AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

martedì 11 giugno 2013

Piccola monella cresce

Cara Lilli,

immagina la scena di pochi minuti fa, qui nella camera della monella (dove è "alloggiato" anche il pc)...


Monella: (guardandosi le mani dalla parte del dorso, con aria triste) "Io non ho le mani luccicanti..."

Io: (perplessa) "Mani luccicanti?"...""Ah!!! Vuoi dire le unghie luccicanti, come quelle della zia V. che ti sono piaciute tanto l'altra sera?"

Monella: "Si!" (pausa) "Io non ho le unghie luccicanti..."

Io: "Tesoro, è lo smalto che rende le unghie colorate e luccicanti, sai? E noi adesso non lo abbiamo!" (ndr: io non uso mai lo smalto)

Monella: "Domani ce lo mettiamo!"

Io: "Dobbiamo comprare lo smalto?"

Monella: (tutta sorridente, ribadendo il concetto) "Si!!! Domani lo compriamo e ce lo mettiamo!!!"


A parte il buffo plurale maiestatis, dettato comunque anche dal mio modo di risponderledirei che la monella sta proprio crescendo, esattamente come qualsiasi altra bimba della sua età...ed è semplicemente meraviglioso :-)

domenica 9 giugno 2013

L'utopia

Cara Lilli,

oggi ho riletto un post di Eli (la mia adorata nipotina virtuale) sul libro di Don Andrea Gallo, "Il Vangelo di un utopista".  

Mi aveva già colpito moltissimo giorni fa, ad una prima lettura, ma adesso ho riflettuto ancora più a fondo e ho ammirato ancora di più una citazione che Eli fa da questo libro e che secondo me è talmente bella,  saggia, positivamente sconcertante e profondamente VERA...da commentarsi da sola.

Te la riporto fedelmente perchè desidero condividerla con te e con chi passa di qui:


<< Mio fratello mi diceva che ero un utopista. Eppure era una persona saggia! L'utopia, nella concezione generale, indica qualcosa che non si potrà mai raggiungere, non si potrà mai realizzare. Ma lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano ce ne spiega il senso: Lei è all'orizzonte. [...] Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare. L'utopia è questo: quando sei convinto che a trecento metri ci sia quello che vuoi raggiungere, li percorri e ti rendi conto che l'utopia è trecento metri più in là, e così via. Per questo ti dici:«Allora è veramente irrealizzabile». Invece no, perché c'è un aspetto positivo: che si sta camminando, e quindi l'utopia si realizza strada facendo.>> (estratto dal Terzo Vangelo: l'utopia)

 
Fa restare senza parole, vero? 

Dovremmo tenere tutti ben a mente questa considerazione, che può esserci di stimolo e di sostegno durante il cammino della vita.

venerdì 7 giugno 2013

I venerdì del libro (134°): IL PREDICATORE e LO SCALPELLINO


Cara Lilli,

sai già che di venerdì ti toccano i post sui libri (e se hai rimostranze da fare, prenditela un pò con Paola di HomeMadeMamma, che è l'ideatrice dell'iniziativa!!!), dunque passo subito a proporti non uno, ma due romanzi gialli che ho letto a dire il vero l'anno scorso: IL PREDICATORE e LO SCALPELLINO, di Camilla Lackberg.

Se ricordi, ti ho parlato un bel pò di tempo fa del romanzo d'esordio di questa autrice (La principessa di ghiaccio), che mi era piaciuto. Mi ero ripromessa di leggere anche i libri seguenti che erano legati al primo per il fatto di avere come protagonista Erica Falck, una scrittrice di biografie che si trova coinvolta in casi di omicidio.

Ecco: adesso posso dirti con cognizione di causa che cosa ne penso.

Entrambi i romanzi mi hanno colpito favorevolmente, mi hanno coinvolto nelle storie narrate e quindi posso consigliarli a chi ama il genere. Se comunque mi chiedi di esprimere una preferenza tra i due, direi che mi è piaciuto di più "Lo scalpellino", non per una ragione specifica ma proprio così...a pelle.

Tutte e due le storie assumono toni più drammatici e a tratti sconvolgenti che ne "La principessa di Ghiaccio", perchè le vittime degli omicidi sono adolescenti (ne "Il predicatore") e bambini (ne "Lo scalpellino").

Piuttosto che darti i particolari delle trame (sono dei gialli, no? meno si sa prima di leggere e meglio è, per non rovinare la suspance!), mi soffermo un attimo sul come la Lackberg racconta gli avvenimenti e cioè con flashback e ricostruzioni del passato (a volte remoto e a volte prossimo) che si alternano ai capitoli sul presente: forse per qualcuno questo modo di procedere potrebbe risultare un elemento di disturbo, un qualcosa che interrompe il fluire della vicenda, preferendo magari che il passato fosse ricostruito in modo unico e definitivo, che so io, alla conclusione del romanzo, quando si tirano le somme. Invece a me piace così, trovo molto stimolante per il lettore avere elementi che, di pari passo con lo snodarsi della vicenda su cui indaga la polizia nel presente, danno modo di farsi man mano un'idea propria e di arrivare a comprendere la verità.

Rispetto a "La principessa di ghiaccio", c'è da sottolineare che Erica Falck subisce una sorta di declassamento a personaggio secondario, perchè il vero protagonista diventa Patrik, il poliziotto già presente nel primo romanzo che alla fine di quella vicenda si era fidanzato con lei. 

Erica, prima in attesa del loro bambino, poi mamma da poche settimane (rispettivamente nel secondo e nel terzo romanzo), supporta il compagno nelle indagini in modo limitato, anche se ne è comunque coinvolta, specie ne "Lo scalpellino", suo malgrado.

Insomma, Lilli: se ami i gialli credo che non rimarrai delusa da questi libri.


Ed io mi ripropongo di leggere appena posso anche gli altri due romanzi della serie ("L'uccello del malaugurio" e "Il bambino segreto"), editi dopo questi qui di cui ti ho parlato oggi!






I venerdì del libro di oggi su altri blog li trovi QUI.


mercoledì 5 giugno 2013

Ore 7:48

Cara Lilli...

...e poi...succede. 

Non ci speravi più, te ne eri fatta una ragione, ti dicevi "non si può avere tutto dalla vita" (e lo dicevi per autoconsolarti).

Poi, invece, contro ogni previsione...succede.

Succede che apri gli occhi una mattina (diciamo oggi), intorno hai solo silenzio e penombra, alzi lo sguardo al di là di tuo marito steso nel lettone accanto a te per vedere la radiosveglia con i numerini rossi luminosi sul suo comodino...leggi 07:48...e pensi di stare sognando. 

Ti stropicci gli occhi e guardi di nuovo, ma i numerini rossi luminosi sono sempre quelli: 07:48.  

E in casa TUTTI dormono.

Quando realizzi che non stai sognando dai uno scossone a tuo marito, che avrebbe già dovuto alzarsi almeno un quarto d'ora prima e balzi giù dal letto per andare a svegliare con un minimo di dolcezza la monella che dorme ancora beata nel bel lettino verde cedro in camera sua, mentre il monello (beato lui) può godersi ancora un pò di sonno nella culla, tanto il suo orario di entrata alla ludoteca è molto flessibile.

Ripensi a quando sia stata l'ultima volta in cui hai aperto gli occhi quasi alle 8  senza che nessuno ti avesse fatto alzare in piena notte una o più volte o ti avesse fatto svegliare definitivamente all'alba o comunque prima delle 7. 

Pensi e ripensi e non te lo ricordi. Non te lo ricordi perchè è successo in un tempo remoto, una vita fa, prima che diventassi mamma e che poi la dose si rincarasse diventando bis-mamma, facendo trasformare definitivamente la sveglia del cellulare o dell'orologio sul comodino in cose inutili da programmare (e infatti non le hai più programmate) tanto tu eri sempre già in piedi da moooolto prima di quando loro cominciavano a trillare allegramente e il maritino che deve andare in ufficio lo potevi tranquillamente svegliare tu.

Che sia l'inizio di una nuova era? Quella in cui si deve puntare di nuovo la sveglia se no si rischia di fare tardi al lavoro o a scuola? Quella in cui devi addirittura lottare per far alzare i bambini dal letto? 

Va beh, su...non esageriamo! Magari non sarà proprio così, ma almeno ci si potrebbe andare vicino ;-) e sarebbe già una conquista leggendaria!!!


lunedì 3 giugno 2013

Polpette di maiale sfiziose con capperi e olive

Cara Lilli,

hai presente quando pensi di cucinare qualcosa che fai spesso ma vorresti rendere quel piatto un pò diverso dal solito e magari sfizioso
Ecco, è così che sono nate le mie polpette di maiale con capperi e olive :-)

Devi sapere che io non amo molto le polpette cotte nel sugo di pomodoro, preferisco mangiarle in bianco, solo passate in padella. Infatti, è proprio in bianco che preparo queste polpettine.

La ricetta è facilissima (e che te lo dico affare!) e richiede:

- 400 gr di macinato di maiale

- 1 uovo

- mollica di pane q.b. (vado ad occhio, io!)

- pangrattato (all'occorrenza)

- 6 olive verdi

- un cucchiaio di capperi sotto sale

- sale

- pepe

- farina

- olio evo

Si amalgama la carne con l'uovo e la mollica di pane, aggiungendo un pò di pangrattato se il composto appare troppo molle. Si tritano (ma non troppo) al mixer le olive private del nocciolo e i capperi (dopo averli passati sotto l'acqua corrente) e si aggiunge il tutto alla carne. Si aggiusta di sale e di pepe.

A questo punto basta formare le polpette, passarle nella farina e poi cuocerle in padella con un pò d'olio fino a che siano ben rosolate .

PS: con queste dosi mi vengono 14 polpette non molto grandi 

PS2: io non metto mai formaggio grattugiato di alcun tipo nelle polpette di carne perchè a mio marito non piace, ma chi vuole può aggiungerlo!

Ed ecco qui una rappresentanza delle polpette sfiziose, accompagnate da dei simpatici sorrisini :-)






Che dire se non...buon appetito, Lilli!