AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

venerdì 22 gennaio 2016

Venerdì del libro (220°): LE LUCI NELLE CASE DEGLI ALTRI

Cara Lilli,

stasera per partecipare all'iniziativa di HomeMadeMamma ti parlo di un romanzo letto nelle vacanze di Natale: LE LUCI NELLE CASE DEGLI ALTRI, di Chiara Gamberale.

E' stato il mio primo incontro con questa autrice, conosciuta oramai da alcuni anni dal grande pubblico, ma che ancora non era arrivata tra le mie mani. E la spinta a intraprendere questa lettura mi è stata data dalla mia cara amica Stella, che ama la Gamberale e mi ha sempre detto che valeva la pena leggere i suoi romanzi: sarà felice di sapere (e già lo sa in effetti!) che ho seguito e apprezzato il suo consiglio!

Un libro interessante, partito un pò in sordina forse, ma proseguito con man mano un maggiore coinvolgimento per il lettore...o quanto meno per me, lettrice.

Cosa accade se una giovane donna molto originale, indipendente, bella, fantasiosa, madre di una bambina di cui nessuno sa chi è il padre, muore in un incidente? E più nello specifico...cosa accade alla piccola, che viene a trovarsi sola?

Mandorla (questo lo stravagante nome della bambina) trova una piccola comunità ad accoglierla: sono gli inquilini di un condominio di cui Maria, la madre, era amministratrice a prendersi cura di lei, stabilendo di tenerla a turno in casa per un periodo. Questa decisione apparentemente bizzarra e originale viene in realtà dettata da una scoperta, fatta tramite una lettera scritta da Maria a Mandorla il giorno della sua nascita, e cioè che la bambina è stata concepita proprio nella soffitta di quello stabile, senza però che si faccia il nome del padre. 

Il germe del dubbio, dell'incertezza su chi sia l'uomo di cui Maria parla nella lettera viene seminato, così, nel terreno fertile di questa decisione comune di non voler conoscere quale sia la verità e di fare tutti da famiglia alla bambina. E a lungo andare porterà frutti diversi e anche inattesi a volte, che verranno colti da Mandorla stessa ma anche dai suoi affidatari, con una crescita che avverrà salendo di piano in piano fisicamente (ossia passando da un appartamento all'altro nel palazzo proprio) e pure psicologicamente.

L'autrice presenta un variegato mondo: dalla famiglia quasi perfetta con padre, madre e due figli, all'anziana signora non sposata, passando per la coppia di omosessuali. Tocca realtà differenti, in cui Mandorla va ad inserirsi di anno in anno

Fino ad una conclusione che ci si potrebbe aspettare...ma anche no. Cioè che una volta letta potrà sembrare tanto logica quanto spiazzante. 

E' una sensazione che non starò qui a cercare di descrivere oltre perchè bisogna secondo me leggere la storia, immergendosi in questo variegato mondo, appunto. Tra pensieri, vita quotidiana, debolezze, stravaganze, legami che si creano e si rinsaldano.

Scritto dividendo in modo originale i capitoli, sottolineando il passaggio dal piano terra all'ultimo piano dello stabile in via Grotta Perfetta 315, e alternando il presente raccontato in prima persona da Mandorla ai flashback, con ricordi di ognuno dei vari inquilini del palazzo, questo romanzo mi ha in qualche modo ricordato per l'ambientazione L'eleganza del riccio, che mi è piaciuto molto a suo tempo (vedi qui)

Insomma, un primo incontro positivo con la Gamberale, direi. E non mancherò di leggere altri suoi libri (uno in realtà l'ho già letto....ma ne parlerò poi, un altro venerdì).

 

I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI
  
 

lunedì 18 gennaio 2016

Torta verde al cocco (e neve)

Cara Lilli...

...e inverno fu! 

Si, perchè dopo temperature sopra la media stagionale (se si eccettua qualche saltuaria giornata fredda) possiamo dire che solo adesso è arrivato il vero inverno: quello del vento freddo, dei termometri a zero (e anche sotto zero) e soprattutto della neve!

Stamattina verso le 7, dopo una domenica passata tra sfiocchettate e pause, ho messo la testa fuori per dare un'occhiata e lo scenario era questo...





Ordinanza di chiusura delle scuole per oggi, quindi bimbi a casa e anche il centro di riabilitazione chiuso nel pomeriggio. Lunedì casalingo, quindi!

Così come casalinga è stata la domenica. Nel cui pomeriggio, dovendo accompagnare un bel tè caldo ho pensato di preparare un dolcetto un pò diverso dal solito, con la scusa pure di accendere il forno così si stava più caldi nella cucina-soggiorno ;-)

E pensa che ti ripensa, guardando di cosa disponevo tra frigo e dispensa, mixando un paio di ricette già sperimentate, con piccole modifiche ad hoc, è venuta fuori questa torta verde al cocco!

Buona, morbida, profumata. Se ami la menta e il cocco è il dolce che fa per te!


Ecco la ricetta: 

200 gr di farina

100 gr di farina di cocco

125 gr di yogurt al cocco
 
75 ml gr di latte 

100 gr di zucchero

50 gr di burro morbido a pezzetti

2 uova

1 bustina di lievito per dolci

10 cucchiai di sciroppo di menta


Frullare con lo sbattitore elettrico le uova e lo zucchero. Quando saranno bianche e spumose aggiungere il burro a fiocchetti, lo yogurt, il latte e infine lo sciroppo. 

Incorporare pian piano la farina e il lievito setacciati.

A questo punto versare in uno stampo imburrato e infarinato (da 24 cm di diametro) e cuocere a 180° per 30-35 minuti. 

Per sicurezza fare la prova dello stuzzicadenti, tenendo conto che la farina di cocco rende un po’ meno asciutto del solito l’interno della torta.


Ed eccola qui, verdina e buonissima :-)

IO L'HO SPOLVERIZZATA CON UN PO' DI FARINA DI COCCO

Buon appetito, Lilli!


PS: chissà se nevicherà ancora stasera e se domani le scuole saranno ancora chiuse...vedremo! 

mercoledì 13 gennaio 2016

Memorie di un divano

Cara Lilli,

tu credi al fatto che anche gli oggetti portino in sè traccia del vissuto di una casa, di una famiglia...?

Ah...se potessero parlare, raccontare! Un tavolo, una libreria, uno specchio, una cassettiera...

Un divano, ad esempio.

Si: prendi un divano a tre posti dalla tappezzeria nei toni dell'arancio, preservata da un grosso foulard color più o meno bordeaux con dei disegnini e poi successivamente da un copridivano verdescuro.

Scommetto che se quel divano potesse parlare racconterebbe di una coppia di innamorati che belli comodi guardavano un sacco di film, sgranocchiando popcorn, con una copertina di pile a tenerli caldi nei mesi invernali del loro primo anno da sposati, quando erano ancora soli soletti e poi in attesa, con un pancione a far loro compagnia...

Sarebbe poi arrivato il tempo in cui la sposa, neo-mamma, avrebbe preparato ogni sera un cuscino e un copriletto leggero (sostituito da una trapunta nei mesi a seguire) proprio su quel divano perchè sapeva che al 99,9% dopo la poppata notturna la sua monellina avrebbe avuto le colichette e si sarebbe agitata e quindi per non svegliare lo sposo che al mattino doveva andare al lavoro lei si sarebbe trattenuta in soggiorno, sfruttando il divano per riposare un pò tra un pianto, un'altra poppata e un altro pianto...

Sarebbero arrivate poi altre notti insonni, un pò più in là nel tempo, in cui la monellina più o meno treenne non voleva saperne di starsene nel suo lettino in cameretta e preferiva addormentarsi (e soprattutto restare) su quello stesso divano su cui poi durante il giorno alloggiava, sfogliando i suoi libri preferiti, o sgranocchiando crackers (sbriciolando tutto lo sbriciolabile...), o guardando il vecchio, bellissimo film dei Barbapapà (quello originale dei primi anni '70, con le canzoni di Roberto Vecchioni e con la voce di narrante di Oreste Lionello) o ascoltando le canzoni dello Zecchino d'oro...

Sarebbe arrivato poi come un ciclone un allegro monello, a far di quel divano una montagna da scalare, con l'abitudine di stendersi poi sulla parte alta dello schienale, sfruttando per non cascare giù di dietro il muretto contro cui il divano è appoggiato...

E avvicinandosi sempre più ad oggi, sarebbe arrivato il tempo delle coccole matuttine tra mamma e monelli, alternati o anche insieme, mentre il papà magari ancora dorme... Così come delle coccole tra papà e monelli, più facilmente di sera ma anche nei pomeriggi delle domeniche casalinghe, tra solletico e risate e sonnellini vari...

Ah...quante cose potrebbe raccontare un divano così!  

Quel divano, proprio.

Tante da scriverci un piccolo libro di memorie...


venerdì 8 gennaio 2016

Venerdì "libresco": riepilogo letture 2015

Cara Lilli,

oggi per mancanza di tempo e anche della giusta concentrazione non sono riuscita a scrivere una recensione che sia degna di essere chiamata tale, quindi rimando al prossimo venerdì (ma chi vuole può seguire QUI i consigli di lettura di oggi sul blog di HomeMadeMamma)

Ma almeno non voglio saltare un appuntamento fisso oramai per me di fine anno vecchio-inizio anno nuovo che riguarda pur sempre i libri: il riepilogo annuale delle mie letture.

In modo sintetico ti dirò che nel 2015 ho rallentato un bel pò il ritmo, mio malgrado. Hai visto che anche qui sul blog nella seconda metà dell'anno soprattutto sono stata più assente e il tempo mi è spesso rotolato via senza che me ne rendessi quasi conto. Però ho comunque letto, non mi sono mica fermata del tutto....non sia mai detta una cosa del genere! ;) 

Dunque: nel 2015 ho letto 26 libri.

Il più bello dell'anno? Tra i vari che ho apprezzato al massimo, premiandoli con le 5 stelline, ho scelto "MILLENNIO DI FUOCO - RAIVO" di Cecilia Randall, secondo capitolo di un appassionante, bellissimo dittico. Un fantasy che è più di un semplice fantasy....bisogna leggerlo per capire di cosa parlo :-)

Il più brutto? Non ho dubbi: "TI PREGO LASCIATI ODIARE" di Anna premoli. Banale, a tratti anche noioso. Se ti dico che ho saltato addirittura delle pagine qua e là pur di arrivare in fretta alla fine e toglierlo di mezzo?

L'autore più letto? Si tratta di una self-publisher, Barbara Risoli. Scrive bene, spazia tra generi anche differenti tra di loro e in particolare uno dei suoi romanzi , "LA STELLA D'ORO" mi ha davvero colpito.


Ecco qui. Adesso vedremo questo 2016 come andrà in fatto di libri.

Spero in una ripresa del mio ritmo migliore... ma, anche se così non dovesse essere, ad ogni modo le letture nella mia vita non mancheranno MAI. 

E' una passione troppo radicata in me, non potrei rinunciarci!

:-)


PS: è QUI l'elenco di tutte le mie mie letture da quando ho aperto il blog, divise anno per anno

martedì 5 gennaio 2016

Auguri amore (e muffins allo yogurt, vanigliati e variegati alla crema di nocciole)

Cara Lilli,

ecco il primo post del nuovo anno! E qual modo migliore di inziare se non con gli auguri al mio amore?

Oggi il mio quasi befanino compie 39 anni (c'ho il marito giovine io!!).

Un altro suo compleanno che ci vede insieme, il 17° per la precisione. E già, perchè sono 16 anni e quasi 9 mesi che lo conosco, ma i compleanni sono 17.

Tutti festeggiati alla luce del sole...tranne il primo (quello dei 23 anni) vissuto praticamente in clandestinità perchè ancora in pochissimi sapevano di noi due. E ti dirò che anche quello lì ha avuto il suo fascino! Ne conservo uno splendido ricordo...

Gli auguri al mio tesoro li faccio con tutto il cuore ❤️ per tutto quello che lui desidera, per tutti i suoi progetti e per ogni bene possibile. E perchè sia felice. Tanto, tanto felice!
 

E per addolcire ancor di più questo post augurale, voglio lasciarti la ricetta dei muffins più buoni che io abbia mai sfornato: fatti due volte nel giro di poco tempo e adorati da chiunque li abbia mangiati!

Sono allo yogurt, con doppia dose di vanillina e con crema alle nocciole (non nutella perchè ce ne sono di più salutari, senza olio di palma, e di più "nocciolose" in giro!).

Credimi se ti dico che sono squisiti :-)
 
x 12 muffins  

(NOTA: io ho usato stampini cm 8 di diametro)

- 400 gr di farina 00
- 300 gr di zucchero
- 120 gr di burro
- 2 uova
- 2 vasetti di yogurt bianco
- 50 ml di acqua frizzante
- 1 bustina di lievito per dolci
- 2 bustine di vanillina
- 1 pizzico di sale
- 12 cucchiai di crema alle nocciole 
- granella di zucchero (facoltativa)


Montare le uova in una ciotola con lo zucchero, utilizzando le fruste elettriche. Unire il burro ammorbidito a temperatura ambiente, continuando a montare il composto con le fruste.
Unire lo yogurt e mescolare bene, quindi incorporare la farina, setacciata con il lievito, la vanillina e un pizzico di sale, aggiungendo un poco alla volta anche l'acqua frizzante.

Dividere il composto ottenuto in 12 stampi grandi da muffin foderati con un pirottino di carta (o imburrati e infarinati), versando su ognuno un cucchiaio di crema alle nocciole ben morbida e dando una mescolatina appena appena in superficie. 
Cospargerli facoltativamente con un pò di granella di zucchero e cuocerli in forno caldo a 180° per 20-25 minuti.

A fine cottura lasciare raffreddare i muffins su una gratella prima di servirli.


Eccoli sistemati in una teglia per trasportali più facilmente a casa di amici...

Eccoli più da vicino...

Buon appetito, Lilli!