Cara lilli,
ci sono date che non si dimenticano. Date di cui ricordi perfettamente dove, come, con chi eri e che cosa stavi facendo mentre accadeva un determinato evento.
Una di queste date per me (e per milioni di italiani) è l'11 luglio 1982.
Dove: ero al mare, nella mia adorata San Benedetto del Tronto e nell' ampia sala TV comune di quello stesso grande residence che ha mi ha visto vivere anche in seguito le più belle estati della mia vita da ragazza.
Come: vestita tricolore, con maglietta bianca, gonnellina rossa e bandana verde in testa.
Con chi: con mio fratello, le mie 2 cugine gemelle e un folto gruppo di amici di spiaggia (tutti rigorosamente vestiti tricolore, in un modo o nell'altro), più tutti i rispettivi genitori.
Che cosa: facevo un tifo assordante per la Nazionale di calcio che disputava la finalissima dei Campionati Mondiali di Spagna contro la Germania Ovest.
Ricordo tutto, ogni cosa, ogni particolare di quella sera magica.
Dalla corsa a prendere i posti migliori nella sala TV fin dal pomeriggio (giuro: noi ragazzi non ci schiodammo da lì neppure per cenare qualcosa prima del fischio d'inizio, le nostre mamme ci prepararono dei panini e ce li portarono giù con bottiglie di acqua e bibite e andavamo in bagno a turno, per non perdere i posti in prima fila!), all'emozione degli inni nazionali, alla presenza in sala di alcuni (pochi) ospiti del residence che erano tedeschi e immagina tu come venissero guardati da tutti noi altri (pur senza cattiveria, eh!), al rigore sbagliato da Cabrini, al gol di Pablito Rossi che sbloccò il risultato, all'urlo liberatorio in corsa di Tardelli dopo il suo 2-0, alla cavalcata sulla fascia destra di Conti che servì a Spillo Altobelli la palla per il 3-0, all'esultanza del Presidente Pertini sugli spalti che agitando l'indice della mano destra esclamò "Ormai non ci prendono più!" (il labiale fu chiarissimo), al gol della bandiera della Germania a pochi minuti dal termine, mentre i poveri villeggianti tedeschi avevano pian piano guadagnato già il fondo della sala, verso l'uscita... fino al triplice fischio finale dell'arbitro e al grido memorabile di Nando Martellini...
"CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!"
E poi...
Gli urli, le lacrime, gli abbracci... Zoff che riceve il trofeo da Re Juan Carlos... la corsa in spiaggia, il bagno in mare, gli adulti che stappano bottiglie di spumante offerte dai gestori del residence...
Una gioia speciale, anche se ero ancora una bambina e ne capivo ancora poco di calcio. Una gioia pura, semplice, contagiosa. Diversa da quella, comuqnue grandissima, sincera e forse più consapevole di tanti anni dopo, nella notte di Berlino, il 9 luglio 2006. Diversa perchè fu la prima in quel senso per me.
Una gioia irripetibile.
Oggi pomeriggio guarderò in TV Francia - Croazia, fnalissima di Russia 2018, tifando per i croati (va senza dire) ma con un pò di amara malinconia nel cuore. Malinconia per la mancata partecipazione degli Azzurri a questo Mondiale, ma forse ancor di più perchè so che quella gioia dell'11 luglio '82 dal vivo non tornerà mai più. Ma nel mio cuore c'è ancora, eccome. Custodita in un angolo speciale, tutto suo.


