico verso il proprio blog: ad esempio, indovina un pò qual'è la prima voce che vien fuori (almeno attualmente) se fai una ricerca su Google digitando "ZUCCHINE TONDE RIPIENE DI CARNE"? Ma si: è quella relativa al mio post!!

E sono soddisfazioni! :-)

E se digiti "LIBRETTI DI PEPPA PIG"  (sempre attualmente) il link del mio post sui libretti cartonati amati dalla monella è secondo solo a quello di Amazon relativo a quegli stessi libretti: non male!

Poi c'è chi mi ha preso per un'imbianchina o una pittrice ("COME OTTENERE IL COLORE AVIO") oppure chi, che allegria!, mi ha scambiato per un'impresa di pompe funebri che offre un servizio completo finanche di accompagnamento musicale per la salma ("CANZONE PER ACCOMPAGNARE UNA PERSONA CARA SCOMPARSA")...aiut!

C'è chi è un romanticone o forse più probabilmente una romanticona e mi ha trovato digitando "NOZZE DI ROSE" (???).

E poi la mia innegabile e rinomata abilità culinaria (si, va beh...!!!) la fa da padrona: "DOLCI CON L'ORZO", "HAMBURGER MORBIDI PER BAMBINI" (perchè poi gli adulti gli hamburger se li possono mangiare pure rinsecchiti e duri come una pietra!!!), "TORTA CON ACQUA FRIZZANTE", "QUALE MIELE USARE NEL CIAMBELLONE" e via discorrendo.

Insomma...un post leggero (e piuttosto inutile, aggiungerei) questo, ma adatto ad augurare una serena e allegra domenica a chiunque passi di qui oggi!

:-)

venerdì 3 maggio 2013

I venerdì del libro 129°: IL BAMBINO INVISIBILE

Cara Lilli,

aderendo anche questo venerdì all'iniziativa di HomeMadeMamma, ti parlo di un libro letto un paio di mesi fa, scelto in seguito alla recensione fatta mi pare a dicembre scorso da una partecipante al VdL (che non ricordo chi fosse, mi spiace!) e poi recensito anche da Stefania.

Si tratta de IL BAMBINO INVISIBILE, di Marcello Foa.

E' una storia vera, una storia dura. La storia, narrata in prima persona, di un bambino cileno orfano e povero, che vive all'inizio degli anni '80 con suo nonno e la moglie di questi in un villaggio tagliato fuori dal mondo.

Manuel ha solo 5 anni quando la sua già non facile vita fatta di stenti, di maltrattamenti verbali e fisici da parte del nonno subisce uno scossone: qualcuno apre come uno spiraglio sul suo passato, su sua madre che non c'è più, sulle responsabilità di quell'uomo che lui chiama nonno...e la reazione del piccolo è la fuga. 

Manuel, infatti, scappa di casa rifugiandosi nel bosco ai margini del villaggio. Da allora, per lungo tempo, egli avrà come amici solo alberi, cespugli, animali selvatici.

La tristezza più grande, al di là delle violenze subìte dal bambino, è che nessuno lo va a cercare e che addirittura, quando lui ogni tanto si avvicina al villaggio, fanno finta di non vederlo quasi fosse invisibile (da qui il titolo del libro).

Il contrasto tra la semplicità e l'ingenuità proprie dell'età di Manuel e la crudeltà e lo squallore che lo circondano fa da sfondo al susseguirsi degli eventi. La Natura che lo accoglie maternamente è paradossalmente più umana degli individui che il piccolo lascia al villaggio.

La storia ha una svolta positiva sul finale, voglio dirlo per rassicurare chi vuol leggere questo libro e magari non sopporta il pensiero di una realtà così brutale e dolorosa. E c'è anche un personaggio positivo, l'unico tra tutti: una vecchia del villaggio che ha pietà del bambino e che lo aiuta in qualche modo, pur nel rispetto del suo voler vivere nella natura, lontano da tutti.

A me il libro è piaciuto abbastanza. Dico abbastanza non perchè non sia scritto bene o perchè non sia interessante, ma perchè per un motivo che non so se saprò spiegarti non mi ha coinvolto in modo veramente pieno. E' come se io mi fossi tenuta un pò ai margini della storia, forse perchè mi sono inconsciamente voluta risparmiare un coinvolgimento troppo straziante. 

Infatti, ad essere sincera fino all'ultimo sono stata indecisa se leggere o meno questo romanzo proprio perchè temevo la durezza della narrazione, dato che davvero da un pò di anni non riesco più a leggere libri o a vedere film troppo crudi basati su storie vere e a maggior ragione se i protagonisti sono bambini.
 

Il bambino invisibile


<< Ogni volta che mi sentivo smarrito pensavo a quella grande pianta, che tanto conforto sapeva darmi, e che, nella mia fervida mente di infante, perdeva le sue sembianze vegetali, trasformandosi in una presenza viva, rassicurante.  [...]  Era la mia amica sorridente, dai rami possenti e mobili, che vedevo allungarsi in cielo, giocherellare con le nuvole e poi scendere giù fino a me per avvolgermi tra le foglie fino a nascondermi del tutto. Giocherellona e saggia, complice e protrettrice. Come un padre, come una madre.>>


I venerdì del libro di oggi su altri blog li trovi QUI.