AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

Visualizzazione post con etichetta Franco Di Mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Franco Di Mare. Mostra tutti i post

venerdì 15 aprile 2016

Venerdì del libro (225°) : IL CAFFE' DEI MIRACOLI e IL TEOREMA DEL BABA'

Cara Lilli,

oggi torno ad aderire all'iniziativa di HomeMadeMamma parlandoti non di uno, ma di due libri che ho letto da poco: IL CAFFE' DEI MIRACOLI e IL TEOREMA DEL BABA', entrambi del giornalista Franco Di Mare.

Sono due romanzi che possono essere definiti fratelli, sia per lo stile narrativo, sia per la presenza in entrambi di alcuni dei personaggi, sia per l'ambientazione.

Parto proprio da quest'ultima: le storie narrate si svolgono a Bauci, un immaginario paesino della Costiera Amalfitana. Di quelli che nella stagione estiva raddoppiano, anzi triplicano e oltre la popolazione, per poi tornare nel resto dell'anno ai numeri assai contenuti dei soli residenti.

Quei paesini in cui tutti sanno tutto di tutti, dove la routine quotidiana la fa da padrona e le dinamiche dei rapporti interpersonali seguono percorsi che si perpetuano nel tempo, con tutti i pro e contro che questo comporta.

Quel calore umano, quella vicinanza che fa bene al cuore ed è di aiuto in tante occasioni, ma che spesso anche può diventare invadenza. Quella ritualità degli avvenimenti, delle situazioni in generale, che dà sicurezza e serenità, ma che può finire anche per opprimere e stancare. 

In questo quadro, immerso nelle bellezze naturali della Costiera che tutto il mondo ci invidia, si muovono i personaggi nati dalla fantasia dell'autore: dal sindaco al capo dell'opposizione, dal parroco alla perpetua, dalla fruttivendola al ristoratore, dal maresciallo dei carabinieri all'assessore alla cultura e al turismo, dal netturbino al proprietario del bar centrale.

E proprio il bar in questione, chiamato anche Caffè dei miracoli, dà il titolo al primo dei due romanzi. Infatti, se a Bauci si vuole sapere qualcosa delle novità su piazza, è a Michele il barista che ci si deve rivolgere.

Da parte mia posso dire che è stata una lettura piacevolissima, molto immediata, che mi ha lasciato la gradevole sensazione di trovarmi presente dal vivo tra le stradine di Bauci, ad ascoltare le discussioni, i piccoli litigi, le risate, le confidenze, i pettegolezzi, le ansie, le parole d'amore... 

Non è facile secondo me per uno scrittore mettere su carta e rendere credibili e ben riconoscibili per il lettore una buona quantità di personaggi. Perchè quando ce ne sono molti quelli minori rischiano di venire penalizzati. Non è questo il caso: Di Mare ha dato vita sapientemente a uomini e donne di età, estrazione sociale, cultura, carattere tutti diversi tra di loro, con cura e allo stesso tempo con semplicità.

IL CAFFE' DEI MIRACOLI l'ho preferito di una spanna rispetto a IL TEOREMA DEL BABA', ma entrambi mi sono piaciuti. Letture ottime per un momento di vero relax, senza però rinunciare all'ironia e ad un pizzico di suspance.

Io ne consiglio la lettura nell'ordine in cui sono stati pubblicati, pur se non è cosa indispensabile.

Qui di seguito riporto le sinossi, prese su Amazon:

 
IL CAFFE' DEI MIRACOLI

È sempre intorno a loro, le fimmine, che si agita il mare delle passioni. E il mare, quando tira malo tempo, in un niente può volgere a tempesta. 
Ma vale lo stesso se la donna in questione è una statua di marmo, un opulento nudo di Botero il cui sedere da tre tonnellate guarda malauguratamente in direzione di una chiesa? 
È quel che succede a Bauci, piccolo borgo a strapiombo sulla costiera amalfitana, diventato località alla moda grazie a un festival artistico che quest'anno celebra appunto il maestro colombiano. 
Quando don Enzo, il parroco, vede l'opera al centro della piazza va su tutte le furie: come si può concepire tale oscenità, peraltro a pochi giorni dalla visita del vescovo? Ma toglierla non si può. Spostarla neppure. Cosa fare, dunque? Se lo chiede Rocco Casillo, il sindaco, al quale la statua serve per coronare i suoi sogni politici, e se lo chiede l'intera, colorata comunità di Bauci. Strane dicerie e fatti inspiegabili si susseguono fin quando, ai piedi dell'imponente chiattona, compare un fagotto con dentro una neonata. 
La pietra dello scandalo è servita...



IL TEOREMA DEL BABA'


Manca ancora un mese a Natale, ma a Procolo Jovine, titolare del miglior ristorante di Bauci, piace fare le cose per bene e sta già preparando un menù coi fiocchi. Del resto, il suo pranzo del 25 è qualcosa di leggendario, un incantesimo di sapori e profumi capace di far tornare gli adulti bambini e riportarli nelle cucine delle loro nonne. 
I suoi segreti? Il rispetto rigoroso della tradizione e una ricerca maniacale degli ingredienti più genuini. Perciò, in questo meraviglioso paese della Costiera amalfitana, la sua autorità culinaria è indiscussa. 
Una mattina però, dall'altro lato della piazza, dove c'era una profumeria, Procolo nota una nuova insegna "Experience" - che promette "percorsi emozionali in cucina". Una fitta allo stomaco lo avvisa che qualcosa non va. 
E quel qualcosa prende presto il volto di Jacopo Taddei, il paladino della cucina molecolare, il principe della mondanità in tv, "colui il quale ha trasformato le ostriche in nuvole, scomposto i prodotti in particelle, e inventato il cappuccino di baccalà". Un uomo bellissimo e, "ça va sans dire", il sogno proibito di ogni donna. 
Per Procolo il suo arrivo è un oltraggio, un insulto, una sfida. Di più: un atto di guerra.







I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI