Cara Lilli,
pochi giorni fa, guardando in frigorifero in cerca di idee per un secondo piatto per pranzo, mi sono imbattuta in uova, sottilette e prosciutto cotto.
E' incredibile come anche cose così semplici, che per altri non hanno valore più di tanto (sono alimenti molto comuni, alla fine!), per te possono essere una finestra da aprire per affacciarti sui ricordi.
Quando il mio papà si metteva ai fornelli era molto spesso per preparare qualche sughetto per condire la pasta oppure delle uova al tegamino. Ma non uova al tegamino qualsiasi: lui le arricchiva con una sottiletta poggiata sopra e le copriva poi con una bella fetta di prosciutto piegata in due.
Erano le sue famose uova al fuscio.
Non chiedermi cosa significhi "fuscio" perchè non è ho la più pallida idea. Le aveva ribattezzate così lui stesso.
Sarebbe contento il mio papà di sapere che, dopo un sacco di tempo che non lo facevo, ho cucinato per me un bell'uovo al fuscio l'altro giorno.
E sono certa sarebbe ancora più contento di sapere che da settimane ormai la colonna sonora del tragitto casa-scuola al mattino non è una canzone dello Zecchino d'oro, nè una sigla dei cartoni animati, nè una delle altre canzoni da grandi che pure ci sono nel CD che abbiamo in auto e che piacciono ai miei monelli. Niente di tutto questo.
Ti sembrerà assurdo, ma la monella mi chiede espressamente di ascoltare la "Danza ungherese n°5" di Johannes Brahms: degna nipote di un nonno amante e cultore della musica classica e degna figlia di una mamma (io) che da piccola smetteva di piangere ascoltando L'Overture de Il signor Bruschino di Rossini.
E anche il monello è coinvolto nell'ascolto e si esalta col crescendo finale.
E anche il monello è coinvolto nell'ascolto e si esalta col crescendo finale.
Proprio oggi, che sono già 8 anni che il mio papà è venuto a mancare, mi fa tenerezza pensare alla gioia e alla piccola-grande soddisfazione che vedrei nei suoi occhi per tutto questo.
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| UOVO "AL FUSCIO" |
