AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

lunedì 7 maggio 2012

Come muta il dolore

Cara Lilli,

ho scritto un'email ad un'amica che sta vivendo un momento difficile e doloroso e nel digitare sulla tastiera del pc mi sono venute fuori senza rifletterci più di tanto, con semplicità delle parole che voglio riportarti.

Sono poche frasi che cercano di spiegare come a mio avviso si trasforma, come muta nel tempo il dolore grandissimo di fronte a perdite importanti come per me sono state quelle dei miei genitori o comunque di persone care  che mi hanno accompagnato per un lungo tratto della mia vita:

Quel dolore man mano diverrà più sopportabile, pur rimanendo poi in un pezzo di cuore, custodito paradossalmente quasi come un cofanetto di gemme preziose, perchè aprendolo ci ricorderà tante cose, ci porterà indietro nel tempo, ci farà rivivere l'infanzia, i momenti condivisi con i nostri genitori e con le persone care, le nostre radici...e il dolore vero e proprio sfumerà in un sentimento di delicata malinconia, velata di tristezza ma anche portatrice di una strana dolcezza...

Ecco tutto, Lilli. Volevo solo condividere con te questa breve riflessione.


venerdì 4 maggio 2012

I venerdì del libro (83°): IL DANDY DELLA REGGENZA

Cara Lilli,
oggi arrivo un po’ tardi a postare per il consueto appuntamento del venerdì con l’iniziativa di HomeMadeMamma, ho poco tempo e ci si è messo pure Myblog a darmi problemi di registrazione…ma almeno brevemente ti voglio parlare del libro che ho letto nel mese di Aprile con il Gruppo di Lettura Bryce’s House: IL DANDY DELLA REGGENZA di Georgette Heyer.
Dopo aver letto già quasi tutti i romanzi di Jane Austen sempre col GdL (manca solo Persuasione e lo stiamo leggendo adesso), è arrivato questo romanzo di un’autrice del Novecento che non conoscevo affatto e che certo ricalca le storie della sua collega più celebre, tanto è vero che è ambientato nell'Inghilterra dell'Ottocento.
Della Austen poi ti parlerò più in là con un post dedicato a lei, mentre ora per ciò che concerne Il Dandy della Reggenza mi rifaccio a quanto ho scritto nel commentarlo sul blog del GdL: il libro parla di due giovani, Judith e Peregrine Taverner, che alla morte del padre scoprono dal testamento di essere stati affidati alla tutela di Lord Worth, un personaggio che si rivelerà ben diverso da come i due giovani in questione si sono figurati. Questo porterà ad un cambiamento delle loro abitudini e del loro stile di vita…
Ho gradito abbastanza la venatura "gialla" nelle tinte rosa della storia, con gli intrecci che si sono creati è stato abbastanza facile leggere il libro, i personaggi sono risultati piuttosto ben delineati anche se un po’ scontati a mio avviso. In definitiva non posso dire che questo tipo di romanzo sia proprio il mio genere, c'è sempre un "non so che" che mi lascia un pò scontenta, non pienamente soddisfatta. Sarà lo stile un pò antico, sarà il genere di mondo di cui si parla...non so.
Però questo non toglie nulla al fatto che grazie al Gruppo di Lettura sto ampliando le mie conoscenze letterarie ed è un'ottima cosa!

 
<< Era una bella e giovane donna, la signorina Taverner, di statura superiore alla media, abituata negli ultimi quattro anni a sentirsi definire una fanciulla di notevole bellezza; ma lei non ammirava affatto la propria bellezza, di un genere che era propensa a tenere in spregio. Avrebbe voluto avere i capelli neri: le pareva che il colore dorato dei suoi riccioli fosse insipido, ed era una fortuna che avesse almeno le ciglia e le sopracciglia scure, mentre gli occhi, di un azzurro stupefacente (come una bambola di cera, aveva detto una volta a suo fratello), avevano uno sguardo diretto e pieno di vita che dava carattere a tutto il viso. A prima vista, la si poteva giudicare una bambola di porcellana, ma un'occhiata più attenta non avrebbe potuto non notare l'intelligenza dello sguardo e la piega risoluta delle labbra.>>

I venerdì del libro su altri blog (elenco stavolta copiato da HomeMadeMamma!)
 (post originale)

giovedì 3 maggio 2012

C'era una volta or non c'è più

Cara Lilli,

ricordi tutto ciò che ti scrissi al ritorno dal mare l'estate scorsa a proposito del monello, all'epoca detto "pupo ridacchiante"? 

Ti riporto un passo da quel post:

<< E il pupo ridacchiante...beh, vedere lui nel suo impatto col mare è valso qulasiasi sacrificio (svegliarsi presto, penare per far mangiare la monella ecc.) perchè è stato uno spettacolo! Da restare a bocca aperta: un esserino piccolo e neppure troppo robusto che appena ha sentito l'acqua del mare sui piedini ha iniziato a ridere e a sgambettare come un matto...poi il papà lo ha messo in posizione orizzontale, tenendogli le mani sotto la pancia per sorreggerlo, e lui ha istantaneamente assunto una postura da vero nuotatore, devi credermi! Metteva in pratica un perfetto stile rana :-) senza avere la benchè minima paura quando l'acqua gli spruzzava in faccia!
Sulla spiaggia tutti erano stupiti e mi dicevano: "Signora ma questo bimbo è un pesciolino!!"  E chi lo sa, magari il mio piccino sarà un futuro campione di nuoto....a vederlo ora si direbbe proprio di si!>>

Ebbene, Lilli carissima, dimentica quell'immagine perchè quel pesciolino c'era una volta or non c'è più. 

Inspiegabilmente, circa tre mesi fa il monello ha iniziato a piangere prima solo un pò poi sempre più forte quando deve fare il bagnetto, in un crescendo che domenica scorsa è arrivato credo al "picco" più alto: pianti e strepiti sono stati il meno (pensa tu) perchè la cosa peggiore è stato il dimenarsi come un'anguilla morsa da una tarantola, con in più la forza di un'anaconda, tanto che il papà ha dovuto faticare per tenerlo fermo mentre io cercavo di togliergli lo shampoo dai capelli e sciacquarlo almeno un pò.

Così, da un giorno all'altro. E' questa la cosa che ha dell'incredibile. E quella volta che ha iniziato a piangere ricordo bene che io e mio marito ci siamo immediatamente detti che la volta precedente, pochi giorni prima, non era successo assolutamente nulla, che lui aveva riso e sguazzato nella sua bella vaschettona verdina (come sempre da quando è nato) e che quindi non capivamo come mai piangesse.

La monella riccioluta ha attraversato un paio di fasi tra l'anno e i due anni in cui non voleva fare il bagno ma le ha superate abbastanza facilmente e poi magari piangeva, faceva storie, rendeva complicata l'operazione, ma in modo comunque gestibile.

Il monello no. Lui davvero ci ha reso quasi impossibile fargli il bagno senza dovergli mettere una specie di camicia di forza. E la cosa non mi piace affatto. Mi sembra proprio di fargli una specie di violenza, lui resta agitato per un pò anche dopo l'ormai pseudo-bagnetto e non è certo una cosa bella e non penso gli faccia bene.

Con mio marito abbiamo deciso che lo laveremo a pezzi, con delle spugne bagnate magari. Ma il problema grosso sono i capelli. L'acqua in testa oramai non se la vuol più far versare a rischio di farsi prendere una convulsione.

Capirai bene, Lilli, che se uno dice semplicemente: "Sai, mio figlio di 16 mesi non vuol più fare il bagno" potrebbe sembrare una cosa di poco conto. E lo è davvero rispetto a malattie gravi, certo. Ci mancherebbe! Però è un problema reale: pratico, perchè lavarsi deve pur lavarsi, e psicologico perchè questo suo terrore (perchè a questo punto chiamarla paura non mi sembra più sufficiente) lo fa soffrire e fa soffrire noi quando lo vediamo in quello stato.

Naturalmente so che crescendo i bambini prendono più coscienza delle cose, hanno una maggiore consapevolezza del pericolo e cose del genere. Però resta il fatto che è un problema.

Consigli, Lilli?


martedì 1 maggio 2012

Flashback: 3,2,1...si comincia!

<< Ebbene si...si comincia!
C'è una persona che sorriderà leggendo questo post e scoprendo che mi sono finalmente decisa ad aprire un blog tutto mio il giorno dopo aver saputo che lo aveva fatto lei...è un'amica speciale, lei capirà!!
Perchè questo blog? Beh....fin da bambina ho avuto un diario che ho continuato a scrivere crescendo e che quindi è cresciuto con me fino a che mi sono sposata (quindi dai 9 anni circa ai 33) e l'amica immaginaria a cui indirizzavo i miei pensieri si chiamava Lilli...così ora capirete anche il perchè del titolo del blog :)!!!
Insomma....da quasi 4 anni non ho più scritto il diario, un pò per mancanza di tempo un pò perchè mi sembrava diventato superfluo...ma ho capito adesso che non è così: mi manca il mio dialogo con Lilli, uno spazio tutto mio dove dare libero sfogo ai miei pensieri, alle mie rifessioni, alla mia fantasia...
Quindi eccomi qui: riprendo a scrivere (che è la cosa che forse amo di più, insieme al leggere e al cantare) e lo faccio in modo più moderno, in un blog ;)
Se mai qualcuno avrà la pazienza e la benevolenza di leggere ciò che scriverò sarò contentissima, ma se così non fosse...pazienza! Avrò comunque ripreso il filo diretto con la mia anima e con la mia mente :)!!!>>

Cara Lilli,

ricordi queste parole? Si, questo è il mio PRIMISSIMO POST, datato 1 MAGGIO 2010...e ciò significa che OGGI sono trascorsi esattamente 2 ANNI da allora!!!

Questo SECONDO COMPLIBLOG è un piccolo grande traguardo che mi emoziona perchè io metto me stessa in ciò che scrivo e quindi constatare che dopo tutto questo tempo la mia "creatura" è cresciuta, che si sono aggiunti man mano tanti amici che mi seguono con affetto e che ringrazio di cuore e soprattutto constatare che la mia voglia di continuare questo cammino non è scemata, anzi è aumentata mi rende felice!

Perciò io vado avanti e tu, carissima Lilli, amica immaginaria di sempre, sarai ancora il tramite per esternare i miei pensieri sparsi su amore, figli, libri, musica, ricette... :-)


domenica 29 aprile 2012

Biscotti al cacao dal cuore bianco

Cara Lilli,

in questa domenica pomeriggio tiepida si, ma ventosa e anche un pò nuvolosa ti propongo una ricetta per fare dei biscotti buoni buoni che praticamente non sono altro che una versione "al contrario" dei miei Biscotti morbidi ripieni di... dato che quelli erano chiari col ripieno scuro, mentre questi qui sono scuri col ripieno chiaro :-) 

Invece di comprare sempre biscotti confezionati e spendere per di più tanti soldini, quando si può è bello mangiare qualcosa fatto in casa con le proprie manine, magari con uova fresche come faccio io grazie alle galline di mio suocero...no?

Ecco le dosi:

- 200 gr di farina
- 70 gr di burro
- 70 gr di zucchero
- 2 cucchiai di cacao amaro
- 2 uova
- 1/2 bustina di lievito vanigliato
- 100 gr di cioccolato bianco

Versare in una terrina la farina, il burro, lo zucchero, il cacao, le uova e il lievito.
Amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto compatto.
Lasciarlo riposare una ventina di minuti.
Stendere l'impasto non troppo sottile e con una tazzina tagliare dei cerchi (a me di solito vengono 32/34 cerchi, x cui 16/17 biscotti).
Sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria o nel microonde (ma non troppo, deve restare leggermente cremoso)
Mettere metà dei cerchi in una teglia foderata con carta da forno, al centro di ognuno essi mettere un cucchiaino di cioccolato bianco, ricoprire con un altro cerchio e chiudere (i bordi possono essere leggermente spennellati con latte per facilitare la chiusura).
Cuocere in forno a 200 gradi per 10 minuti circa.

NOTA: mio marito dice che ci vuole un pò più di ripieno, perciò magari chi è un grande golosone di cioccolato bianco può aumentare un pò la dose ;-) 


ricette,dolci,biscotti,cacao,cioccolato bianco
ricette,dolci,biscotti,cacao,cioccolato bianco
Buon appetito, Lilli!